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Le nuove geografe dell’era digitale

Per secoli la geografia è stata la scienza che disegnava il mondo. Mappe, carte nautiche, atlanti, strumenti che permettevano di orientarsi nello spazio e di conoscere territori lontani. Attraverso la cartografia, l’umanità ha imparato a rappresentare il pianeta, a esplorarlo, a comprenderne la complessità.

Oggi, però, la rappresentazione del mondo sta cambiando forma. Non si limita più a descrivere la realtà, ma la ricrea in ambienti digitali complessi, dove dati, sensori e modelli tridimensionali costruiscono repliche dinamiche di città, infrastrutture e paesaggi.

Sono i Digital Twin, i gemelli digitali. Modelli virtuali che permettono di osservare il funzionamento di sistemi reali, monitorarne l’evoluzione e simulare scenari futuri. Utilizzati nella gestione delle città, nella pianificazione delle infrastrutture, nella tutela del patrimonio culturale e perfino nella medicina, i Digital Twin stanno diventando uno degli strumenti più avanzati della conoscenza contemporanea.

Dietro questi modelli digitali non ci sono soltanto tecnologie sofisticate. Ci sono persone. E sempre più spesso sono donne.

Negli ultimi anni sta emergendo una nuova generazione di professioniste che lavora alla costruzione dei gemelli digitali del mondo: ingegnere, esperte di sistemi informativi geografici, ricercatrici nel campo dell’intelligenza artificiale, specialiste di rilievi tridimensionali e analiste dei dati territoriali.

Sono figure che operano all’incrocio tra discipline diverse e che contribuiscono a progettare nuove forme di rappresentazione del territorio.

In un certo senso, queste professioniste possono essere considerate le nuove geografe dell’era digitale.

Se le geografe del passato studiavano paesaggi, climi e società, oggi le nuove geografe lavorano con modelli digitali del territorio, integrando dati provenienti da satelliti, sensori ambientali, rilievi laser scanner e piattaforme geospaziali.

La costruzione di un Digital Twin richiede infatti una combinazione di competenze che vanno dalla geomatica alla modellazione tridimensionale, dall’analisi dei dati alla programmazione. Il territorio diventa un sistema informativo complesso, nel quale ogni elemento — un edificio, una strada, un albero, un’infrastruttura — può essere rappresentato, analizzato e monitorato in tempo reale.

In questo contesto interdisciplinare, il contributo delle donne sta diventando sempre più visibile. Ricercatrici e professioniste partecipano allo sviluppo di Digital Twin urbani per la gestione delle città intelligenti, alla modellazione d’infrastrutture per migliorare la sicurezza e l’efficienza dei sistemi di trasporto, alla creazione di modelli digitali di monumenti e siti storici per la conservazione del patrimonio culturale.

Questi modelli digitali non sono soltanto strumenti tecnologici. Sono anche nuovi strumenti di conoscenza. Permettono di osservare la realtà da prospettive diverse, di mettere in relazione dati e fenomeni, di immaginare scenari futuri.

In fondo, il Digital Twin rappresenta una nuova forma di cartografia dinamica, tridimensionale e interattiva, che non si limita a descrivere lo spazio ma ne simula i processi.

In questa trasformazione della conoscenza geografica, le donne stanno assumendo un ruolo sempre più significativo. Non soltanto come utenti delle tecnologie digitali, ma come protagoniste nella costruzione dei modelli che rappresentano e interpretano il mondo contemporaneo.

Se le mappe hanno segnato la storia della geografia, i Digital Twin stanno inaugurando una nuova stagione della rappresentazione del territorio. E tra coloro che stanno disegnando questa nuova geografia digitale ci sono sempre più donne.

Come Ada Lovelace seppe intuire già nell’Ottocento che le macchine avrebbero potuto elaborare non solo numeri ma anche simboli e informazioni, così oggi una nuova generazione di professioniste contribuisce allo sviluppo e all’utilizzo delle tecnologie digitali applicate al territorio.

Il loro apporto non si limita al progresso tecnico. Introduce anche nuovi sguardi interpretativi e metodologici nella rappresentazione, nella lettura e nella gestione degli spazi urbani e dei sistemi territoriali.

Le ricerche della geografa Mei-Po Kwan hanno introdotto nuovi metodi per analizzare come le persone si muovono nello spazio urbano durante la giornata, utilizzando strumenti GIS e dati geolocalizzati. Il suo lavoro ha mostrato come l’esperienza dello spazio urbano sia profondamente diversa tra uomini e donne, soprattutto in relazione alla sicurezza, alla mobilità e alla gestione della vita quotidiana.

Queste ricerche sono oggi fondamentali per progettare città più inclusive e per sviluppare Digital Twin capaci di rappresentare la complessità dei comportamenti urbani.

Un’altra figura importante è Sarah Williams, docente al MIT e direttrice del Civic Data Design Lab. Il suo lavoro si concentra sull’uso dei big data urbani per comprendere le dinamiche sociali delle città.

Attraverso l’analisi di dati provenienti da telefoni cellulari, trasporti pubblici e social media, Williams ha sviluppato strumenti innovativi per studiare fenomeni come disuguaglianze urbane, accesso ai servizi e mobilità nelle grandi metropoli. I suoi studi dimostrano come i dati territoriali possano essere utilizzati per costruire politiche urbane più eque e informate.

Un contributo importante alla riflessione critica sul rapporto tra dati e società è stato offerto anche dalla ricercatrice Kate Crawford. Nel suo libro Atlas of AI, Crawford analizza come i sistemi digitali — inclusi quelli utilizzati nelle smart city — siano profondamente legati a questioni sociali, politiche e ambientali.

Come osserva la studiosa:

“L’intelligenza artificiale non è né artificiale né intelligente: è costruita a partire da risorse naturali, lavoro umano e enormi quantità di dati.”

(Crawford, 2021)

Il suo lavoro è particolarmente rilevante anche per i Digital Twin urbani, perché invita a interrogarsi su come i dati vengono raccolti, interpretati e utilizzati nei processi decisionali.

Nel campo della geospatial data science, la geografa e data scientist Monica Wachowicz ha sviluppato ricerche sull’integrazione tra dati geospaziali, sensori e analisi avanzata per comprendere fenomeni complessi come il cambiamento climatico, la gestione dei disastri naturali e la resilienza urbana.

Questo tipo di ricerca rappresenta uno degli elementi chiave nello sviluppo dei Digital Twin territoriali, che si basano proprio sulla combinazione di dati provenienti da fonti diverse.

Accanto a queste studiose, altre ricercatrici stanno contribuendo direttamente allo sviluppo delle tecnologie utilizzate nei Digital Twin urbani.

La studiosa Sisi Zlatanova, esperta di GIS e modelli tridimensionali urbani, sottolinea come i modelli 3D delle città stiano diventando la spina dorsale dei Digital Twin urbani, consentendo analisi, simulazioni e supporto alle decisioni. Le sue ricerche sui 3D city models rappresentano una delle basi scientifiche su cui si sviluppano molti gemelli digitali delle città contemporanee.

Verso una geografia digitale più inclusiva

Secondo dati recenti, le donne rappresentano oggi circa il 28% della forza lavoro globale nelle professioni STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics), nel settore tecnologico la quota oscilla tra il 26% e il 35% degli occupati e nel campo dell’intelligenza artificiale le donne sono circa il 22% dei professionisti.

Questi numeri mostrano come il divario di genere nel settore tecnologico sia ancora significativo. Allo stesso tempo indicano anche un enorme potenziale di crescita, soprattutto considerando che circa il 36% dei laureati nelle discipline STEM è oggi costituito da donne, segno che le nuove generazioni stanno progressivamente modificando la composizione del settore scientifico e tecnologico.

Il settore dei Digital Twin rappresenta uno degli ambiti più promettenti per una maggiore partecipazione femminile proprio per la sua natura interdisciplinare.

La costruzione di un Digital Twin territoriale coinvolge infatti numerose professionalità: ingegneri e ingegnere dei sistemi digitali, esperti di geomatica e rilievi 3D, data scientist e specialisti di analisi dei dati, sviluppatori di modelli di intelligenza artificiale, urbanisti e pianificatori territoriali, esperti di sostenibilità ambientale, specialisti di realtà virtuale e visualizzazione dei dati, curatori digitali del patrimonio culturale, esperti di comunicazione dei dati territoriali.

Questa varietà di ruoli rende il settore particolarmente adatto a valorizzare competenze diverse, comprese quelle provenienti da ambiti umanistici e sociali.

Questo ecosistema professionale apre nuovi spazi di occupazione per le giovani generazioni.

Tra le figure emergenti si collocano il Digital Twin specialist, il geospatial data scientist, l’urban digital planner, il reality capture specialist, gli esperti di AI applicata all’ambiente e alle infrastrutture e i professionisti della digital heritage curation, Ethical AI and Data Governance Expert.

La costruzione dei Digital Twin non riguarda soltanto la tecnologia. Riguarda il modo in cui le società del futuro sceglieranno di conoscere, rappresentare e governare i propri territori.

Per questo motivo, la presenza delle donne nella geografia digitale emergente non può essere considerata soltanto un ampliamento della partecipazione professionale, ma possono svolgere un ruolo fondamentale nella costruzione di una visione che sia sistemica e accompagnata da sensibilità sociale e capacità interdisciplinare.

Se la cartografia tradizionale ha rappresentato per secoli il modo in cui l’umanità ha imparato a leggere il mondo, i gemelli digitali stanno aprendo una nuova stagione della conoscenza geografica in cui dati, algoritmi e modelli tridimensionali diventano strumenti per comprendere la complessità del territorio e come il mondo dev’essere osservato, interpretato e governato.

E in questo paesaggio digitale ancora in formazione, le nuove professioniste hanno l’opportunità di contribuire a costruire una geografia digitale più inclusiva, consapevole e responsabile, capace di connettere innovazione tecnologica, conoscenza territoriale e visione del futuro.

Linkografia

Ada Lovelace, la visionaria che anticipò l’era dell’AI – Geolander

Atlas of AI: Power, Politics, and the Planetary Costs of Artificial Intelligence : Crawford, Kate

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