Un prezioso manufatto che ha il suo gemello digitale. Il reliquiario del dito di Sant’Antonio, custodito nella Basilica del Santo a Padova è tra le reliquie più significative della tradizione antoniana, è oggi disponibile in una versione tridimensionale ad altissima definizione grazie a un innovativo progetto di Digital Twin realizzato da Geolander.it in collaborazione con il Museo Antoniano e la Basilica di Sant’Antonio.
L’iniziativa, presentata all’Oratorio di San Giorgio, è un avanzato intervento di documentazione digitale che unisce tecnologie geomatiche di ultima generazione, conservazione del patrimonio culturale e valorizzazione della devozione antoniana.
Per realizzare il gemello digitale del reliquiario sono state impiegate diverse metodologie di rilievo integrate tra loro: laser scanner a infrarossi, fotogrammetria millimetrica e ricostruzione fotografica ad alta definizione. L’attività ha consentito di acquisire circa 8,5 milioni di punti georeferenziati e centinaia di fotografie dell’opera, generando un modello tridimensionale estremamente accurato.
Il risultato è un modello tridimensionale interattivo che restituisce non soltanto la geometria del manufatto, ma anche la sua superficie materica, le decorazioni, le incisioni e i dettagli artistici più minuti, fino a rendere leggibili particolari mai documentati con tale precisione. La tecnologia permette oggi di ruotare, ingrandire, sezionare e analizzare virtualmente il reliquiario senza alcun contatto fisico con l’originale, offrendo nuove opportunità per lo studio, il monitoraggio conservativo e la divulgazione.
Le interviste che seguono raccontano questo progetto da prospettive differenti ma complementari, quella istituzionale e culturale che vedono nel Digital Twin uno strumento per la tutela e la valorizzazione delle reliquie antoniane e quella tecnica che illustra metodologie, obiettivi e risultati di un rilievo tridimensionale capace di trasformare un oggetto di culto in una risorsa digitale accessibile a studiosi, pellegrini e visitatori di tutto il mondo.
Attraverso le parole dei protagonisti emerge una visione che ha il preciso obiettivo di coniugare conservazione, ricerca scientifica, divulgazione culturale e innovazione tecnologica.
Padre Antonio Ramina, rettore della Basilica del Santo
«La cappella custodisce reliquiari molto venerati dal punto di vista devozionale, ma ancora poco conosciuti per il loro valore artistico. Un patrimonio prezioso, non solo per la fede, ma anche per la conservazione della memoria storica e culturale legata alla Basilica».
«Non si tratta di una semplice replica di un gioiello del 1300, ma di un progetto che ci consentirà non solo di duplicare il reliquiario, ma anche di studiarlo nei minimi dettagli».
«L’obiettivo, tuttavia, guarda oltre il singolo manufatto. In vista del 2031, anno in cui ricorrerà l’ottocentenario della morte di Sant’Antonio, la Basilica e il Museo Antoniano stanno valutando la possibilità di estendere l’esperienza ad altre reliquie custodite nel Tesoro della Basilica».
«In vista del 2031 stiamo sondando la possibilità di eseguire la stessa operazione, ovvero creare altri gemelli digitali, con altre reliquie a partire dalla lingua».
Giovanna Baldissin Molli, direttrice del Museo Antoniano
«Avere una copia del reliquiario del dito ci consente di mettere a disposizione dei pellegrini e dei fedeli qualcosa di straordinario».
«Una figura, infatti, il Santo che regge, senza alcuno sforzo, in una mano il libro della Sacra Scrittura e nell’altra mano porta la custodia vera e propria, come se fosse una sorta di meta-reliquiario. Una realizzazione realistica e intensa – che restituisce l’immagine di un Antonio potente e deciso a promulgare la parola sacra, tanto più significativa oggi che sappiamo come, anche i sermoni medievali sul Santo, presentati due settimane fa nel Giugno Antoniano, accentuino proprio questo aspetto del predicatore più diffuso del Santo di Padova».
«La speranza era di trovare il punzone dell’orefice, ma non lo abbiamo trovato e non sappiamo chi abbia realizzato il reliquiario. Per ora abbiamo trovato un paio di sigilli in ceralacca».
L’ambizione è quella di costruire un percorso digitale più ampio.
«In futuro vorremmo pensare a un progetto digitale che arrivi a comprendere tutti e nove i reliquiari della Basilica per mostrarli con più attenzione magari realizzando un totem nel Museo Antoniano».
Michele Nocera, Geolander.it
«Grazie alle tecnologie avanzate di Geolander.it ora possiamo ammirare ogni suo dettaglio. Una copia virtuale che può essere ingrandita, rimpicciolita, ruotata nello spazio, sezionata e osservata nei particolari più nascosti».
«Abbiamo lavorato utilizzando tre diverse tipologie di rilievo: il laser scanner a infrarossi, la ricostruzione fotogrammetrica millimetrica e la ricostruzione fotografica».
«Per realizzare il modello sono stati acquisiti, in un solo giorno, otto milioni e mezzo di punti georeferenziati e scattate cinquecento fotografie al reliquiario. Il tutto ha richiesto alcuni giorni di elaborazione per un totale di venti gigabyte di dati raccolti. Il risultato non è una ricostruzione virtuale, ma un modello interattivo che consente di esplorare il manufatto in modo approfondito. Prima di questo lavoro non si avevano fotografie dettagliate del reliquiario. Ora, invece, è possibile leggerlo perfettamente, per esempio, il decoro a smalto traslucido, sia nell’aureola sia nel copricapo della teca vera e propria».
«L’obiettivo era restituire con la massima precisione sia la geometria della struttura sia la superficie del manufatto, quella che potremmo definire la sua “pelle”».
L’acquisizione digitale ha inoltre permesso d’individuare dettagli difficilmente leggibili a occhio nudo.
Giovanni Manta, Geolander.it
«Non potevamo certo sottrarci dal dare un contributo alla nostra città. Queste nuove tecnologie raccontano il passato. In questo caso arte e fede si sono incrociate».
Il Digital Twin del reliquiario del dito di Sant’Antonio rappresenta un esempio concreto di come il patrimonio storico-religioso possa essere documentato, studiato e reso accessibile attraverso strumenti innovativi.
Un progetto che non sostituisce l’originale, ma ne amplia le possibilità di conoscenza, conservazione e fruizione.
Rassegna stampa
Corriere Veneto – Sara Busato

Il Mattino di Padova

Il Gazzettino di Padova

Rassegna stampa video
TELENORDEST
PADOVA | IL RELIQUARIO DEL DITO DI SANT’ANTONIO ORA HA UN GEMELLO DIGITALE
Servizio di Francesco Rataj
7GOLD TELEPADOVA
RELIQUIARIO GEMELLO DI SANT’ANTONIO
Servizio di Alessandra Mercanzin
TELECHIARA
IL DITO DEL SANTO DA VICINO, RELIQUIA RICOSTRUITA IN 3D
Servizio di Matteo Matarrelli
TELENUOVO TG PADOVA
ECCO IL “GEMELLO DIGITALE” DEL RELIQUIARIO DEL DITO DI SANT’ANTONIO
Servizio di Francesca De Lauro
GRUPPO TV7 TRIVENETA
DITO DEL SANTO, IL RELIQUIARIO HA UN GEMELLO
Servizio di Elisabetta Corazza
