Nella missione 2 del PNRR all’Investimento 3.2 si parla di Green Communities. Il progetto intende aiutare lo sviluppo sostenibile e resiliente dei territori rurali e di montagna che vogliono sfruttare in modo equilibrato le risorse principali di cui dispongono tra cui, in primo luogo, acqua, boschi e paesaggio, avviando un nuovo rapporto sussidiario e di scambio con le comunità urbane e metropolitane.

Ciò verrà realizzato favorendo la nascita e la crescita di comunità locali, anche tra loro coordinate e/o associate (le Green communities), attraverso il supporto all’elaborazione, il finanziamento e la realizzazione di piani di sviluppo sostenibili dal punto di vista energetico, ambientale, economico e sociale.

 

Cosa sono e come nascono le Green Communities?

Negli Stati Uniti con l’espressione Green Community, si è soliti indicare quelle aree verdi – terreni urbani inutilizzati, abbandonati o liberi da vincoli – che i proprietari delle abitazioni limitrofe decidono di gestire insieme per valorizzarli dal punto di vista ambientale. Questo lavoro corale, oltre a svolgere un’importante funzione sociale e di controllo del territorio, contribuisce a migliorare l’ aspetto ed il valore delle città intervenendo su zone destinate al degrado.

In Italia le Green Community sono comparse per la prima volta nella legge n.  221/2015 dove si legge “il Dipartimento per gli affari regionali, d’intesa con altri dicasteri, promuova la predisposizione della strategia nazionale delle Green Community diretta ai territori rurali e di montagna, che intendano sfruttare in modo equilibrato le risorse principali di cui dispongono, tra cui in primo luogo acqua, boschi e paesaggio”.

Il PNRR ha ripreso il discorso sulle Green Communities, ma a differenza della Legge 221 del 2015, dove l’attenzione era concentrata soltanto sulla valorizzazione e sostegno della montagna, appare, invece, che voglia dare centralità anche alla connessione sussidiaria e di scambio tra territori rurali e comunità urbane e metropolitane, le quali dovranno e potranno contribuire, attraverso diverse formule, allo sviluppo di quei territori destinati ad impoverirsi e spopolarsi e che da sempre forniscono una serie di servizi – cosiddetti servizi ecosistemici – necessari per la sopravvivenza ed il benessere delle città.

 

Qual è l’obiettivo previsto dall’investimento del PNRR?

L’obiettivo è quello di agevolare la creazione e la crescita di 30 Green Communities ossia 30 comunità locali, coordinate ed associate tra loro, che vogliono realizzare insieme piani di sviluppo sostenibili dal punto di vista energetico, ambientale, economico e sociale. Per tale investimento è stato previsto un costo totale di € 135 mln.

 

Quali sono i benefici che dovrebbero conseguire dalle Green Communities?

Le Green Communities dovrebbero generare uno sviluppo sostenibile dal punto di vista energetico, economico ed ambientale nei seguenti ambiti:

  • gestione integrata e certificata del patrimonio agro-forestale e delle risorse idriche, anche tramite lo scambio dei crediti derivanti dalla cattura dell’anidride  carbonica, la gestione della biodiversità e la certificazione della filiera del legno;
  • produzione di energia da fonti rinnovabili locali, quali microimpianti idroelettrici, biomasse, biogas, cogenerazione e biometano;
  • sviluppo di un turismo sostenibile, attraverso la valorizzazione delle produzioni locali;
  • costruzione e gestione sostenibile del patrimonio edilizio e delle infrastrutture per una montagna più moderna;
  • efficienza energetica e integrazione degli impianti e delle reti;
  • integrazione dei servizi di mobilità;
  • sviluppo di un modello di azienda agricola sostenibile, anche energeticamente indipendente attraverso la produzione e/o  l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili.

 

Il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Mariastella Gelmini, durante l’incontro  con la Giunta dell’Uncem – Unione nazionale Comuni Comunità Enti montani – ribadendo la volontà del Governo di dare centralità al tema del rilancio della montagna ha precisato: “Abbiamo una importante congiuntura positiva, che dobbiamo assolutamente sfruttare. L’Expo di Dubai avrà tra i temi principali la montagna; nel Piano nazionale di ripresa e resilienza ci sono risorse per diffondere le green community; la legge quadro sulla montagna è stata collegata alla legge di bilancio, ed avrà dunque una corsia preferenziale in Parlamento. Le risorse europee e quelle che arriveranno con la nuova legislazione dovranno essere impiegate per progetti che abbiano come obiettivi principali quelli di bloccare il fenomeno dello spopolamento dei Comuni montani, di agevolare le professioni legate alla montagna, di garantire più servizi ai territori interni e meno accessibili”.

Ha annunciato, altresì,  l’intenzione del Governo di creare un fondo unico per la montagna, in modo da semplificare il quadro normativo e burocratico per l’utilizzo di queste risorse e l’istituzione di una task force per dare assistenza tecnica ai piccoli Comuni in relazione ai progetti legati al Pnrr.

Il Piano di Ripresa e Resilienza (PNRR), con la sua Missione 2 diretta alla creazione delle Green Communities, ma anche alla tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano, offre, dunque, alle città gli strumenti per dimostrare gesti di gratitudine verso le montagne e le aree rurali che generosamente forniscono da sempre, senza alcuna compensazione, risorse indispensabili per il benessere e la sopravvivenza delle stesse città.

 

Linkografia

PNRR: focus su isole verdi, green communities e autoconsumo

Il valore dei territori rurali e di montagna: le Green communities

PNRR e boschi urbani: la transizione ecologica passa dalla città

Servizi ecosistemici e rapporto con la città: il PNRR occasione da sfruttare

Gelmini incontra UNCEM: azione per una nuova legges sulla montagna, Green Communities, task force PNRR per i comuni piccoli

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