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Cerenzia, il Digital Twin dei percorsi ciclabili

Cerenzia è un comune dell’entroterra crotonese che si sviluppa a circa 650 metri di altitudine in una fascia di transizione tra il versante orientale della Sila e le colline che accompagnano il corso del Neto, il più importante fiume della Calabria.

Il territorio è caratterizzato da una morfologia prevalentemente collinare, modellata nel tempo dall’azione delle acque e dalla presenza di una rete di torrenti e corsi d’acqua stagionali che incidono i versanti e contribuiscono alla varietà del paesaggio. Boschi, aree agricole e pascoli si alternano lungo un mosaico territoriale che racconta il rapporto secolare tra uomo e ambiente.

Il nome di Cerenzia e il legame con l’acqua

Anche il nome di Cerenzia custodisce la memoria di questo legame con l’acqua. Le sue origini sono riconducibili all’antica Acheronthia o Akerentia, l’insediamento oggi conosciuto come Cerenzia Vecchia. Secondo l’ipotesi più accreditata, il toponimo deriva dall’Acheronte, l’antico nome del fiume Lese che scorreva ai piedi della città.

Nel mondo greco il fiume rappresentava il simbolo del passaggio: un elemento naturale che separava due rive ma che, allo stesso tempo, consentiva il movimento, la connessione e la trasformazione. Nel corso dei secoli Acheronthia divenne Akerentia, poi Acerentia e infine Cerenzia, mantenendo nella sua evoluzione linguistica il riferimento al territorio che ne ha accompagnato la storia.

Il progetto BICYCLED e il suo digital twin

Oggi questo concetto di passaggio assume un significato nuovo attraverso il progetto “BICYCLED” per la digitalizzazione dei percorsi ciclabili, voluto dall’amministrazione comunale, nell’ambito del programma nazionale “Bici in Comune“, promosso da Sport e Salute, sostenuto dal Ministero per lo Sport e i Giovani, realizzato da Geolander.it.

L’iniziativa è stata pensata per rendere più agevoli i collegamenti in bicicletta tra il centro urbano, i servizi pubblici, le aree di interesse e i luoghi che raccontano la storia di Cerenzia.

Il progetto incoraggia inoltre un approccio diverso alla fruizione dei luoghi attraverso l’uso della bicicletta che diventa non un semplice spostamento da un punto all’altro, ma un’esperienza che invita a cogliere relazioni e caratteristiche del paese che spesso sfuggono a un muoversi frettoloso.

Geolander.it ha sviluppato il Digital Twin dei percorsi ciclabili, degli spazi urbani e dei principali punti d’interesse attraverso attività di Reality Capture, elaborazione e gestione dei dati territoriali.

Attraverso la bicicletta, cittadini e visitatori possono  esplorare i luoghi più significativi della storia di Cerenzia.

Il primo è il Parco Archeologico di Acerenthia, l’antica città che per secoli fu centro religioso, amministrativo e sede vescovile dell’area. Oggi il sito conserva i resti dell’abitato medievale, delle strutture religiose e degli edifici che raccontano la storia di una comunità trasferitasi progressivamente nell’attuale centro abitato. Situato su una rupe che domina la valle del Lese, il parco rappresenta uno dei più importanti complessi archeologici della Presila crotonese.

Un altro luogo di particolare interesse è rappresentato dalle Grotte Basiliane della località Giancola. Questo insediamento rupestre testimonia la presenza del monachesimo basiliano nell’area e costituisce una delle più significative emergenze storico-religiose del territorio. Le cavità scavate nella roccia, recentemente recuperate e valorizzate dal Comune, documentano forme di vita e spiritualità che hanno caratterizzato per secoli l’entroterra calabrese.

Se in passato il fiume rappresentava la via che collegava luoghi e comunità, oggi sono i percorsi ciclabili a diventare strumenti di connessione e conoscenza del territorio.

BICYCLED non è soltanto un progetto dedicato al cicloturismo. È un’infrastruttura digitale che ha permesso di raccogliere dati e supportare la pianificazione degli interventi e valorizzare il patrimonio territoriale attraverso una visione integrata.

In questo modo Cerenzia rafforza la propria identità di territorio di passaggio e di connessione, trasformando la mobilità lenta in un’opportunità di conoscenza, innovazione e sviluppo innovativo.

La leggenda del drago dalle sette teste

La leggenda del drago dalle sette teste di Cerenzia è una delle tradizioni popolari più antiche e identitarie del borgo. La storia risale al 1528 e racconta che un enorme drago a sette teste viveva in una grotta nei pressi dell’antica Acherentia, terrorizzando la popolazione. Secondo il racconto, gli abitanti si rivolsero al vescovo per chiedere aiuto e questi indicò come unico possibile liberatore San Teodoro d’Amasea, il santo guerriero venerato nella comunità.

La leggenda narra che il 9 novembre 1528 gli abitanti, guidati da San Teodoro, raggiunsero la grotta del mostro. Quando il drago uscì dal suo rifugio, il Santo lo colpì con la spada a un occhio e lo uccise, liberando definitivamente il territorio dalla minaccia. In segno di riconoscenza, i cerenzioti elessero San Teodoro patrono del paese e da allora la sua festa viene celebrata ogni anno il 9 novembre.

L’aspetto più interessante della leggenda non è tanto il mostro in sé, quanto il suo significato simbolico. Il drago a sette teste richiama figure molto diffuse nell’immaginario mediterraneo e cristiano, dove le creature dalle molte teste rappresentano ostacoli, pericoli o forze difficili da dominare. La presenza del numero, nella tradizione religiosa e simbolica, è un numero associato alla completezza e alla totalità.

Ancora oggi la leggenda è profondamente radicata nella memoria collettiva di Cerenzia. Nella tradizione iconografica locale San Teodoro viene raffigurato con le sette lingue del drago sulla testa o con il drago sconfitto ai suoi piedi, a testimonianza di un racconto che continua a collegare il paese alla sua antica storia.

Cerenzia, nuove opportunità

Forse non è un caso che una leggenda come quella del drago dalle sette teste sia nata proprio a Cerenzia, una terra in cui la storia è sempre stata intrecciata al paesaggio.

Come l’antico Acheronte, che per i Greci rappresentava il passaggio e la trasformazione, anche il racconto del drago parla di un attraversamento, il superamento della paura, il passaggio dall’incertezza alla sicurezza, dalla minaccia alla rinascita della comunità.

Tra le rovine di Acerenthia, le grotte basiliane, i sentieri che attraversano boschi e vallate e le nuove strade digitali tracciate dal progetto BICYCLED, Cerenzia continua a raccontare la stessa storia di un territorio che nel corso dei secoli ha costruito la propria identità attraverso il movimento, l’incontro e la capacità di trasformare ogni passaggio e in questo caso lo ha digitalizzato per promuovere stili di vita attivi e valorizzare il territorio in forma innovativa.

Linkografia

Vivere il Comune – Comune di Cerenzia

Reality Capture: invisible data, visible decision dove i dati diventano scelte – Geolander

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