Come trasformare l’illuminazione urbana da strumento di semplice funzionalità, in grado di garantire sicurezza e orientamento per i cittadini, a mezzo per la realizzazione di svariate, utili ed intelligenti opportunità. 

Nel 2005 Caterpillar, programma di Rai Radio 2, lanciava la Giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili “M’illumino di meno”: una provocazione per  sensibilizzare al risparmio energetico e suggerire l’approccio a nuovi stili di vita.

Uno slogan in perfetta contrapposizione, almeno letterale, con quello di Ungaretti, il poeta di “M’illumino d’immenso”.

Nella realtà dei fatti entrambi i pensieri trovano la loro ispirazione nel bisogno di tutela della natura e della conseguente felicità di immergersi nella luminosa bellezza del mondo.

Ungaretti pensava ad una giornata di sole dopo il buio della notte ed il trapasso delle miserie umane, mentre Caterpillar, probabilmente, osservava l’avvicendarsi delle sere e delle tante luci che illuminano strade e luoghi pubblici in un gioco d’imperfetto equilibrio tra esigenze contrapposte: risparmio energetico, sicurezza per i cittadini e rispetto dell’ambiente notturno. 

L’illuminazione pubblica, nei Comuni italiani, è un pensiero che spesso non fa dormire serenamente molti amministratori che ignorano il numero, il tipo di apparecchi illuminanti, la loro funzionalità, il consumo, ecc.  con conseguenti problemi di ordine economico, di sicurezza delle persone e d’inquinamento luminoso.

Quale cura si può suggerire per alleggerire e/o risolvere il problema?

Innanzitutto bisogna individuare le cause partendo da una precisa verifica delle aree e delle condizioni della pubblica illuminazione attraverso una mappatura delle zone ed un censimento dei punti di illuminazione, con apposita strumentazione.

I dati raccolti,  sono dati georeferenziati e come tali riproducono dettagliatamente tutte le caratteristiche della strada e della rete d’illuminazione, quali: punti luci, quadri elettrici, linee, pali di sostegno, tesata, parete, incasso a terra, tipo di linea, proprietà ecc., in modo da ricavare una scheda completa e dettagliata. 

Questi dati possono essere utilizzati dagli Enti locali:

  • per organizzare ed eseguire lavori di  riqualificazione e/o ammodernamento della rete d’illuminazione pubblica, ad esempio sostituzione di lampioni obsoleti o delle lampade d’illuminazione;
  • per pianificare il risparmio energetico con corpi illuminanti appositi ed intelligenti capaci di programmare l’accensione automatica delle luci al passaggio di pedoni o autovetture;
  • per elaborare mappe interattive che consentono agli utenti di individuare l’indirizzo in cui si trova il punto luce e segnalare direttamente il guasto. In tal modo si rende la vita più semplice anche agli Uffici Tecnici dei Comuni, interessati da continue visite di cittadini che denunciano la mancanza di adeguata illuminazione nella propria via.

Ma l’illuminazione urbana da strumento di semplice funzionalità, in grado di garantire sicurezza e orientamento per i cittadini, può diventare un mezzo per la realizzazione di svariate, utili ed intelligenti opportunità. Come dire: “prendere due piccioni con una fava”.

Difatti, gli interventi di riqualificazione d’illuminazione pubblica con la presenza di quadri elettrici e punti di sostegno, possono essere l’occasione per realizzare altri servizi utili per i cittadini, quali:

  • interventi di “Smart City“, ossia di città intelligenti, che forniscono una serie di servizi innovativi, ad esempio la sensoristica IoT (Internet of Things): sensori, montati sui lampioni che permettono di tenere sotto controllo i valori ambientali, da quello sonoro a quello luminoso, o capaci di misurare variazioni nell’inclinazione o vibrazione del suolo per poter anticipare i terremoti nelle zone altamente sismiche. Servizi che prevedono la presenza di stazioni di ricarica delle auto elettriche, punti di ricarica di smart card per servizi, sistemi di pagamento automatici per parcheggi, ecc.;
  • montaggio di sistemi di telecamere di videosorveglianza o varchi di accesso che condividono parte della rete e dei supporti degli impianti d’illuminazione, consentendo di risparmiare sui costi;
  •  installazione di sistemi wireless nella struttura dei lampioni, la loro altezza e  diffusione sul territorio, fa sì che possano essere utilizzati come hotspot per poter fornire in maniera capillare ed efficiente la connettività a tutta la cittadinanza;
  • inserimento nel sistema di controllo della rete d’illuminazione pubblica delle apparecchiature dirette al controllo dei dati necessari a certificare la qualità ambientale.​

Jung, ci suggerisce che “Non si diventa illuminati immaginando figure di luce, ma diventando coscienti del buio”. Pertanto, chi vuol essere lungimirante può vedere e cogliere tutto ciò che viene offerto e trasformarlo in occasione per accendere i riflettori sul proprio Comune, in modo semplice ed intelligente.

 

Linkografia

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