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	<title>Fondazione Kainon Archives - Geolander</title>
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		<title>Il museo del futuro: digitale ed interattivo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonietta Latronico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2022 13:48:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Patrimonio storico-culturale]]></category>
		<category><![CDATA[Digitalizzazione beni culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Kainon]]></category>
		<category><![CDATA[Lubec]]></category>
		<category><![CDATA[Musei]]></category>
		<category><![CDATA[Musei Virtuali]]></category>
		<category><![CDATA[Unesco]]></category>
		<category><![CDATA[Virtual Tour]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Italia paese di storia e cultura può vantare, senza falsa modestia, di possedere il patrimonio artistico-culturale tra i più grandi al mondo con una diffusione uniforme ed estesa&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">L’Italia paese di storia e cultura può vantare, senza falsa modestia, di possedere il patrimonio artistico-culturale tra i più grandi al mondo con una diffusione uniforme ed estesa su tutto il territorio nazionale. Basti pensare che tra i siti inseriti nella Lista del Patrimonio dell’Umanità dall’</span><b>UNESCO </b><span style="font-weight: 400;">ben 50 sono siti italiani e che almeno un comune su tre ospita una struttura a carattere museale. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Negli ultimi anni anche nel mondo dei musei si è assistito al progressivo ingresso delle tecnologie digitali per la gestione e la fruizione moderna ed alternativa dei servizi offerti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tuttavia in Italia l’utilizzo di strumenti innovativi e tecnologie interattive è ancora molto lento, soltanto un museo su dieci ha catalogato digitalmente il suo patrimonio, mentre solo la metà delle strutture censite mette a disposizione almeno un dispositivo tra smartphone, touch screen, sistemi innovativi di fruizione come ad esempio sale video e/o multimediali e percorsi di realtà aumentata.</span></p>
<p><b>Perché è utile digitalizzare un museo e creare un gemello digitale dei suoi beni?</b></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">per la creazione di archivi e catalogazione dei beni;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">per conoscere opere non accessibili fisicamente;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">per lo studio tecnico dell’opera;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">per le attività di conservazione e restauro del bene (il gemello digitale consente di cristallizzare lo stato di conservazione dell’opera originale);</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">per i contenuti multimediali per siti web, applicazioni per PC e smartphone;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">per creare un </span><b>Museo Virtuale</b><span style="font-weight: 400;"> che consente la visita in modo realistico a chi non può recarvisi fisicamente di persona per motivi diversi, anche economici. Il Museo Virtuale è accessibile a tutti e diventa uno strumento di diffusione della cultura perché offre la possibilità di conoscere restando nel proprio posto le realtà culturali sparse per il mondo;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">per creare un museo accessibile a chi ha problemi di mobilità. Soltanto la metà dei musei italiani è adeguatamente attrezzato. La presenza di molte barriere fisiche e sensoriali ancora impediscono alle persone con disabilità il pieno accesso alle risorse culturali disponibili; </span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">per offrire strumenti utili ad appassionare i giovani al mondo dei musei attraverso la creazione di contenuti multimediali, molto più vicini al loro modo di approcciarsi al sapere;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">per produrre in stampa 3D una copia dell’opera, utile per diversi scopi come ad esempio per realizzare gallerie tattili per ciechi e ipovedenti.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Durante la XVIII edizione della </span><b>LuBeC </b><span style="font-weight: 400;">Lucca Beni Culturali 2022 &#8211; incontro internazionale dedicato allo sviluppo, conoscenza e promozione della filiera culturale tra competività ed innovazione che vede coinvolti amministratori, funzionari pubblici e privati , professionisti ed operatori del settore &#8211; si è discusso anche del ruolo e della progettazione del Museo del futuro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Luca De Biase, Giornalista di </span><b>Nova Sole 24 Ore</b><span style="font-weight: 400;">, nel corso dell’incontro ha sottolineato che: “&#8230; </span><i><span style="font-weight: 400;">il museo è parte del grande sistema dei media. Come lo sono gli archivi e le biblioteche. I mezzi di comunicazione non sono più un luogo che governa uno spazio limitato sul quale mettere le notizie. Ora il digitale ha tolto di mezzo i limiti dello spazio e ha contestualmente creato una nuova scarsità: quella di tempo e di attenzione del pubblico, che sono il centro del nostro problema o della nostra opportunità”</span></i><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Inoltre: “</span><i><span style="font-weight: 400;">come si fa a servire questo tempo e questa attenzione scarsi del pubblico. Il museo diventa quindi il suo contributo all’esperienza della comunità. E l’esperienza è una trasformazione. In questo senso, </span></i><b><i>il digitale aiuta a fare esperienza, attraversando il tempo e lo spazio,</i></b><i><span style="font-weight: 400;"> valorizzando le sue proprietà di macchina della simulazione, della connessione, della memorizzazione. A sua volta, l’esperienza museale digitale, con i dati che genera, può servire alla riprogettazione continua del museo. Il museo può essere progettato come </span></i><b><i>macchina narrativa </i></b><i><span style="font-weight: 400;">crossmediale che si sviluppa attraverso tutti i media disponibili</span></i><span style="font-weight: 400;">”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Emanuela Totaro, Segretario Generale della </span><b>Fondazione Kainòn</b><span style="font-weight: 400;">, che insieme a Lubec ha organizzato il panel “Musei del futuro. Un confronto internazionale sulle strategie culturali, fra tradizione e linguaggi contemporanei”, intervenendo all’incontro ha sottolineato che: ”</span><i><span style="font-weight: 400;">se dobbiamo immaginare il museo come luogo al servizio della società, è evidente che sia chiamato a porsi come spazio permeabile alle trasformazioni che il </span></i><b><i>digitale, l’immersività, il virtuale e il metaverso </i></b><i><span style="font-weight: 400;">determinano sui musei del futuro. E se ancora dobbiamo immaginare il museo come luogo in cui si facilita la partecipazione delle comunità, il museo si deve chiedere a che tipo di comunità rivolgersi, comunità che saranno sempre più digitali portando a rivedere modelli di apprendimento e di produzione e diffusione della conoscenza</span></i><span style="font-weight: 400;">”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ed inoltre nel ricordare il ruolo della </span><b>Fondazione Kainòn</b><span style="font-weight: 400;"> ha ricordato che la stessa è nata con “</span><i><span style="font-weight: 400;">l’obiettivo di creare ponti tra </span></i><b><i>il mondo della cultura, della tecnologia e del digitale</i></b><i><span style="font-weight: 400;">, mondi che non si parlano in tavoli comuni e che fanno fatica ad adottare un glossario condiviso”</span></i><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’arte per sua natura è dinamica. E come tale si è continuamente evoluta per adattarsi e plasmare  la cultura dei tempi e dei luoghi. E, oggi, non poteva che adeguarsi alle nuove tecnologie sfruttandole per “autovalorizzarsi” e far avvicinare le persone alla bellezza con la consapevolezza che ciò che offre la tecnologia è qualcosa di diverso che non elimina, ma va ad arricchire l’esperienza diretta e fisica.</span></p>
<p><b>Linkografia</b></p>
<p><a href="https://www.agenziacult.it/cultura-e-digitale/lubec-2022-de-biase-progettare-il-museo-del-futuro-e-legato-a-sfide-epocali/"><span style="font-weight: 400;">Lubec 2022, De Biase: progettare il museo del futuro è legato a sfide epocali</span></a></p>
<p><a href="https://www.agenziacult.it/musei/lubec-2022-totaro-kainon-museo-del-futuro-sia-permeabile-a-trasformazioni-digitali/"><span style="font-weight: 400;">Lubec 2022, Totaro (Kainon): museo del futuro sia permeabile a trasformazioni digitali</span></a></p>
<p><a href="https://fondazionekainon.it/"><span style="font-weight: 400;">Fondazione Kainon</span></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/loratorio-di-san-giorgio-di-padova-rivive-con-il-suo-digital-twin/"><span style="font-weight: 400;">L’Oratorio di San Giorgio di Padova rivive con il suo Digital Twin</span></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/la-funzione-del-digital-twin-per-lopera-darte-quando-copiare-fa-bene/"><span style="font-weight: 400;">La funzione del digital twin per l’opera d’arte: quando copiare fa bene</span></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/arte-e-innovazione-intervista-a-giovanna-baldissin-molli/"><span style="font-weight: 400;">Arte e innovazione: intervista a Giovanna Baldissin Molli</span></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/le-differenze-tra-virtual-tour-e-digital-twin/"><span style="font-weight: 400;">Le differenze tra Virtual Tour e Digital Twin</span></a></p>
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