La Geografia Digitale applicata al Nuovo Codice della Strada

Dati geografici e infrazioni del codice stradale

Non si tratta di mancata revisione, patente scaduta o eccesso di velocità che, secondo le statistiche, sono le infrazioni commesse più comunemente. Le violazioni che ci interessano sono relative al territorio e fanno riferimento al titolo II del “Nuovo Codice della Strada”. Vediamo perché è importante rispettare queste norme e come la tecnologia ci aiuta a farlo.

Passato e presente del Codice della Strada

Le prime regole sul traffico risalgono al 45 a.C. con la Lex Iulia Municipalis di Giulio Cesare. Il Codice che disciplina ancora oggi la circolazione stradale fa riferimento al Regio Decreto dell’8 Dicembre 1933. Si tratta del “Testo unico di norme per la tutela delle strade e per la circolazione”. Già dal titolo emerge l’importanza di salvaguardare l’integrità stradale per una circolazione senza pericoli.

Un primo approccio, alla regolamentazione della materia, proponeva la classificazione delle strade del territorio nazionale introducendo il concetto di “rete” e affidava allo Stato l’onere di provvedere alla manutenzione delle strade. Il rapido sviluppo dell’industria automobilistica aveva accelerato il bisogno di amministrare in modo efficace la viabilità.

A partire da questi elementi si comprende che ci sono sempre stati uno stretto rapporto tra strada, territorio e bisogno di preservare la qualità del loro legame.

L’attuale regolamento si fonda su Principi generali che, in tema di sicurezza, tengono presente l’ambiente e lo sviluppo sostenibile:

Le norme e i provvedimenti attuativi si ispirano ai principi della sicurezza stradale e della mobilità sostenibile, perseguendo gli obiettivi: di ridurre i costi economici, sociali ed ambientali derivanti dal traffico veicolare; di migliorare il livello di qualità della vita dei cittadini anche attraverso una razionale utilizzazione del territorio; di migliorare la fluidità della circolazione; di promuovere l’uso dei velocipedi.

La manutenzione della rete viaria è fondamentale ed è necessario disporre di dati geografici e mappe aggiornate per attuare piani efficaci. In questo sono d’aiuto le nuove tecnologie: l’informatica applicata alla geografia permette di georeferenziare, cioè localizzare su una mappa virtuale, tutti quegli elementi del territorio utili a questi scopi.

Gli articoli del “NUOVO CODICE DELLA STRADA”

Vediamo più nel dettaglio gli articoli che normano le relazioni tra la strada e il territorio. Essi prevedono precise disposizioni per i proprietari di aree confinanti con le strade al fine di tutelarne l’integrità e la funzionalità. In particolare ci riferiamo agli articoli 29, 30 e 31 del “Nuovo Codice della Strada”.

Articolo 29 – Piantagioni e siepi

Sancisce l’obbligo di curare le siepi e tagliare i rami delle piante che si protendono oltre il confine stradale.

Non prestare attenzione al verde può danneggiare la strada e nascondere la segnaletica compromettendone la leggibilità.

A ognuno sarà capitato almeno una volta di imbattersi in rami sporgenti, ramaglie lungo il ciglio della strada o di non riuscire a leggere un cartello per colpa di un albero che ne ostacolava la visibilità. Sono casi molto comuni e proprio per questo sono situazioni da considerare.

I proprietari di aree confinanti con la strada devono fare attenzione al verde che cresce nella cosiddetta fascia di rispetto.

Le siepi vanno curate in mondo tale che non provochino un restringimento della carreggiata o non arrechino danni a strade e autostrade. Anche in caso di agenti esterni, come forti temporali, i rami e gli alberi caduti sul piano stradale, di qualsiasi ingombro essi siano, devono essere ripuliti il prima possibile dal proprietario, pena una sanzione amministrativa.

Gli alberi possono anche essere pericolosi in ragione al loro stato di salute: un albero sano resiste molto bene alle sollecitazioni, al contrario un albero che non si trova in buone condizioni. Inoltre  il verde va piantato a una precisa distanza dal proprio confine in base a precise caratteristiche della strada e  della pianta. In questo possono essere d’aiuto gli articoli 16 e 18 che parlano di visibilità e distanza degli alberi presenti nelle fasce di rispetto.

Articolo 30 – Fabbricati, muri e opere di sostegno

I fabbricati, i muri di qualunque genere fronteggianti le strade e le opere di sostegno lungo le strade devono essere conservati e salvaguardati.

Altrimenti possono compromettere l’incolumità pubblica e arrecare danno alle strade e alle relative pertinenze.

Questo articolo norma una situazione che forse incontriamo un po’ meno frequentemente rispetto al caso precedente, ma che è ugualmente determinante per la messa in sicurezza delle strade. Qualsiasi edificio o muro pericolante, che rischia di crollare e ostacolare la circolazione, deve essere preservato dal proprietario. In caso di mancata manutenzione il prefetto può d’ufficio ordinarne la demolizione o il consolidamento.

Anche le opere di sostegno devono essere tutelate: se servono a sostenere i fondi stradali le spese sono a carico del proprietario del fondo, mentre sono a carico dell’ente proprietario della strada la costruzione e la riparazione. L’impegno economico viene diviso tra i due se l’interesse è promiscuo. Anche in questo caso chi non rispetta le disposizioni va incontro a sanzione amministrativa.

Articolo 31 – Manutenzione delle ripe

I proprietari devono mantenere in condizioni ottimali le ripe dei fondi laterali alle strade, sia a valle che a monte delle medesime.

La mancata manutenzione può provocare franamenti o cedimenti del corpo stradale.

Le ripe devono essere mantenute in buono stato per prevenire la caduta di massi o altro materiale che possa intralciare il transito stradale.

Realizzare opere sulle ripe laterali può arrecare danno e facilitare smottamenti del corpo stradale.

Un’altra casistica da tenere in considerazione è quella dell’abbattimento degli alberi lungo le carreggiate. Fino alla metà del Novecento buona parte delle strade italiane era circondata lateralmente dalle antiche alberate napoleoniche, poi per lo più abbattute. A volte la presenza di queste piante aiuta a dare consistenza e sostegno al terreno evitando le frane.

Quali i vantaggi della geomatica per le norme che disciplinano il territorio?

Un vantaggio considerevole. Attraverso questi strumenti, che ci mettono a disposizione una gran quantità di dati, possiamo amministrare meglio il mondo in cui viviamo. Possiamo plasmarlo secondo le esigenze più efficaci a garantire il benessere di chi lo vive.

Abbiamo il compito di rispettarlo, promuovendo uno sviluppo sostenibile che miri a preservarlo mantenendo il più possibile intatta la sua bellezza e i fragili equilibri.

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