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	<title>spopolamento Archives - Geolander</title>
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	<title>spopolamento Archives - Geolander</title>
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		<title>Spopolamento aree interne e soluzioni con il Digital Twin </title>
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		<dc:creator><![CDATA[geoadmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Aug 2024 07:23:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Territori]]></category>
		<category><![CDATA[Visioni innovative]]></category>
		<category><![CDATA[Aree interne]]></category>
		<category><![CDATA[borghi italiani]]></category>
		<category><![CDATA[digital twin]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica Amminostrazione]]></category>
		<category><![CDATA[spopolamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo spopolamento delle cosiddette aree interne “territori del paese più distanti dai servizi essenziali quali istruzione, salute, mobilità” è un processo caratterizzato dal progressivo abbandono di piccoli centri&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Lo spopolamento delle cosiddette aree interne “<em>territori del paese più distanti dai servizi essenziali quali istruzione, salute, mobilità</em>” è un processo caratterizzato dal progressivo abbandono di piccoli centri urbani e rurali che interessa da tempo oltre 4 mila Comuni italiani con circa 13 milioni di abitanti.&nbsp;</p>



<p>Questo fenomeno è legato a diverse cause, tra cui l’invecchiamento demografico, la mancanza di opportunità economiche, la carenza di servizi essenziali e soprattutto la difficoltà di accesso alle infrastrutture.</p>



<p>Il fenomeno dello spopolamento delle aree interne ha diverse conseguenze negative, tra cui:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Perdita del patrimonio culturale</strong>: molti piccoli borghi e comunità rurali custodiscono tradizioni, lingue e patrimoni culturali unici che rischiano di scomparire con il declino della popolazione.</li>



<li><strong>Degrado del territorio</strong>: l&#8217;abbandono delle attività agricole e la riduzione della manutenzione delle infrastrutture portano al degrado del territorio con conseguenti rischi di dissesto idrogeologico, incendi e altre problematiche ambientali.</li>
</ul>



<p>Per aiutare a contrastare in modo innovativo e a lungo termine il fenomeno dello spopolamento delle aree interne il Digital Twin o gemello digitale può essere utilizzato come strumento di programmazione preventiva e successiva sia strutturale che di sviluppo economico.</p>



<p><img decoding="async" class="wp-image-7604" style="width: 800px;" src="http://geolander.it/wp-content/uploads/2024/08/jonas-allert-u3OtRCtJJ9s-unsplash-1.jpg" alt="digital"></p>



<p>Il <strong>Digital Twin</strong> è una replica digitale accurata di un&#8217;entità fisica (territorio, città e paesi) che simula, monitora e ottimizza processi e infrastrutture.&nbsp;</p>



<p>Finora, il Digital Twin è stato utilizzato soprattutto in aree metropolitane e in aree ad alto tasso demografico, ma quali sono le opportunità a favore delle aree marginali?&nbsp;</p>



<p><strong>Quali sono gli ambiti in cui può essere utilizzato il Digital Twin per favorire la rigenerazione economica e territoriale delle aree interne?</strong></p>



<p>Con l&#8217;avanzamento delle opportunità del remote e dello smart working, alcune aree rurali in Europa, soprattutto in Spagna, Portogallo e Irlanda, hanno indirizzato i propri obiettivi di programmazione verso le smart land e una ridistribuzione intelligente di servizi in aree interne e meno antropizzate.&nbsp;</p>



<p>Il Digital Twin, come un cruscotto immersivo di pianificazione, aiuta questi territori a rimettere in cantiere progetti di smart land mirati anche a favore di questi fenomeni che incontrano le esigenze dei cosiddetti digital nomads.&nbsp;</p>



<p>Questo approccio non solo rende le aree rurali più attrattive per i nomadi digitali, ma favorisce anche una crescita economica sostenibile e una migliore qualità della vita per i residenti locali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Verso una ridistribuzione geografica equilibrata dei servizi</h3>



<p>La ridistribuzione geografica equilibrata dei servizi è direttamente proporzionale anche alla migliore vivibilità delle aree urbane più densamente popolate.&nbsp;</p>



<p>Se il Novecento è stato il secolo della centralizzazione dei servizi, il nostro tempo e il futuro, anche in funzione degli andamenti demografici mondiali, delle migrazioni sociali ed economiche e dei cambiamenti climatici, deve guardare a una nuova decentralizzazione di servizi e persone.</p>



<p>La concentrazione dei servizi in grandi città ha portato a un sovraffollamento urbano che spesso comporta problemi come l&#8217;inquinamento, la congestione del traffico, l&#8217;aumento del costo della vita e una ridotta qualità della vita.</p>



<p>Al contrario, le aree rurali e interne, che hanno subito un forte spopolamento, presentano caratteristiche uniche e risorse naturali preziose che, se adeguatamente valorizzate e sostenute, possono offrire soluzioni innovative e sostenibili per il futuro.</p>



<p>Riqualificare queste aree, dotandole dei servizi necessari e sfruttando strumenti come il Digital Twin, può permettere una rigenerazione di lungo periodo, conservando risorse naturali imprescindibili e offrendo nuove opportunità di vita e lavoro a chi decide di allontanarsi dai grandi centri urbani.&nbsp;</p>



<p>Questa decentralizzazione non solo riduce la pressione sulle città, migliorando la loro vivibilità, ma contribuisce anche a creare un equilibrio più sostenibile tra aree urbane e rurali.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Pianificazione urbanistica infrastrutturale e mobilità</strong></h3>



<p>Il Digital Twin è in grado di portare in un mapping 3D avanzato e con dati aggiornati in dettaglio un&#8217;intera area interna, inclusi edifici, infrastrutture, risorse naturali e reti di trasporto.</p>



<p>Utilizzando questa replica digitale, le amministrazioni possono simulare scenari di sviluppo rurale e urbano, ottimizzando l&#8217;uso delle risorse e migliorando l&#8217;accesso ai servizi essenziali.</p>



<p>Il gemello digitale può essere utilizzato per supportare lo sviluppo delle infrastrutture, comprese le vie di comunicazione, simulando la mobilità all&#8217;interno delle aree interne  per ottimizzare le rotte di trasporto pubblico, la pianificazione di nuovi collegamenti stradali, ferroviari e l&#8217;integrazione di soluzioni di mobilità sostenibile, come i servizi di trasporto a richiesta.</p>



<p>Oltre alle vie di comunicazione tradizionali, con il Digital Twin è possibile costruire una mappa delle vie di comunicazioni digitali che, al pari di quelle “reali”, sono indispensabili per ridurre l&#8217;isolamento delle aree interne e mettere i residenti nelle condizioni di accedere ai servizi, lavorare stabilmente e velocemente da remoto. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Gestione e ottimizzazione dei servizi pubblici</strong></h3>



<p>Con il gemello digitale è possibile monitorare e gestire i servizi pubblici, ottimizzando la distribuzione di energia, acqua, sanità, istruzione e trasporti. Questo migliora l&#8217;efficienza dei servizi e riduce i costi, rendendo le aree interne più vivibili e competitive rispetto ai centri urbani.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Simulazione di sviluppi economici</strong></h3>



<p>Il Digital Twin può simulare l&#8217;impatto di diverse iniziative economiche, come lo sviluppo di nuove imprese o l&#8217;introduzione di attività turistiche artigianali.&nbsp;</p>



<p>Le amministrazioni possono usare questi dati per identificare le opportunità più promettenti per la crescita economica locale, favorendo l’attrazione di investitori, la creazione di posti di lavoro e di conseguenza incentivando la popolazione a rimanere o trasferirsi nell&#8217;area.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Monitoraggio ambientale e gestione del territorio</strong></h3>



<p>Le aree interne spesso ospitano risorse naturali preziose; il Digital Twin può monitorare l&#8217;ambiente in modo continuo, aiutando a gestire le risorse naturali in modo sostenibile e a prevenire disastri ambientali.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Partecipazione e coinvolgimento della Comunità</strong></h3>



<p>Con il Digital Twin può essere garantito il coinvolgimento effettivo della comunità: i cittadini possono visualizzare e comprendere meglio i progetti di sviluppo urbano e le iniziative locali. </p>



<p>Attraverso piattaforme interattive, i residenti possono fornire feedback, proporre idee e partecipare attivamente alla pianificazione del territorio, aumentando il senso di appartenenza e la coesione sociale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Attrazione d’investimenti</strong></h3>



<p>Le rappresentazioni digitali dettagliate e i dati generati dal gemello digitale possono essere utilizzati per attrarre investimenti esterni. </p>



<p>Le aziende e gli investitori possono valutare meglio le opportunità offerte dalle singole aree interne, facilitando la decisione d’investire in nuove attività economiche che possano stimolare l&#8217;occupazione e contrastare lo spopolamento.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Green Communities</strong></h3>



<p>Le Green Communities, piani di sviluppo sostenibile messi in atto a livello locale da piccole comunità, hanno l’obiettivo di sperimentare politiche diffuse e condivise orientate ad aumentare la competitività e attrattività del territorio, con un’attenzione specifica alla coesione sociale, all’innovazione, alla diffusione della conoscenza, alla creatività, all’accessibilità, alla fruibilità dell’ambiente e alla qualità della vita dei cittadini.</p>



<p>Il Digital Twin è una metodologia chiave nella creazione delle Green Communities poiché offre diversi vantaggi nella fase di realizzazione delle stesse, permettendo di simulare l’impatto delle iniziative green che le aree insieme intendono realizzare.</p>



<p>L’approccio che il Digital Twin offre per affrontare il problema dello spopolamento è un approccio innovativo e integrato, basato su dati reali, con possibilità di fare previsioni concrete sui risultati di sviluppo futuro programmati.&nbsp;</p>



<p>Sfruttando, difatti, la capacità di simulazione e monitoraggio, questo strumento può migliorare nel concreto la pianificazione territoriale, l&#8217;efficienza dei servizi, la gestione delle risorse naturali, il coinvolgimento della comunità e lo sviluppo economico, con una visione lungimirante basata sulla raccolta e sullo studio integrato di dati del territorio, la cui conoscenza è indispensabile per un effettivo sviluppo strutturale ed economico.</p>



<p><img decoding="async" class="wp-image-7067" style="width: 800px;" src="http://geolander.it/wp-content/uploads/2023/01/kelly-sikkema-tk9RQCq5eQo-unsplash-2-scaled.jpg" alt="gemello"></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Ma qual è la nostra visione per uno sviluppo di Digital Twin anche in queste aree territoriali oltre a quelle metropolitane?</strong></h3>



<p>Per Geolander.it il lavoro di sviluppo su pratiche di applicazione del Digital Twin si basa sull&#8217;integrazione di due discipline fondamentali: la Geomatica e la Geosofia.</p>



<p><strong>Geomatica</strong> è il campo che combina scienze e tecnologie per la raccolta, analisi, interpretazione, distribuzione e uso delle informazioni geografiche. Questa disciplina integra tecniche di rilevamento, cartografia digitale, sistemi informativi geografici (GIS), telerilevamento e modellizzazione spaziale.&nbsp;</p>



<p>Nel contesto del Digital Twin, la Geomatica fornisce i dati spaziali e le tecnologie necessarie per creare repliche digitali accurate dei territori, essenziali per la pianificazione e la gestione integrata delle risorse.</p>



<p><strong>Geosofia</strong>, invece, è una disciplina che si occupa dello studio delle percezioni, credenze e conoscenze geografiche delle persone riguardo a uno specifico territorio.</p>



<p>La Geosofia prende in considerazione la dimensione umana della geografia, includendo i valori culturali, sociali e antropologici associati ai luoghi.&nbsp;</p>



<p>In questo contesto, Geolander.it integra la Geosofia nei propri progetti di Digital Twin per assicurare che le soluzioni proposte non solo rispondano ai bisogni tecnici, ma anche alle percezioni e ai valori delle comunità locali.</p>



<p>Questa integrazione tra Geomatica e Geosofia consente a Geolander.it di sviluppare Digital Twin che non solo riproducono fedelmente la realtà fisica, ma che sono anche in sintonia con le dinamiche culturali e sociali del territorio. </p>



<p>Ciò è particolarmente importante per i progetti che mirano alla rigenerazione delle aree interne, dove la comprensione delle tradizioni locali e delle relazioni umane con l&#8217;ambiente naturale è cruciale per il successo a lungo termine.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Bibliografia e Linkografia</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Bibliografia:</strong>
<ul class="wp-block-list">
<li>Ferrari, A., &amp; Rossi, M. (2022). <em>Geomatica per il territorio: Tecnologie e applicazioni</em>. Bologna: Il Mulino.</li>



<li>Smith, D. (2021). <em>Geosophy: Understanding the relationship between geography and culture</em>. London: Routledge.</li>



<li>Nativi, S., &amp; Craglia, M. (2019). <em>Digital Twin for Smart Cities: A practical approach</em>. Springer.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Linkografia:</strong>
<ul class="wp-block-list">
<li>Geolander.it. (2024). <em>Digital Twin e applicazioni territoriali</em>. Retrieved from <a href="https://www.geolander.it/digital-twin">https://www.geolander.it/digital-twin</a></li>



<li>GIS Lounge. (2023). <em>Geomatica: An introduction to geospatial science and technology</em>. Retrieved from <a href="https://www.gislounge.com/geomatica-introduction">https://www.gislounge.com/geomatica-introduction</a></li>



<li>National Geographic Society. (2022). <em>What is Geosophy?</em>. Retrieved from <a href="https://www.nationalgeographic.org/geosophy">https://www.nationalgeographic.org/geosophy</a></li>
</ul>
</li>
</ul>



<p>Credits</p>



<p>Jonas&#8211;unsplash </p>



<p>Kelly Sikkema-unsplash</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Baradili, 79 abitanti, porta i suoi dati geografici nella PDND</title>
		<link>http://geolander.it/baradili-il-comune-piu-piccolo-della-sardegna-porta-i-suoi-dati-geografici-nella-pdnd/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonietta Latronico]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Oct 2023 06:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Granai digitali]]></category>
		<category><![CDATA[Rotte comunicative]]></category>
		<category><![CDATA[Baradili]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[PDND]]></category>
		<category><![CDATA[pnrr]]></category>
		<category><![CDATA[spopolamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Baradili è un Comune in provincia di Oristano ed è il meno popoloso della Sardegna con solo 78 abitanti. In questi ultimi anni si parla tanto di spopolamento&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.comune.baradili.or.it/it/">Baradili</a> è un Comune in provincia di Oristano ed è il meno popoloso della Sardegna con solo 78 abitanti.</p>
<p>In questi ultimi anni si parla tanto di <a href="http://geolander.it/voglio-solo-un-paese/">spopolamento</a> di borghi e paesi, simposi continui cercano di capirne le cause, quando è evidente, come il sole che sorge ogni mattina, che nella maggior parte dei casi è la mancanza di servizi a determinare nelle persone la convinzione di abbandonare il proprio luogo d’origine.</p>
<p>Baradili, con un meraviglioso territorio ricco di vigneti, oliveti, mandorleti, tradizioni, bellezze naturalistiche e archeologiche ha deciso di sfruttare le opportunità offerte dal PNRR per raccogliere i suoi dati geografici e renderli interoperabili all’interno della Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND).</p>
<p>La digitalizzazione dei servizi è indispensabile per la pianificazione e gestione corretta del territorio, attività che implicano la partecipazione corale di diversi soggetti spesso chiamati a reperire le informazioni di cui necessitano in una sequenza di comparti stagni con conseguenti ritardi, disservizi e aumenti di costi.</p>
<p>Gli amministratori dei piccoli Comuni hanno una certa riluttanza a capire l’importanza dell’adozione di mappe digitali 3D o, meglio ancora, di Digital Twins per la pianificazione e gestione del proprio territorio. Questo atteggiamento è pienamente giustificato dalla mancanza di un’effettiva conoscenza dei benefici che possono derivare dalla loro utilizzazione, dalla resistenza al cambiamento o dalla carenza di risorse economiche.</p>
<p>In una società, ormai super connessa e tecnologica, è davvero assurdo ed ingiustificato che si continui a parlare di servizi “smart” soltanto ed esclusivamente per le grandi città, come se i piccoli centri fossero figli di un Dio minore.</p>
<p><strong>Perché i dipendenti di un piccolo paese non possono disporre delle stesse tecnologie per gestire il territorio del proprio Comune e offrire ai cittadini servizi più efficienti?</strong></p>
<p>La mappa 3D del territorio comunale offre, ai decisori politici e ai dipendenti preposti ai diversi settori, il grande vantaggio di avere una visualizzazione dettagliata e realistica di ogni singolo elemento del comune in modo da avere a disposizione tutti i dati che consentiranno loro di valutare preventivamente l’impatto delle decisioni sulla pianificazione del territorio, sulla gestione delle emergenze, sull’efficienza dei servizi e sulla partecipazione e coinvolgimento dei cittadini.</p>
<p>Il 19 Maggio scorso si è chiuso l’Avviso previsto dalla Misura 1.3.1 PDND del PNRR rivolto ai Comuni per ottenere un voucher economico da utilizzare per far transitare i propri dati ed accreditarsi alla <a href="https://innovazione.gov.it/progetti/dati-e-interoperabilita/">Piattaforma Digitale Nazionale Dati</a> (PDND).</p>
<p>L’obiettivo della piattaforma è quello di a<strong>bilitare lo scambio d’informazioni tra gli enti e la pubblica amministrazione</strong> favorendo l’interoperabilità dei sistemi informativi e delle basi dati pubbliche per dare attuazione al principio europeo del <em>“once-only”</em>, cioè l’inserimento di dati una sola volta, permettendo così a cittadini e imprese di non dover più fornire le informazioni che la pubblica amministrazione già possiede per accedere a un servizio.</p>
<p>Tra i vari dati che dovranno transitare nella PDND quelli geografici sono tra quelli più utili ed importanti per le pubbliche amministrazioni poiché sono indispensabili per la programmazione e gestione territoriale, per le attività di protezione civile, per l’ottimizzazione dei trasporti, dei percorsi dei mezzi di servizio ed in generale per l’efficiente funzionamento dei servizi pubblici.</p>
<p>Le informazioni geografiche del Comune di Baradili sono state raccolte, con la collaborazione di <a href="http://geolander.it/chi-siamo/">Geolander.it</a>, che con strumenti di rilevazione tecnologicamente avanzati ha preventivamente acquisito gli elementi georeferenziati necessari per la realizzazione della banca dati e delle mappe 3D del territorio, da cui estrarre contenuti, oggetti e misurazioni, per poi realizzare il sistema (API) e rendere interoperabili le informazioni rilevate all’interno della PDND.</p>
<p>Il Comune di Baradili ha sfruttato l’occasione offerta dal PNRR e dopo aver creato le banche dati e costruito il sistema per renderle interoperabili ha compiuto, con lungimiranza, il primo passo per creare un ecosistema diretto ad incrementare l’efficienza dell’azione amministrativa, migliorare le infrastrutture, ridurre la richiesta di dati al cittadino e creare nuove opportunità di partecipazione e sviluppo.</p>
<p>Baradili è un esempio virtuoso anche per gli altri piccoli Comuni su come si possa cambiare atteggiamento e guardare in ottica “smart e <a href="http://geolander.it/la-citta-saggia/">saggia</a>” l’organizzazione dei servizi e del proprio territorio.</p>
<p>Linkografia</p>
<p><a href="http://geolander.it/utilita-del-digital-twin-nella-gestione-amministrativa-e-territoriale-dei-piccoli-comuni-e-delle-citta-rassegna-stampa-geolander-it/">Utilità del Digital Twin nella gestione amministrativa e territoriale dei piccoli comuni e delle città: rassegna stampa Geolander.it | Geolander.it</a></p>
<p>The post <a href="http://geolander.it/baradili-il-comune-piu-piccolo-della-sardegna-porta-i-suoi-dati-geografici-nella-pdnd/">Baradili, 79 abitanti, porta i suoi dati geografici nella PDND</a> appeared first on <a href="http://geolander.it">Geolander</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Spopolamento, rigenerazione territoriale e Smart Land</title>
		<link>http://geolander.it/cosa-centra-lo-spopolamento-con-la-rigenerazione-territoriale-e-la-smart-land/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Franc Arleo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jul 2023 06:53:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Territori]]></category>
		<category><![CDATA[architettura del paesaggio]]></category>
		<category><![CDATA[smart cities]]></category>
		<category><![CDATA[smart land]]></category>
		<category><![CDATA[spopolamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia, secondo i dati dell’Istituto Statistico Nazionale, quasi il 30 per cento delle abitazioni non è occupato. Nei prossimi anni questo numero è destinato a salire, fra&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In Italia, secondo i dati dell’Istituto Statistico Nazionale, quasi il 30 per cento delle abitazioni non è occupato.</p>



<p>Nei prossimi anni questo numero è destinato a salire, fra cinquant’anni ci saranno 12 milioni di abitanti in meno in Italia. E questo vorrà dire aumento delle case disabitate.</p>



<p>Al Sud ci sono più case inabitate che al Nord, quasi il 36 per cento delle abitazioni nel Mezzogiorno è disabitato.</p>



<p>Le abitazioni non utilizzate vengono spesso abbandonate e non più curate generando in questo modo degrado, oltre a privare la collettività di uno spazio edificato che impedirebbe un ulteriore consumo di suolo per rispondere alle richieste ed esigenze abitative.</p>



<p>L’abbondono di case è maggiore in quei centri che non offrono servizi ed opportunità lavorative e sociali.</p>



<p>Conosciamo bene il fenomeno e la malattia emorragica che ha colpito le aree interne del Paese.</p>



<p>Si è cercato di trovare tante soluzioni che potessero alleviare il problema dello spopolamento ed il conseguente abbandono degli immobili, ma molte hanno avuto soltanto un apparente effetto placebo.</p>



<p>Molte soluzioni si sono concentrate sul richiamo turistico del posto ignorando l’autentico legame del luogo con la sua storia e con le vicende umane, sociali e geografiche che lo hanno attraversato.</p>



<p>Negli ultimi tempi si è preferito cancellare la memoria storica, l’antropologia, la psicogeografia dei luoghi facendoli diventare non più luoghi dell’appartenenza, ma del “fine” immediato che di volta in volta dev’essere realizzato.</p>



<p><strong>Il sociologo francese Augé, riteneva che un luogo per essere definito tale deve presentare tre caratteristiche: identità, relazione e storicità.</strong></p>



<p>Un luogo deve definire l’identità di chi lo vive e dev’essere riconoscibile da tutti gli altri. Gli abitanti devono identificarsi nel luogo che diventa un elemento per la formazione della propria identità sia come singolo individuo che come appartenente ad una comunità. Deve creare reciprocità fra i rapporti degli individui che vi abitano ed essere un riferimento per coloro che vi riconoscono le proprie radici storiche.</p>



<p>La conservazione e la rappresentazione della memoria storica di tutti gli eventi, sociali ed economici, che si sono svolti in un luogo, sono importanti non solo per assicurare continuità temporale, ma anche per poter proficuamente programmare una nuova rigenerazione urbana ed economica dei luoghi che tenga conto dalle sue fondamenta.</p>



<p><img decoding="async" class="wp-image-7036" style="width: 730px;" src="http://geolander.it/wp-content/uploads/2023/07/natalia-chernenko-ORozdvEhtAY-unsplash-scaled.jpg" alt="rigenerazione"></p>



<p>L’architetta Xu Tiantian, fondatrice di Dna Design and Architecture, <a href="Xu%20Tiantian%20–%20DnA%20Design%20and%20Architecture%20è%20la%20vincitrice%20dell’ottava%20edizione%20dello%20Swiss%20Architectural%20Award">è stata premiata all’unanimità all’ottava edizione dello Swiss Architectural Award</a>, premio internazionale di architettura promosso dal 2018 dalla Fondazione Teatro dell’architettura, per il suo progetto di riutilizzo di strutture inserite nel tessuto culturale cinese.</p>



<p>Per rigenerare i villaggi della Cina rurale, minacciati dallo spopolamento, Xu Tiantian ha utilizzato quella che ha definito “<strong>agopuntura urbana</strong>”.</p>



<p>Nell’intenzione dell’architetta il progetto, per queste aree rurali, va oltre il richiamo meramente turistico ed ha come obiettivo principe quello di rivelare l’autentico legame con la storia, incorporare le risorse disponibili e valorizzare le tradizioni artigianali adoperando il sistema dell’antica medicina cinese che per assicurare il benessere fisico e psichico della persona con diversi tipi di aghi inseriti tra gli oltre 2000 punti, del corpo umano, e collegati da percorsi, cosiddetti meridiani,&nbsp; se opportunamente stimolati sprigionano un flusso di energia che si canalizza nei meridiani, condizionando il funzionamento del corpo e della mente.</p>



<p>Quindi, riutilizzo di strutture inserite nel tessuto culturale, comprensione del contesto e della comunità, coinvolgimento degli abitanti per rispondere alle esigenze peculiari del luogo.</p>



<p><em>“Riflettere sulla memoria collettiva e sull’identità rurale attraverso l’architettura partendo dalle risorse locali esistenti</em> “questo è il pensiero di Xu Tiantian.</p>



<p>Così l’intervento del ponte di Shimen, costruito negli anni 50 per collegare due villaggi, diventa un luogo sociale, uno spazio di aggregazione che unisce due realtà.</p>



<p>Il progetto ha già prodotto i suoi buoni frutti, alcuni giovani costretti ad abbandonare il villaggio per cercare lavoro in altri posti sono ritornati nel loro luogo per avviare attività imprenditoriali.</p>



<p>Questo sistema dell’agopuntura urbana unita alle moderne tecnologie ha reso possibile la connessione tra il mondo rurale e quello urbano.</p>



<p><img decoding="async" class="wp-image-7035" style="width: 730px;" src="http://geolander.it/wp-content/uploads/2023/07/ricardo-gomez-angel-ltDrvSoyllA-unsplash-scaled.jpg" alt="smart land"></p>



<h2 class="wp-block-heading">Spopolamento, rigenerazione e <a href="Smart%20City%20e%20Smart%20Land:%20definizione,%20caratteristiche%20e%20differenze.%20La%20metropoli%20diffusa%20quale%20forma%20di%20sviluppo%20e%20rivalutazione%20dei%20paesi%20delle%20Aree%20interne">Smart Land</a> che connessione c&#8217;è?</h2>



<p>La Smart Land può essere geograficamente considerata come l’agopuntura cinese.</p>



<p>Letteralmente Smart Land significa territorio intelligente, un ambito territoriale nel quale sperimentare politiche diffuse e condivise orientate ad aumentare la competitività e attrattività del territorio con un’attenzione specifica alla coesione sociale, alla innovazione, alla diffusione della conoscenza, alla creatività, all’accessibilità e alla libertà di movimento, alla fruibilità dell’ambiente (naturale, storico-architettonico, urbano e diffuso) e alla qualità del paesaggio e della vita dei cittadini.</p>



<p>I territori potrebbero mettere insieme, le memorie storiche, culturali ed economiche che li accomunano punzecchiando nuovi ambiti che potrebbero portare a nuovi meridiani, a nuovi percorsi illuminati da una luce comune.</p>



<p>La giuria ha attribuito all’unanimità a Xu Tiantian con la seguente motivazione: “<em>Le opere … hanno convinto la giuria per il felice connubio tra le istanze civiche che li animano (poiché volti a servire le comunità locali) e la qualità dell’architettura proposta, caratterizzata da una spiccata attenzione al contesto, da un’attitudine precisa e poetica al tempo stesso, e dall’operare al crocevia di scale e temi diversi, tra architettura e infrastruttura, tra permanente e effimero, tra riuso e intervento ex-novo</em>”.</p>
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		<title>Voglio solo un paese</title>
		<link>http://geolander.it/voglio-solo-un-paese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonietta Latronico]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2023 13:50:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Territori]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[La restanza]]></category>
		<category><![CDATA[Snai]]></category>
		<category><![CDATA[spopolamento]]></category>
		<category><![CDATA[Svimez]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Provate a scrivere e cercare su Google la domanda “Perché i paesi sono morti?”, la risposta sarà una serie di link che rimandano alla pandemia da Covid. Riprovate&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Provate a scrivere e cercare su<strong> Google</strong> la domanda “Perché i paesi sono morti?”, la risposta sarà una serie di link che rimandano alla pandemia da Covid.</p>



<p>Riprovate a formulare la domanda sostituendo il termine paese con borgo. Il motore di ricerca vi restituirà una grande quantità d’informazioni sul fenomeno dello spopolamento dei borghi delle aree interne.</p>



<p>Questo banale esperimento serve a dimostrare che i paesi stanno scomparendo non soltanto dalla geografia territoriale, ma anche dal nostro vocabolario in favore del più “influencer” ed affascinante termine borgo.</p>



<p>Gli amministratori dei paesi dopo aver messo in cantiere tutte le soluzioni politiche hanno cercato di garantire la sopravvivenza dei propri paesi ricorrendo alla fascinazione per attrarre e soddisfare i bisogni più disparati e far diventare il proprio borgo “primo” in qualcosa.</p>



<p>E così sono nati il primo: Borgo dei gatti, Borgo dog, Borgo del benessere, Borgo a 1euro, Borgo del cashback, Borgo affrescato, Borgo vegetariano, Borgo telematico, Borgo accogliente con le persone con demenza, Borgo degli anziani, Borgo delle candele, Borgo degli artisti, Borgo più bello d’Italia, Borgo dei Borghi, Borgo certificato autentico, Borgo bandiera arancione, Borgo del cuore, Borgo diffuso, Borgo che vorrei e chissà quanti ancora ne usciranno.</p>



<p>I paesi non si rigenerano con gli slogan e proposte temporanee. Nel libro “<em><strong>La restanza</strong></em>” l’antropologo <strong>Vito Teti</strong> analizza il fenomeno della restanza come un nuovo senso dei luoghi, dell’abitare che riguarda non soltanto i piccoli paesi, ma anche le città.</p>



<p>“Partire e restare sono i due poli della storia dell’umanità. Al diritto a migrare corrisponde il diritto a restare, edificando un altro senso dei luoghi e di se stessi. <em>Restanza </em>significa sentirsi ancorati in un luogo da proteggere e nel contempo da rigenerare radicalmente”.</p>



<p>Per Vito Teti “<em>riabitare significa ricostruire le comunità, creare le condizioni essenziali per consentire di rimanere a chi vuol restare, per favorire il ritorno di chi vuole tornare, per accogliere chi ha maturato la scelta della vita da paese…Ogni paese, ogni frazione, ogni villaggio – anche quello con un solo abitante – ha il diritto all’esistenza, ad essere curato, tutelato in quanto presidio geografico, culturale, mentale delle popolazion</em>i”.</p>



<p>La pandemia aveva aperto in maniera violenta lo sguardo su nuove possibilità dell’abitare. I paesi sono stati assediati da persone bisognose di aria e rapporti autentici. Ma passato il pericolo i paesi sono ritornati nel letargo invernale.</p>



<p>Gli abitanti scappano perché mancano i servizi. La politica ha ragionato in termini affaristici e di numeri, incentivando e favorendo la diaspora. Come spiegato nel libro ‘<em><strong>L’Italia lontana’</strong></em>, a cura di Sabrina Lucatelli, Daniela Luisi, Filippo Tantillo “sono state le strutture dello Stato e dentro la classe politica e dirigente ad aver osteggiato la Strategia nazionale per le aree interne (Snai)”.</p>



<p>Se i paesi potessero avere nuovamente le scuole, le farmacie, i trasporti locali, le connessioni veloci, i servizi sociali e culturali, le banche, gli uffici postali, i presidi sanitari, probabilmente in molti non andrebbero via, altri ritornerebbero per costruire la propria famiglia in posti realmente capaci di offrire una migliore qualità della vita sia dal punto di vista sociale che economico.</p>



<p>Bisognerebbe mettere le persone in condizioni di poter scegliere tra situazioni che presentano vantaggi e svantaggi armoniosamente equilibrati. Si stanziano fondi in favore delle metropoli per rigenerare interi quartieri e renderli somiglianti alle piccole comunità, la famosa città dei 15minuti, per costruire boschi in altezza, per migliorare i trasporti e rendere le città sempre più connesse e green.</p>



<p><img decoding="async" class="wp-image-7057" style="width: 730px;" src="http://geolander.it/wp-content/uploads/2023/01/mathew-schwartz-PgNE82MUHAY-unsplash-scaled.jpg" alt="voglio"></p>



<p>Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è stata l’ennesima occasione mancata. Ancora una volta si è pensato ai turisti, finanziando residenzialità temporanee e strutture collettive, tra l’altro, a vantaggio di pochi eletti, anziché pensare alle esigenze vere del territorio e degli abitanti: <strong>ossia la costruzione delle infrastrutture necessarie all’abitabilità continua.</strong></p>



<p>Ma la città non è la nemica dei paesi. L&#8217;esaltazione degli aspetti negativi dei centri urbani non porta necessariamente ad amare i paesi. Sarebbe auspicabile costruire una Smart Land un territorio intelligente nel quale sperimentare politiche diffuse, condivise e orientate ad aumentare la competitività e attrattività del territorio con un’attenzione specifica alla coesione sociale, all’innovazione, alla diffusione della conoscenza, alla creatività, all’accessibilità, alla libertà di movimento, alla fruibilità dell’ambiente e alla qualità del paesaggio e della vita dei cittadini.</p>



<p>Interrogato sulla differenza tra smart city e smart land il professore Angelo Di Gregorio, Direttore del CRIET (Centro di Ricerca Interuniversitario in Economia del territorio) ha risposto: “<em>La principale distinzione è territoriale: il contesto di una grande area metropolitana, come può essere quello di città come Torino per arrivare fino al caso limite di Roma, è molto diverso da quello della maggior parte dei circa 8.000 Comuni italiani di piccole dimensioni. In queste aree, il concetto di smart city deve necessariamente essere declinato più in termini di territorio, di una smart land che in qualche modo possa aggregare diverse aree comunali per erogare quei servizi tipici della smart city</em>”.</p>



<p><img decoding="async" class="wp-image-7064" style="width: 730px;" src="http://geolander.it/wp-content/uploads/2023/01/jonas-koel-nnxWQZTmoxQ-unsplash-scaled.jpg" alt="mucca"></p>



<p>Ed allora, perché i paesi non possono diventare smart come le città? Perché non possono avere gli stessi servizi che abbatterebbero il divario tra le due realtà? La tecnologia migliora la qualità della vita, non toglie il connotato tipico dell’autenticità, caratteristica tanto amata dei borghi.</p>



<p>Il mondo sta cambiando che ci piaccia o no. Per forza maggiore, probabilmente, nei prossimi anni saremo costretti a cambiare drasticamente il nostro modo di abitare i territori.</p>



<p>La tecnologia sta rimodellando i modi di vivere. Il lavoro a distanza si sta affermando come la nuova normalità per migliaia di aziende in tutto il mondo e molti lavoratori in smart working sono alla ricerca di posti salubri dove lavorare e costruirsi una vita.</p>



<p>Le nuvole minacciose della migrazione climatica, causate dall’aumento delle temperature globali e dagli eventi meteorologi estremi, non riguarderanno nel futuro molto prossimo soltanto le migrazioni esterne da Paese a Paese, ma si assisterà anche a migrazioni interne dalle città verso le montagne.</p>



<p>L’Internal Displacement Monitoring Agency ha calcolato che oggi le persone hanno il 60% per cento in più di probabilità di dover abbandonare la propria casa di quanto non ne avessero nel 1975. Dal 2008 al 2014 oltre 157 milioni di persone sono state costrette a spostarsi per eventi meteorologici estremi come inondazioni, tempeste, incendi, siccità e temperature estreme.</p>



<p>L&#8217;Institute for Economics and Peace, un think tank con sede in Australia, ha indicato che ben 1,2 miliardi di persone potrebbero essere sfollate a livello globale entro il 2050 a causa degli effetti dei cambiamenti climatici.</p>



<p>Ed allora forse è arrivato il momento di essere lungimiranti e non farsi cogliere impreparati e cominciare a pensare a nuovi modi dell’abitare che restituiscano ai paesi la dignità di spazi dove vivere in una comunità che guarda al futuro e non ad un villaggio turistico dove rigenerarsi i polmoni e girare per sagre.</p>



<p>C’è una bella iniziativa del sindaco di <strong>Borgo San Lorenzo Paolo Omoboni </strong>che ha lanciato l’idea di accogliere in Mugello gli studenti fuorisede di Firenze.</p>



<p>Questo potrebbe essere un buon esempio di territori connessi che si uniscono per sfruttare reciprocamente le differenti potenzialità.</p>



<p>Più precisamente, nell’idea del sindaco: <em>&#8220;Il Mugello può diventare una vera e propria opportunità di alloggio per gli studenti universitari. Da tempo leggiamo di affitti che ormai, a Firenze, hanno raggiunto prezzi davvero alti. Si va dai 600 euro per una camera singola, ai 450 euro a testa in una doppia.&#8221; Il Mugello da Firenze non è distante. Ci si mette meno a raggiungere il centro partendo da Borgo San Lorenzo, piuttosto che da alcuni quartieri del capoluogo. E anche di recente, a un convegno organizzato sullo sviluppo del Mugello, si è battuto soprattutto su questo tasto: <strong>avere collegamenti ferroviari migliori, più rapidi ed efficienti,</strong> con il giusto cadenzamento, e con servizi anche nella fascia serale – cosa al momento inesistente -, una vera e propria metropolitana di superficie, potrebbe modificare in modo significativo il futuro dell’area mugellana, avvicinandola ancor più a Firenze, che già oggi si raggiunge in soli quaranta minuti.</em>” (La Nazione).      </p>



<p>  <img decoding="async" class="wp-image-7063" style="width: 750px;" src="http://geolander.it/wp-content/uploads/2023/01/arthur-mazi-XFI3zNu5Ba4-unsplash-scaled.jpg" alt="borgo">    </p>



<p>La narrativa urbano-centrica degli ultimi ’50 anni ha dimenticato, come più volte sottolinea, nei suoi progetti e nei suoi scritti di <a href="https://www.linkedin.com/newsletters/6963383759404503042/">Geosofia Franc Arleo,</a> che il Belpaese ha un’anima e una vocazione profondamente rurale e che tutta l’Italia, anche quella delle città, si potrà rialzare e camminare in un futuro migliore &nbsp;se si ricorderà di avere una spina dorsale, quella degli Appennini e dei suoi paesi, e se agirà, anche politicamente, attraverso una distribuzione più equa di popolazione, servizi, innovazione e risorse fra i territori.</p>



<p>Linkografia</p>



<p><a href="La%20Nazione%20Firenze%20cronaca%20Idea%20Omoboni:%20%22Studenti%20in%20affitto%20a%20Borgo%22">La Nazione Firenze cronaca Idea Omoboni: &#8220;Studenti in affitto a Borgo&#8221;</a></p>



<p><a href="https://www.einaudi.it/catalogo-libri/problemi-contemporanei/la-restanza-vito-teti-9788806251222/">La restanza</a></p>



<p><a href="http://geolander.it/borghi-da-incubo/">Borghi da incubo</a></p>



<p><a href="http://geolander.it/smart-city-smart-land-definizione-caratteristiche-differenze/">Smart city e smart land: definizione, caratteristiche, differenze. La metropoli diffusa quale forma di sviluppo e rivalutazione dei paesi delle Aree interne</a></p>
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		<title>La degenerazione territoriale</title>
		<link>http://geolander.it/la-degenerazione-territoriale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonietta Latronico]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Apr 2022 15:49:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geoculture]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[real estate]]></category>
		<category><![CDATA[rigenerazione immobiliare]]></category>
		<category><![CDATA[rigenerazione territoriale]]></category>
		<category><![CDATA[rigenerazione urbana]]></category>
		<category><![CDATA[spopolamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per valutare il  successo della rigenerazione di un territorio bisogna guardare al risultato raggiunto: riqualificazione dell’area con conseguente miglioramento della vita di coloro che vi abitano.  Questa perfetta&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Per valutare il  successo della <strong>rigenerazione</strong> di un territorio bisogna guardare al risultato raggiunto: riqualificazione dell’area con conseguente miglioramento della vita di coloro che vi abitano. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa perfetta corrispondenza di risultati, nella realtà dei fatti, raramente si verifica.  Molto spesso si vende per rigenerazione territoriale ciò che più correttamente andrebbe definito come </span><b>rinnovamento </b><span style="font-weight: 400;">territoriale, ossia un processo di riqualificazione “fisica” del territorio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La rigenerazione territoriale è, invece, un concetto più complesso ed articolato che comporta una visione globale ed integrata poiché non riguarda esclusivamente la rigenerazione fisica degli spazi, ma partendo dalla bonifica e dal miglioramento degli aspetti ambientali dei luoghi li trasforma in strumenti funzionalmente diretti a risolvere anche i problemi sociali ed economici delle persone che li abitano. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Potremmo dire che la  rigenerazione territoriale ha una visione ed un obiettivo filantropico, mentre il rinnovamento territoriale ha una visione più ristretta diretta al soddisfacimento di bisogni che hanno natura chiaramente individualista. </span></p>
<p><b>Come dev’essere una rigenerazione di successo? </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La rigenerazione territoriale dev’essere una macchina produttrice di opportunità con un primo obiettivo corale: coinvolgimento dei residenti locali per promuovere sensibilità ed attaccamento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le persone che abitano un territorio non devono essere  viste come qualcosa da gestire, ma devono essere attori protagonisti. Bisogna partire dai loro bisogni e necessità. Occorre verificare preliminarmente quali siano le priorità della popolazione locale, dopodiché si potranno sviluppare idee progettuali e servizi alla comunità. Non il contrario. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un buon programma di rigenerazione inizia con il rispetto e recupero filologico di ciò che esiste già, che si tratti di persone, paesaggi o edifici.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se si crea un senso significativo del luogo, le persone se ne prenderanno cura assumendosene anche la paternità e questo porterà ad un autentico e duraturo sviluppo locale sia economico che sociale e culturale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Partendo dall’analisi dei bisogni devono essere successivamente attivate tutte quelle buone pratiche che portano ad una utile riqualificazione: dall’investimento nelle infrastrutture e nei trasporti alla valorizzazione del patrimonio culturale, dal miglioramento abitativo e dei servizi pubblici, e così via. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli eventi di questi ultimi anni, caratterizzati dalla Pandemia, avevano indicato la strada giusta da percorrere suggerendo una rigenerazione che tenesse conto anche delle situazioni di densificazione e intensificazione dei luoghi, una diversa valorizzazione dei servizi ecosistemici e interscambio tra le città e le aree rurali.   </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma qualcosa è andato storto. Molti finanziamenti ed energie private si stanno perdendo nei rivoli della disconnessione semantica della progettazione veloce e senza scopo. E, così ad esempio, la sperata risoluzione del problema dello spopolamento dei paesi si è tradotta nella resurrezione e rigenerazione di pochissimi Borghi che sono stati accarezzati dalla bacchetta magica della fata fortuna dimenticando, però, che un solo castello non potrà mai salvare l&#8217;intero reame.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche in questi casi una proficua rigenerazione impone di valorizzare filologicamente l’esistente in funzione delle opportunità che si possono innescare per le persone che li abitano. Per accompagnare ciò che è stato creato dall’uomo o che madre natura ci ha donato devono essere realizzate tutte quelle infrastrutture indispensabili affinché si possa arrivare ad avere un reale e lungo sviluppo locale e non semplicemente una “prima pagina” che dura il tempo di una  sola lettura.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Invece si assiste a voli pindarici per inventarsi cose avulse che non hanno nulla in comune con la vocazione dei luoghi e delle comunità. Tentativi di progetti di rigenerazione che  si trasformano in degenerazione territoriale che avranno, probabilmente, una vita legata a qualche stagione per essere poi messe nel dimenticatoio del déja vu o della insostenibilità dei costi di gestione. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">C’è stato un tempo in cui per due estati hanno navigato i greci in un meraviglioso lago che è stato “lacerato” per far in modo che la barca potesse ormeggiare al cospetto di un grande anfiteatro di cemento che è riuscito ad accogliere pochi curiosi ed, oggi, solitario assiste all’unico spettacolo della desolazione ed invoca una nuova rigenerazione visto che la prima è naufragata con la barca.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per le città, invece, la rigenerazione è pensata come riqualificazione delle periferie e dei centri storici, riconversione di edifici, bonifiche, viabilità innovativa tutto immaginato in un’ottica di sostenibilità ambientale e densificazione ispirata ai nuovi e moderni parametri delle smart cities.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma la riqualificazione ha una natura complessa, non è semplicemente un progetto tecnico ed innovativo. E&#8217; una filosofia di vita, una predisposizione caratteriale. Implica lungimiranza, altruismo, coralità, generosità, competenze, condivisione, bellezza, conservazione, rappresentazione e fusione del territorio con le persone e viceversa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Trovare amministratori e tecnici che condividano tutte queste caratteristiche non è affatto semplice. Forse per questo motivo buona parte dei progetti di rigenerazione sono destinati a trasformarsi in <strong>degenerazione territoriale</strong>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ed, allora, ci consoliamo guardando gli esempi di rara bellezza che ci vengono presentati con un foglio traslucido. Ignorando che dietro l’apparente riproduzione di bellezza si nascondono le ombre di comunità insoddisfatte. </span></p>
<p><b>Linkografia </b></p>
<p><a href="http://geolander.it/riqualificazione-urbana/"><span style="font-weight: 400;">La riqualificazione urbana tra etica e nuove soluzioni</span></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/guida-rigenerazione-territoriale-innovativa/"><span style="font-weight: 400;">Rigenerazione Territoriale Innovativa: la prima guida italiana alla rigenerazione territoriale</span></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/fare-e-disfare-i-luoghi-storie-di-displacement-e-placemaking/"><span style="font-weight: 400;">Fare e disfare i luoghi: storie di displacement e placemaking</span></a></p>
<p><a href="https://www.libraccio.it/libro/9788891782762/marco-dall'orso-andrea-ciaramella/sviluppo-immobiliare-e-rigenerazione-urbana-perche-alcuni-progetti-hanno-successo-e-altri-falliscono.html"><span style="font-weight: 400;">Sviluppo immobiliare e rigenerazione urbana perche alcuni progetti hanno successo e altri falliscono.</span></a></p>
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		<title>Borghi, spopolamento e PNRR: cosa ne penserebbe la moglie di Darwin</title>
		<link>http://geolander.it/borghi-spopolamento-e-pnrr-cosa-ne-penserebbe-la-moglie-di-darwin/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonietta Latronico]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Dec 2021 15:57:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Territori]]></category>
		<category><![CDATA[Aree interne]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Fondi per i piccoli Comuni]]></category>
		<category><![CDATA[pnrr]]></category>
		<category><![CDATA[spopolamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il libro La moglie di Darwin, L’arte di prendere decisioni lungimiranti, scritto da Steven Johnson, pubblicato dalla casa editrice Il Margine, esaminando le decisioni complesse prese da singoli&#8230;</p>
<p>The post <a href="http://geolander.it/borghi-spopolamento-e-pnrr-cosa-ne-penserebbe-la-moglie-di-darwin/">Borghi, spopolamento e PNRR: cosa ne penserebbe la moglie di Darwin</a> appeared first on <a href="http://geolander.it">Geolander</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Il libro </span><b>La moglie di Darwin</b><span style="font-weight: 400;">, L’arte di prendere decisioni lungimiranti, scritto da </span><b>Steven Johnson</b><span style="font-weight: 400;">, pubblicato dalla casa editrice </span><b>Il Margine</b><span style="font-weight: 400;">, esaminando le decisioni complesse prese da singoli personaggi importanti o da gruppi nel corso della storia ci mostra come la capacità di prendere decisioni lungimiranti comporta una serie di azioni e valutazioni che se accuratamente impostate possono cambiare la direzione degli eventi, non soltanto storici, ma anche della vita personale di ognuno di noi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Steven, nell’illustrare i mezzi che abbiamo a disposizione per prendere buone decisioni, tra le altre cose interessanti, riporta l’esempio della “teoria” apparentemente un pò macabra “pre-mortem” di </span><b>Gary Klein</b><span style="font-weight: 400;">, psicologo ricercatore americano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Klein, nello studiare i processi che portano una persona a prendere delle decisioni, propone di fare un esercizio che chiama pre-mortem ossia una variante al procedimento medico del post-mortem o più semplicemente dell’autopsia. Quando si esegue un’autopsia il soggetto è, ovviamente, morto e al medico legale viene chiesto d’indagare sulle cause. Nel procedimento pre-mortem, invece, il soggetto non è ancora deceduto ed il medico viene invitato ad  immaginare che la persona morirà e ad individuare le possibili cause che determinano quella futura morte.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con questo esercizio Klein ha voluto dimostrare che le persone messe di fronte ad un evento futuro e potenziale &#8211; ma immaginato come se realmente accadrà &#8211; hanno dato spiegazioni più elaborate ed intelligenti rispetto a quelle fornite dai soggetti  a cui era  stato chiesto, invece, di spiegare le cause di un evento già verificatosi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ciò vuol dire che se nel prendere una decisione ci costringiamo ad immaginare eventi futuri che si realizzeranno riusciamo a prendere,  probabilmente, decisioni più lungimiranti perché ci focalizziamo, prioritariamente, su tutti quegli elementi critici che potrebbero portare all’eventuale insuccesso della nostra decisione (morte della persona) che potremmo, quindi, con largo anticipo correggere e superare, senza farci condizionare e fuorviare dalle nostre abitudini cognitive che ci costringono ad adottare soluzioni che abbiamo già sperimentato nel nostro percorso di vita.</span></p>
<p><b>La teoria del post-mortem di Klein come si comporterebbe di fronte alle prospettive offerte dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) per risolvere il problema dello spopolamento dei Borghi?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Ministro della Cultura, </span><b>Dario Franceschini,</b><span style="font-weight: 400;">  alla conferenza stampa,  del 20 dicembre 2021,  di presentazione dell’avviso pubblico per l’accesso alle risorse del </span><b>Piano Nazionale Borghi</b><span style="font-weight: 400;"> previsto dal PNRR, ha dichiarato: “Stiamo gestendo una grande operazione di valenza culturale e sociale. Si è parlato per molti anni nel nostro Paese di recupero delle aree interne e dei borghi, ma non ci sono stati grandi interventi finalizzati a concretizzare questo obiettivo. Le </span><b>nuove condizioni tecnologiche </b><span style="font-weight: 400;">consentono di far diventare dei luoghi di lavoro reali delle realtà che fino a pochi anni fa non potevano attrarre né persone, né occupazione. Il Piano Nazionale Borghi va in questa direzione con risorse molto importanti, pari a 1 miliardo di euro, per vincere la sfida del ripopolamento”.</span></p>
<p><b>L’intervento per l’attrattività dei borghi storici, previsto dal PNRR, si articola in due distinte linee di azione:</b></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">La prima finalizzata al rilancio economico e sociale dei borghi a rischio spopolamento (sono destinati 420 milioni di euro)  sosterrà progetti pilota per la rigenerazione culturale, sociale ed economica dei borghi. I progetti dovranno prevedere l’insediamento di nuove funzioni, infrastrutture e servizi nel campo della cultura, del turismo, del sociale o della ricerca, come ad esempio scuole o accademia di arti e dei mestieri della cultura, alberghi diffusi, residenze d’artista, centri di ricerca e campus universitari, residenze sanitarie assistenziali (RSA) dove sviluppare anche programmi a matrice culturale, residenze per famiglie con </span><b>lavoratori in smart working e nomadi digitali</b><span style="font-weight: 400;">.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">La seconda linea d’azione mira alla realizzazione di progetti locali di rigenerazione culturale di almeno 229 borghi storici.  </span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel dettaglio 380 milioni andranno a sostenere le proposte presentate dai Comuni in ambito culturale, dell’istruzione, ricerca, welfare, ambiente o turismo, mentre 200 milioni di euro verranno indirizzati quale regime di aiuto a micro, piccole e medie imprese localizzate o che intendono insediarsi nei borghi e che svolgono attività culturali, turistiche, commerciali, agroalimentari e artigianali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il 40% delle risorse complessive sarà destinato alle 8 regioni del Mezzogiorno e gli interventi dovranno essere portati a termine entro giugno 2026.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E’ del 15 dicembre, poi, la notizia che è stato pubblicato, in Gazzetta Ufficiale,  il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che ripartisce il “</span><b>Fondo di sostegno ai comuni marginali”</b><span style="font-weight: 400;">per gli anni 2021-2023, con l’elenco dei Comuni beneficiari. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In totale sono 180 milioni di euro assegnati a 1.187 comuni,  il </span><b>95% va al Sud,</b><span style="font-weight: 400;"> selezionati per le loro condizioni particolarmente svantaggiate, in quanto a forte rischio di spopolamento, con un Indice di vulnerabilità sociale e materiale elevato e con un basso livello di redditi della popolazione residente.</span></p>
<p><b>Le risorse potranno essere utilizzate per tre categorie di interventi nei territori soggetti a spopolamento per:</b></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">adeguamento di immobili comunali da concedere in comodato d&#8217;uso gratuito per l&#8217;apertura di attività commerciali, artigianali o professionali;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">concessione di contributi per l&#8217;avvio di attività commerciali, artigianali e agricole;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">concessione di contributi a favore di chi trasferisce la propria residenza e dimora abituale nei comuni delle aree interne, come concorso per le spese di acquisto e ristrutturazione dell&#8217;immobile (massimo 5.000 euro a beneficiario).</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Applicando l’esercizio post-mortem di Klein gli amministratori locali dovrebbero immaginare i loro  borghi già completamente disabitati e, quindi, discutere criticamente, ma questa volta in maniera lungimirante, su come utilizzare nel concreto ed in maniera proficua anche per il futuro queste importanti risorse &#8211; che probabilmente negli anni avvenire non saranno più stanziate &#8211; per salvare la vita dei paesi, senza perdere l’ennesima occasione.</span></p>
<p><b>Linkografia</b></p>
<p><a href="https://www.ibs.it/moglie-di-darwin-arte-di-libro-steven-johnson/e/9791259820006?gclid=CjwKCAiAtouOBhA6EiwA2nLKHy-Vzj8PWxEGPSovwJaycgNf97OgxAGTwsPtIOWBY4E20bcSV5Y_XhoC-CIQAvD_BwE"><span style="font-weight: 400;">La moglie di Darwin. L&#8217;arte di prendere decisioni lungimiranti</span></a></p>
<p><a href="https://cultura.gov.it/comunicato/21911"><span style="font-weight: 400;">PNRR, Franceschini: il Piano Nazionale Borghi per vincere la sfida del ripopolamento</span></a></p>
<p><a href="https://www.ministroperilsud.gov.it/it/comunicazione/notizie/dpcm-comuni-marginali/?fbclid=IwAR2nWn14BbWZ4oTQgVjSLhhKXZ-3flEd_a1l2fE-bCBU8VBPdKa-7QGQgxA"><span style="font-weight: 400;">Assegnato il Fondo per i comuni marginali, il 95% va al Sud</span></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/borghi-da-incubo/"><span style="font-weight: 400;">Borghi da incubo</span></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/rinascita-borghi-rigenerazione-culturale-urbana/"><span style="font-weight: 400;">La rinascita dei Borghi attraverso la rigenerazione culturale e urbana</span></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/metodologia-3r-rilevare-rigenerare-rivendere/"><span style="font-weight: 400;">La metodologia delle 3R: Rilevare, Rigenerare e Rivendere. Come recuperare e vendere in maniera innovativa gli immobili nelle aree rurali e nei piccoli Borghi</span></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/smart-city-smart-land-definizione-caratteristiche-differenze/"><span style="font-weight: 400;">Smart City e Smart Land: definizione, caratteristiche e differenze. La “metropoli diffusa” quale forma di sviluppo e rivalutazione dei Borghi e delle Aree interne</span></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/smart-city-smart-land-definizione-caratteristiche-differenze/"><span style="font-weight: 400;">http://geolander.it/smart-city-smart-land-definizione-caratteristiche-differenze/</span></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/vado-a-vivere-in-montagna-a-a-a-cercasi-casa-e-vantaggi/"><span style="font-weight: 400;">Vado a vivere in montagna, a.a.a. cercasi casa e vantaggi</span></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/il-borgo-del-futuro-la-rinascita-passa-dal-digitale/"><span style="font-weight: 400;">Il borgo del futuro, la rinascita passa dal digitale</span></a></p>
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