Ti sei mai chiesto cosa c’entra il riscaldamento climatico con la riqualificazione territoriale?

Nei giorni caldi d’estate, come ogni anno, i telegiornali mandano in onda servizi sul cambiamento climatico e ci ricordano che la temperatura della terra è aumentata  mostrando il più delle volte un deserto che avanza o un ghiacciaio che si scioglie, regalandoci l’illusione che il fenomeno sia lontano geograficamente dai luoghi antropizzati. 

E invece non è così, il cambiamento climatico sta già creando importanti squilibri anche nei centri urbani, con tutte le conseguenze che ne derivano: aumento dei nubifragi e delle forti precipitazioni, innalzamento del livello del mare nelle zone costiere, fenomeni climatici estremi, quali ondate di calore e di freddo con conseguente aumento della richiesta energetica, specialmente quella estiva di raffrescamento, diffusione delle malattie, tutti eventi fortemente impattanti sulla salute e sulla sicurezza delle persone.

E’ necessario, pertanto, predisporre strategie che limitino fortemente questi eventi per ridurre le cause del cambiamento climatico e che rafforzino la resilienza dei territori con politiche di risanamento territoriale efficienti e che guardino a lungo termine.  

Quando si parla di rigenerazione territoriale bisogna pensare ad un vero e proprio progetto sociale ed economico che partendo da due principi, benessere dei cittadini e rispetto per l’ambiente, coinvolga più settori: sociale, istituzionale, sanitario, economico, educativo, urbano, ambientale ed energetico. 

Per avviare questo processo è necessario raccogliere innanzitutto i diversi dati ambientali, antropici ed  energetici del  territorio per poterne monitorare e riprogettare una efficiente rigenerazione. 

E’ stato calcolato, ad esempio, a livello europeo, che il riscaldamento è la componente più energivora dell’edilizia residenziale, a cui corrisponde circa il 64% dei consumi, imputabili principalmente al riscaldamento, al raffrescamento, alla produzione di acqua calda sanitaria, all’elettricità per illuminazione e dispositivi elettronici.

Per intervenire sui consumi energetici degli edifici bisogna spingere in maniera potente sulla loro riqualificazione attraverso una serie di interventi che possono riguardare l’involucro (isolamento termico delle pareti perimetrali, tetti, solai, ecc.) l’impiantistica (caldaie ad alto rendimento, caldaie a condensazione, installazione di pompe di calore e sistemi di termoregolazione, valvole termostatiche e contabilizzatori energetici, pompe a velocità variabile, sistemi di telecontrollo) che può essere alimentata da fonti rinnovabili (fotovoltaico e solare termico).

Le nuove tecnologie digitali e l’IoT (Internet of Things) forniscono, in tal senso, una struttura importante per realizzare l’efficientamento energetico attraverso parametri ed indicatori rilevabili e misurabili nel tempo. Sensori in grado di effettuare negli edifici monitoraggi energetico-ambientali capaci di  rilevare anche il numero di persone presenti in un ambiente ed effettuare l’analisi acustica e dei livelli di CO2.

L’efficientamento energetico oltre a riguardare gli edifici pubblici e privati coinvolge anche tutte le infrastrutture ospitate all’interno di una città o in un piccolo Borgo. Si pensi all’utilità dei lampioni intelligenti capaci di regolare da remoto e in automatico l’intensità dell’illuminazione pubblica a led  – con un beneficio economico e riduzione dei costi anche dell’80% – e acquisire dati di flussi di traffico e condizioni ambientali, quali il controllo della qualità dell’aria e dei rumori acustici.

Sensori in grado di rivelare situazioni critiche (es. allagamenti) nel caso di eventi meteo estremi quali nubifragi ed alluvioni, divenuti ormai quasi la normalità. 

Ottimizzare l’efficienza energetica è sempre più una questione di vitale importanza, in Italia gli edifici rappresentano più di un terzo dei consumi energetici del Paese. La loro riqualificazione è stata posta al centro dell’attenzione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che all’interno della  Missione “Rivoluzione verde e transizione ecologica” mette in evidenza proprio la Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici” con investimenti per più di 11 miliardi di euro e la “Tutela del territorio e della risorsa idrica”. 

Più precisamente, la parte “Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici” si articola in tre linee progettuali d’investimento:

  1. Efficientamento edifici pubblici – Investimenti di Euro 1,23 miliardi
    • Investimento 1.1: Piano di sostituzione di edifici scolastici e di riqualificazione energetica. 
    • Investimento 1.2: Efficientamento degli edifici giudiziari. 
    • Riforma 1: Semplificazione e accelerazione delle procedure per la realizzazione di interventi per l’efficientamento energetico
  2. Efficientamento energetico e sismico edilizia residenziale privata e pubblica – Investimenti di Euro 10,3 miliardi attraverso
    • Investimento 2.1: Ecobonus e Sismabonus fino al 110% per l’efficienza energetica e la sicurezza degli edifici. 
  3. Sistemi di teleriscaldamento
    Investimento 3.1: Sviluppo di sistemi di teleriscaldamento

Nella parte  “Tutela del territorio e della risorsa idrica” si prevede la mitigazione dei rischi idrogeologici, la salvaguardia delle aree verde e della biodiversità, l’eliminazione dell’inquinamento delle acque e del terreno. Gli investimenti per un totale di 14,15 miliardi di euro sono riconducibili ai seguenti ambiti di intervento:

  1. Rafforzare la capacità previsionale degli effetti del cambiamento climatico“, attraverso la realizzazione di un sistema avanzato ed integrato di monitoraggio e previsione.
  2. Prevenire e contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici sui fenomeni di dissesto idrogeologico e sulla vulnerabilità del territorio”,, attraverso “misure per la gestione del rischio di alluvione e per la riduzione del rischio” e “interventi per la resilienza, la valorizzazione del territorio e l’efficienza energetica dei Comuni”.
  3. Salvaguardare la qualità dell’aria e la biodiversità del territorio”, attraverso la tutela delle aree verdi del suolo e delle aree marine”.
  4. Garantire la sicurezza dell’approvvigionamento e la gestione sostenibile ed efficiente delle risorse idriche lungo l’intero ciclo“, attraverso investimenti in infrastrutture idriche primarie e nella rete di distribuzione idrica.

Le prime registrazioni del clima risalgono intorno al 1880 quando si iniziò a misurare regolarmente le temperature nelle stazioni meteorologiche e sulle navi che attraversavano gli oceani del mondo. Per verificare quello che era accaduto prima di tale data i ricercatori hanno usato documenti geologici come gli anelli degli alberi, le carote di ghiaccio, i coralli e i sedimenti che conservano informazioni sui climi preistorici.  Il quadro del cambiamento della temperatura globale è risultato fermo per secoli, poi bruscamente ha cominciato a salire verso l’alto negli ultimi 150, ciò a conferma della tendenza al riscaldamento durante tutto il XX secolo. 

Le attività dell’uomo sono diventate così impattanti da far denominare il nostro tempo Era dell’Antropocene ovvero il tempo in cui l’uomo ha condizionato in modo quasi irreversibile l’intero pianeta terra. 

Ma se l’uomo è stato il fautore di cambiamenti così importanti è anche vero che oggi, attraverso nuovi strumenti di monitoraggio, collaborazione e di azione possiamo immaginarci costruttori di città, Borghi e ambienti sostenibili. Non abbiamo molto tempo, ma abbiamo le facoltà e gli strumenti per farlo. 

 

Linkografia:

Efficienza energetica: perchè è importante

L’efficientamento energetico degli edifici: cosa c’è da sapere

Rigenerazione urbana: la via strategica alla smart city

M’illumino di meno in maniera consapevole ed intelligente

Perchè Matera sarà la prima vera smart city in Italia?

Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Photo Credit _ Rosanna Latronico

 

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