Nei secoli scorsi i numeri civici non esistevano, gli edifici venivano identificati tramite punti di riferimento, ad esempio una chiesa, un palazzo storico con tutte le conseguenti difficoltà.

I cittadini, per rimediare, cominciarono ad apporre sui muri della propria abitazione targhe recanti un nome o un numero. In Italia il numero civico venne introdotto ufficialmente soltanto nel 1954, con la Legge del 24 dicembre, n. 1228.

Oggi le regole in materia di “numerazione civica” sono contenute negli articoli 42, 43 e 44  del D.P.R. n. 223/1989 che, in maniera chiara e semplice, prevedono:

  •  che le porte e gli altri accessi che immettono da un’area di circolazione esterna ad un’area interna pubblica o privata devono essere contrassegnati obbligatoriamente da un numero civico esterno, applicato su targhe di materiale resistente;
  • – che l’obbligo della numerazione si estende anche a tutte le entrate ad unità a cui non si acceda direttamente dall’esterno (ad es. cortili interni, scale. ecc.), che devono essere contrassegnati da un numero civico interno.

Tali obblighi devono essere adempiuti, non appena ultimata la costruzione del fabbricato e comunque prima che il fabbricato possa essere occupato, dal proprietario che dovrà presentare al Comune apposita domanda, chiedendo, ove necessario, anche la determinazione dei criteri per l’indicazione della numerazione interna da effettuarsi a cura del proprietario stesso.

Come vengono attribuiti i numeri civici?

L’ inizio della numerazione non è lasciata al libero arbitrio del tecnico incaricato oppure al “lancio di dadi”, ma esiste uno schema che dev’essere seguito.

I numeri sono progressivi, assegnati generalmente partendo dal centro città per arrivare alla periferia. 

Per gli edifici posti sul lato sinistro della strada si assegnano numeri dispari, mentre per quelli che si trovano sulla destra, i pari. 

Per le piazze, invece, la numerazione è sempre progressiva, ma viene assegnata partendo dal palazzo più importante e proseguendo, poi, in senso orario.

Questo lo schema generalmente utilizzato, sebbene esistano delle eccezioni. Ad esempio a Savona e Genova i numeri civici sono divisi in numeri neri e numeri rossi: di regola, i numeri neri sono assegnati agli ingressi principali degli edifici e i rossi agli ingressi secondari su strada (ad esempio esercizi commerciali ).

Perché sono utili i numeri civici?

Il numero civico insieme alla denominazione della via o area di circolazione rappresentano la carta d’identità dell’edificio. Identifica con autorevolezza la sua esatta e precisa ubicazione. 

Qual è l’utilità pubblica e privata dei numeri civici georeferenziati?

I numeri civici sono indispensabili per garantire una corretta gestione del territorio e di tutti gli altri servizi ad essi collegati. 

Avere numeri civici georeferenziati e non semplicemente “indicati” significa fornire a tutti gli operatori dati corretti, aggiornati, certi, ma soprattutto autorevoli. Si pensi ad esempio a chi utilizza le mappe per raggiungere un luogo per prestare soccorso, ai vigili del fuoco, ecc. 

Hanno bisogno di avere un’indicazione certa ed autorevole per arrivare in tempo e non perdersi nella ricerca di numeri sbagliati.

Per i Comuni avere numeri civici georeferenziati vuol dire avere un comune ordinato e  capace di fornire agli operatori gli strumenti necessari per garantire una diversità di servizi in maniera efficiente.

Inoltre, per i Comuni la via ed  il numero civico sono le uniche informazioni che si ritrovano presenti in tutti gli archivi comunali come anagrafe, tributi, ufficio tecnico, catasto, ICI.  

La rilevazione georeferenziata dei numeri civici e, quindi,  l’assegnazione di una loro  precisa collocazione territoriale (legata all’indicazione del tipo di fabbricato, accessi pedonali, carrai, residenti nell’immobile, ecc.), rende possibile la sovrapposizione delle informazioni geografiche rilevate con le banche dati riguardanti i cittadini. Questo scambio di dati si traduce in risultati importanti dal punto di vista dell’efficienza, esattezza e riduzione dei tempi nella fornitura dei vari servizi che l’ente è tenuto ad erogare. Fornisce, altresì, una conoscenza precisa del territorio comunale consentendo una programmazione più funzionale dello stesso.

Viviamo in un tempo in cui la varietà dei servizi destinati alle persone ha assunto il carattere della “domiciliazione”: dalla consegna di pacchi, alla fornitura di generi alimentari e così via.

E’ evidente che avere la precisa ubicazione (non soltanto della via, ma anche del numero civico) acquista un’importanza strategica in termini di efficienza di ogni prestazione in vista di quelle che saranno le future modalità di consegna.

Molti di noi avranno almeno per una volta ricevuto una telefonata dal corriere esasperato perché non riesce ad individuare la casa o nei borghi sarà capitato a molti di incrociare lo sguardo perso del nuovo postino che non sa quale direzione prendere e che scoprirà soltanto grazie alla generosità di un accompagnatore. Nel 1541 a Milano esisteva “l’Ufficio del giudice delle strade”, con competenze sulla sorveglianza ed ispezione dello stato delle strade, oggi avrebbe avuto un gran bel da fare.

Anche i futuri sistemi di automazione della mobilità avranno bisogno di mappe continuamente aggiornate che dovranno contenere dati sicuri ed attendibili.

E’ palese che “il numero civico” sarà il dato geografico di maggior valore presente sul mercato. Chiunque si occupi ed utilizza informazioni a carattere territoriale, ad ogni livello, si troverà a confrontarsi prima o poi con una dato sempre ricorrente che è  appunto quello del numero civico.

Il futuro in questi casi è certo, i numeri non potranno essere un’opinione, gli operatori non dovranno sperare che esca il numero giusto sulla ruota del Comune di Bari o di qualsiasi altre città.

 

Linkografia

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