Il PNRR nella Missione 2 “Salvaguardare la qualità dell’aria e la biodiversità del territorio attraverso la tutela delle aree verdi, del suolo e delle aree marine” all’investimento 3.1 “Tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano” ha previsto una serie di azioni dirette a migliorare la qualità della vita ed il benessere dei cittadini attraverso la tutela delle aree verdi esistenti e la creazione di nuove.
Questi interventi sono rivolti principalmente alle 14 città metropolitane, maggiormente esposte ai problemi derivanti dall’inquinamento atmosferico, dall’impatto dei cambiamenti climatici e dalla perdita di biodiversità, con evidenti effetti sulla salute e benessere dei cittadini.

 

Lo scenario attuale

In Italia ogni abitante, secondo un’indagine di Coldiretti, dispone in città solo di 33,8 metri quadrati di verde urbano, nelle metropoli la situazione diventa ancora più critica con valori che vanno dai 6,3 di Genova, ai 16,5 di Roma, dai 18,1 di Milano ai 22,6 di Torino.

Il patrimonio verde per la sua capacità di migliorare la qualità dell’aria e delle temperature, elementi indispensabili per la salute ed il benessere dei cittadini, rappresenta una risorsa molto importante a cui attingere per migliorare la vita nei centri urbani sotto i diversi aspetti sociali, economici e culturali.

Oggi, oltre il 70% delle emissioni pericolose per il pianeta provengono dalle città ed entro il 2050 si stima che ben 6 miliardi di persone nel mondo vivranno nelle metropoli e dovranno fare i conti con molteplici problemi derivanti dalla concentrazione delle persone in aree delimitate.

Per arginare i problemi legati al cambiamento climatico la città è chiamata a svolgere il ruolo di attrice protagonista modificando in maniera potente le proprie politiche di sviluppo e di organizzazione ponendosi come obiettivi la tutela della sicurezza, della salute dei cittadini ed il rispetto per la natura.

In questa prospettiva si collocano le disposizioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza trasformando il verde pubblico da problema a fonte d’investimento, attraverso cui passerà la transizione ecologica verso la completa neutralità climatica e lo sviluppo ambientale sostenibile.

 

PNRR, Missione 2 “Salvaguardare la qualità dell’aria e la biodiversità del territorio …”

La misura include lo sviluppo di boschi urbani e periurbani con la piantumazione di almeno 6,6 milioni di alberi (per 6.600 ettari di foreste urbane).

Quanto è importante il verde pubblico per una città?

La presenza del verde all’interno dei centri urbani è fondamentale per la qualità della vita dei cittadini. Parchi e giardini non sono soltanto luoghi di socialità, ma svolgono un’importante funzione ecologica per mitigare le problematiche ambientali tipiche delle metropoli: bassa qualità dell’aria, inquinamento acustico, calore eccessivo, assenza di biodiversità, scarsa permeabilità del suolo e conseguenti dissesti idrogeologici.

Gli alberi abbassano la presenza di polveri sottili nell’aria contribuendo alla mitigazione dei cambiamenti climatici. Ad esempio il Pioppo bianco e la farnia Quercus robur aiutano per lo stoccaggio del carbonio, mentre per la rimozione del biossido di azoto, monossido di carbonio ed ossigeno sono utili il Pino domestico, l’Ippocastano ed il Pioppo bianco. I Tigli, ad esempio, hanno capacità media di rimozione degli inquinanti e basso potenziale di formazione dell’ozono negli ambienti urbani. Il Cerro, l’ulivo, sono ideali per ridurre la produzione di ozono, ma non riescono ad assorbire l’anidride carbonica in quanto la crescita delle loro foglie e della massa legnosa è modesta e lenta.

Esistono, dunque, delle profonde interazioni tra le caratteristiche delle singole vegetazioni e l’inquinamento dell’aria e il bilanciamento delle temperature. La scelta non può essere lasciata al caso o alla fantasia del giardiniere.

Affinché il verde possa essere in concreto “efficiente” occorre individuare le specie vegetali più indicate e scartare quelle non adatte, verificare attentamente il luogo in cui devono essere messe a dimora tenendo conto dei contesti e caratteristiche delle singole città.

I soggetti incaricati di gestire il verde pubblico hanno posto queste domande ed è rimbalzato l’eco degli amministratori locali che chiedono a gran voce che ogni città sia dotata di un piano di sviluppo del verde nel quale non sia importante soltanto il numero di alberi piantumati, ma anche il tipo, la loro sicurezza nel tempo, ecc.

Il verde è nel contempo un bene pubblico e una risorsa che genera benefici per la collettività, come tale necessita di politiche mirate, strumenti di gestione e programmazione basati sulla conoscenza approfondita per rendere davvero efficiente la tutela e la valorizzazione delle sue svariate funzioni.

La gestione del patrimonio verde è un’attività complessa, per raggiungere il massimo rendimento estetico e funzionale è opportuno fare un’analisi completa con informazioni dettagliate che oggi è possibile acquisire con l’utilizzo, ad esempio, delle metodologie di georeferenziazione capaci di raccogliere una molteplicità di dati utili per gestire ed integrare le diverse competenze e problematiche.

Leonardo da Vinci, in tempi non sospetti, aveva già ben chiaro il ruolo dell’uomo nell’alterazione degli equilibri naturali e ci ammoniva dicendo: “Certo è par qui che la natura voglia spegnere la umana spezie, come cosa inutile al mondo e guastatrice di tutte le cose create”.

Linkografia

Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Rivoluzione verde e transizione ecologica nella Missione 2

La gestione efficace del verde pubblico

Verde urbano e Pnrr, webinar Anci su criticità e opportunità di sviluppo

PNRRR città più verdi

Giornata mondiale dell’Ambiente 2021, fari puntati sul PNRR per far ripartire dal Sud la sostenibilità del Paese

(Visited 179 times, 1 visits today)