In Italia la ricchezza del patrimonio storico è enorme, gli edifici monumentali ed in generale quelli che hanno oltre 40 anni di età sono circa il 60% del totale.

Il recupero dell’edilizia storica, edifici monumentali ed immobili minori dei centri storici e rurali, risponde ad un bisogno non soltanto “urbanistico”, ma anche di conservazione e ricostruzione dell’identità e della cultura di un luogo.

Ogni edificio, dal momento in cui viene ultimato, inizia il suo percorso di vita che porterà all’invecchiamento con conseguente bisogno di fare interventi di manutenzione che per esseri fedeli e rispondenti al progetto iniziale dovranno conoscere oltre le modifiche architettoniche, intervenute nel corso degli anni, anche le caratteristiche storiche, lo stato di degrado, ecc. del fabbricato.

Il settore dell’edilizia storica è, probabilmente, quello in cui meglio si possono esprimere le enormi potenzialità offerte dalle moderne tecnologie della Geomatica. La moderna progettazione digitale è focalizzata, difatti, sul Bim (Building Information Modeling) ma alla modellazione 3D, che rappresenta geometricamente i dati acquisiti, sarà opportuno aggiungere altre notizie.

Queste informazioni possono essere fornite utilizzando una nuova disciplina che è l’HBim.

 

Cos’è l’ HBim?

L’HBim (Historical o Heritage Building Information Modeling) è un nuovo modo di modellare gli edifici esistenti, monumentali e non, che utilizza un processo BIM, aumentandone le potenzialità ed estendendo il suo utilizzo alla creazione di modelli 3D intelligenti, capaci di contenere e gestire informazioni.

Con l’HBim si definisce un nuovo metodo di lavoro nel quale si crea un modello che simula la costruzione di un edificio esistente, si studiano i procedimenti che hanno portato alla sua costruzione acquisendo dati (geometrici, dei materiali, storici, ecc.) che potranno essere utilizzati per migliorare il successivo procedimento di modellazione all’interno di un processo interattivo dove le informazioni, di qualsiasi genere, potranno essere aggiornate, sostituite e aggiunte, ma anche utilizzate per altri edifici simili a quello oggetto di rilievo e modellazione. 

Quindi, per esempio, se una finestra con frontone e colonne si presenta simile, ma non uguale in diversi edifici, sarà possibile modellarla una volta sola e poi adattare le dimensioni e altri parametri al caso specifico in modo da creare un database universale.

 

Come opera la metodologia HBim?

Affinché un intervento di recupero sia il più possibile rispettoso delle caratteristiche strutturali e storiche di un edificio è necessario preliminarmente acquisire il più elevato numero di dati storici e tecnici.

Si inizia con una prima fase di rilievo e restituzione puntuale delle informazioni raccolte. Tali dati costituiscono la base di conoscenza per svolgere le necessarie analisi diagnostiche sull’edificio ed evidenziare i dettagli dei contenuti dell’intervento di recupero e di manutenzione.

Nell’HBim le informazioni vengono raccolte utilizzando le tecnologie della fotogrammetria digitale ad alta definizione e della rilevazione laser scanner terrestre oppure area con l’impiego di droni per fare riprese foto e video dalle quali verranno, poi, ricavate immagini georiferite che combinati con i rilievi terra si tradurranno in “nuvole di punti”.

Dall’elaborazione e fusione dei dati viene costruito un modello HBim che racchiuderà tutte le informazioni relative alla storia dell’edificio e consentirà di accedere ad ogni singolo dettaglio architettonico del manufatto dal quale sarà possibile generare disegni tecnici, documentazione in 3D, proiezioni ortografiche, sezioni, ecc.

HBim qualcosa in più rispetto al BIM

In ambiente HBim il livello di interoperabilità è ancora più intenso rispetto al Bim, questo perché si lavora utilizzando un elevato numero di software specifici che devono interfacciarsi in open Bim e condividere tutte le informazioni che devono essere utilizzabili per tutto l’arco di vita dell’edificio.

Quali sono i vantaggi dell’ HBim?

La possibilità di applicare l’approccio Hbim al patrimonio storico costituisce una sfida interessante sia nell’ambito della modellazione 3D sia nella gestione e valorizzazione dell’edificio stesso.

L’ Hbim permette di organizzare molti dati ed informazioni in modo coordinato tra vari professionisti con conseguente ottimizzazione delle risorse e dei relativi costi.

I modelli 3D ottenuti sono degli indici di contenuti, con dati consultabili che riguardano storia e caratteristiche tecniche dei singoli componenti, stato di degrado delle diverse parti dell’opera, nome delle imprese che hanno eseguito i diversi interventi nel tempo, ecc. Molteplici informazioni inserite in un data base ed utilizzabili da diversi soggetti interessati (dagli operatori della conservazione, ai progettisti, storici, fino ai visitatori) in modo semplice e intuitivo.

Inoltre,  la componente digital gioca un ruolo importante non soltanto per progettisti e costruttori, ma anche per gli utenti finali. La trasformazione digitale consentirà ai proprietari degli immobili di vendere e fittare online i propri immobili.

Nel Piano di Ripresa e Resilienza (PNRR), improntato all’innovazione tecnologica, si legge che: “L’Italia dispone di un patrimonio unico al mondo, ma molti siti/edifici sul territorio richiedono investimenti volti a migliorare capacità attrattiva, accessibilità e sicurezza”. Gli investimenti identificati dal PNRR riguarderanno l’attrattività dei borghi, la tutela e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale, la sicurezza sismica nei luoghi di culto, il restauro del patrimonio culturale del Fondo Edifici di Culto.

Dietro ogni problema c’è un’opportunità, faceva notare Galileo Galilei. Il Piano di Resilienza offrirà il terreno fertile, l’importante occasione per sfruttare la metodologia HBim.

 

Linkografia

HBIM, cosa è e gli obiettivi del metodo BIM per gli edifici storici

Dal Digital Twin all’ HBIM per il restauro di Palazzo Remondini 

Il BIM come strumento collaborativo nel real estate

Digital Twin o Gemello Digitale

Il PNRR e le opportunità per i borghi e le aree rurali

Discovery PNRR: la Missione 1 cultura e turismo

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