Ecco i principali investimenti previsti nel PNRR a favore dell’attrattività dei borghi, della valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale.

Ci sono parole che hanno il potere di appassionare ed entusiasmare e di arrivare a fare ‘storia’. Una di queste parole è ‘Resilienza’.

Resilienza è una parola che ha fatto davvero tanta strada passando dall’identificare la capacità di alcuni materiali di assorbire e riprendere la propria forma originale, dopo un urto, a quella psicologica e sociologica, ovvero di riequilibrio psichico di un individuo o quello socio-economico di una comunità dopo un evento o più eventi traumatici. 

Ma in attesa di vedere la trasfigurazione delle parola ‘resilienza’ in fatti concreti andiamo a vedere come e perché il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza prevede alcuni punti fondamentali per i borghi e le aree rurali. 

Il ministro Franceschini più volte ha affermato che: “Bisogna intervenire su quelle centinaia di piccole realtà che hanno un potenziale enorme … e per far ciò è necessario avviare una profonda promozione del patrimonio storico anche grazie alla digitalizzazione e alla banda larga. I borghi hanno bisogno di essere messi nelle condizioni di essere attrattivi, perché sono un bacino, non solo mete turistiche, ma anche fonte per decentrare la crescita e la ricchezza dalle aree urbane evidenziata dalla pandemia. Per le aree rurali … va messa in campo una decisiva opera di manutenzione, messa in sicurezza e recupero dell’edilizia rurale”.

Nel testo del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) redatto dal Governo Draghi tra gli interventi particolarmente interessanti ci sono quelli dedicati alla riqualificazione di borghi, parchi, giardini storici e patrimonio rurale.

La vita quotidiana si muove frettolosamente e non offre l’opportunità di osservare ciò che ci circonda. La pandemia ha fermato questa corsa asettica ed ha consentito di poggiare lo sguardo su un’altro paesaggio: quello lento, discreto ed invadente soltanto nella sua bellezza. 

Investimento 2.1 – Attrattività dei Borghi

Nel PNRR nella sezione “Investimento 2.1 – Attrattività dei borghi”, è scritto che: “A fronte del sovraffollamento che ha spesso caratterizzato le attrazioni turistiche nelle principali città d’arte, tanti piccoli centri storici italiani (“Borghi”) offrono enorme potenziale per un turismo sostenibile alternativo, grazie al patrimonio culturale, la storia, le arti e le tradizioni che li caratterizzano”.

Gli interventi in questo ambito si attueranno attraverso il “Piano Nazionale Borghi”, un programma di sostegno allo sviluppo economico/sociale delle zone svantaggiate basato sulla rigenerazione culturale dei piccoli centri e sul rilancio turistico. In primo luogo, saranno attivati interventi volti al recupero del patrimonio storico ed alla riqualificazione degli spazi pubblici aperti. 

Investimento 2.2 – Valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale

Ma non soltanto Borghi, nella sezione “Investimento 2.2” particolare attenzione viene riservata alla tutela e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale.

Il mondo rurale nel corso degli anni ha subito un violento abbandono che ha prodotto degrado ed alterazione del paesaggio. Casolari, cascine, masserie abbandonate puntellano come vedette buona parte del territorio rurale.

Recuperare e valorizzare gli edifici rurali significherà non soltanto tutelare e riqualificare il paesaggio, ma anche creare nuove occasioni di economia legata al mondo agricolo, artigianato e turismo sostenibile.

Il mondo rurale è oggetto di sguardi attenti in tutta l’Europa. In Spagna, ad esempio, il Consiglio dei Ministri ha approvato un accordo che prevede 130 misure nel quadro del Piano di ripresa, trasformazione e resilienza. 

“Lavorare per recuperare le pari opportunità per i diritti delle persone su tutto il territorio è fondamentale”, ha detto il quarto vicepresidente Ribera, il quale ha precisato che “sono 6.800 i comuni con meno di 5.000 abitanti, molti dei quali sotto il limite di 12,5 abitanti per chilometro quadrato e qui si concentrano 5,7 milioni di persone”. Il piano, secondo Ribera, è incentrato sulla ricerca della “giustizia” in termini territoriali e delle opportunità per i suoi abitanti e della giustizia in termini generazionali, territoriali, di genere ed età. 

Il PRNN contiene una serie di misure che opportunamente miscelate potrebbero  portare a buoni risultati se il recupero, la riqualificazione e la programmazione, anche in chiave turistica, del patrimonio edilizio viene fatta con l’attenzione certosina di una ricamatrice. 

Ma  all’ ago ed ai sistemi tradizionali occorre associare le migliori tecnologie (mapping digitale, laser scanner, virtual tour, 3D Technology, Big data, ecc.) al fine di avere informazioni utili, autorevoli, affidabili e trasparenti su aree diverse come: il passato e lo stato di fatto dell’immobile, ubicazione georeferenziata e contesto in cui si trova,  in modo da poter realizzare una riqualificazione territoriale corretta, equilibrata, facile e vantaggiosa anche per il futuro. 

E’ possibile, dunque, in questo momento storico fare un’ accurata operazione di “home staging” dei paesi che spesso accanto alla loro bellezza mostrano, in maniera sfacciata, anche tante brutture urbanistiche pubbliche e private che si sono susseguite in maniera confusa nel corso degli ultimi 40 anni. 

La distonia urbanistica non è l’unica macchia, ma vi è anche il problema “dell’anagrafica” degli immobili. Difatti, spesso, è alquanto complicato intervenire perché c’è confusione nella titolarità della proprietà e la casa che resta immobile si trasforma in rudere. 

Altre si fermano sospese perché si scoprono non conformi ai progetti iniziali, laddove vi sia pure traccia. 

Tutte le buone iniziative dirette a ripopolare i borghi, sia con residenzialità stabili che turistiche, potranno, dunque, trasformarsi in reali opportunità, e non essere soltanto riuscite operazioni di marketing, allorquando saranno precedute da una serie di azioni che faranno diventare effettivamente appetibili, perché trasparenti, ogni situazione. 

Il singolo intervento dovrà essere accompagnato da una rigenerazione completa, efficiente ed integrata con il contesto in cui è inserita. Occorre un processo collaborativo di scambio tra pubblico e privato.

I Borghi e le aree rurali sono territori antichi che hanno un potenziale enorme se opportunamente recuperati in un giusto equilibrio tra natura, uomo e tecnologia quale strumento di aiuto per la ricostruzione e per garantire anche a zone, considerate, un tempo disagiate, una qualità della vita migliore rispetto a quella che già offre.

Leonardo da Vinci ci rammenta che “Raramente cade chi ben cammina”.

 

Linkografia

Agenda digitale Piano Nazionale di ripresa e resilienza

Recovery Plan: i fondi europei per cultura e turismo 

La casa ideale post pandemia: rurale, smart e wellness

La metodologie delle 3R: Rilevare, Rigenerare e Rivendere

PropTech: cos’è, come funziona e potenzialità future

Case pettegole: la prima Location Intelligence Platform delle case e dei territori rurali italiani

Geomatica per neofiti: definizioni e strumenti

 

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