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	<title>Geografia Archives - Geolander</title>
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	<description>Invisible data, visible decisions.</description>
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	<title>Geografia Archives - Geolander</title>
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		<title>Geografia algoritmica: etica, bias dei dati nell’era dell’IA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonietta Latronico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 09:46:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GeoAI]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[DIGITALTWIN]]></category>
		<category><![CDATA[GEOAI]]></category>
		<category><![CDATA[Geografia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’incontro tra intelligenza artificiale e geografia rappresenta una delle trasformazioni epistemologiche più rilevanti delle scienze del territorio nel XXI secolo. I sistemi di analisi spaziale, i modelli predittivi&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L’incontro tra intelligenza artificiale e geografia rappresenta una delle trasformazioni epistemologiche più rilevanti delle scienze del territorio nel XXI secolo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I sistemi di analisi spaziale, i modelli predittivi e i digital twin urbani stanno ridefinendo il modo in cui osserviamo, rappresentiamo e governiamo lo spazio. Tuttavia, questa rivoluzione tecnologica impone anche una riflessione filosofica e antropologica profonda su tre concetti centrali: il bias algoritmico, la sostenibilità dei sistemi digitali e la presunta neutralità dei dati spaziali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per lungo tempo la geografia scientifica ha coltivato l’idea che la rappresentazione del territorio potesse aspirare a una forma di oggettività. Le carte geografiche, i rilievi topografici e i sistemi informativi territoriali sono stati considerati strumenti capaci di descrivere lo spazio con precisione matematica. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’avvento dell’intelligenza artificiale, tuttavia, ha reso evidente che i dati non sono mai completamente neutrali. Ogni dataset nasce infatti all’interno di un contesto sociale, politico e culturale che ne orienta la raccolta, la classificazione e l’interpretazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista scientifico, gli algoritmi di machine learning applicati alla geografia si basano su grandi quantità di dati spaziali provenienti da fonti eterogenee: immagini satellitari, rilievi lidar, sensori urbani, database amministrativi, social media geolocalizzati. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi dati alimentano modelli capaci d’individuare pattern territoriali, prevedere fenomeni ambientali, ottimizzare la gestione delle infrastrutture o supportare la pianificazione urbana. Tuttavia, l’accuratezza di tali modelli dipende in modo decisivo dalla qualità e dalla rappresentatività dei dati utilizzati per addestrarli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È qui che emerge il problema del bias. In termini tecnici, il bias algoritmico si verifica quando un sistema d’intelligenza artificiale produce risultati sistematicamente distorti a causa di dati di addestramento incompleti o squilibrati. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel contesto geografico, questo fenomeno assume una dimensione particolarmente significativa perché lo spazio è intrinsecamente legato alle dinamiche sociali. Se un dataset privilegia determinate aree urbane rispetto ad altre, o se riflette disuguaglianze economiche e infrastrutturali già presenti nel territorio, l’algoritmo rischia di amplificare tali disparità invece di limitarle.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista antropologico, lo spazio non è soltanto una dimensione fisica, ma anche una costruzione culturale. Le città, le infrastrutture e i paesaggi sono il risultato di processi storici e sociali che riflettono rapporti di potere, modelli economici e visioni del mondo. Quando questi spazi vengono trasformati in dati digitali, essi portano con sé le tracce di tali dinamiche. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Un algoritmo che analizza la distribuzione dei servizi urbani, ad esempio, potrebbe replicare modelli di esclusione territoriale se i dati di partenza derivano da sistemi di pianificazione già caratterizzati da disuguaglianze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La questione del bias, quindi, non è soltanto un problema tecnico ma anche epistemologico. Essa mette in discussione l’idea stessa di neutralità della conoscenza geografica. La geografia algoritmica non si limita a rappresentare il territorio: contribuisce a costruirlo. Le decisioni prese sulla base di modelli predittivi influenzano infatti politiche urbane, investimenti infrastrutturali e strategie di gestione ambientale. In questo senso, l’intelligenza artificiale diventa un attore nella produzione dello spazio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La riflessione filosofica su questi temi trova radici nella tradizione della geografia critica e nella filosofia della tecnologia. Pensatori come Michel Foucault e Bruno Latour hanno mostrato come i sistemi di conoscenza siano sempre intrecciati con strutture di potere e reti sociotecniche. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Applicata alla geografia digitale, questa prospettiva suggerisce che gli algoritmi non siano strumenti neutrali, ma dispositivi che partecipano alla governance del territorio. In questo contesto emerge la necessità di sviluppare una nuova etica dei dati geografici. Questa etica dovrebbe basarsi su tre pilastri fondamentali: trasparenza, inclusività e responsabilità. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La trasparenza implica la comprensione dei processi attraverso cui i dati vengono raccolti, elaborati e utilizzati dagli algoritmi. L’inclusività richiede dataset più rappresentativi, capaci di riflettere la diversità sociale e territoriale. La responsabilità, infine, riguarda la consapevolezza che le tecnologie geospaziali influenzano direttamente le decisioni politiche e la qualità della vita delle comunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intelligenza artificiale applicata alla geografia apre dunque una nuova stagione di ricerca che non può essere affrontata esclusivamente con strumenti tecnici. Essa richiede un dialogo interdisciplinare capace di rispettarne la complessità sociale e culturale.</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>La geografia diventerà una scienza sempre più “computazionale”?</p></blockquote></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nei prossimi decenni la geografia sarà sempre più legata all’intelligenza artificiale, ai big data e alla modellazione computazionale. I sistemi geografici non serviranno più soltanto a rappresentare lo spazio, ma a interpretarlo e prevederlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli algoritmi di machine learning sono già in grado di analizzare immagini satellitari, riconoscere cambiamenti nell’uso del suolo o prevedere fenomeni ambientali come incendi e deforestazione. Questo permette di trasformare enormi quantità di dati spaziali in conoscenza utile per la pianificazione urbana, l’agricoltura e la gestione delle emergenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa prospettiva si parla sempre più di GeoAI, cioè l’integrazione tra intelligenza artificiale e scienze geografiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un passaggio ancora più radicale riguarda l’idea di GIS autonomi. Alcuni studi immaginano piattaforme geografiche capaci di raccogliere dati, analizzarli e produrre mappe o modelli predittivi quasi senza intervento umano. Questi sistemi potrebbero generare automaticamente workflow di analisi spaziale e supportare decisioni complesse.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Il mondo come “digital twin”</h6>



<p class="wp-block-paragraph">Un’altra evoluzione fondamentale riguarda la costruzione di gemelli digitali del territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le città, le infrastrutture e gli ecosistemi vengono sempre più spesso rappresentati attraverso modelli tridimensionali dinamici che simulano ciò che accade nel mondo reale. Questi digital twin permettono di testare scenari urbani, valutare l’impatto delle politiche pubbliche o prevedere rischi ambientali prima che si verifichino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo senso, la geografia diventa anche una scienza della simulazione territoriale e i digital twin potranno diventare vere “piattaforme cognitive del territorio”, in cui dati, simulazioni e analisi predittive convergono per supportare decisioni pubbliche e private. Le amministrazioni, i pianificatori e i ricercatori potranno interrogare questi sistemi per comprendere le conseguenze di determinate scelte territoriali prima che esse vengano realizzate.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Una geografia in tempo reale</h6>



<p class="wp-block-paragraph">La diffusione di satelliti, sensori IoT, droni e smartphone sta creando una quantità enorme di dati geolocalizzati. Nei prossimi anni molti sistemi geografici funzioneranno in tempo reale, analizzando flussi continui di informazioni provenienti dal territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo porterà a forme di monitoraggio continuo del pianeta: traffico urbano, cambiamenti climatici, qualità dell’aria, movimenti delle popolazioni. Alcuni studiosi immaginano addirittura una condizione chiamata “GEOINT Singularity”, in cui gran parte delle attività sulla superficie terrestre potrebbe essere osservata e analizzata quasi istantaneamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Naturalmente questo scenario apre anche importanti questioni etiche su privacy, sorveglianza e uso dei dati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parallelamente alla dimensione tecnologica crescerà anche una geografia collaborativa e partecipativa. Grazie a piattaforme aperte e mappe collaborative, i cittadini contribuiscono sempre più alla produzione di dati geografici, fenomeno noto come volunteered geographic information. In questo modello gli individui diventano veri e propri “sensori umani” che raccolgono informazioni sul territorio.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Una nuova identità della geografia</h6>



<p class="wp-block-paragraph">Se guardiamo a lungo termine, la geografia potrebbe evolvere in qualcosa di ancora più ampio: la scienza che integra spazio fisico, spazio sociale e spazio digitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il geografo del futuro non sarà soltanto uno studioso dei territori, ma anche un interprete dei dati spaziali, un progettista di sistemi territoriali intelligenti e un mediatore tra tecnologia, ambiente e società.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa visione la geografia non scompare nell’era dell’intelligenza artificiale. Al contrario, potrebbe assumere una funzione sempre più simile a quella di una scienza di <em>orchestrazione </em>dei sistemi territoriali e diventare una delle discipline più centrali per comprendere il pianeta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intelligenza artificiale potrà inoltre sviluppare nuove capacità d&#8217;interpretazione dello spazio geografico. Attraverso tecniche avanzate di apprendimento automatico, gli algoritmi potranno riconoscere strutture spaziali, pattern territoriali e relazioni tra fenomeni ambientali e sociali. In questo modo la geografia potrebbe evolvere verso una disciplina sempre più orientata alla modellazione dei processi territoriali, piuttosto che alla semplice descrizione delle forme spaziali.</p>



<pre class="wp-block-verse">In questo scenario, la geografia del futuro potrebbe non limitarsi più a rappresentare il mondo, ma potrebbe contribuire attivamente alla governance dei sistemi territoriali complessi, mettendo in relazione conoscenza scientifica, capacità computazionale e modellazione digitale per comprendere e orientare le trasformazioni dello spazio geografico contemporaneo.</pre>



<h6 class="wp-block-heading">Linkografia</h6>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/geo-ai-cose-e-come-ci-aiuta-a-comprendere-i-fenomeni-naturali/">GEO-AI: cos&#8217;è e come ci aiuta a comprendere i fenomeni naturali &#8211; Agenda Digitale</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://biblus.acca.it/geospatial-technology-in-smart-cities/">Geospatial technology in smart cities: conoscere le tecnologie geospaziali per gestire le città del futuro</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://geolander.it/levoluzione-del-reality-capture-digital-twin-e-ai-generativa/">L’evoluzione del Reality Capture, Digital Twin e AI generativa &#8211; Geolander</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://geolander.it/lintelligenza-artificiale-applicata-al-sentiment-analysis-geografico/">L’intelligenza artificiale applicata al sentiment analysis geografico &#8211; Geolander</a></p>



<h6 class="wp-block-heading">Credits</h6>



<p class="wp-block-paragraph">Foto di <a href="https://unsplash.com/it/@planetvolumes?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Planet Volumes</a> su <a href="https://unsplash.com/it/foto/diagramma-di-venn-9Bs7b1cpek8?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a></p>



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		<title>Donne e geografia: quando la conoscenza del mondo diventa cambiamento</title>
		<link>http://geolander.it/donne-e-geografia-quando-la-conoscenza-del-mondo-diventa-cambiamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonietta Latronico]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Mar 2025 07:39:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Persone e geografia]]></category>
		<category><![CDATA[Femminismo]]></category>
		<category><![CDATA[Geografia]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata Internazionale della donna]]></category>
		<category><![CDATA[STEM]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La presenza delle donne nella storia della geografia è stata spesso minimizzata, ma ci sono state figure fondamentali che hanno contribuito allo sviluppo della disciplina con un approccio&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La presenza delle donne nella storia della geografia è stata spesso minimizzata, ma ci sono state figure fondamentali che hanno contribuito allo sviluppo della disciplina con un approccio innovativo e spesso interdisciplinare. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Molte di queste donne hanno unito la geografia alla filosofia, alla scienza e all’antropologia, ritenendo che conoscere il mondo attraverso la geografia fosse essenziale per comprendere le interazioni tra l’uomo e l’ambiente, per esplorare culture diverse e per rispondere a sfide politiche e sociali.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Le prime donne geografe e il loro pensiero</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco alcune delle figure femminili nella storia della geografia.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Egeria (IV secolo d.C.) – La pellegrina e geografa ante litteram</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">Egeria è una delle prime donne viaggiatrici e geografe conosciute. Era una monaca cristiana vissuta nel IV secolo d.C., autrice di un <strong>diario di viaggio</strong> che descrive in dettaglio la geografia del Medio Oriente, dalle terre della Palestina all’Anatolia. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo resoconto non è solo un testo di viaggio, ma un’opera che unisce la descrizione dei luoghi con osservazioni culturali e religiose. Il suo interesse per la geografia era legato al desiderio di conoscere il mondo attraverso il viaggio e l’esperienza diretta.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Alexandra David-Néel (1868-1969) – Geografia, spiritualità e filosofia</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">Viaggiatrice, orientalista ed esploratrice francese, Alexandra David-Néel fu la prima donna occidentale a entrare nella città proibita di Lhasa, in Tibet. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo approccio alla geografia era profondamente filosofico: vedeva la conoscenza geografica come un modo per comprendere le relazioni tra l’uomo e l’ambiente, ma anche per esplorare la spiritualità e le diverse concezioni del mondo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Credeva che viaggiare fosse un atto di ricerca interiore e che la geografia fosse un ponte tra culture.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Mary Kingsley (1862-1900) – La geografia come strumento di decolonizzazione culturale</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">Mary Kingsley fu un’esploratrice britannica che viaggiò in Africa occidentale alla fine dell’Ottocento. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le sue osservazioni sulla geografia, il clima e le popolazioni indigene sfidavano il pensiero colonialista del tempo. Kingsley rifiutava l’idea di superiorità europea e promuoveva una visione della geografia non solo come scienza descrittiva, ma come strumento per comprendere e rispettare le culture locali.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Ellen Churchill Semple (1863-1932) – L’influenza dell’ambiente sulla società</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">Ellen Churchill Semple fu una delle prime donne geografe accademiche negli Stati Uniti. Era una seguace del determinismo ambientale, una teoria secondo cui <strong>le condizioni geografiche influenzano lo sviluppo delle società umane</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Credeva che la geografia fosse fondamentale per spiegare le differenze culturali e il progresso delle civiltà, anche se il suo approccio venne poi superato da visioni più dinamiche.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Maria Reiche (1903-1998) – La geografia e la conservazione del patrimonio culturale</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">Maria Reiche era una matematica e geografa tedesca, nota per i suoi studi sulle <strong>Linee di Nazca</strong>, in Perù. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per oltre 50 anni si dedicò alla protezione di queste antiche incisioni nel deserto, dimostrando che la geografia non è solo una scienza della descrizione, ma anche uno strumento di tutela del patrimonio culturale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Perché le donne hanno ritenuto importante conoscere il mondo attraverso la geografia?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Molte di queste donne hanno visto nella geografia <strong>un mezzo per comprendere e trasformare il mondo</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le loro motivazioni erano spesso legate all&#8217;<strong>interesse per la connessione tra ambiente e società </strong>e molte di loro ritenevano che solo il viaggio potesse portare a una vera comprensione del mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La conoscenza geografica ha permesso a molte di loro di sfidare pregiudizi e discriminazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La geografia, storicamente dominata da una prospettiva maschile, ha spesso privilegiato un approccio cartografico, politico e strategico, legato al controllo del territorio, all&#8217;espansione economica e militare, alla delimitazione dei confini. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, le donne che si sono occupate di geografia hanno spesso adottato un punto di vista diverso, più esperienziale, relazionale e interdisciplinare, mettendo in evidenza aspetti che in passato erano trascurati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le donne geografe hanno spesso descritto il mondo attraverso <strong>esperienze vissute</strong>, viaggiando, esplorando, raccontando storie che intrecciano elementi fisici, culturali e antropologici. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre la geografia tradizionale ha privilegiato la misurazione e la mappatura del territorio, <strong>le donne hanno dato voce ai paesaggi attraverso racconti che restituiscono anche il vissuto umano</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molte geografe hanno dato importanza alla <strong>dimensione umana</strong> del territorio, studiando <strong>il rapporto tra le persone e lo spazio in cui vivono</strong>, piuttosto che la semplice descrizione fisica. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo approccio più <strong>inclusivo e sociale</strong> ha aperto nuove prospettive, soprattutto nella geografia umana e culturale, ad esempio <strong>Doreen Massey</strong>, una delle principali geografe del XX secolo, ha sviluppato un concetto di <strong>spazio non statico, ma dinamico e relazionale</strong>, plasmato dalle interazioni tra individui e comunità &#8220;<em>Lo spazio non è una superficie piatta e vuota, ma è creato dalle interazioni, dalle relazioni di potere e dalle storie che vi si intrecciano</em>&#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altre donne hanno spesso usato la geografia per <strong>mettere in discussione il potere</strong> e denunciare <strong>disuguaglianze e ingiustizie territoriali</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Jane Jacobs</strong>, urbanista e geografa, ha criticato la progettazione urbana maschile, basata su una visione rigida dello spazio, e ha promosso <strong>città più vivibili, sostenibili e a misura di comunità</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cynthia Enloe</strong>, con il suo lavoro sulla geografia del conflitto, ha mostrato come <strong>le donne vivano gli spazi di guerra e migrazione in modo diverso dagli uomini</strong>, mettendo in luce dinamiche di potere spesso ignorate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ripercorrere, oggi, le loro storie significa riconoscere il valore di uno sguardo nuovo sul mondo, verso una comprensione più profonda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Linkografia e Bibliografia</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alexandra_David-N%C3%A9el">Alexandra David-Néel</a></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Foster, Michael. <em>La vita segreta di Alexandra David-Néel: esploratrice del Tibet e dei suoi misteri</em>. Milano: Corbaccio, 2001.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Kingsley, Mary H. <em>Viaggi in Africa Occidentale</em>. Milano: Edizioni Adelphi, 2003.</li>



<li>Semple, Ellen Churchill. <em>Influenze geografiche: L&#8217;ambiente fisico come fattore nel determinismo sociale</em>. Milano: Franco Angeli, 2008.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Martin, Geoffrey J. <em>Ellen Churchill Semple: Geografia e scienze ambientali all&#8217;inizio del XX secolo</em>. In: <em>Geographical Review</em>, Vol. 96, No. 3 (2006), pp. 439-461.</li>



<li>Reiche, Maria. <em>Il mistero delle Linee di Nazca</em>. Roma: Newton Compton Editori, 1994.</li>



<li>Lambers, Karsten. <em>Le linee di Nasca: un enigma risolto?</em>. In: <em>Antiquity</em>, Vol. 80, No. 308 (2006), pp. 209-220</li>



<li><a href="http://geolander.it/ada-lovelace-la-visionaria-che-anticipo-lera-dellai/">Ada Lovelace, la visionaria che anticipò l&#8217;era dell&#8217;AI | Geolander.it</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Geografia e strumenti innovativi: curiosità dei bambini</title>
		<link>http://geolander.it/geografia-e-strumenti-innovativi-curiosita-dei-bambini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonietta Latronico]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Nov 2024 10:01:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Persone e geografia]]></category>
		<category><![CDATA[Conselve]]></category>
		<category><![CDATA[Geografia]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola primaria Leonardo da Vinci Conselve]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un viaggio unico ed entusiasmante nel mondo della tecnologia e della geografia è quello che hanno fatto i bambini della classe quarta della Scuola primaria Leonardo da Vinci&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Un viaggio unico ed entusiasmante nel mondo della tecnologia e della geografia è quello che hanno fatto i bambini della classe quarta della Scuola primaria Leonardo da Vinci di Conselve (PD) che hanno avuto l’opportunità di visitare Geolander.it per una giornata dedicata alla scoperta del legame tra territorio, geografia e tecnologie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Obiettivo della visita è stato quello di avvicinare i bambini al mondo della geografia in modo dinamico e moderno, mostrando come la tecnologia possa trasformare lo studio del territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Geolander.it ha fatto conoscere ai piccoli ospiti le sue tecnologie: laser scanner 3D e gemelli digitali, spiegandone l’utilizzo in modo semplice.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I partecipanti hanno così potuto vedere come le mappe, i gemelli digitali e i dati geografici sono strumenti essenziali per comprendere e preservare le città, l&#8217;ambiente e il patrimonio storico-culturale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img decoding="async" class="wp-image-7956" style="width: 730px;" src="http://geolander.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG-20241113-WA0024.jpg" alt="bambini 2"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Stefania Gomeri</strong>o, Responsabile amministrativo e controllo di gestione di Geolander,it, ci racconta com&#8217;è nata l&#8217;idea di ospitare gli alunni delle scuole presso Geolander.it e gli obiettivi del progetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<em>L&#8217;idea è nata dalla collaborazione già avviata con la scuola Leonardo da Vinci e dalla volontà di consolidare questa tradizione, evidenziando quanto il mondo geografico e le tecnologie utilizzate dall’azienda possano essere affascinanti e didatticamente rilevanti.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>L’obiettivo principale era duplice: da un lato, mostrare ai bambini cosa significa lavorare in un’azienda e come si organizzano i diversi reparti, dall’altro, far scoprire il cuore delle attività di Geolander.it e il valore delle sue tecnologie.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>La visita è stata organizzata in tre momenti distinti: i bambini hanno osservato come si svolgono le attività legate al lavoro operativo dell’azienda, hanno scoperto come si fa un gemello digitale, come si gestiscono e comunicano le attività aziendali, per terminare con un momento corale di convivialità.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Abbiamo spiegato ai bambini che le tecnologie di Geolander.it permettono di catturare dettagli fondamentali per gestire le città, tutelare l&#8217;ambiente e conservare la memoria storica legata al patrimonio artistico.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>I bambini sono rimasti molto sorpresi nello scoprire che si può lavorare anche da lontano, quando ci siamo collegati da remoto con il nostro personale fuori sede, che ha spiegato loro alcuni aspetti del lavoro di Geolander.it.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Mi piacerebbe molto che queste visite possano diventare nel futuro un appuntamento fisso. Geolander.it sarà ben felice di essere un punto di riferimento per la divulgazione della cultura tecnologica e geografica tra i più giovani</em>&#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img decoding="async" class="wp-image-7955" style="width: 730px;" src="http://geolander.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG-20241113-WA0026.jpg" alt="foto bammbini"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Michela Varotto</strong>, addetta alla contabilità generale di Geolander.it, descrive la sua esperienza con la scolaresca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<em>I bambini sono sempre pieni di entusiasmo e di curiosità, si sono emozionati quando hanno visto Giovanni Manta e Michele Nocera, Ceo e Brand Owner di Geolander.it, nel video del gemello digitale dell’Oratorio di San Giorgio di Padova che abbiamo mostrato loro per spiegare come un gemello digitale può essere utile per la conservazione e la promozione del patrimonio culturale.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Inoltre, per loro vedere e riconoscere l&#8217;Oratorio ha suscitato subito la domanda: ma è la Basilica del Santo senza nome? Da questa domanda ho dedotto che è importante far conoscere ai bambini  il territorio circostante.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Durante la visita, nell&#8217;area ufficio amministrativa/contabile, sono stati molto attenti e si sono stupiti del fatto che la nostra area marketing fosse in Basilicata.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Hanno interagito quando ho spiegato loro che la contabilità poteva essere equiparata al gioco del Monopoly (e ho chiesto se lo conoscevano e se ci giocavano) tutti mi hanno risposto di si’! Allora, ho spiegato loro che in un’impresa ci sono tanti acquisti (come nel Monopoly si acquistano case, terreni, ecc), ci sono tante vendite, tante tasse (quando nel gioco si passa nelle proprietà altrui si paga un pedaggio) e tanti passaggi di denaro.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Per di più, nell’attività d&#8217; impresa ci sono tanti IMPREVISTI e PROBABILITA’!</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>I bambini incuriositi hanno fatto tante domande e gli insegnati presenti ci hanno precisato che le domande erano tutte “frutto del loro sacco”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Nel leggere le domande che hanno scritto e lasciato a noi, mi sono stupita di come bambini di quarta elementare siano così attenti al mondo della geografia, degli strumenti che si utilizzano e come abbiano una capacità così avanzata di pensare in grande </em>!&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img decoding="async" class="wp-image-7954" style="width: 730px;" src="http://geolander.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG-20241113-WA0023.jpg" alt="bambini"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa esperienza ha confermato, ancora una volta, quanto sia importante avvicinare le nuove generazioni al territorio, alla sua storia e alle tecnologie utilizzate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La geografia non è affatto una materia obsoleta, il suo carattere trasversale la rende una materia essenziale e strumento di conoscenza importante per lo sviluppo e la tutela del territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Linkografia</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Vb4aT2fFVwg">Il Digital Twin dell&#8217;Oratorio di San Giorgio</a></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=xHPg-psT5Ig">Digital Twin &#8211; Basilica Santissima Annunziata Firenze</a></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="http://geolander.it/geografia-cui-prodest/">Geografia: cui prodest? | Geolander.it</a></strong></p>
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		<title>GeoNight: la notte internazionale della Geografia a Padova</title>
		<link>http://geolander.it/geonight-la-notte-internazionale-della-geografia-a-padova/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonietta Latronico]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2024 07:30:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rotte comunicative]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione Geografi Italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Geografia]]></category>
		<category><![CDATA[GIS]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://geolander.it/?p=7322</guid>

					<description><![CDATA[<p>La geografia è una disciplina fondamentale che ci permette di comprendere il mondo che ci circonda in tutta la sua complessità e diversità. La parola &#8220;geografia&#8221; letteralmente vuol&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La geografia è una disciplina fondamentale che ci permette di comprendere il mondo che ci circonda in tutta la sua complessità e diversità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La parola &#8220;geografia&#8221; letteralmente vuol dire “descrizione della Terra”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eratostene (284-203 a. C.), studioso greco, fu il primo ad utilizzarlo nella sua opera intitolata Geografia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Strabone, nel I secolo a. C., parla della geografia come una disciplina necessaria per descrivere paesi e genti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso del tempo la geografia ha visto ampliare il proprio ambito seguendo le nuove conoscenze e circostanze: da scienza inizialmente fisica e descrittiva è passata a scienza umanistica interessata all’interazione uomo-ambiente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non più soltanto descrizione, con metodologia sistematica, delle peculiarità dei luoghi, ma disciplina che ne osserva le trasformazioni e i cambiamenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="tw-target-text">Attraverso lo studio della geografia, possiamo esplorare i fenomeni naturali, le interazioni umane con l&#8217;ambiente e le dinamiche sociali ed economiche che caratterizzano il nostro pianeta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre alla sua importanza accademica e scientifica, la geografia ha un impatto diretto sulla nostra vita quotidiana, influenzando decisioni politiche, economiche e ambientali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le tecnologie moderne, come ad esempio i Sistemi Informativi Geografici (<strong>GIS</strong>), hanno ampliato ulteriormente le nostre capacità di esplorare e comprendere il mondo, consentendoci di raccogliere dati geografici dettagliati e di analizzare le informazioni in modi innovativi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Geonight, la notte internazionale della geografia</h3>



<p class="wp-block-paragraph">rappresenta un&#8217;opportunità straordinaria per avvicinare il grande pubblico al vasto panorama della conoscenza geografica e delle tecnologie associate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prima edizione dell&#8217;evento è stata creata, nel 2017, dal Comitato geografico nazionale francese (<strong>CNFG</strong>) e si è tenuta a Parigi e in altre città francesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 2019 in poi l&#8217;evento è diventato globale, coinvolgendo ricercatori, laboratori e appassionati di geografia in tutto il mondo, offrendo un&#8217;occaione preziosa per apprendere e scoprire il mondo che ci circonda con un approccio multidisciplinare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>GeoNight</strong> con oltre 280 eventi organizzati in più di 30 nazioni, offre una varietà di attività che includono seminari, conferenze, mostre e laboratori tematici, mirati a promuovere la consapevolezza e l&#8217;interesse per la geografia.</p>



<h3 class="wp-block-heading">In Italia, <strong>venerdì 5 e 12 aprile, </strong>saranno circa 70 gli eventi dedicati a <strong>GeoNight</strong>.</h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Elena Dell&#8217;Agnese</strong>, presidente dell&#8217;Associazione dei Geografi e delle Geografie Italiani, ha dichiarato che: <strong>&#8220;</strong><em>Dal 2018, quando per la prima volta l&#8217;iniziativa è stata proposta a livello internazionale, appassionati, esperti e curiosi di tutto il mondo danno vita e partecipano ad esperienze variegate che contemplano occasioni tipicamente accademiche, come convegni o tavole rotonde, quanto sperimentazioni meno ortodosse, innovative, coinvolgenti e stimolanti. Con una vasta gamma di attività proposte, la Geonight offre al pubblico la possibilità di familiarizzare con i concetti e le ricerche geografiche e, attraverso l&#8217;esperienza collettiva”</em><strong>.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;evento nelle intenzioni dell&#8217;<strong>Associazione Geografi Italiani </strong>&#8220;mira a migliorare la visibilità e l’incisività della geografia e dei geografi nei confronti del grande pubblico e dei media, comunicando meglio il sapere geografico e la valenza della Geografia per la formazione a “tutto tondo” dei cittadini. La GeoNight vuole rendere la ricerca geografica più accessibile, contribuendo a valorizzare il nostro lavoro scientifico, didattico e di terza missione. Vi invitiamo quindi a presentare proposte per eventi che avete in animo di realizzare, tenendo conto dei seguenti suggerimenti – che saranno condivisi anche negli altri Paesi che vorranno aderire – per la presentazione di proposte di iniziative&#8221;.</p>



<h3 class="wp-block-heading">GeoNight a Padova </h3>



<p class="wp-block-paragraph">Anche a <strong>Padova</strong> si svolgerà la <strong>GeoNight</strong> con una serie di eventi che coprono diversi argomenti: dalla scoperta alla ricerca del senso di appartenenza ai luoghi, a laboratori tech per la costruzione di droni FPV opensource, dalla mostra di albi illustrati dedicata alla lettura del paesaggio, all’osservazione del territorio per trasformarlo sotto forma di cartografia..</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli eventi sono stati promossi e organizzati da: Il Master in GIScience e Sistemi a Pilotaggio Remoto dell’Università degli Studi di Padova, l’Erasmus Mundus Joint Master on Climate Change and Diversity (CCD-STeDe), i Dipartimenti di Ingegneria Civile Edile e Ambientale (ICEA) e Scienze Storiche Geografiche e Dell&#8217;Antichità (DiSSGeA) in collaborazione con il Museo di Geografia, l&#8217;Associazione Italiana Insegnanti di Geografia – Sezione Veneto, l&#8217;Associazione GIShub e l&#8217;Associazione Italiana di Studi Africa-Cina (AISAC).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img decoding="async" class="wp-image-7325" style="width: 600px;" src="http://geolander.it/wp-content/uploads/2024/04/PRESS-LocandinaNotteGeo2024Ufficiale.jpg" alt="locandina"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Linkografia</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.ageiweb.it/eventi-e-info-per-newsletter/notte-internazionale-della-geografia-2023/">Associazione dei geografi italiani</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.geonight.net/">Programma GeoNight</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.padovaoggi.it/eventi/geo-night-notte-mondiale-geografia-2024-padova-3-5-12-aprile.html#:~:text=%22Geo%20Night%202024%22%20la%20notte,5%20e%2012%20aprile%202024">Programma Padova GeoNight</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="http://geolander.it/geografia-cui-prodest/">Geografia: cui prodest? | Geolander.it</a></p>
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		<title>Disturbo umano fra geografia e antropocene</title>
		<link>http://geolander.it/disturbo-umano-fra-geografia-e-antropocene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonietta Latronico]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2023 15:36:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Persone e geografia]]></category>
		<category><![CDATA[Agricoltura intensiva]]></category>
		<category><![CDATA[Antropocene]]></category>
		<category><![CDATA[Geografia]]></category>
		<category><![CDATA[Vulcano Laki]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’uomo, nella sua evoluzione di essere vivente colonizzatore, ha deciso di piegare tutte le forze e forme della natura al soddisfacimento dello sviluppo vorticoso e caleidoscopico dei propri&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’uomo, nella sua evoluzione di essere vivente colonizzatore, ha deciso di piegare tutte le forze e forme della natura al soddisfacimento dello sviluppo vorticoso e caleidoscopico dei propri bisogni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo a Cuervanaca in Messico, anno 2000, alla conferenza dell’International Geosphere-Biosphere Programme, si discute dell’impatto che l’attività umana ha prodotto sul pianeta, <strong><em>Paul Crutzen</em></strong>, chimico dell’atmosfera e vincitore del Nobel per il suo lavoro sullo strato di ozono, afferma con veemenza che: «<em>Non siamo più nell’Olocene, bensì nell’Antropocene!</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da allora il termine, già coniato negli anni Ottanta dal biologo <strong><em>Eugene F. Stoermer,</em></strong> ha finito per identificare un’epoca geologica &#8211; successiva alla richiamata Olocene, iniziata circa 11 mila anni fa – caratterizzata dal dominio assoluto degli esseri umani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa forma di domino dell&#8217;uomo sulla natura, che si manifesta con atteggiamenti particolarmente invasivi, ha avuto inizio nel 1760 in piena <strong>Rivoluzione Industriale</strong> quando la combustione su larga scala di carbone, petrolio e gas ha consentito il passaggio a nuovi processi di produzione, da quelli manuali a quelli meccanici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma è nell’ultima parte del XVIII secolo e, più precisamente, quando le analisi dell&#8217;aria intrappolata nel ghiaccio polare mostrarono l&#8217;inizio di crescenti concentrazioni globali di anidride carbonica e metano, che si può formalmente affermare che ha avuto inizio l’epoca dell’<strong>Antropocene</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Data che coincide, tra l’altro, con il progetto di <strong><em>James Watt</em></strong> del motore a vapore nel 1784.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da questa data in poi l’attività umana si è sempre più intensificata ed ha dato un’accelerazione violenta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I ricercatori della Oxford University hanno condotto uno studio per cercare spazi sulla Terra che non siano stati sfiorati dall’uomo. Dalla ricerca è emerso che non esiste alcuno spazio che non abbia visto seppur marginalmente la presenza o intervento dell’essere umano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi tre secoli la popolazione umana è aumentata di dieci volte e si prevede che raggiungerà i 10 miliardi in questo secolo. Secondo le ultime proiezioni delle Nazioni Unite la popolazione mondiale potrebbe crescere fino a circa 8,5 miliardi nel 2030 e 9,7 miliardi nel 2050.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si prevede che raggiungerà un picco di circa 10,4 miliardi di persone durante gli anni 2080 e rimarrà a tale livello fino al 2100.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Circa il 30-50% della superficie terrestre è antropizzata e sfruttata dagli esseri umani. Si salva approssimativamente il 20% del pianeta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le zone in cui è meno presente l’uomo sono quelle particolarmente fredde e/o calde, mentre una percentuale compresa tra il 48% e il 56 % è occupata da aree dove l’attività dell’uomo è minima e ancora gestibile, ad esempio le zone di campagna dove si pratica allevamento ed agricoltura di sussistenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le foreste pluviali tropicali stanno scomparendo a un ritmo veloce rilasciando anidride carbonica e aumentando fortemente l&#8217;estinzione delle specie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A tal proposito il professore <strong><em>David Bauman</em></strong>, docente alla Scuola di Geografia e Ambiente presso l’Università di Oxford, nei suoi studi, evidenziando il fatto che gli alberi delle foreste pluviali, soprattutto quelle australiane e dell’Amazzonia, stanno morendo a un ritmo due volte superiore rispetto al passato, mette in guardia sulla necessità d’intervenire prontamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cambiamento climatico sta trasformando le stesse foreste pluviali in agenti inquinanti poiché il riscaldamento globale influenza il normale processo di fotosintesi portando gli alberi delle foreste pluviali a produrre anidride carbonica invece di ridurla per immettere ossigeno nell’atmosfera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La costruzione di dighe e la deviazione dei fiumi stanno alterando completamente i sistemi naturali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli allevamenti intensivi da soli sono responsabili del 14,5% delle emissioni totali di gas serra e il 40% dei terreni è coltivato per la produzione di mangimi. &nbsp;Il 60% della biomassa dei mammiferi sul pianeta è costituito da bovini e suini da allevamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 70% della biomassa degli uccelli del pianeta è pollame da allevamento. Solo il 30% è costituito da specie selvatiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Più della metà di tutta l&#8217;acqua dolce accessibile viene utilizzata dall&#8217;umanità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il consumo di energia è cresciuto di 16 volte nel corso del ventesimo secolo, causando 160 milioni di tonnellate di emissioni di anidride solforosa atmosferica all&#8217;anno, più del doppio della somma delle sue emissioni naturali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In agricoltura viene applicato più fertilizzante azotato di quanto non sia fissato naturalmente in tutti gli ecosistemi terrestri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La combustione di combustibili fossili e l&#8217;agricoltura hanno causato aumenti sostanziali delle concentrazioni di gas serra raggiungendo i livelli più alti negli ultimi 400 millenni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img decoding="async" class="wp-image-7042" style="width: 730px;" src="http://geolander.it/wp-content/uploads/2023/02/jeremy-huang-8u27HzBErog-unsplash-scaled.jpg" alt="antro"></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ai disastri causati dall’uomo bisogna aggiungere quelli provocati da madre natura.</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo disastro più importante della storia, che ebbe importanti ripercussioni in Europa per diversi anni, si pensa addirittura che determinò la carestia che portò allo scoppio della Rivoluzione Francese, si verificò tra il 1783-84 con l’eruzione del vulcano islandese <strong>Laki</strong> che emise per oltre otto mesi gas vulcanici che formarono sull&#8217;Europa una nebbiolina potentemente velenosa e tossica, di colore azzurro, che rimase in sospensione nei cieli per lungo tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I terreni furono completamente contaminati e morirono più del 50% del bestiame presente sull&#8217;isola causando, inoltre, una carestia che produsse oltre 20mila abitanti, oltre quelli uccisi dall’eruzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’eruzione produsse anche un importante cambiamento climatico. Il diossido di zolfo provocò un aumento del calore estivo su tutto il continente europeo. L’estate del 1783 fu tra le più calde mai avute fino a quel momento. L’inverno successivo in tutta l’Europa fu particolarmente rigido con abbondanti nevicate che nella sola Gran Bretagna provocarono oltre 8mila vittime.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;eruzione del vulcano Laki produsse cambiamenti anche sul clima africano ed asiatico, furono, difatti, stravolti i monsoni indiani e la portata del fiume Nilo si ridusse abbondantemente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli effetti dell&#8217;eruzione si fecero sentire a lungo anche negli anni successivi che furono caratterizzati da particolari condizioni climatiche &#8211; periodi di siccità, inverni rigidi ed estati calde – che contribuirono a creare uno strato sociale di popolazione sempre più povero ed affamato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La storia ci ricorda che tutto è movimento e cambiamento</strong>. Che ci sono stati e ci saranno sempre periodi difficili di adattamento e compromesso tra l’uomo e la natura.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In questo tempo di violenta invasione umana si riaffaccia l’esigenza del giusto compromesso e la resilienza diventa più <em>naturale </em>che <em>umana</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dobbiamo impegnarci a creare un sistema capace di assorbire il “<strong>disturbo umano</strong>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un sistema che sia &#8220;<em>ridondante</em>&#8220;, ossia capace di  riorganizzarsi e adattarsi ai cambiamenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img decoding="async" class="wp-image-7044" style="width: 730px;" src="http://geolander.it/wp-content/uploads/2023/02/patrycja-chociej-rYlntzeBPfQ-unsplash-scaled.jpg" alt="ogni"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni pianta ha qualcosa di vitale da offrire alle altre, provate a piantare insieme granoturco, fagioli e zucchine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il granoturco garantisce con la sua altezza un sostegno naturale su cui possono arrampicarsi le piante di fagioli. I fagioli, a loro volta, producono e forniscono azoto, un nutriente che aiuta le altre piante a crescere meglio, la zucca, dal canto suo, rimane bassa al suolo, mantenendo umido il terreno e impedendo, con le sue foglie molto larghe, alle erbacce di attecchire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Granoturco, fagioli e zucchine ci insegnano che la natura è collaborativa. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema è l&#8217;istinto umano all&#8217;atuoreferenzialità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Linkografia</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.treccani.it/vocabolario/antropocene_%28Neologismi%29/">Antropocene significato</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.treccani.it/vocabolario/antropocene_%28Neologismi%29/Popolazione%20mondiale:%20statistiche,%20stime%20e%20proiezioni%20di%20crescita%20-%20Network%20Bibliotecario%20Sanitario%20Toscano%20(nbst.it)">Popolazione mondiale: statistiche, stime e proiezioni di crescita &#8211; Network Bibliotecario Sanitario Toscano (nbst.it)</a></p>
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