L’Italia dei Borghi è un giacimento di cultura e saperi, ma anche una miniera aperta al nuovo: arte contemporanea, iniziative e festival, incubatori di imprese culturali e creative innovative di comunità.

Hai mai visto con quale maestria le donne di Ollolai costruiscono il disco di asfodelo su cui viene poggiata la Filindeu, pasta tipica, lavorata pazientemente a mano e con un andirivieni simile al movimento della fisarmonica?

Sei mai stato al Festival della Paesologia di Aliano? Una centrifuga di arte, canti, parlamenti su vari argomenti. Inizia al tramonto e finisce dopo diversi giorni all’alba. Un non stop di emozioni.

A Latronico puoi incontrare le opere di Anish Kapoor che si fanno buona compagnia con le arti, dal gusto antico, del “Puntino ad ago” e della manifattura dei “Biscotti ad otto”.

Ed ancora, le opere di Marino di Teana, che squarciano, con il loro caldo colore “corten”, il cielo azzurro.

La lista della bellezza che puoi trovare nei borghi è una serie di numeri naturali, infinita.

L’Italia dei borghi è un giacimento di cultura e saperi conservati con orgoglio nelle mani e negli occhi delle persone che hanno deciso di restare. Ma è anche una miniera aperta al nuovo: arte contemporanea, iniziative e festival che esaltano le più svariate forme di espressione artistica.

I borghi si sono spopolati, ma quelli rimasti non si sono mai arresi alla tempesta del tempo che porta con sé lontano persone e ricordi. Molti paesi hanno cercato di preservare la propria identità attraverso la cultura facendone il loro migliore attrattore che non conoscerà mai l’usura della ciclicità e delle cose già fatte.

I borghi si salvano promuovendo e sostenendo qualità ed eccellenze del territorio. Bisogna creare opportunità per il loro miglioramento socio-economico. L’incubazione di imprese culturali e creative innovative di comunità può essere uno strumento utile per un cambiamento vantaggioso.

Ma non può viaggiare in solitudine, è indispensabile che sia accompagnato da attività di rigenerazione urbana a medio/lungo termine e che questa avvenga con un approccio progettuale innovativo orientato alla sostenibilità attraverso l’impiego delle nuove tecnologie (IoT, tecniche della Geomatica, ecc.).

In occasione del Bando per incentivare progetti di rigenerazione dei territori, per rafforzare, integrare l’offerta turistica e culturale nei borghi italiani all’insegna della sostenibilità, dell’accessibilità e dell’innovazione, pubblicato dal MIBACT e destinato ai piccoli Comuni, la sottosegretaria al Turismo del governo Conte, Lorenza Bonaccorsi, ha dichiarato: “I borghi d’Italia rappresentano non solo la storia e l’identità del nostro Paese. Ne sono l’essenza e la linfa diffusa su tutto il territorio. Essi sono un patrimonio di cultura, arte e storia. Tenerli vivi significa preservare questo patrimonio e quel museo diffuso che è il valore aggiunto della nostra offerta turistica. Prima di questa pandemia abbiamo lamentato il limite della concentrazione del turismo, i borghi sono la soluzione a questo limite. Per valorizzarli è necessario prima di tutto mettere in sicurezza le sue strutture architettoniche. Non solo. Prendersi cura dei borghi italiani significa tutelare il nostro territorio, così fragile e così bisognoso di manutenzione, attenzione ed investimenti per la salvaguardia idrogeologica. In una parola: sostenibilità”.

Il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, ha annunciato: “ Nel Recovery Plan ho poi chiesto di mettere molte risorse legate a questo tema, ovvero la tutela dell’ambiente come creato dall’uomo. Ho chiesto risorse per parchi e giardini, risorse per i borghi – 1 miliardo – e per i cammini; risorse importanti anche per l’edilizia rurale, un patrimonio che se non salviamo in fretta se ne va nel giro di pochi anni. Ieri l’Anas ha poi aperto il bando per il recupero delle case cantoniere, un altro patrimonio enorme che va recuperato, mantenendo quel rosso che il ministero ha identificato e vincolato”.

I paesi pretendono un’immaginazione rotonda che è quella capace di far vedere quanta bellezza c’è nell’arte di osservare e ascoltare un suono in grado di infiammare il cuore.

Ma in borghi possono essere anche dinamici: l’approccio è individuale. Il mondo è così ben collegato che continuare a dire che i paesi “sono lontano da tutto e sono lenti” è ormai un clichè che non corrisponde più alla realtà.

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