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	<title>Antonietta Latronico, Author at Geolander</title>
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	<description>Invisible data, visible decisions.</description>
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	<title>Antonietta Latronico, Author at Geolander</title>
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		<title>Reality Capture: invisible data, visible decision dove i dati diventano scelte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonietta Latronico]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 07:35:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geoculture]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[digital twin]]></category>
		<category><![CDATA[Esriitalia]]></category>
		<category><![CDATA[REALITY CAPTURE]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph">Alla Conferenza Esri Italia 2026: GIS–Integrating Everything, Everywhere, svoltasi a Roma il 13 e 14 maggio, Geolander.it ha portato una riflessione sul futuro della governance territoriale e sul ruolo delle tecnologie geospaziali nella trasformazione dei processi decisionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non un semplice intervento tecnico, ma una riflessione sul cambiamento profondo che sta attraversando il modo di amministrare territori, infrastrutture, città e patrimoni culturali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Viviamo in un’epoca in cui il problema non è più la mancanza di informazioni. Il vero nodo riguarda la capacità di leggere la complessità, connettere i dati e trasformarli in decisioni reali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La domanda che abbiamo posto durante lo speech è stata volutamente diretta: “Il vostro territorio vi sta parlando in maniera corretta?”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché ogni territorio comunica continuamente attraverso dati, trasformazioni, criticità e relazioni invisibili. Il problema è che queste informazioni sono spesso disperse, frammentate e scollegate tra loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo enormi quantità di dati, ma nella maggior parte dei casi non esiste una struttura capace di renderli interoperabili e realmente utilizzabili. E quando le informazioni rimangono separate, anche le decisioni diventano fragili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante la Conferenza Esri Italia 2026 abbiamo evidenziato proprio questo passaggio cruciale.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Abbiamo tanti dati, ma sono quasi sempre frammentati e dispersi. Le decisioni restano un rischio” </p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo oggi è necessario un cambio di prospettiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il territorio non può più essere interpretato come un insieme di elementi separati. Deve diventare un sistema connesso, interoperabile e dinamico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dalla realtà al dato, dal dato alla decisione</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La visione sviluppata da Geolander.it parte da un principio chiaro: ogni infrastruttura, ogni edificio, ogni strada, ogni bene culturale produce continuamente informazioni. Rendere leggibili questi segnali significa costruire una nuova capacità decisionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È qui che entra in gioco la Reality Capture.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Laser scanner 3D, sistemi LiDAR, droni, rilievi mobili consentono di acquisire il mondo reale con elevata precisione, trasformandolo in una struttura digitale navigabile, misurabile e interrogabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si tratta semplicemente di produrre rilievi, si costruisce una memoria digitale evoluta del territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso della Conferenza abbiamo spiegato che la Reality Capture “acquisisce e restituisce il mondo in forma digitale, trasformando ciò che è invisibile in informazione strutturata”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Questo processo rappresenta il punto di accesso per ogni Digital Twin.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Digital Twin urbano, infrastrutturale o culturale non è una copia virtuale statica. È un sistema vivo che consente di monitorare, leggere e comprendere il comportamento del territorio nel tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Invisible data, visible decision</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cuore del nostro intervento è stato racchiuso in questo concetto. Il mondo contemporaneo è governato soprattutto da ciò che non si vede.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sotto una strada scorrono reti invisibili. Dietro un edificio esistono dati strutturali e manutentivi spesso scollegati tra loro. Un’infrastruttura racconta continuamente il proprio stato attraverso segnali che raramente vengono interpretati in modo unitario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche il patrimonio culturale custodisce fragilità invisibili che emergono soltanto quando il danno è ormai evidente. Il vero problema non è raccogliere dati. Il vero problema è renderli leggibili e connessi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante la Conferenza abbiamo spiegato come la GeoAI rappresenti un passaggio fondamentale in questo processo, perché interpreta le informazioni, analizza relazioni e individua pattern nascosti all’interno della complessità territoriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La finalità è quella di accompagnare i decisori in un percorso concreto di trasformazione digitale, garantendo supporto in tutte le fasi operative: dal rilievo del territorio e dalla modellazione dei dati, fino alla realizzazione del Digital Twin e alla pubblicazione delle informazioni in formati conformi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto di convergenza dell’intero sistema è Geolander.it Portal, una soluzione tecnologica avanzata, interoperabile, adattativa e scalabile che mette a disposizione un percorso concreto di trasformazione digitale in grado di ottimizzare la gestione dei flussi informativi e dialogare con i sistemi già esistenti all’interno di enti pubblici, aziende e organizzazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo significa eliminare frammentazioni informative e costruire continuità tra rilievo, gestione e pianificazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il dato come infrastruttura attiva</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei passaggi centrali dell’intervento alla Conferenza Esri Italia 2026 ha riguardato un cambiamento culturale ormai inevitabile: “Il dato non è più un esito, è infrastruttura attiva.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per anni il dato è stato considerato una semplice conseguenza delle attività operative. Oggi rappresenta invece una componente essenziale della governance territoriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così come nessuno immaginerebbe una strada senza asfalto, presto sarà impensabile amministrare una città senza una struttura digitale capace di raccogliere, interpretare e condividere informazioni in tempo reale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Digital Twin è ormai una necessità operativa. Riduce tempi decisionali, migliora la manutenzione, ottimizza le risorse economiche e costruisce una gestione più sostenibile e consapevole.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dalla città al patrimonio culturale</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La visione e la <strong>Proposta SMART</strong> di Geolander.it trova applicazione in numerosi ambiti strategici che possono interessare Pubbliche amministrazioni, gestori di infrastrutture, Utility.</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p><strong>S</strong>ervizi urbani, numeri civici, illuminazione pubblica, verde urbano, porti, cimiteri e reti infrastrutturali.<br><br><strong>M</strong>obilità, segnaletica, barriere stradali, guardrail e arredo urbano.<br><br><strong>A</strong>rte, conservazione e valorizzazione del patrimonio storico, architettonico e culturale.<br><br><strong>R</strong>igenerazione territoriale, real estate e ambienti complessi e industriali.<br><br><strong>T</strong>urismo, territori rurali, digital twin dei borghi per valorizzare e promuovere l’offerta turistica locale e offrire esperienze immersive per scoprire il territorio attraverso la narrazione.</p></blockquote></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi amministrare significa soprattutto comprendere. E comprendere significa trasformare la complessità invisibile del mondo reale in decisioni autentiche, basate su dati concreti e non su informazioni frammentate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Invisible data, visible decision. Dove i dati diventano scelte.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Linkografia</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.esriitalia.it/it-it/conferenza-esri-italia/conferenza-esri-italia-2026/conesri2026">conesri2026</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://geolander.it/offerta-smart/">Offerta Smart &#8211; Geolander</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Dalle città ai beni culturali: i progetti  premiati alla Conferenza Esri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonietta Latronico]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 09:49:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rotte comunicative]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Fano]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Modena.]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Padova]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Rimini]]></category>
		<category><![CDATA[Esri Italia]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph">Alla Conferenza Esri Italia 2026, svoltasi a Roma il 13 e 14 maggio, diversi Comuni italiani sono stati premiati per progetti innovativi di trasformazione digitale, tra questi anche quelli dei comuni di Padova, Udine, Rimini, Modena e Fano realizzati con il supporto di Geolander.it.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un riconoscimento che racconta non soltanto l’evoluzione tecnologica dei territori, ma soprattutto la capacità delle amministrazioni pubbliche di immaginare nuovi modelli di gestione urbana attraverso Digital Twin, Reality Capture, GIS, GeoAI e gestione intelligente dei dati territoriali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dietro ogni premio ci sono dati, rilievi geomatici, piattaforme digitali e una visione condivisa: trasformare il territorio in conoscenza, la conoscenza in gestione, la gestione in valore per le comunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Reality Capture, oggi, rappresenta uno strumento trasversale capace di rispondere a esigenze profondamente diverse tra loro. Può supportare la pianificazione e la governance urbana, la gestione del verde pubblico e delle infrastrutture, la conservazione e la promozione turistica del patrimonio culturale, fino alla digitalizzazione e gestione intelligente dei cimiteri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È questa la forza del Digital Twin, creare sistemi digitali in cui dati, luoghi e processi dialogano offrendo nuove possibilità di tutela, pianificazione, manutenzione e valorizzazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Geolander.it questo risultato rappresenta molto più di un traguardo tecnico. È la conferma di un percorso costruito insieme ai Comuni, agli uffici tecnici e ai professionisti che hanno scelto l’innovazione come strumento concreto di gestione, tutela e visione del territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un ringraziamento speciale a Esri Italia per averci ospitato durante questo importante appuntamento dedicato all’innovazione geografica e per il riconoscimento attribuito ai progetti sviluppati insieme ai territori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Occasioni come queste rappresentano momenti preziosi di confronto, crescita e condivisione delle migliori esperienze d&#8217;innovazione digitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un grazie sincero anche ai Comuni premiati, che hanno creduto nella costruzione di modelli digitali evoluti capaci di trasformare dati territoriali complessi in strumenti concreti di conoscenza e gestione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://drive.google.com/file/d/1yh6fOpSztg5QW3CY0itPaWaqO2brprKj/view?usp=drivesdk">Conferenza ESRI Italia 2026, Video premiazione </a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h3 class="wp-block-heading">Complimenti al comune di PADOVA</h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>PREMIO “Digital Innovation for Cultural Heritage 2026”</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">per il progetto “<em>Il Gemello Digitale dei Cicli Affrescati dal XIV secolo Patrimonio Mondiale</em>”</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://gemmlabcompany.sharepoint.com/sites/Commerciale2/Documenti%20condivisi/Forms/AllItems.aspx?ct=1779089252747&amp;or=Teams%2DHL&amp;LOF=1&amp;id=%2Fsites%2FCommerciale2%2FDocumenti%20condivisi%2FMARKETING%2FEVENTI%2F2026%2FESRI%20ITALIA%2FMEDIA%2FIMG%5F2992%2EMOV&amp;viewid=c5c816d6%2D72cc%2D4c0d%2D9979%2Dcaa84717056f&amp;parent=%2Fsites%2FCommerciale2%2FDocumenti%20condivisi%2FMARKETING%2FEVENTI%2F2026%2FESRI%20ITALIA%2FMEDIA">Video</a> premiazione</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="700" height="323" class="wp-image-11985" style="width: 700px;" src="http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/padova-2.jpg" alt="padova 2" srcset="http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/padova-2.jpg 1600w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/padova-2-300x139.jpg 300w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/padova-2-1024x473.jpg 1024w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/padova-2-768x355.jpg 768w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/padova-2-1536x709.jpg 1536w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/padova-2-370x171.jpg 370w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/padova-2-840x388.jpg 840w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/padova-2-410x189.jpg 410w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><img decoding="async" width="700" height="434" class="wp-image-11980" style="width: 700px;" src="http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/padova-1-scaled.jpg" alt="padova" srcset="http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/padova-1-scaled.jpg 2560w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/padova-1-300x186.jpg 300w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/padova-1-1024x634.jpg 1024w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/padova-1-768x476.jpg 768w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/padova-1-1536x952.jpg 1536w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/padova-1-2048x1269.jpg 2048w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/padova-1-370x229.jpg 370w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/padova-1-840x520.jpg 840w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/padova-1-410x254.jpg 410w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h3 class="wp-block-heading">Complimenti al comune di RIMINI</h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>PREMIO “ Digital Twin for Urban Governance 2026”</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il progetto “<em>Il Gemello digitale di Rimini. GEO AI e dati territoriali a supporto delle decisioni”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><img decoding="async" width="700" height="525" class="wp-image-11967" style="width: 700px;" src="http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/98CDB021-5119-4453-A05D-65C28A90B298_1_102_o.jpeg" alt="rimini" srcset="http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/98CDB021-5119-4453-A05D-65C28A90B298_1_102_o.jpeg 2048w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/98CDB021-5119-4453-A05D-65C28A90B298_1_102_o-300x225.jpeg 300w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/98CDB021-5119-4453-A05D-65C28A90B298_1_102_o-1024x768.jpeg 1024w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/98CDB021-5119-4453-A05D-65C28A90B298_1_102_o-768x576.jpeg 768w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/98CDB021-5119-4453-A05D-65C28A90B298_1_102_o-1536x1152.jpeg 1536w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/98CDB021-5119-4453-A05D-65C28A90B298_1_102_o-370x278.jpeg 370w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/98CDB021-5119-4453-A05D-65C28A90B298_1_102_o-840x630.jpeg 840w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/98CDB021-5119-4453-A05D-65C28A90B298_1_102_o-410x308.jpeg 410w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>



<p class="wp-block-paragraph"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="410" class="wp-image-11981" style="width: 700px;" src="http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/rimini-scaled.jpg" alt="rimini" srcset="http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/rimini-scaled.jpg 2560w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/rimini-300x176.jpg 300w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/rimini-1024x600.jpg 1024w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/rimini-768x450.jpg 768w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/rimini-1536x900.jpg 1536w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/rimini-2048x1200.jpg 2048w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/rimini-370x217.jpg 370w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/rimini-840x492.jpg 840w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/rimini-410x240.jpg 410w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h3 class="wp-block-heading">Complimenti al comune di UDINE</h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>PREMIO &#8221; Digital Transformation 2026&#8243;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il progetto &#8221; <em>Il Gemello Digitale di Udine: una città virtuale per decisioni reali&#8221;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="323" class="wp-image-11986" style="width: 700px;" src="http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/udine2.jpg" alt="udine 2" srcset="http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/udine2.jpg 1600w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/udine2-300x139.jpg 300w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/udine2-1024x473.jpg 1024w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/udine2-768x355.jpg 768w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/udine2-1536x709.jpg 1536w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/udine2-370x171.jpg 370w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/udine2-840x388.jpg 840w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/udine2-410x189.jpg 410w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>



<p class="wp-block-paragraph"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="445" class="wp-image-11994" style="width: 700px;" src="http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/udine-scaled.jpg" alt="udine 2" srcset="http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/udine-scaled.jpg 2560w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/udine-300x191.jpg 300w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/udine-1024x651.jpg 1024w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/udine-768x488.jpg 768w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/udine-1536x977.jpg 1536w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/udine-2048x1302.jpg 2048w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/udine-370x235.jpg 370w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/udine-840x534.jpg 840w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/udine-410x261.jpg 410w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h3 class="wp-block-heading">Complimenti al comune di MODENA</h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>PREMIO “Digital Twin for Urban Management &amp; Sustainability 2026”</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il progetto “<em>Il verde urbano come infrastruttura digitale: l’esperienza del Digital Twin di Modena”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="323" class="wp-image-11987" style="width: 700px;" src="http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/modena-2.jpg" alt="modena 2" srcset="http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/modena-2.jpg 1600w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/modena-2-300x139.jpg 300w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/modena-2-1024x473.jpg 1024w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/modena-2-768x355.jpg 768w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/modena-2-1536x709.jpg 1536w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/modena-2-370x171.jpg 370w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/modena-2-840x388.jpg 840w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/modena-2-410x189.jpg 410w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>



<p class="wp-block-paragraph"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="469" class="wp-image-11983" style="width: 700px;" src="http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/modena-1-scaled.jpg" alt="modena" srcset="http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/modena-1-scaled.jpg 2560w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/modena-1-300x201.jpg 300w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/modena-1-1024x686.jpg 1024w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/modena-1-768x514.jpg 768w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/modena-1-1536x1028.jpg 1536w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/modena-1-2048x1371.jpg 2048w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/modena-1-370x248.jpg 370w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/modena-1-840x562.jpg 840w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/modena-1-410x275.jpg 410w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h3 class="wp-block-heading">Complimenti al comune di FANO</h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>PREMIO “ SMART CITIES 2026”</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il progetto <em>&#8220;Digital Twin e AI per la gestione intelligente dei cimiteri: il caso del Comune di Fano&#8221;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="323" class="wp-image-11988" style="width: 700px;" src="http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/fano-2.jpg" alt="fano 2" srcset="http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/fano-2.jpg 1600w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/fano-2-300x139.jpg 300w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/fano-2-1024x473.jpg 1024w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/fano-2-768x355.jpg 768w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/fano-2-1536x709.jpg 1536w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/fano-2-370x171.jpg 370w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/fano-2-840x388.jpg 840w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/fano-2-410x189.jpg 410w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>



<p class="wp-block-paragraph"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="431" class="wp-image-11974" style="width: 700px;" src="http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/B58075AF-D645-4541-A74D-DCE450CD8820-2.jpeg" alt="fano" srcset="http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/B58075AF-D645-4541-A74D-DCE450CD8820-2.jpeg 1841w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/B58075AF-D645-4541-A74D-DCE450CD8820-2-300x185.jpeg 300w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/B58075AF-D645-4541-A74D-DCE450CD8820-2-1024x631.jpeg 1024w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/B58075AF-D645-4541-A74D-DCE450CD8820-2-768x473.jpeg 768w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/B58075AF-D645-4541-A74D-DCE450CD8820-2-1536x946.jpeg 1536w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/B58075AF-D645-4541-A74D-DCE450CD8820-2-370x228.jpeg 370w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/B58075AF-D645-4541-A74D-DCE450CD8820-2-840x517.jpeg 840w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/05/B58075AF-D645-4541-A74D-DCE450CD8820-2-410x253.jpeg 410w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>invisible data visible decision</p></blockquote></figure>
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		<title>Modena e il Digital Twin del verde urbano, come cambia la gestione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonietta Latronico]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 08:56:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Granai digitali]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Modena]]></category>
		<category><![CDATA[digital twin]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione del verde]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C’è un sentimento diffuso, spesso non dichiarato, che attraversa molte amministrazioni pubbliche quando si parla di alberi. Una forma sottile di esitazione, talvolta di timore, che si traduce&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">C’è un sentimento diffuso, spesso non dichiarato, che attraversa molte amministrazioni pubbliche quando si parla di alberi. Una forma sottile di esitazione, talvolta di timore, che si traduce in scelte prudenti, rinvii, semplificazioni. La dendrofobia, così potremmo chiamarla, non è paura del verde in sé, ma della sua complessità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’albero, nella percezione comune e spesso anche amministrativa, è troppo spesso associato al rischio. Rischio di caduta, d’interferenza con le infrastrutture, di costo manutentivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una presenza da controllare più che da comprendere. Eppure, proprio da questa complessità nasce l’urgenza di cambiare approccio. Non più una gestione reattiva, ma una conoscenza profonda e strutturata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È in questo passaggio che si inserisce il progetto sviluppato dal Comune di Modena, in collaborazione con Geolander.it. Non un semplice censimento, ma la costruzione di un sistema capace di restituire agli alberi un’identità precisa, misurabile, interrogabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto ha previsto la creazione di un Digital Twin del patrimonio arboreo urbano. Una replica digitale che integra dati geospaziali, immagini e informazioni botaniche in un unico ambiente, offrendo una visione completa e aggiornata del verde cittadino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il lavoro ha preso forma lungo le strade della città, percorse con un sistema di mappatura mobile ad alta precisione. Un rilievo dinamico, continuo, capace di catturare ogni dettaglio con una densità straordinaria. Oltre mille chilometri di viabilità urbana rilevati in quattordici giorni, con una produzione di dati superiore ai tredici terabyte, più di trecentomila immagini e una nuvola di punti composta da decine di miliardi di elementi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La qualità del dato rappresenta uno degli elementi centrali dell’intero processo, un livello di precisione elevato, trasforma la rilevazione in uno strumento affidabile per l’analisi e la pianificazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta acquisiti, i dati vengono sono stati sottoposti a un processo d’interpretazione in cui l’intelligenza artificiale ha svolto un ruolo decisivo. Le immagini e le nuvole di punti sono state analizzate per individuare automaticamente le alberature, riconoscendole attraverso parametri morfologici e spaziali. A questa fase è seguita un’attività di verifica e raffinamento, necessaria per garantire la qualità e la pertinenza delle informazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il confronto con l’Amministrazione comunale è diventata parte integrante del percorso. Un lavoro puntuale che ha portato all’individuazione di oltre ventisettemila alberature di competenza comunale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questo punto, il dato si è arricchito di significato. La classificazione botanica ha consentito di attribuire a ogni albero una specie, costruendo una base informativa solida e scientificamente affidabile. Il lavoro, condotto da agronomi e tecnici forestali, ha integrato l’analisi digitale con verifiche sul campo, assicurando un elevato livello di accuratezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalla lettura della composizione emerge una città che ha scelto specie resistenti e coerenti con il proprio contesto climatico. Tigli, aceri campestri e carpini bianchi definiscono la struttura portante del verde urbano, riflettendo strategie di gestione orientate alla sostenibilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il passaggio finale è stato quello della tracciabilità. Ogni albero è stato associato a un identificativo univoco, applicato direttamente sul fusto. Un sistema che rende possibile passare dalla visione complessiva al dettaglio operativo in modo rapido ed efficace. Ben 27.163 alberi sono stati etichettati, costruendo una rete informativa continua e coerente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò che è emerso, alla fine del processo, è stato un cambio di sistema. Il verde urbano non è più un elemento da gestire in modo episodico, ma un sistema da conoscere e governare con strumenti adeguati. Modena ha dimostrato che superare la dendrofobia è possibile, rendendola leggibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché un albero, quando lo si conosce davvero, smette di essere un problema e diventa una risorsa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Conoscere un albero significa inserirlo in un sistema. Non è più un elemento isolato, ma parte di una rete viva che dialoga con il suolo, con l’ambiente urbano e con le persone. Significa comprenderne la specie, l’età, lo stato di salute, la posizione, le relazioni con ciò che lo circonda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando questo accade, cambia il paradigma. L’albero non è più un’incognita da gestire in emergenza, ma una risorsa da governare con consapevolezza. Diventa un alleato nella mitigazione climatica, nella qualità dell’aria, nella regolazione delle temperature urbane. Contribuisce al benessere delle persone e alla qualità degli spazi pubblici. Ma soprattutto, diventa prevedibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è proprio la prevedibilità a fare la differenza. Sapere dove si trova un albero, di che specie è, come evolve nel tempo, permette di programmare interventi, ottimizzare le risorse, evitare decisioni drastiche e spesso inutili. La manutenzione smette di essere reattiva e diventa pianificazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo senso, il lavoro sul verde urbano non è solo un tema ambientale, ma anche culturale. Significa passare da una gestione difensiva a una gestione conoscitiva. Significa riconoscere che la complessità non è un limite, ma una condizione da interpretare con strumenti adeguati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E allora sì, un albero smette di essere un problema. Perché ciò che conosciamo non ci spaventa. E ciò che comprendiamo, possiamo finalmente valorizzarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Linkografia</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://geolander.it/citta-innovative-modena-ha-il-suo-digital-twin/">Città innovative: Modena e il suo Digital Twin &#8211; Geolander</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2024/06/17/news/il-gemello-digitale-di-modena-la-citta-in-3d-per-migliorare-mobilita-ambiente-e-servizi-1.100540243">Il “gemello digitale” di Modena: la città in 3D per migliorare&nbsp;mobilità,&nbsp;ambiente e&nbsp;servizi &#8211; Gazzetta di Modena</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://geolander.it/dendrofobia-degli-amministratori-pubblici-cause-e-rimedi/">Dendrofobia degli amministratori pubblici: cause e rimedi &#8211; Geolander</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>CONFERENZA ESRI ITALIA 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonietta Latronico]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 16:35:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rotte comunicative]]></category>
		<category><![CDATA[digital twin]]></category>
		<category><![CDATA[Esri Italia]]></category>
		<category><![CDATA[GIS]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[REALITY CAPTURE]]></category>
		<category><![CDATA[smart cities]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Roma, 13-14 maggio 2026 – Geolander.it sarà presente alla Conferenza Esri Italia 2026, uno dei principali appuntamenti nazionali dedicati ai Sistemi Informativi Geografici (GIS) e all’innovazione tecnologica applicata&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Roma, 13-14 maggio 2026</strong> – Geolander.it sarà presente alla <strong>Conferenza Esri Italia 2026</strong>, uno dei principali appuntamenti nazionali dedicati ai Sistemi Informativi Geografici (GIS) e all’innovazione tecnologica applicata al territorio, in programma presso l’Ergife Palace Hotel di Roma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’evento rappresenta un’importante occasione di confronto tra istituzioni, aziende e professionisti impegnati nello sviluppo di soluzioni avanzate per la gestione, l’analisi e la valorizzazione dei dati territoriali. In questo contesto, Geolander.it porterà la propria esperienza nel campo dei rilievi geomatici, della Reality Capture e dello sviluppo di Digital Twin.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante la conferenza, Geolander.it presenterà casi concreti e best practice che dimostrano come l’integrazione tra dati, tecnologie GIS e intelligenza artificiale – con particolare riferimento alla GeoAI – consenta di supportare processi decisionali più efficaci e sostenibili, sia in ambito urbano che infrastrutturale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">🔷 <a style="font-size: 1.188em; letter-spacing: 0px; display: inline !important;" href="https://resources.esriitalia.it/component/eventiesri/calendario/1092/digital-twin-e-pubblica-amministrazione-digitale-nuovi-modelli-per-le-smart-communities"><em>Digital Twin e Pubblica Amministrazione digitale: nuovi modelli per le Smart Communities</em></a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Gemello Digitale di Udine: una Città Virtuale per Decisioni Reali</strong><br><em>Gea Arcella, Comune di Udine</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il verde urbano come infrastruttura digitale: l&#8217;esperienza del Digital Twin di Modena</strong><br><em>Francesca Odorici, Comune di Modena</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Gemello Digitale Urbano di Rimini: GEO-AI e dati territoriali a supporto delle decisioni</strong><br><em>Gianluca Bianchi, Comune di Rimini</em></p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><th class="has-text-align-left" data-align="left">Data:</th><td>13 maggio 2026</td></tr><tr><th class="has-text-align-left" data-align="left">Orario:</th><td>14:30 &#8211; 18:00</td></tr><tr><th class="has-text-align-left" data-align="left">Sala:</th><td>Sala Tarragona</td></tr></tbody></table></figure>



<h6 class="wp-block-heading">🏆<a style="font-size: 1.188em; letter-spacing: 0px; display: inline !important;" href="https://resources.esriitalia.it/component/eventiesri/calendario/1091/location-intelligence-per-la-gestione-sostenibile-del-turismo-e-la-valorizzazione-del-patrimonio-culturale"><em>Location Intelligence per la gestione sostenibile del turismo e la valorizzazione del patrimonio culturale</em></a></h6>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Gemello Digitale dei Cicli Affrescati del XIV secolo Patrimonio Mondiale</strong><br><em>Ingrid Veneroso, Comune di Padova</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Digital Twin e AI per la gestione intelligente dei cimiteri: il caso del Comune di Fano</strong><br><em>Luigi Carmelo Scopelliti, Comune di Fano</em></p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td>13 maggio 2026</td></tr><tr><th class="has-text-align-left" data-align="left">Orario:</th><td>14:30 &#8211; 16:00</td></tr><tr><th class="has-text-align-left" data-align="left">Sala:</th><td>Sala Spalato</td></tr></tbody></table></figure>



<h6 class="wp-block-heading">🎤 Nell&#8217;Area Speech &amp; Networking</h6>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://resources.esriitalia.it/component/eventiesri/calendario/1100/area-speech-networking">Reality Capture: invisible data, visible decision dove i dati diventano scelte</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Giovanni Manta &#8211; CEO Geolander.it</em></p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><th class="has-text-align-left" data-align="left">14 maggio 2026</th><td><br> Orario: 14:30-14:50</td></tr><tr><th class="has-text-align-left" data-align="left">Sala:</th><td>Area Espositiva</td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La partecipazione alla Conferenza Esri Italia 2026 conferma il ruolo di Geolander.it come realtà di riferimento nel panorama nazionale per l’innovazione nel settore geomatico e per lo sviluppo di soluzioni tecnologiche avanzate a supporto della trasformazione digitale del territorio e la gestione dei servizi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Geolander.it sarà inoltre disponibile durante l’evento per incontrare partner, enti e professionisti interessati ad approfondire applicazioni e opportunità offerte dalle proprie soluzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per informazioni: info@geolander.it / +<a href="tel:+39%20049%207991357">39 049 7991357</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Appuntamento <a href="https://resources.esriitalia.it/component/eventiesri/conferenza/1076/conferenza-esri-italia-2026">CONFERENZA ESRI </a></p>



<p class="wp-block-paragraph">📅 <strong>13 – 14 maggio 2026</strong><br>📍 <strong>Roma</strong><br>📌 <strong>Ergife Palace Hotel</strong><br>🏠 <strong>Via Aurelia, 619</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>OOH – Pubblicità urbana, quanti cartelloni ci sono nella tua città?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonietta Latronico]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 07:32:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geoculture]]></category>
		<category><![CDATA[DOOH]]></category>
		<category><![CDATA[OOH]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle città italiane la cartellonistica pubblicitaria è ovunque. Cartelli stradali, impianti bifacciali, totem, pensiline degli autobus, insegne commerciali e pannelli luminosi accompagnano quotidianamente il paesaggio urbano. La loro&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nelle città italiane la cartellonistica pubblicitaria è ovunque. Cartelli stradali, impianti bifacciali, totem, pensiline degli autobus, insegne commerciali e pannelli luminosi accompagnano quotidianamente il paesaggio urbano. La loro presenza è così diffusa da diventare quasi invisibile, parte integrante della normalità della città.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure, dietro questa presenza apparentemente discreta si nasconde un sistema amministrativo complesso che riguarda direttamente le amministrazioni comunali. Per un amministratore locale la cartellonistica pubblicitaria non è soltanto un elemento estetico o una questione di decoro urbano, è prima di tutto un tema di governo del territorio, di sicurezza della circolazione e di gestione delle entrate pubbliche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni cartello installato nello spazio urbano è infatti il risultato di un insieme di autorizzazioni, concessioni e tributi che coinvolgono il Comune.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Il quadro normativo</h6>



<p class="wp-block-paragraph">La disciplina della pubblicità esterna trova il suo principale riferimento nell’articolo 23 del Codice della Strada, che stabilisce i limiti per l’installazione dei mezzi pubblicitari lungo le strade o in vista di esse. La norma vieta l’installazione di cartelli che possano generare confusione con la segnaletica o distrarre gli utenti della strada, compromettendo la sicurezza della circolazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’installazione di impianti pubblicitari è sempre subordinata all’autorizzazione dell’ente proprietario della strada, che nei centri abitati coincide generalmente con il Comune.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto alla normativa sulla sicurezza stradale esiste anche una dimensione fiscale. La diffusione di messaggi pubblicitari nello spazio pubblico è infatti soggetta a un tributo locale, storicamente disciplinato dal Decreto Legislativo 507 del 1993 e oggi confluito nel <strong>Canone Unico Patrimoniale</strong>, che ha accorpato in un unico sistema le entrate derivanti dall’occupazione di suolo pubblico e dalla pubblicità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per i Comuni questo significa che ogni cartellone pubblicitario, ogni insegna commerciale e ogni impianto installato nello spazio urbano rappresentano potenzialmente una fonte di entrata. In molte realtà urbane queste concessioni contribuiscono in modo significativo alle entrate comunali e sostengono servizi e attività dell’amministrazione.</p>



<h5 class="wp-block-heading">La dimensione economica: il sistema della pubblicità Out of Home</h5>



<p class="wp-block-paragraph">Per comprendere appieno il peso della cartellonistica urbana è utile guardare al fenomeno nel suo insieme, all’interno di quello che nel linguaggio del marketing e della comunicazione viene definito Out of Home (OOH).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con questa espressione si indica l’insieme delle forme di pubblicità che raggiungono le persone negli spazi pubblici mentre si muovono nella città: cartelloni stradali, pensiline degli autobus, arredo urbano, maxi-affissioni, pannelli nelle stazioni ferroviarie, negli aeroporti e nelle metropolitane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni questo settore ha conosciuto una trasformazione significativa. Alla cartellonistica tradizionale si sono affiancati sistemi digitali e reti di schermi intelligenti, dando origine al cosiddetto <strong>Digital Out of Home (DOOH)</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi impianti consentono di aggiornare i contenuti pubblicitari in tempo reale, programmare i messaggi a distanza e adattare le campagne alle diverse fasce orarie o ai flussi di traffico urbano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa evoluzione tecnologica ha rafforzato il ruolo economico della pubblicità esterna. Il mercato Out of Home in Italia ha raggiunto nel 2024 un valore complessivo di circa 709 milioni di euro, con una crescita rispetto all’anno precedente e prospettive di ulteriore espansione negli anni successivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All’interno di questo sistema la componente digitale rappresenta il segmento più dinamico. Il Digital Out of Home ha raggiunto nel 2024 circa 227 milioni di euro, pari a oltre il 30% del mercato complessivo, con previsioni di crescita che potrebbero portarlo a superare i 280 milioni di euro già nel 2025.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi numeri aiutano a comprendere come la pubblicità urbana non sia soltanto un elemento visivo del paesaggio cittadino, ma un vero e proprio settore economico che coinvolge imprese, concessionarie pubblicitarie e amministrazioni locali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli spazi urbani in cui vengono installati gli impianti pubblicitari sono infatti, nella maggior parte dei casi, beni pubblici o spazi sottoposti a regolazione pubblica: pensiline, pali dell’illuminazione, spartitraffico, aree pedonali e facciate edilizie diventano supporti di comunicazione commerciale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per un Comune questo significa trovarsi al centro di un sistema economico complesso in cui lo spazio urbano assume anche un valore comunicativo e commerciale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da un lato l’amministrazione deve garantire la sicurezza della circolazione e la qualità del paesaggio urbano; dall’altro deve gestire concessioni e autorizzazioni che generano entrate economiche attraverso canoni e diritti di pubblicità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio questa doppia dimensione — urbanistica ed economica — a rendere la cartellonistica un tema strategico nella governance delle città.</p>



<h5 data-wp-context---core-fit-text="core/fit-text::{&quot;fontSize&quot;:&quot;&quot;}" data-wp-init---core-fit-text="core/fit-text::callbacks.init" data-wp-interactive data-wp-style--font-size="core/fit-text::context.fontSize" class="wp-block-heading has-fit-text">La difficoltà principale: conoscere davvero ciò che esiste sul territorio</h5>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante il quadro normativo sia chiaro, molti Comuni si trovano ad affrontare una difficoltà concreta, ossia conoscere con precisione quanti impianti pubblicitari siano realmente presenti sul territorio. La domanda che spesso emerge negli uffici tecnici o negli assessorati è sorprendentemente semplice:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em>quanti cartelli pubblicitari ci sono nella nostra città?</em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Nella pratica amministrativa non sempre esiste una risposta immediata. Gli archivi comunali registrano autorizzazioni, concessioni e pagamenti, ma queste informazioni non sono sempre collegate alla localizzazione fisica degli impianti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel tempo i cartelli possono essere spostati, sostituiti o modificati. Le concessioni possono scadere senza che l’impianto venga rimosso. In altri casi possono comparire impianti non autorizzati o installati senza il rispetto delle procedure previste.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fenomeno della pubblicità abusiva non è raro. In alcune città italiane la proliferazione di cartelloni pubblicitari è diventata oggetto di dibattito pubblico proprio per la difficoltà di censire e controllare tutti gli impianti presenti nello spazio urbano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per un Comune questo può tradursi in tre problemi concreti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>perdita di entrate economiche</li>



<li>difficoltà di controllo amministrativo</li>



<li>impatto sul paesaggio urbano</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nodo centrale, nella maggior parte dei casi, non è quindi la mancanza di regole, ma la difficoltà di conoscere con precisione ciò che esiste sul territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un amministratore comunale deve poter rispondere a domande molto concrete: dove si trova ogni impianto pubblicitario; chi lo gestisce, quando scade la concessione e quale canone viene pagato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando queste informazioni sono disperse tra archivi cartacei, banche dati non integrate o gestioni affidate a concessionari esterni, il rischio è che il sistema perda trasparenza ed efficienza.</p>



<h6 class="wp-block-heading"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-text-hover-color">Dalla cartellonistica al dato territoriale, il ruolo della georeferenziazione</mark></h6>



<p class="wp-block-paragraph">È in questo contesto che la <strong>georeferenziazione degli impianti pubblicitari</strong> diventa uno strumento strategico per le amministrazioni locali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Georeferenziare un cartello pubblicitario significa associare ogni impianto a una posizione precisa sulla mappa del territorio, collegando a quella posizione tutte le informazioni amministrative: titolare della concessione, durata dell’autorizzazione, tipologia dell’impianto, dimensioni e canone dovuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In altre parole, significa costruire una vera e propria mappa digitale della pubblicità urbana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un sistema di questo tipo consente all’amministrazione di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>conoscere la distribuzione degli impianti sul territorio</li>



<li>monitorare le scadenze delle concessioni</li>



<li>individuare eventuali impianti abusivi</li>



<li>verificare la corrispondenza tra autorizzazioni amministrative e presenza reale degli impianti</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso approccio può essere esteso anche alle insegne delle attività commerciali, che rappresentano una componente importante del paesaggio urbano e sono anch’esse soggette a regolamentazione quando visibili dalla strada o collocate su suolo pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per un’amministrazione comunale significa trasformare un ambito spesso percepito come marginale o difficile da controllare in un vero sistema informativo territoriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In una fase in cui i Comuni sono chiamati a governare territori sempre più complessi e a ottimizzare le proprie risorse, la cartellonistica pubblicitaria può rivelarsi un campo inaspettatamente strategico. Non solo per il decoro urbano, ma per la capacità dell’amministrazione di conoscere, monitorare e gestire in modo più efficiente l’uso dello spazio pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E forse la domanda iniziale — <em>quanti cartelli pubblicitari ci sono nella mia città?</em> — trova finalmente una risposta chiara, misurabile e sempre aggiornata nel tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Linkografia</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.osservatori.net/blog/internet-media-advertising/out-of-home-digital-out-of-home/">Out of Home (OOH) e Digital Out of Home (DOOH): la comunicazione esterna</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://geolander.it/georeferenziare-il-cup-dal-tributo-al-governo-del-territorio/">Georeferenziare il CUP, dal tributo al governo del territorio &#8211; Geolander</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Geografia algoritmica: etica, bias dei dati nell’era dell’IA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonietta Latronico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 09:46:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GeoAI]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[DIGITALTWIN]]></category>
		<category><![CDATA[GEOAI]]></category>
		<category><![CDATA[Geografia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’incontro tra intelligenza artificiale e geografia rappresenta una delle trasformazioni epistemologiche più rilevanti delle scienze del territorio nel XXI secolo. I sistemi di analisi spaziale, i modelli predittivi&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’incontro tra intelligenza artificiale e geografia rappresenta una delle trasformazioni epistemologiche più rilevanti delle scienze del territorio nel XXI secolo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I sistemi di analisi spaziale, i modelli predittivi e i digital twin urbani stanno ridefinendo il modo in cui osserviamo, rappresentiamo e governiamo lo spazio. Tuttavia, questa rivoluzione tecnologica impone anche una riflessione filosofica e antropologica profonda su tre concetti centrali: il bias algoritmico, la sostenibilità dei sistemi digitali e la presunta neutralità dei dati spaziali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per lungo tempo la geografia scientifica ha coltivato l’idea che la rappresentazione del territorio potesse aspirare a una forma di oggettività. Le carte geografiche, i rilievi topografici e i sistemi informativi territoriali sono stati considerati strumenti capaci di descrivere lo spazio con precisione matematica. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’avvento dell’intelligenza artificiale, tuttavia, ha reso evidente che i dati non sono mai completamente neutrali. Ogni dataset nasce infatti all’interno di un contesto sociale, politico e culturale che ne orienta la raccolta, la classificazione e l’interpretazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista scientifico, gli algoritmi di machine learning applicati alla geografia si basano su grandi quantità di dati spaziali provenienti da fonti eterogenee: immagini satellitari, rilievi lidar, sensori urbani, database amministrativi, social media geolocalizzati. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi dati alimentano modelli capaci d’individuare pattern territoriali, prevedere fenomeni ambientali, ottimizzare la gestione delle infrastrutture o supportare la pianificazione urbana. Tuttavia, l’accuratezza di tali modelli dipende in modo decisivo dalla qualità e dalla rappresentatività dei dati utilizzati per addestrarli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È qui che emerge il problema del bias. In termini tecnici, il bias algoritmico si verifica quando un sistema d’intelligenza artificiale produce risultati sistematicamente distorti a causa di dati di addestramento incompleti o squilibrati. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel contesto geografico, questo fenomeno assume una dimensione particolarmente significativa perché lo spazio è intrinsecamente legato alle dinamiche sociali. Se un dataset privilegia determinate aree urbane rispetto ad altre, o se riflette disuguaglianze economiche e infrastrutturali già presenti nel territorio, l’algoritmo rischia di amplificare tali disparità invece di limitarle.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista antropologico, lo spazio non è soltanto una dimensione fisica, ma anche una costruzione culturale. Le città, le infrastrutture e i paesaggi sono il risultato di processi storici e sociali che riflettono rapporti di potere, modelli economici e visioni del mondo. Quando questi spazi vengono trasformati in dati digitali, essi portano con sé le tracce di tali dinamiche. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Un algoritmo che analizza la distribuzione dei servizi urbani, ad esempio, potrebbe replicare modelli di esclusione territoriale se i dati di partenza derivano da sistemi di pianificazione già caratterizzati da disuguaglianze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La questione del bias, quindi, non è soltanto un problema tecnico ma anche epistemologico. Essa mette in discussione l’idea stessa di neutralità della conoscenza geografica. La geografia algoritmica non si limita a rappresentare il territorio: contribuisce a costruirlo. Le decisioni prese sulla base di modelli predittivi influenzano infatti politiche urbane, investimenti infrastrutturali e strategie di gestione ambientale. In questo senso, l’intelligenza artificiale diventa un attore nella produzione dello spazio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La riflessione filosofica su questi temi trova radici nella tradizione della geografia critica e nella filosofia della tecnologia. Pensatori come Michel Foucault e Bruno Latour hanno mostrato come i sistemi di conoscenza siano sempre intrecciati con strutture di potere e reti sociotecniche. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Applicata alla geografia digitale, questa prospettiva suggerisce che gli algoritmi non siano strumenti neutrali, ma dispositivi che partecipano alla governance del territorio. In questo contesto emerge la necessità di sviluppare una nuova etica dei dati geografici. Questa etica dovrebbe basarsi su tre pilastri fondamentali: trasparenza, inclusività e responsabilità. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La trasparenza implica la comprensione dei processi attraverso cui i dati vengono raccolti, elaborati e utilizzati dagli algoritmi. L’inclusività richiede dataset più rappresentativi, capaci di riflettere la diversità sociale e territoriale. La responsabilità, infine, riguarda la consapevolezza che le tecnologie geospaziali influenzano direttamente le decisioni politiche e la qualità della vita delle comunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intelligenza artificiale applicata alla geografia apre dunque una nuova stagione di ricerca che non può essere affrontata esclusivamente con strumenti tecnici. Essa richiede un dialogo interdisciplinare capace di rispettarne la complessità sociale e culturale.</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>La geografia diventerà una scienza sempre più “computazionale”?</p></blockquote></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nei prossimi decenni la geografia sarà sempre più legata all’intelligenza artificiale, ai big data e alla modellazione computazionale. I sistemi geografici non serviranno più soltanto a rappresentare lo spazio, ma a interpretarlo e prevederlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli algoritmi di machine learning sono già in grado di analizzare immagini satellitari, riconoscere cambiamenti nell’uso del suolo o prevedere fenomeni ambientali come incendi e deforestazione. Questo permette di trasformare enormi quantità di dati spaziali in conoscenza utile per la pianificazione urbana, l’agricoltura e la gestione delle emergenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa prospettiva si parla sempre più di GeoAI, cioè l’integrazione tra intelligenza artificiale e scienze geografiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un passaggio ancora più radicale riguarda l’idea di GIS autonomi. Alcuni studi immaginano piattaforme geografiche capaci di raccogliere dati, analizzarli e produrre mappe o modelli predittivi quasi senza intervento umano. Questi sistemi potrebbero generare automaticamente workflow di analisi spaziale e supportare decisioni complesse.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Il mondo come “digital twin”</h6>



<p class="wp-block-paragraph">Un’altra evoluzione fondamentale riguarda la costruzione di gemelli digitali del territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le città, le infrastrutture e gli ecosistemi vengono sempre più spesso rappresentati attraverso modelli tridimensionali dinamici che simulano ciò che accade nel mondo reale. Questi digital twin permettono di testare scenari urbani, valutare l’impatto delle politiche pubbliche o prevedere rischi ambientali prima che si verifichino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo senso, la geografia diventa anche una scienza della simulazione territoriale e i digital twin potranno diventare vere “piattaforme cognitive del territorio”, in cui dati, simulazioni e analisi predittive convergono per supportare decisioni pubbliche e private. Le amministrazioni, i pianificatori e i ricercatori potranno interrogare questi sistemi per comprendere le conseguenze di determinate scelte territoriali prima che esse vengano realizzate.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Una geografia in tempo reale</h6>



<p class="wp-block-paragraph">La diffusione di satelliti, sensori IoT, droni e smartphone sta creando una quantità enorme di dati geolocalizzati. Nei prossimi anni molti sistemi geografici funzioneranno in tempo reale, analizzando flussi continui di informazioni provenienti dal territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo porterà a forme di monitoraggio continuo del pianeta: traffico urbano, cambiamenti climatici, qualità dell’aria, movimenti delle popolazioni. Alcuni studiosi immaginano addirittura una condizione chiamata “GEOINT Singularity”, in cui gran parte delle attività sulla superficie terrestre potrebbe essere osservata e analizzata quasi istantaneamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Naturalmente questo scenario apre anche importanti questioni etiche su privacy, sorveglianza e uso dei dati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parallelamente alla dimensione tecnologica crescerà anche una geografia collaborativa e partecipativa. Grazie a piattaforme aperte e mappe collaborative, i cittadini contribuiscono sempre più alla produzione di dati geografici, fenomeno noto come volunteered geographic information. In questo modello gli individui diventano veri e propri “sensori umani” che raccolgono informazioni sul territorio.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Una nuova identità della geografia</h6>



<p class="wp-block-paragraph">Se guardiamo a lungo termine, la geografia potrebbe evolvere in qualcosa di ancora più ampio: la scienza che integra spazio fisico, spazio sociale e spazio digitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il geografo del futuro non sarà soltanto uno studioso dei territori, ma anche un interprete dei dati spaziali, un progettista di sistemi territoriali intelligenti e un mediatore tra tecnologia, ambiente e società.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa visione la geografia non scompare nell’era dell’intelligenza artificiale. Al contrario, potrebbe assumere una funzione sempre più simile a quella di una scienza di <em>orchestrazione </em>dei sistemi territoriali e diventare una delle discipline più centrali per comprendere il pianeta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intelligenza artificiale potrà inoltre sviluppare nuove capacità d&#8217;interpretazione dello spazio geografico. Attraverso tecniche avanzate di apprendimento automatico, gli algoritmi potranno riconoscere strutture spaziali, pattern territoriali e relazioni tra fenomeni ambientali e sociali. In questo modo la geografia potrebbe evolvere verso una disciplina sempre più orientata alla modellazione dei processi territoriali, piuttosto che alla semplice descrizione delle forme spaziali.</p>



<pre class="wp-block-verse">In questo scenario, la geografia del futuro potrebbe non limitarsi più a rappresentare il mondo, ma potrebbe contribuire attivamente alla governance dei sistemi territoriali complessi, mettendo in relazione conoscenza scientifica, capacità computazionale e modellazione digitale per comprendere e orientare le trasformazioni dello spazio geografico contemporaneo.</pre>



<h6 class="wp-block-heading">Linkografia</h6>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/geo-ai-cose-e-come-ci-aiuta-a-comprendere-i-fenomeni-naturali/">GEO-AI: cos&#8217;è e come ci aiuta a comprendere i fenomeni naturali &#8211; Agenda Digitale</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://biblus.acca.it/geospatial-technology-in-smart-cities/">Geospatial technology in smart cities: conoscere le tecnologie geospaziali per gestire le città del futuro</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://geolander.it/levoluzione-del-reality-capture-digital-twin-e-ai-generativa/">L’evoluzione del Reality Capture, Digital Twin e AI generativa &#8211; Geolander</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://geolander.it/lintelligenza-artificiale-applicata-al-sentiment-analysis-geografico/">L’intelligenza artificiale applicata al sentiment analysis geografico &#8211; Geolander</a></p>



<h6 class="wp-block-heading">Credits</h6>



<p class="wp-block-paragraph">Foto di <a href="https://unsplash.com/it/@planetvolumes?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Planet Volumes</a> su <a href="https://unsplash.com/it/foto/diagramma-di-venn-9Bs7b1cpek8?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Le nuove geografe dell’era digitale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonietta Latronico]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 09:50:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Persone e geografia]]></category>
		<category><![CDATA[festadelledonne]]></category>
		<category><![CDATA[ottomarzo]]></category>
		<category><![CDATA[STEM]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per secoli la geografia è stata la scienza che disegnava il mondo. Mappe, carte nautiche, atlanti, strumenti che permettevano di orientarsi nello spazio e di conoscere territori lontani.&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Per secoli la geografia è stata la scienza che disegnava il mondo. Mappe, carte nautiche, atlanti, strumenti che permettevano di orientarsi nello spazio e di conoscere territori lontani. Attraverso la cartografia, l’umanità ha imparato a rappresentare il pianeta, a esplorarlo, a comprenderne la complessità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi, però, la rappresentazione del mondo sta cambiando forma. Non si limita più a descrivere la realtà, ma la ricrea in ambienti digitali complessi, dove dati, sensori e modelli tridimensionali costruiscono repliche dinamiche di città, infrastrutture e paesaggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono i Digital Twin, i gemelli digitali. Modelli virtuali che permettono di osservare il funzionamento di sistemi reali, monitorarne l’evoluzione e simulare scenari futuri. Utilizzati nella gestione delle città, nella pianificazione delle infrastrutture, nella tutela del patrimonio culturale e perfino nella medicina, i Digital Twin stanno diventando uno degli strumenti più avanzati della conoscenza contemporanea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dietro questi modelli digitali non ci sono soltanto tecnologie sofisticate. Ci sono persone. E sempre più spesso sono donne.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni sta emergendo una nuova generazione di professioniste che lavora alla costruzione dei gemelli digitali del mondo: ingegnere, esperte di sistemi informativi geografici, ricercatrici nel campo dell’intelligenza artificiale, specialiste di rilievi tridimensionali e analiste dei dati territoriali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono figure che operano all’incrocio tra discipline diverse e che contribuiscono a progettare nuove forme di rappresentazione del territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un certo senso, queste professioniste possono essere considerate le nuove geografe dell’era digitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se le geografe del passato studiavano paesaggi, climi e società, oggi le nuove geografe lavorano con modelli digitali del territorio, integrando dati provenienti da satelliti, sensori ambientali, rilievi laser scanner e piattaforme geospaziali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La costruzione di un Digital Twin richiede infatti una combinazione di competenze che vanno dalla geomatica alla modellazione tridimensionale, dall’analisi dei dati alla programmazione. Il territorio diventa un sistema informativo complesso, nel quale ogni elemento — un edificio, una strada, un albero, un’infrastruttura — può essere rappresentato, analizzato e monitorato in tempo reale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto interdisciplinare, il contributo delle donne sta diventando sempre più visibile. Ricercatrici e professioniste partecipano allo sviluppo di Digital Twin urbani per la gestione delle città intelligenti, alla modellazione d&#8217;infrastrutture per migliorare la sicurezza e l’efficienza dei sistemi di trasporto, alla creazione di modelli digitali di monumenti e siti storici per la conservazione del patrimonio culturale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi modelli digitali non sono soltanto strumenti tecnologici. Sono anche nuovi strumenti di conoscenza. Permettono di osservare la realtà da prospettive diverse, di mettere in relazione dati e fenomeni, di immaginare scenari futuri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In fondo, il Digital Twin rappresenta una nuova forma di cartografia dinamica, tridimensionale e interattiva, che non si limita a descrivere lo spazio ma ne simula i processi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa trasformazione della conoscenza geografica, le donne stanno assumendo un ruolo sempre più significativo. Non soltanto come utenti delle tecnologie digitali, ma come protagoniste nella costruzione dei modelli che rappresentano e interpretano il mondo contemporaneo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se le mappe hanno segnato la storia della geografia, i Digital Twin stanno inaugurando una nuova stagione della rappresentazione del territorio. E tra coloro che stanno disegnando questa nuova geografia digitale ci sono sempre più donne.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come Ada Lovelace seppe intuire già nell’Ottocento che le macchine avrebbero potuto elaborare non solo numeri ma anche simboli e informazioni, così oggi una nuova generazione di professioniste contribuisce allo sviluppo e all’utilizzo delle tecnologie digitali applicate al territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il loro apporto non si limita al progresso tecnico. Introduce anche nuovi sguardi interpretativi e metodologici nella rappresentazione, nella lettura e nella gestione degli spazi urbani e dei sistemi territoriali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le ricerche della geografa Mei-Po Kwan hanno introdotto nuovi metodi per analizzare come le persone si muovono nello spazio urbano durante la giornata, utilizzando strumenti GIS e dati geolocalizzati. Il suo lavoro ha mostrato come l’esperienza dello spazio urbano sia profondamente diversa tra uomini e donne, soprattutto in relazione alla sicurezza, alla mobilità e alla gestione della vita quotidiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste ricerche sono oggi fondamentali per progettare città più inclusive e per sviluppare Digital Twin capaci di rappresentare la complessità dei comportamenti urbani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’altra figura importante è Sarah Williams, docente al MIT e direttrice del Civic Data Design Lab. Il suo lavoro si concentra sull’uso dei big data urbani per comprendere le dinamiche sociali delle città.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso l’analisi di dati provenienti da telefoni cellulari, trasporti pubblici e social media, Williams ha sviluppato strumenti innovativi per studiare fenomeni come disuguaglianze urbane, accesso ai servizi e mobilità nelle grandi metropoli. I suoi studi dimostrano come i dati territoriali possano essere utilizzati per costruire politiche urbane più eque e informate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un contributo importante alla riflessione critica sul rapporto tra dati e società è stato offerto anche dalla ricercatrice Kate Crawford. Nel suo libro <em>Atlas of AI</em>, Crawford analizza come i sistemi digitali — inclusi quelli utilizzati nelle smart city — siano profondamente legati a questioni sociali, politiche e ambientali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come osserva la studiosa:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p><em>“L’intelligenza artificiale non è né artificiale né intelligente: è costruita a partire da risorse naturali, lavoro umano e enormi quantità di dati.”</em><br></p><cite>(Crawford, 2021)</cite></blockquote></figure>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo lavoro è particolarmente rilevante anche per i Digital Twin urbani, perché invita a interrogarsi su come i dati vengono raccolti, interpretati e utilizzati nei processi decisionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel campo della geospatial data science, la geografa e data scientist Monica Wachowicz ha sviluppato ricerche sull’integrazione tra dati geospaziali, sensori e analisi avanzata per comprendere fenomeni complessi come il cambiamento climatico, la gestione dei disastri naturali e la resilienza urbana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo tipo di ricerca rappresenta uno degli elementi chiave nello sviluppo dei Digital Twin territoriali, che si basano proprio sulla combinazione di dati provenienti da fonti diverse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto a queste studiose, altre ricercatrici stanno contribuendo direttamente allo sviluppo delle tecnologie utilizzate nei Digital Twin urbani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La studiosa Sisi Zlatanova, esperta di GIS e modelli tridimensionali urbani, sottolinea come i modelli 3D delle città stiano diventando la spina dorsale dei Digital Twin urbani, consentendo analisi, simulazioni e supporto alle decisioni. Le sue ricerche sui 3D city models rappresentano una delle basi scientifiche su cui si sviluppano molti gemelli digitali delle città contemporanee.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Verso una geografia digitale più inclusiva</h5>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo dati recenti, le donne rappresentano oggi circa il 28% della forza lavoro globale nelle professioni STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics), nel settore tecnologico la quota oscilla tra il 26% e il 35% degli occupati e nel campo dell’intelligenza artificiale le donne sono circa il 22% dei professionisti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi numeri mostrano come il divario di genere nel settore tecnologico sia ancora significativo. Allo stesso tempo indicano anche un enorme potenziale di crescita, soprattutto considerando che circa il 36% dei laureati nelle discipline STEM è oggi costituito da donne, segno che le nuove generazioni stanno progressivamente modificando la composizione del settore scientifico e tecnologico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il settore dei Digital Twin rappresenta uno degli ambiti più promettenti per una maggiore partecipazione femminile proprio per la sua natura interdisciplinare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La costruzione di un Digital Twin territoriale coinvolge infatti numerose professionalità: ingegneri e ingegnere dei sistemi digitali, esperti di geomatica e rilievi 3D, data scientist e specialisti di analisi dei dati, sviluppatori di modelli di intelligenza artificiale, urbanisti e pianificatori territoriali, esperti di sostenibilità ambientale, specialisti di realtà virtuale e visualizzazione dei dati, curatori digitali del patrimonio culturale, esperti di comunicazione dei dati territoriali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa varietà di ruoli rende il settore particolarmente adatto a valorizzare competenze diverse, comprese quelle provenienti da ambiti umanistici e sociali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo ecosistema professionale apre nuovi spazi di occupazione per le giovani generazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le figure emergenti si collocano il Digital Twin specialist, il geospatial data scientist, l’urban digital planner, il reality capture specialist, gli esperti di AI applicata all’ambiente e alle infrastrutture e i professionisti della digital heritage curation, Ethical AI and Data Governance Expert.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La costruzione dei Digital Twin non riguarda soltanto la tecnologia. Riguarda il modo in cui le società del futuro sceglieranno di conoscere, rappresentare e governare i propri territori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo, la presenza delle donne nella geografia digitale emergente non può essere considerata soltanto un ampliamento della partecipazione professionale, ma possono svolgere un ruolo fondamentale nella costruzione di una visione che sia sistemica e accompagnata da sensibilità sociale e capacità interdisciplinare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se la cartografia tradizionale ha rappresentato per secoli il modo in cui l’umanità ha imparato a leggere il mondo, i gemelli digitali stanno aprendo una nuova stagione della conoscenza geografica in cui dati, algoritmi e modelli tridimensionali diventano strumenti per comprendere la complessità del territorio e come il mondo dev’essere osservato, interpretato e governato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E in questo paesaggio digitale ancora in formazione, le nuove professioniste hanno l’opportunità di contribuire a costruire una geografia digitale più inclusiva, consapevole e responsabile, capace di connettere innovazione tecnologica, conoscenza territoriale e visione del futuro.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Linkografia</h6>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://geolander.it/ada-lovelace-la-visionaria-che-anticipo-lera-dellai/">Ada Lovelace, la visionaria che anticipò l&#8217;era dell&#8217;AI &#8211; Geolander</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.amazon.it/Atlas-Ai-Planetary-Artificial-Intelligence/dp/0300264631/ref=sr_1_1?adgrpid=1236950898704043&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.M5fP_B_0byBInBkCeVGcjFt_vfIcT44C_hWah9HEyuvGjHj071QN20LucGBJIEps.xq9uqDNl_vj4Wb6ZfFRmluvUXTTV2xsqNWEKvY7lfMw&amp;dib_tag=se&amp;hvadid=77309595860488&amp;hvbmt=be&amp;hvdev=c&amp;hvlocphy=236412&amp;hvnetw=o&amp;hvqmt=e&amp;hvtargid=kwd-77309670233141%3Aloc-93&amp;hydadcr=12909_1878123&amp;keywords=atlas+of+ai+kate+crawford&amp;mcid=2c471f97e01b322bb9e1fe7e63208dfe&amp;msclkid=b0fa0e8a255f1cc03c0667208679df09&amp;qid=1772790569&amp;sr=8-1">Atlas of AI: Power, Politics, and the Planetary Costs of Artificial Intelligence : Crawford, Kate</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>Dati e responsabilità pubblica nella gestione cimiteriale</title>
		<link>http://geolander.it/dati-e-responsabilita-pubblica-nella-gestione-cimiteriale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonietta Latronico]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 10:21:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geoculture]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’espansione urbana e le dinamiche demografiche in atto stanno determinando una crescente complessità nella gestione delle aree cimiteriali. I cimiteri non possono più essere considerati semplici spazi destinati&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’espansione urbana e le dinamiche demografiche in atto stanno determinando una crescente complessità nella gestione delle aree cimiteriali. I cimiteri non possono più essere considerati semplici spazi destinati alla sepoltura, ma infrastrutture territoriali articolate, caratterizzate da componenti edilizie, impiantistiche, ambientali e amministrative che richiedono strumenti di pianificazione analoghi a quelli utilizzati per altre dotazioni pubbliche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In numerosi contesti internazionali, la crescita della popolazione e l’andamento dei tassi di mortalità stanno generando una pressione significativa sulle capacità ricettive dei cimiteri esistenti. Le statistiche demografiche globali indicano annualmente oltre 130 milioni di nascite a fronte di circa 55 milioni di decessi, con un conseguente incremento progressivo della domanda di spazi destinati alla sepoltura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In diversi Paesi europei, tra cui il Regno Unito, studi di settore evidenziano il rischio di saturazione delle aree cimiteriali nel medio periodo qualora non vengano implementate strategie alternative di pianificazione territoriale, ottimizzazione delle concessioni, riuso programmato degli spazi e adozione di modelli gestionali innovativi.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Problemi strutturali e gestionali dei cimiteri moderni</h6>



<p class="wp-block-paragraph">La gestione cimiteriale presenta oggi un livello di complessità che supera la mera disponibilità fisica degli spazi. Le criticità emergono soprattutto sul piano organizzativo, normativo e informativo, incidendo direttamente sull’efficienza amministrativa e sulla qualità del servizio reso alla collettività.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1. Carenza di dati strutturati e affidabili</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In numerosi contesti comunali, le informazioni relative alle sepolture risultano frammentate, incomplete o non aggiornate. I registri cartacei convivono con archivi digitali non interoperabili; le planimetrie non sono coerenti con lo stato reale dei luoghi; le concessioni non sono sempre collegate a scadenze monitorate in modo sistematico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa carenza informativa comporta:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>difficoltà nella ricognizione della disponibilità effettiva di loculi e aree;</li>



<li>incertezza nella distinzione tra inumazioni, tumulazioni e concessioni perpetue o temporanee;</li>



<li>impossibilità di pianificare ampliamenti o riuso degli spazi su base oggettiva;</li>



<li>inefficienze nella gestione dei tributi connessi (es. lampade votive, rinnovi concessori).</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2. Inadeguatezza dei regolamenti di polizia mortuaria</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Molti regolamenti comunali di polizia mortuaria sono stati redatti in contesti demografici e normativi differenti rispetto all’attuale scenario. La mancata revisione normativa può generare discrepanze tra disciplina formale e prassi operativa, con conseguenti difficoltà interpretative per uffici tecnici, operatori e cittadini. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Spesso non tengono conto:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>delle mutate esigenze di rotazione delle sepolture;</li>



<li>dell’incremento della cremazione;</li>



<li>delle nuove modalità di gestione informatizzata;</li>



<li>delle esigenze di sostenibilità ambientale.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>3. Contenziosi e conflitti amministrativi</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’assenza di trasparenza e tracciabilità nelle concessioni di suolo cimiteriale rappresenta una delle principali fonti di contenzioso tra cittadini e amministrazione, con ripercussioni economiche e reputazionali per l’ente pubblico. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le problematiche più frequenti riguardano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>concessioni non chiaramente documentate;</li>



<li>scadenze non comunicate o non registrate correttamente;</li>



<li>sovrapposizioni di diritti tra eredi;</li>



<li>incertezze sulla titolarità di tombe di famiglia o cappelle gentilizie.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>4. Gestione manutentiva e servizi accessori</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cimitero è un’infrastruttura complessa che comprende aree verdi, vialetti, sistemi di illuminazione, segnaletica, parcheggi, reti di smaltimento delle acque e spazi per la raccolta dei rifiuti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Senza una mappatura aggiornata e integrata di questi elementi, la manutenzione risulta discontinua e difficilmente programmabile. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ne derivano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>interventi emergenziali anziché preventivi;</li>



<li>aumento dei costi operativi;</li>



<li>riduzione della qualità percepita del servizio.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Quando la localizzazione di una sepoltura è complessa, quando le informazioni sulle concessioni non sono accessibili o quando lo stato manutentivo è carente, il disagio amministrativo si trasforma in disagio emotivo per le famiglie.</p></blockquote></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cimitero è un luogo sensibile, in cui la dimensione tecnica si intreccia con quella affettiva. Una gestione inefficiente non rappresenta soltanto un problema amministrativo, ma incide sulla percezione di cura, rispetto e dignità che l’istituzione deve garantire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo, la modernizzazione dei sistemi informativi, l’aggiornamento normativo e l’integrazione dei dati territoriali non sono meri interventi tecnologici, ma strumenti essenziali per assicurare trasparenza, sostenibilità e qualità del servizio pubblico.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Sfide ambientali e sostenibilità</h6>



<p class="wp-block-paragraph">Alla pressione demografica si affiancano criticità di natura ambientale che, se non adeguatamente considerate, possono produrre effetti significativi sul territorio e sugli ecosistemi locali. La gestione cimiteriale, infatti, non incide esclusivamente sull’organizzazione amministrativa, ma comporta implicazioni dirette in termini di consumo di suolo, tutela delle risorse idriche e pianificazione paesaggistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Consumo di suolo e trasformazioni territoriali</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ampliamento progressivo delle aree cimiteriali determina una trasformazione permanente del suolo, sottraendo superfici potenzialmente destinate ad altre funzioni pubbliche o a sistemi ecologici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, l’espansione non pianificata può comportare impermeabilizzazione del terreno, frammentazione del paesaggio, riduzione delle superfici agricole o naturali e un&#8217;incremento dei costi infrastrutturali connessi a viabilità, reti idriche ed elettriche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il consumo di suolo rappresenta oggi uno degli indicatori più rilevanti nelle politiche di sostenibilità territoriale. In questo contesto, anche la pianificazione cimiteriale deve essere valutata secondo criteri di contenimento dell’espansione e di ottimizzazione degli spazi esistenti.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Il ruolo del Digital Twin nella gestione moderna dei cimiteri</h5>



<p class="wp-block-paragraph">Di fronte alle criticità demografiche, ambientali e gestionali evidenziate, l’adozione di tecnologie digitali avanzate rappresenta un passaggio strategico per l’evoluzione della governance cimiteriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra queste, il <strong>Digital Twin</strong> – o gemello digitale – si configura come uno strumento abilitante in grado di integrare rilievo territoriale, gestione amministrativa e pianificazione strategica all’interno di un unico ecosistema informativo.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="GeoTwinFlow - a new era of cultural heritage" width="1290" height="726" src="https://www.youtube.com/embed/w0Meyo7EZFk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Digital Twin come infrastruttura informativa</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Digital Twin consiste nella replica digitale tridimensionale dell’area cimiteriale, realizzata mediante tecniche di rilievo ad alta precisione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso tale sistema è possibile:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>realizzare una mappatura tridimensionale completa</strong> delle sepolture, delle cappelle, delle infrastrutture e delle reti impiantistiche;</li>



<li><strong>monitorare in tempo reale concessioni e scadenze</strong>, verificando la disponibilità effettiva degli spazi;</li>



<li><strong>gestire lo stato manutentivo</strong> di aree verdi, vialetti, impianti di illuminazione, segnaletica e servizi accessori;</li>



<li><strong>integrare banche dati esterne</strong>, quali registri anagrafici, sistemi tributari e piattaforme di pagamento;</li>



<li><strong>supportare la pianificazione di ampliamenti o riqualificazioni</strong> sulla base di dati aggiornati e georeferenziati;</li>



<li><strong>fornire strumenti di orientamento per l’utenza</strong>, attraverso totem interattivi o applicazioni web;</li>



<li><strong>valorizzare il patrimonio monumentale</strong>, mediante percorsi digitali e virtual tour.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Impatto sulla governance e sui processi decisionali</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’implementazione di un Digital Twin comporta un cambiamento sostanziale nel modello di gestione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le decisioni non si basano più su stime o verifiche manuali, ma su dati oggettivi e costantemente aggiornati. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò permette di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>ridurre il margine di errore nella gestione delle concessioni;</li>



<li>prevenire contenziosi grazie alla disponibilità di informazioni certificate;</li>



<li>programmare manutenzioni in modalità preventiva anziché emergenziale;</li>



<li>ottimizzare le risorse economiche attraverso una pianificazione basata su indicatori misurabili;</li>



<li>migliorare la qualità del servizio offerto ai cittadini.</li>
</ul>



<h6 class="wp-block-heading"><strong>Verso un modello sistemico di gestione cimiteriale</strong></h6>



<p class="wp-block-paragraph">La gestione dei cimiteri non può più essere affrontata come attività amministrativa ordinaria. È necessario adottare un approccio sistemico che integri dimensioni sociali, ambientali, tecnologiche e culturali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Occorre garantire trasparenza nei procedimenti concessori, accessibilità alle informazioni e strumenti che facilitino l’orientamento dei visitatori, nel rispetto della sensibilità delle famiglie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La pianificazione deve perseguire il contenimento del consumo di suolo, la mitigazione degli impatti ecologici e la gestione sostenibile del verde e delle risorse naturali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’impiego di sistemi informativi territoriali e Digital Twin consente la gestione integrata dei dati, l’analisi predittiva del fabbisogno e la manutenzione programmata delle infrastrutture.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei contesti monumentali, la digitalizzazione rappresenta anche uno strumento di valorizzazione e tutela del patrimonio storico-artistico.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph">Geolander.it sviluppa e implementa soluzioni avanzate di <strong>Digital Twin per la gestione in cloud dei cimiteri</strong>, offrendo alle amministrazioni strumenti integrati per il governo dei dati, il monitoraggio delle concessioni, la pianificazione degli spazi e la programmazione delle attività manutentive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parallelamente, l’azienda opera nella <strong>digitalizzazione e valorizzazione dei cimiteri monumentali</strong>, realizzando modelli tridimensionali ad alta precisione e piattaforme informative che coniugano tutela del patrimonio storico-artistico, fruizione culturale e innovazione tecnologica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso un approccio basato su rilievi geomatici di precisione, interoperabilità dei dati e gestione digitale evoluta, Geolander.it supporta gli enti pubblici nel processo di modernizzazione della governance cimiteriale, nel rispetto dei principi di sostenibilità, trasparenza ed efficienza amministrativa.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Linkografia</h6>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Digital Twin del cimitero: Corciano un caso di eccellenza</strong><br><a href="https://geolander.it/gestione-cimitero-corciano/?utm_source=chatgpt.com">https://geolander.it/gestione-cimitero-corciano/</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La città di Fano avvia la digitalizzazione del cimitero</strong><br><a href="https://geolander.it/la-citta-di-fano-avvia-la-digitalizzazione-del-cimitero/?utm_source=chatgpt.com">https://geolander.it/la-citta-di-fano-avvia-la-digitalizzazione-del-cimitero/</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ecosostenibilità della morte tra sovraffollamento ed inquinamento</strong><br><a href="https://geolander.it/ecosostenibilita-della-morte-tra-sovraffollamento-ed-inquinamento/?utm_source=chatgpt.com">https://geolander.it/ecosostenibilita-della-morte-tra-sovraffollamento-ed-inquinamento/</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Credits</p>



<p class="wp-block-paragraph">Foto gabriel-vasiliu-rVW8SoRC21k-unsplash</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>ANNCSU dopo la chiusura, stato della georeferenziazione dei civici</title>
		<link>http://geolander.it/anncsu-dopo-la-chiusura-stato-della-georeferenziazione-dei-civici/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonietta Latronico]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 13:45:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geoculture]]></category>
		<category><![CDATA[ANNCSU]]></category>
		<category><![CDATA[digitalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[numeri civici]]></category>
		<category><![CDATA[PDND]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La chiusura delle finestre di candidatura Avviso Misura 1.3.1 &#8220;Piattaforma Digitale Nazionale Dati &#8211; ANNCSU ”, finanziata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, segna un passaggio importante&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La chiusura delle finestre di candidatura <strong>Avviso Misura 1.3.1 &#8220;Piattaforma Digitale Nazionale Dati &#8211; ANNCSU </strong>”, finanziata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, segna un passaggio importante per la digitalizzazione del territorio italiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si tratta semplicemente della conclusione di un avviso pubblico, ma dell’avvio di una fase strutturale in cui l’indirizzo – strada e numero civico – diventa definitivamente un dato geospaziale certificato, interoperabile e strategico per la governance del Paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Archivio nazionale dei numeri civici e delle strade urbane (ANNCSU) nasce come archivio di riferimento unico per stradari e numeri civici italiani, alimentato dai Comuni e gestito da Istituto Nazionale di Statistica e Agenzia delle Entrate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima dell’avviso PNRR erano già presenti circa 28 milioni di numeri civici, conferiti da 7.893 Comuni su 7.896, ma in larga parte privi di georeferenziazione puntuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema non era l’esistenza del dato “indirizzo”, ma la sua qualità spaziale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Misura ha messo a disposizione 56 milioni di euro per consentire ai Comuni di verificare, bonificare e soprattutto georeferenziare i civici, integrando i flussi attraverso la Piattaforma Digitale Nazionale Dati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Solo nella prima finestra sono state finanziate 2.665 amministrazioni su 2.741 candidature, per quasi 22 milioni di euro, a cui si aggiungono quelle ammesse nella seconda finestra, portando a diverse migliaia i Comuni beneficiari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi, dopo la chiusura amministrativa dell’avviso, i dati mostrano un cambio di scala: il Registro nazionale degli indirizzi conta circa 30,2 milioni di codici univoci, di cui 26,5 milioni già associati a coordinate geografiche, con ANNCSU come fonte principale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parallelamente, l’integrazione con l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente ha reso obbligatorio l’utilizzo di indirizzi validati nell’archivio nazionale anche per le operazioni anagrafiche, eliminando la frammentazione tra stradari comunali e dati di residenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo significa che un cambio di residenza deve corrispondere a un indirizzo validato in ANNCSU, non possono più esistere “indirizzi paralleli” tra anagrafe e stradari e l’indirizzo diventa un <strong>dato unico, interoperabile e verificabile</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È un salto culturale prima ancora che tecnologico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non esiste una classifica ufficiale delle Regioni più virtuose, tutti i Comuni, da grandi a medio-piccoli, hanno colto l’occasione per riordinare in modo strutturale la propria toponomastica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Misura non è ancora conclusa sul piano operativo, ma il salto qualitativo è già evidente. L’indirizzo non è più un semplice dato amministrativo, ma un oggetto spaziale certificato, base per pianificazione urbana, base per integrazione tra anagrafe, catasto, tributi locali e protezione civile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo la chiusura dell’Avviso ANNCSU, l’Italia non torna alla situazione precedente, entra in una fase in cui la qualità del dato territoriale diventa infrastruttura permanente e condizione essenziale per governare in modo intelligente lo spazio urbano e il territorio nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le sfide ora sono completare l’effettiva georeferenziazione nei Comuni finanziati, mantenere aggiornato il flusso dati tramite PDND ed evitare che ANNCSU diventi un archivio “statico” anziché un’infrastruttura viva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Linkografia</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.anncsu.gov.it/it/">ANNCSU &#8211; Home</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://geolander.it/anncsu-come-georeferenziare-i-numeri-civici-in-modo-semplice/">ANNCSU, come georeferenziare i numeri civici in modo semplice &#8211; Geolander</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Credits</p>



<p class="wp-block-paragraph">Foto Jesus-Vidal-unsplash</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Udine si misura col futuro</title>
		<link>http://geolander.it/udine-si-misura-col-futuro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonietta Latronico]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 11:02:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Granai digitali]]></category>
		<category><![CDATA[digital twin]]></category>
		<category><![CDATA[smart cities]]></category>
		<category><![CDATA[UDINE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Udine sta vivendo una trasformazione silenziosa ma radicale che ridefinisce il concetto stesso di amministrazione del territorio. Con la presentazione ufficiale del proprio Digital Twin, la città friulana&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Udine sta vivendo una trasformazione silenziosa ma radicale che ridefinisce il concetto stesso di amministrazione del territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con la presentazione ufficiale del proprio Digital Twin, la città friulana compie un salto culturale prima ancora che tecnologico, lo spazio pubblico non è più soltanto vissuto e gestito, ma misurato, certificato, interrogabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto è stato realizzato da <a href="https://geolander.it/">Geolander.it</a>, che ha tradotto l’intera rete urbana in un’infrastruttura digitale di altissima precisione attraverso tecnologie avanzate di Reality Capture.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’operazione è imponente: 490 chilometri di rilievi, oltre 20 miliardi di punti acquisiti, più di 165 mila immagini ad alta definizione e una precisione centimetrica che consente di osservare elementi come pavimentazioni, segnaletica, griglie e infrastrutture con un livello di dettaglio elevato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si tratta di una semplice mappatura, ma della costruzione di una Nuvola di Punti ad altissima densità, un archivio tridimensionale dinamico che restituisce Udine nella sua interezza fisica e strutturale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso tecnologie avanzate di Reality Capture, la città viene tradotta in un ambiente digitale immersivo che permette di percorrere le sue strade in modalità digitale, osservare lo stato di conservazione degli elementi urbani e individuare micro-criticità normalmente invisibili a occhio nudo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il valore del Digital Twin non si esaurisce nella rappresentazione. Il modello consente di simulare scenari futuri, testare l’impatto di modifiche alla viabilità, pianificare interventi infrastrutturali e programmare manutenzioni con una logica predittiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La gestione basata sull’emergenza lascia spazio a una governance fondata su dati certificati, condivisi e costantemente aggiornati. L’integrazione con sistemi informativi e sensori permette di leggere la città come un organismo interconnesso, dove traffico, qualità dell’aria, consumi energetici ed efficienza degli edifici diventano informazioni strategiche per orientare le scelte amministrative.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Come ha dichiarato l’assessore alla Smart City e all’Innovazione digitale, <strong>Gea Arcella:</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Con il gemello digitale Udine si dota di uno strumento strategico che cambia il modo di conoscere e governare la città. Lavoriamo su dati certi, anticipiamo problemi e pianifichiamo interventi in modo sostenibile ed efficiente, garantendo al tempo stesso la massima attenzione alla sicurezza e alla privacy dei cittadini”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio questo il punto di rottura rispetto ai modelli del passato: la decisione pubblica non si fonda più su stime o verifiche episodiche, ma su una base informativa oggettiva e navigabile in 3D.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un elemento centrale del progetto riguarda anche la tutela della comunità. L’intero processo di acquisizione è supportato da algoritmi d’ intelligenza artificiale che anonimizzano automaticamente volti e targhe, assicurando la piena conformità alle normative sulla protezione dei dati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Innovazione e protezione procedono insieme, costruire la città digitale non significa esporre i cittadini, ma rafforzare la trasparenza e l’efficienza amministrativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Udine si propone così come laboratorio di una Data Smart City consapevole, in cui la tecnologia non è un semplice supporto tecnico ma un’infrastruttura decisionale. Trasformare il territorio in conoscenza certificata significa dotare la città di una memoria tecnica permanente, capace di guidare lo sviluppo urbano verso standard più elevati di sicurezza, sostenibilità ed efficienza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Gemello Digitale non è soltanto una replica virtuale, è la dimostrazione che il futuro della governance urbana passa dalla capacità di leggere, comprendere e proteggere la realtà attraverso il dato.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Linkografia</h6>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.comune.udine.it/Novita/Comunicati/Udine-presenta-il-suo-gemello-digitale-nasce-la-citta-intelligente-che-guarda-al-futuro">Udine presenta il suo gemello digitale: nasce la città intelligente che guarda al futuro / Comunicati / Novità / Homepage &#8211; Comune di Udine</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://qui.uniud.it/citta/udine-accelera-sullinnovazione-digitale-servizi-piu-rapidi-citta-piu-smart/">Udine accelera sull’innovazione digitale: servizi più rapidi, città più smart &#8211; Qui UNIUD</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.diariofvg.it/2026/02/10/udine-crea-il-suo-gemello-digitale-cosi-nasce-la-citta-del-futuro/">Udine crea il suo gemello digitale: così nasce la città del futuro</a></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="972" height="1024" src="https://geolander.it/wp-content/uploads/2026/02/Udine-citta-digitale-972x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-11794" srcset="http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/02/Udine-citta-digitale-972x1024.jpeg 972w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/02/Udine-citta-digitale-285x300.jpeg 285w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/02/Udine-citta-digitale-768x809.jpeg 768w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/02/Udine-citta-digitale-370x390.jpeg 370w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/02/Udine-citta-digitale-840x885.jpeg 840w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/02/Udine-citta-digitale-410x432.jpeg 410w, http://geolander.it/wp-content/uploads/2026/02/Udine-citta-digitale.jpeg 1080w" sizes="(max-width: 972px) 100vw, 972px" /></figure>



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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="DMHi9hKpbp"><a href="https://tv12.medianordest.it/38789/udine-presentato-il-gemello-digitale-della-citta-de-toni-la-tecnologia-guida-il-cambia/">UDINE | PRESENTATO IL GEMELLO DIGITALE DELLA CITTA&#8217;. DE TONI: «LA TECNOLOGIA GUIDA IL CAMBIA&#8230;</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;UDINE | PRESENTATO IL GEMELLO DIGITALE DELLA CITTA&#8217;. DE TONI: «LA TECNOLOGIA GUIDA IL CAMBIA&#8230;&#8221; &#8212; TV 12 | Medianordest" src="https://tv12.medianordest.it/38789/udine-presentato-il-gemello-digitale-della-citta-de-toni-la-tecnologia-guida-il-cambia/embed/#?secret=fF7t0qWg4w#?secret=DMHi9hKpbp" data-secret="DMHi9hKpbp" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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https://www.rainews.it/tgr/fvg/notiziari/video/2026/02/TGR-Friuli-Venezia-GIulia-del-10022026-ore-1930-b7f300c5-80b2-4c44-aa37-05cd3d40dbd5.html
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