Borghi, montagna e aree rurali occasioni di vita e lavoro

Trovare e ristrutturare casa in montagna oggi è più semplice. Tra incentivi, vecchie e nuove opportunità di lavoro è possibile vivere in maniera differente.

Se tra qualche anno trasferirsi nei Borghi di montagna e nelle aree rurali sarà una necessità a causa dei cambiamenti climatici che spingeranno in alto le temperature, facendo diventare sempre più aridi e meno accoglienti i territori che si trovano in pianura, attualmente, invece, la voglia di trasferirsi è dettata da altre esigenze ed entusiasmi.

C’è un pubblico sempre crescente di persone che desiderano una vita più autentica, che sentono l’urgenza interiore di abbandonare alcune comodità, determinati bisogni indotti, ed altre cose superflue che la città propone con garbo affascinante.

In molti vorrebbero sostituire questo caleidoscopio vorticoso con un binocolo puntato su una bella casa con giardino, su una porta che non fa intravedere ascensori, in una stanza inondata dalle note di Mozart senza alcuna preoccupazione di orecchie indiscrete.

Si tratta di un sogno facilmente realizzabile. Trovare casa in un Borgo o in un’area rurale è facile.

Le proposte di abitazioni, villette di campagne da comprare e affittare sono tante, per tutti i gusti ed esigenze. Inoltre, con l’ Ecobonus, il Sismabonus e il Bonus ristrutturazioni è possibile sistemare la casa, anche un rudere, spendendo poco o quasi niente.

Trovo casa e mi trasferisco, ma quale attività posso fare in montagna?

Mentre prima si poteva fare soltanto agricoltura, silvicolutra e turismo oggi si può lavorare in smart working, fare home food e home restaurant.

Come ha insegnato la pandemia adesso è possibile lavorare ovunque. I Borghi si stanno attrezzando, presto la banda ultralarga sarà una realtà per tutti, si potrà dialogare pur non abitando in un posto centrale, molte attività professionali potranno essere delocalizzate facilmente.

I grandi centri sono, ormai, facilmente raggiungibili. Strade ed autostrade sono dappertutto. Tanti servizi saranno riportati nei paesi e nelle aree rurali.

Dal settembre 2012,  la Strategia Nazionale Aree interne, che mira a contrastare la marginalizzazione ed i fenomeni di declino demografico, ha permesso, infatti, un ripensamento totale dell’organizzazione dei servizi inerenti sanità, trasporti, scuole.

Ci sono tantissime buone pratiche da trasformare in politiche concrete.

ll Recovery fund come occasione per ripopolare e far ripartire le aree montane e interne del Paese. Agli Stati Generali della Montagna, organizzati il 24 e 25 luglio scorsi a Roccaraso, in Abruzzo, il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia ha delineato la sua idea di Italia, partendo dai fondi europei.

L’emergenza Covid-19 – ha detto il ministro Boccia – ci ha chiarito ancora una volta che alcuni diritti universali non sono negoziabili ma vengono prima dei vincoli di bilancio e lo Stato deve garantirli a tutti: salute e scuola su tutti. Reti, fibra, scuola, trasporti, punti nascita in montagna o nelle aree interne, non possono essere condizionati da un vincolo di bilancio o da un algoritmo. Tocca poi allo Stato garantire i livelli essenziali delle prestazioni e la classe politica ha il dovere di trovare le risorse ma tutelando sempre prioritariamente quelle per garantire i diritti universali“.

Un indirizzo che ha trovato d’accordo il ministro per il Sud e la coesione territoriale Giuseppe Provenzano: “Per costruire comunità dobbiamo perseguire l’obiettivo di colmare i divari territoriali, di cittadinanza e digitali. Lo faremo specialmente per le aree interne, rurali e montane“.

Una comunità unita nei valori e negli obiettivi ha la forza giusta per attendere questa grande trasformazione. Ogni società, stile di vita ha un suo corso che giunto al vertice si arresta ed entra in crisi. Oggi sembra che stia accadendo questo. Un nuovo cambiamento che ci auguriamo possa essere migliore.

Gli ultimi avvenimenti, pandemia e cambiamenti climatici, ci hanno insegnato quanto sia importante stare nel mondo sapendo di non esseri gli unici abitanti, ma che a farci compagnia ci sono tanti altri “esseri viventi”, alberi, montagne, fiumi, etc, che sono in continua trasformazione e meritano rispetto, anche per aiutarci a vivere meglio.

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