La tecnologia a servizio della mobilità sostenibile: IoT, BIM, Mappatura delle infrastrutture, Big data, per una mobilità rispettosa dell’ambiente ed efficiente nei servizi offerti.

L’Europa, antico e meraviglioso continente, si è posto un obiettivo: neutralità climatica entro il 2050.

Cosa vuol dire essere climaticamente neutrali?

La neutralità climatica rappresenta il punto in cui le emissioni di gas non superano la capacità della Terra di assorbire tali emissioni. Per realizzarla bisognerà ridurre nei prossimi anni le emissioni di gas ad effetto serra nell’atmosfera.

L’emergenza sanitaria legata al Covid, se da una parte, ha tolto il primato di attenzione all’altra emergenza legata alla crisi ambientale, dall’altro, ha posto l’interrogativo della correlazione virus-inquinamento atmosferico e ci ha riscoperto, durante il primo  lockdown, increduli di fronte alla scomparsa dei suoni invadenti e nevrotici delle orchestre “a motore” e meravigliati dal silenzio, dai cieli nitidi e da un’aria leggera e respirabile.

La creazione di un ambiente più vivibile è diventato ormai un’esigenza, un progetto prioritario e non più rimandabile: carburanti alternativi, mobilità smart e sostenibile sono i punti focali di discussione e progettualità attuale e futura.

Le soluzioni in favore di una mobilità rispettosa dell’ambiente sono diverse: il car pooling e il car/bike sharing, la micromobilità (es. monopattini elettrici), il potenziamento del trasporto locale, la pianificazione integrata dei mezzi di trasporto, app e sistemi per l’infomobilità, la costruzione di piste ciclabili, la mobilità elettrica.

La mobilità sostenibile sarà anche una mobilità più intelligente ed efficiente grazie alle nuove tecnologie.

Difatti, secondo Sticca, Operations Director di Alphabet in Italia: “La mobilità del futuro sarà condivisa, elettrica e connessa grazie ai Big Data”.

Le tecnologie moderne che trasformeranno la mobilità

Le tecnologie moderne quali il 5G, l’ Edge Computing (che faciliterà l’arrivo della guida autonoma), il BIM (Building Information Modeling), i droni, la mappatura del territorioDAS (rilevamento acustico distribuito) e  DTS (rilevamento termico distribuito), trasformeranno completamente il sistema di mobilità.

Grazie alla realtà virtuale si potrà, in un futuro prossimo, accedere ad un centro di controllo del traffico, fisico o in cloud, automatizzato e in grado di prevedere e mitigare un ingorgo, guidare un veicolo autonomo, rispondere in tempo reale prima di un incidente.

Con l’Internet of Things (IoT) ogni oggetto diventa fonte di dati, che una volta aggregato e messo in relazione con processi di Big Data, si trasformerà nell’erogazione di un servizio che renderà la mobilità ancora più agevole.

Raccolta, analisi e sfruttamento delle potenzialità dei Big Data per intravedere nuove opportunità, per prevenire fenomeni, per gestire in maniera più efficace non soltanto la mobilità, ma anche tutto ciò che riguarda le infrastrutture stradali. Ad esempio vedere come possono  essere implementati i divieti di passaggio o di parcheggio, mitigare il traffico e vedere dove dovrebbe essere stabilita una zona priva di emissioni.

Mentre per i semplici utenti, sarà interessante, ancor prima di uscire di casa, sapere se nella zona da raggiungere c’è traffico, se l’autobus da prendere è pieno, se c’è disponibilità di automobili  in sharing e quale può essere il mezzo di trasporto più rapido o economico per raggiungere la propria meta.

Un piccolo frame, un’anteprima riassuntiva del futuro green che ci attende se tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti decideranno di coglierne le opportunità.

Il futuro prossimo è mobilità green

Lo stesso presidente Draghi, nell’illustrare le linee programmatiche del nuovo Governo, ha riservato particolare attenzione alle tematiche legate alla sostenibilità ed alla mobilità green, con riferimenti diretti alla mobilità elettrica, all’idrogeno ed alle fonti rinnovabili, alla digitalizzazione, banda larga e reti di comunicazione 5G, collegandosi alle prossime opportunità del Recovery Plan, che pare avranno una impronta decisamente rispettosa dell’ambiente.

In linea con quanto programmato, con il nuovo decreto-legge sulla riorganizzazione dei ministeri, l’ex dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha cambiato denominazione ed è diventato Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, a conferma della scelta di una  “visione di sviluppo” allineata alle attuali politiche europee che guardano nella direzione della sostenibilità.

Linkografia

(Photo by Allef Vinicius)

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