Come la bellezza di un cimitero monumentale possa essere sfruttata per organizzare eventi turistici di notevole valenza culturale è una domanda alla quale la città di Genova sembra aver trovato una risposta concreta.
La risposta si chiama Staglieno Days.
Sabato 26 e domenica 27 settembre il Cimitero Monumentale di Staglieno si ritrasforma, per la seconda edizione, in un grande spazio dedicato alla scoperta, “Viaggio tra memoria e trasformazioni”, nell’ambito delle “Trasformazioni Urbane”, filo conduttore dell’anno culturale della città di Genova.
Staglieno da luogo della memoria, diventa un museo, un palco a cielo aperto da attraversare seguendo percorsi d’arte, architettura, storia, musica, teatro, natura e innovazione digitale.
Un patrimonio che, per due giorni, viene raccontato attraverso linguaggi differenti, dimostrando come anche un luogo tradizionalmente associato al silenzio e al raccoglimento possa diventare protagonista di una proposta turistica e culturale articolata, rispettosa della sua identità e, nello stesso tempo, capace di attrarre pubblici diversi.

Un museo a cielo aperto
Staglieno possiede caratteristiche difficili da ritrovare altrove.
Inaugurato nel 1851, è una vera città nella città, nella quale architettura, scultura e paesaggio si sono stratificati per oltre un secolo e mezzo. Porticati monumentali, gallerie, cappelle, sculture, scalinate e viali alberati compongono uno scenario nel quale il visitatore può leggere non soltanto la storia dell’arte funeraria, ma quella della stessa Genova.
Il programma del 2026 degli Staglieno Days costruisce intorno a questo immenso patrimonio esperienze diverse diventando una grande mappa culturale nella quale ogni itinerario permette di scoprire cose e storie diverse.

Dalle sculture alla musica, dalla botanica al teatro
Ci sono percorsi dedicati alla trasformazione del gusto artistico, dal Neoclassicismo al Realismo borghese, dal Simbolismo al Liberty; itinerari sulle figure femminili rappresentate nelle sculture e sulle donne illustri sepolte nel cimitero; visite dedicate agli artisti, alle grandi famiglie genovesi e alle architetture funerarie.
Un itinerario botanico mette in relazione i fiori scolpiti nella pietra con le specie vegetali realmente presenti nel cimitero. Un altro percorso segue il rapporto tra Staglieno e la musica, passando attraverso Fabrizio De André e Fernanda Pivano.
Persino la moda ottocentesca diventa uno strumento di interpretazione, gli abiti e gli accessori riprodotti con straordinaria precisione nelle statue consentono di leggere il marmo come un documento della società del tempo.
E poi c’è il teatro.
Personaggi e vicende legati a Staglieno tornano simbolicamente a vivere attraverso racconti e performance, dalle storie partigiane alla memoria dei giovani aviatori della Seconda guerra mondiale, fino a Caterina Campodonico, la celebre venditrice di noccioline immortalata da Lorenzo Orengo.
La sera, la scalinata del Pantheon diventa un palcoscenico, con uno spettacolo ispirato alla Spoon River Anthology e, nella giornata successiva, con un concerto gospel.

Una Spoon River genovese
Il racconto e le storie sono da sempre uno degli strumenti più potenti attraverso cui l’essere umano comprende il mondo e dà significato alla propria esperienza. Il racconto possiede la potenza di trasformare luoghi, oggetti e avvenimenti in emozioni, memoria e conoscenza.
È ciò che accade a Staglieno, dove migliaia di esistenze compongono, una accanto all’altra, un grande racconto collettivo. Storie di uomini illustri e persone comuni, di ricchezza e povertà, amore, successo, dolore, ambizione e sconfitta. Vite diverse che, nel silenzio del cimitero, sembrano ritrovare una voce.
Camminando tra queste storie, è nato il parallelismo tra l’universo immaginato da Edgar Lee Masters nell’Antologia di Spoon River, dove sono proprio i morti a raccontare, attraverso i loro epitaffi, ciò che sono stati da vivi e Staglieno.
E non è soltanto una suggestione letteraria. Per lo psicologo Carl Gustav Jung sarebbe “sincronicità”.
Fu la genovese Fernanda Pivano a portare quelle voci in Italia traducendo l’opera di Masters. Anni dopo un altro genovese, Fabrizio De André, trasformò alcune di quelle storie in musica con Non al denaro non all’amore né al cielo.
Oggi Pivano e De André riposano entrambi a Staglieno.
Staglieno entra nell’immaginario di Spoon River: nel finale di ‘Dora Williams’, Edgar Lee Masters conduce la sua protagonista nel Camposanto legato a Genova e al mare sul quale il giovane Colombo sognò nuovi mondi”.
Dora Williams
Edgar Lee Masters – Antologia di Spoon River
Traduzione italiana
Quando Reuben Pantier se ne andò e mi lasciò,
andai a Springfield. Là incontrai un ubriacone
al quale il padre, appena morto, aveva lasciato una fortuna.
Mi sposò mentre era ubriaco. La mia vita fu infelice.
Passò un anno e un giorno lo trovarono morto.
Questo mi rese ricca. Me ne andai a Chicago.
Dopo qualche tempo incontrai Tyler Rountree, una canaglia.
Me ne andai a New York. Un magnate dai capelli grigi
perse la testa per me — e così arrivò un'altra fortuna.
Morì una notte proprio tra le mie braccia, sapete.
(Per anni continuai a vedere il suo volto violaceo.)
Ci fu quasi uno scandalo. Me ne andai ancora,
questa volta a Parigi. Ormai ero una donna
insidiosa, sottile, esperta del mondo e ricca.
Il mio elegante appartamento vicino agli Champs-Élysées
divenne un ritrovo per ogni genere di persone:
musicisti, poeti, dandy, artisti, nobili,
e parlavamo francese e tedesco, italiano e inglese.
Sposai il conte Navigato, originario di Genova.
Andammo a Roma. Credo che mi abbia avvelenata.
Ora, nel Campo Santo che guarda
il mare dove il giovane Colombo sognò nuovi mondi,
guardate ciò che hanno scolpito:
«Contessa Navigato
implora eterna quiete.»
Conservare significa anche far conoscere
Valorizzare un patrimonio tanto complesso significa inevitabilmente confrontarsi anche con la sua conservazione.
Durante gli Staglieno Days il Laboratorio di Restauro ospiterà un Restauri Point curato dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Liguria, nel quale il pubblico potrà conoscere procedure, tecniche, problemi di conservazione, restauri effettuati e interventi programmati.
Sono previste, inoltre, visite dedicate alle opere restaurate e in corso di restauro.

Il patrimonio fisico incontra quello digitale
A Staglieno questa attività di conoscenza e conservazione possiede ormai anche una dimensione digitale.
Geolander.it ha lavorato alla digitalizzazione del Cimitero Monumentale di Staglieno nell’ambito del progetto Cultural Heritage del Comune di Genova, contribuendo alla realizzazione del suo Digital Twin e allo sviluppo di nuove forme di conoscenza, fruizione e valorizzazione del patrimonio.
Scansioni laser, rilievi digitali e modelli 3D non servono così soltanto a riprodurre con grande precisione la realtà fisica di Staglieno, diventano la base sulla quale ricostruire il contesto delle opere, far emergere le storie che custodiscono e restituire la straordinaria complessità artistica, architettonica e umana del Cimitero.
Da questa visione nasce Staglieno Virtual, che consente di esplorare il Cimitero Monumentale anche da remoto, muovendosi all’interno del suo patrimonio e avvicinandosi alla bellezza e alla qualità delle opere d’arte che conserva.
Il digitale diventa così non un’alternativa alla visita reale, ma un nuovo livello del racconto: uno strumento capace di ampliare l’accessibilità del patrimonio, arricchirne la conoscenza e accompagnare il visitatore alla scoperta delle infinite storie custodite a Staglieno.
Durante gli Staglieno Days 2026 questa dimensione entra direttamente nell’esperienza del pubblico.
Nel Tempio Laico sarà infatti presente un Digital Corner, aperto nelle due giornate, nel quale sarà possibile scoprire il Digital Twin del cimitero e Staglieno Virtual, il progetto che permette di esplorare da remoto opere d’arte e percorsi storici.
Reale e digitale non sono due esperienze contrapposte. Il digitale può preparare la visita, approfondirla, renderla possibile anche a distanza e, soprattutto, costruire nuovi livelli di conoscenza intorno al bene fisico.

La bellezza diventa destinazione
Gli Staglieno Days mostrano allora qualcosa che va oltre il singolo evento. Dimostrano che un cimitero monumentale può essere contemporaneamente luogo di memoria, museo, archivio storico, parco di scultura, paesaggio, spazio educativo e destinazione di turismo culturale.
Perché un visitatore può arrivare a Staglieno attratto da una statua e scoprire la storia della borghesia genovese. Può seguire le tracce di De André e incontrare Spoon River. Può osservare un abito scolpito nel marmo e ritrovarsi nell’Ottocento. Può entrare per assistere a una performance teatrale e scoprire un’opera d’arte. Può esplorare virtualmente un monumento e decidere, successivamente, di vederlo dal vivo.
È forse questo il significato più interessante della valorizzazione: costruire intorno all’identità di un luogo gli strumenti e le esperienze capaci di farne comprendere il valore e di trasformarlo in una straordinaria e rispettosa risorsa di turismo culturale.
*** Staglieno Days è un evento del Comune di Genova nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Liguria e il Conservatorio N. Paganini, con il sostegno di IREN e COOP (sponsor istituzionali), Zanetti Srl, ASEF, Geolander.it e Trimble. Con il contributo dell’Unione Europea, nell’ambito del programma PN Metro Plus.
Programma dettagliato Staglieno Days 2026
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Linkografia
Staglieno Days 2026 | Visitgenoa
