La chiusura delle finestre di candidatura Avviso Misura 1.3.1 “Piattaforma Digitale Nazionale Dati – ANNCSU ”, finanziata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, segna un passaggio importante per la digitalizzazione del territorio italiano.
Non si tratta semplicemente della conclusione di un avviso pubblico, ma dell’avvio di una fase strutturale in cui l’indirizzo – strada e numero civico – diventa definitivamente un dato geospaziale certificato, interoperabile e strategico per la governance del Paese.
L’Archivio nazionale dei numeri civici e delle strade urbane (ANNCSU) nasce come archivio di riferimento unico per stradari e numeri civici italiani, alimentato dai Comuni e gestito da Istituto Nazionale di Statistica e Agenzia delle Entrate.
Prima dell’avviso PNRR erano già presenti circa 28 milioni di numeri civici, conferiti da 7.893 Comuni su 7.896, ma in larga parte privi di georeferenziazione puntuale.
Il problema non era l’esistenza del dato “indirizzo”, ma la sua qualità spaziale.
La Misura ha messo a disposizione 56 milioni di euro per consentire ai Comuni di verificare, bonificare e soprattutto georeferenziare i civici, integrando i flussi attraverso la Piattaforma Digitale Nazionale Dati.
Solo nella prima finestra sono state finanziate 2.665 amministrazioni su 2.741 candidature, per quasi 22 milioni di euro, a cui si aggiungono quelle ammesse nella seconda finestra, portando a diverse migliaia i Comuni beneficiari.
Oggi, dopo la chiusura amministrativa dell’avviso, i dati mostrano un cambio di scala: il Registro nazionale degli indirizzi conta circa 30,2 milioni di codici univoci, di cui 26,5 milioni già associati a coordinate geografiche, con ANNCSU come fonte principale.
Parallelamente, l’integrazione con l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente ha reso obbligatorio l’utilizzo di indirizzi validati nell’archivio nazionale anche per le operazioni anagrafiche, eliminando la frammentazione tra stradari comunali e dati di residenza.
Questo significa che un cambio di residenza deve corrispondere a un indirizzo validato in ANNCSU, non possono più esistere “indirizzi paralleli” tra anagrafe e stradari e l’indirizzo diventa un dato unico, interoperabile e verificabile.
È un salto culturale prima ancora che tecnologico.
Non esiste una classifica ufficiale delle Regioni più virtuose, tutti i Comuni, da grandi a medio-piccoli, hanno colto l’occasione per riordinare in modo strutturale la propria toponomastica.
La Misura non è ancora conclusa sul piano operativo, ma il salto qualitativo è già evidente. L’indirizzo non è più un semplice dato amministrativo, ma un oggetto spaziale certificato, base per pianificazione urbana, base per integrazione tra anagrafe, catasto, tributi locali e protezione civile.
Dopo la chiusura dell’Avviso ANNCSU, l’Italia non torna alla situazione precedente, entra in una fase in cui la qualità del dato territoriale diventa infrastruttura permanente e condizione essenziale per governare in modo intelligente lo spazio urbano e il territorio nazionale.
Le sfide ora sono completare l’effettiva georeferenziazione nei Comuni finanziati, mantenere aggiornato il flusso dati tramite PDND ed evitare che ANNCSU diventi un archivio “statico” anziché un’infrastruttura viva.
Linkografia
ANNCSU, come georeferenziare i numeri civici in modo semplice – Geolander
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