Cosa sono i servizi ecosistemici, che rapporto hanno con la città e come possono essere sviluppati con il PNRR

 

I servizi ecosistemici sono tutti quei servizi generati dai sistemi naturali per sostenere la vita, la salute, il benessere economico e sociale dell’uomo. Si suddividono in quattro categorie: 

  • servizi di approvvigionamento, che forniscono i beni veri e propri, quali cibo, acqua, legname e fibra;
  • servizi di regolazione, che comprendono i servizi che danno benefici diretti e indiretti per l’uomo e sono quelli che regolano il clima e le precipitazioni, l’acqua (ad es. le inondazioni), i rifiuti e la diffusione delle malattie;
  •  servizi culturali, relativi alla bellezza, all’ispirazione ed allo svago che contribuiscono al benessere spirituale; 
  • servizi di supporto, necessari per la produzione di tutti gli altri servizi ecosistemici e comprendono la formazione del suolo, la fotosintesi e il ciclo nutritivo alla base della crescita e della produzione.

 

Perché i servizi ecosistemici sono così importanti?

La natura è strettamente legata allo sviluppo della società umana. Qualora dovesse decidere di non funzionare o di non produrre più risorse l’intero habitat umano si troverebbe ad affrontare enormi difficoltà che potrebbero comprometterne la stessa sopravvivenza.

Il Millennium Ecosystem Assessment, un progetto di ricerca internazionale avente  l’obiettivo di individuare, valutare lo stato degli ecosistemi globali e le conseguenze sul benessere umano, ha calcolato che la perdita di servizi ecosistemici contribuisce “all’insicurezza alimentare ed energetica, aumenta la vulnerabilità ai disastri naturali, come inondazioni o tempeste tropicali, diminuisce il livello di salute, riduce la disponibilità e la qualità delle risorse idriche e intacca l’eredità culturale”.

 

Che rapporto c’è tra i servizi ecosistemici e la città?

Quando si parla di servizi ecosistemici si affronta il problema rapportandolo alla montagna, ai paesaggi rurali o naturali. Si discute della loro tutela, del loro valore economico e della necessità di individuare delle politiche dirette a prevedere ristori per il peso che le aree rurali devono sopportare per fornire una serie di servizi necessari per la sopravvivenza ed il benessere delle città. 

In realtà anche le città potrebbero diventare autosufficienti per taluni servizi ecosistemici e contribuire in maniera importante al benessere dei cittadini. Un servizio di approvvigionamento è rappresentato dal verde pubblico.

Giardini e parchi, inizialmente espressione del potere della famiglia a cui appartenevano,  intorno al 1800 diventano pubblici per essere oggi  non soltanto luoghi di socialità, ma anche posti che svolgono un’importante funzione ecologica per mitigare le problematiche ambientali tipiche delle metropoli: bassa qualità dell’aria, inquinamento acustico, calore eccessivo, assenza di biodiversità, scarsa permeabilità del suolo e conseguenti dissesti idrogeologici.

Il verde pubblico garantisce la purificazione dell’aria,  lo stoccaggio del carbonio, la riduzione del rumore, la ritenzione delle piogge, il raffreddamento e l’espletamento di attività ricreative. 

La città di Rotterdam ne ha intuito l’importanza e si è fatta portatrice di una buona pratica per migliorare la comprensione dei servizi ecosistemici in ambiente urbano utilizzando una nuova metodologia che parte dalla quantificazione e identificazione delle aree verdi presenti nella città.

Più esattamente, i ricercatori, per determinare la distribuzione spaziale di ogni servizio, hanno effettuato una mappatura della città, utilizzando i dati sulle posizioni di diversi tipi di spazio verde urbano (alberi, boschi, arbusti alti, arbusti bassi, prati, giardini, aree con acqua e altri, come orti e campi sportivi). 

Gli indicatori per ogni servizio ecosistemico sono stati messi in relazione agli spazi verdi grazie a sistemi di localizzazione GIS. I ricercatori hanno calcolato i servizi ecosistemici forniti da ogni singolo spazio verde presente nei singoli quartieri. Per ogni spazio verde urbano è stata moltiplicata l’area per il tasso di fornitura di servizi ecosistemici per metro quadrato. 

L’analisi ha mostrato che il posizionamento del verde e le diverse tipologie sono elementi determinanti per la fornitura dei servizi ecosistemici. Per esempio è stato dimostrato che gli alberi sono più efficaci nella filtrazione degli inquinanti dell’aria quando sono più vicini alla fonte di inquinamento.

Lo studio ha confermato che non solo la quantità, ma anche la composizione e la disposizione degli spazi verdi urbani influenzano il tipo e il livello di servizi ecosistemici forniti ai quartieri. Secondo gli studiosi questo approccio innovativo alla rigenerazione aiuterà gli urbanisti a progettare o riqualificare città più sostenibili.

Il Piano di Ripresa e Resilienza (PNRR), con la sua Missione 2 diretta anche alla tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano,  potrà essere l’occasione per le città di dimostrare di essere attente al benessere dei propri residenti, ma anche il pretesto per  fare un gesto di gratitudine verso le montagne e le aree rurali che nel tempo hanno assorbito quanto di negativo è stato emesso dalla città e senza chiedere alcuna compensazione hanno generosamente continuato a fornire risorse per il benessere e la sopravvivenza della stessa città.

 

Linkografia 

Servizi ecosistemici: cosa sono, quanto valgono, da chi provengono

Millenuim Ecosystem Assessment

Il valore del verde per città resilienti

La gestione efficace del verde pubblico

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