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	<title>esri Archives - Geolander</title>
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	<title>esri Archives - Geolander</title>
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		<title>Digital Twin: i progetti più innovativi alla Conferenza Esri 2023</title>
		<link>http://geolander.it/geodigital-twin/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonietta Latronico]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Apr 2023 14:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rotte comunicative]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza esri 2023]]></category>
		<category><![CDATA[digital twin]]></category>
		<category><![CDATA[esri]]></category>
		<category><![CDATA[geodigital twin]]></category>
		<category><![CDATA[geolander.it]]></category>
		<category><![CDATA[GIS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un articolo di qualche tempo fa scrivevamo: Jack Dangermond è più importante di Elon Musk e Steve Jobs messi insieme. Quell&#8217;affermazione che sembrava, a prima vista, una&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In un articolo di qualche tempo fa scrivevamo: <a href="http://geolander.it/jack-dangermond/">Jack Dangermond è più importante di Elon Musk e Steve Jobs messi insieme</a>.</p>
<p>Quell&#8217;affermazione che sembrava, a prima vista, una boutade, corrisponde in realtà a un dato di fatto: senza le invenzioni di Jack Dangermond né Musk né Jobs avrebbero potuto far funzionare in nessun modo gran parte delle loro tecnologie.</p>
<p>Per poter toccare con mano quanto affermato è necessario far visita al più importante evento in Italia sul mondo <em>GIS</em> <b>Geographic Information System</b> che si terrà il giorno<strong> 10 e 11 Maggio 2023 </strong>all’<strong>Auditorium del Massimo di Roma.  </strong></p>
<p>La conferenza <strong>Esri Italia 2023 </strong>interamente dedicata<strong> al GeoDigital Twin per un futuro sostenibile. </strong></p>
<p>Si tratta di un evento unico nel suo genere come momento di confronto fondamentale per appassionati, istituzioni pubbliche, amministratori, enti di ricerca, ricercatori, che potranno partecipare a workshop tematici sull’applicazione del Digital Twin (Gemello Digitale) nelle diverse declinazioni pratiche di progetti innovativi.</p>
<p><a href="https://www.esriitalia.it/news-ed-eventi/eventi/conferenza-esri-italia/conferenza-esri-italia-2023"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-6296 size-full" src="http://geolander.it/wp-content/uploads/2023/04/Digital-Kit-conesri2023-Geolander-Gold-Sponsor12521-scaled.jpg" alt="Gold Partner Conferenza Esri" width="2560" height="1414" /></a></p>
<p>In qualità di appassionati, ricercatori e sviluppatori di Digital Twin, quest&#8217;anno, avremo tre progetti presentati durante l&#8217;evento:</p>
<ul>
<li>il <a href="https://www.esriitalia.it/component/eventiesri/calendario/747/nuovi-strumenti-per-la-valorizzazione-del-patrimonio-culturale" target="_blank" rel="noopener"><strong>Digital Twin nei Beni Culturali</strong> realizzato con il Comune di Genova per il Cimitero Monumentale di Staglieno </a></li>
<li>il <a href="https://www.esriitalia.it/component/eventiesri/calendario/749/infrastrutture-e-tecnologie-digitali-tra-innovazione-e-sostenibilita" target="_blank" rel="noopener"><strong>Digital Twin nelle Infrastrutture Stradali</strong> della Regione del Veneto</a></li>
<li>il <a href="https://www.esriitalia.it/component/eventiesri/calendario/746/digital-pa-soluzioni-a-supporto-delle-smart-communities"><strong>Digital Twin per il Nuovo Sistema Informativo Territoriale</strong> del Comune di Perugia</a> realizzato da <a href="https://www.teamdev.it/">TeamDev</a></li>
</ul>
<p>Con il primo dei due progetti denominato <a href="https://youtu.be/6JiuGVC_QVo">Staglieno Monumental </a>abbiamo sperimentato la prima vera fusione, mai realizzata prima, fra Digital Twin e Realtà Virtuale, cercando di coniugare precisione di dati georefenziati, usability e realtà immersiva senza ausilio di visori.</p>
<p>La finalità ultima della sperimentazione era ed è quella di fornire un plastico digitale reale usabile sia dall&#8217;Ente Gestore, sia dal pubblico finale, utile per monitoraggio, restauro, conservazione, valorizzazione e comunicazione di uno dei più imponenti e importanti patrimoni monumentali cimiteriali al mondo presenti nel nostro paese.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/6JiuGVC_QVo" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Qui il <a href="https://www.esriitalia.it/component/eventiesri/conferenza/733/conferenza-esri-italia-2023">link per informazioni e iscrizione all’evento.</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>GIS Day 2022</title>
		<link>http://geolander.it/gis-day-2022/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonietta Latronico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Nov 2022 14:27:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rotte comunicative]]></category>
		<category><![CDATA[Conselve]]></category>
		<category><![CDATA[esri]]></category>
		<category><![CDATA[GIS]]></category>
		<category><![CDATA[GIS DAY]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola Primaria Leonardo da Vinci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Geolander.it va a scuola insieme agli alunni della scuola primaria per rilevare oggetti e costruire mappe digitali Il GIS Day è la giornata internazionale dedicata al GIS, pensata&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Geolander.it va a scuola insieme agli alunni della scuola primaria per rilevare oggetti e costruire mappe digitali </em></strong></p>
<p>Il GIS Day è la giornata internazionale dedicata al GIS, pensata ed istituita per celebrare, far conoscere e diffondere le potenzialità delle tecnologie geografiche e le sue applicazioni nella vita quotidiana.</p>
<p>La sua istituzione è stata ispirata dall&#8217;attivista e avvocato americano Ralph Nader che credeva fortemente nell’idea che le persone comuni dovessero conoscere la geografia e gli usi della tecnologia GIS.</p>
<p>Il primo <strong>GIS Day</strong> si è svolto il 19 novembre 1999 durante la settimana di sensibilizzazione sulla geografia che si tiene ogni mese di novembre dal 1987 ed è stato organizzato dalla National Geographic Society e dall&#8217;Association of American Geographers sostenuti da alcuni sponsor quali l&#8217;University Consortium for Geographic Information Science, United States Geological Survey e il leader dell&#8217;analisi spaziale Esri.</p>
<p>Oggi il GIS Day è celebrato da oltre 100.000 persone in tutto il mondo. E anche quest’anno la giornata, fissata per il 16 novembre, sarà l’occasione per organizzare eventi diretti a far conoscere a gente comune, professionisti, appassionati e scolaresche le funzionalità e le applicazioni dei Sistemi Informativi Geografici nella vita reale.</p>
<p><strong>Che cos’è il GiS?</strong></p>
<p>Il GIS (<strong>Geographical Information System</strong>) è un sistema software che permette l’acquisizione, l’analisi, la visualizzazione e la condivisione di informazioni derivanti da dati geografici.</p>
<p>Il GIS è in grado di associare i dati raccolti alla loro posizione geografica (dove si trovano le cose) di elaborarli ed interrogarli per estrarne informazioni. Consente di trovare le diverse associazioni tra entità geografiche e contenuti informativi di diversa natura.</p>
<p><strong>Quali sono stati i primi utilizzi del GIS nella storia?</strong></p>
<p>Bisogna tornare indietro di qualche anno, esattamente al 1854, e geolocalizzarsi nel quartiere londinese di Soho dove si era diffusa un’epidemia di colera che causò oltre 600 morti.</p>
<p>John Snow, un medico anestesista, ebbe l’idea di fare una mappa del quartiere dove localizzò con cerchi rossi i casi di contagio e con piccole gocce azzurre le fontane pubbliche. Dallo studio della cartografia Snow notò che i casi di colera erano concentrati nelle zone intorno alle fontane. Da questo dato dedusse che l’acqua infetta poteva essere il possibile veicolo di contagio. L’ipotesi era suffragata anche da un altro dato risultante dalle mappe: vicino al focolaio insisteva un monastero dove non c’erano stati casi di contagio. Questo, probabilmente, era dovuto al fatto che i monaci bevevano soltanto birra. Il processo di produzione della birra richiede, difatti, che l’acqua venga pastorizzata, distruggendo in tal modo ogni batterio.</p>
<p><strong>Perché è così importante il GIS?</strong></p>
<p>Perché georeferenziare aiuta a prevenire e trovare la soluzione ai problemi.</p>
<p>Un GIS è in grado di raccogliere e gestire informazioni per natura, formato e provenienza diverse tra loro e di renderle compatibili per consentire l’applicazione di procedure di analisi degli stessi dati e mostrare nuovi aspetti e correlazioni tra le informazioni legati ai diversi settori del territorio.</p>
<p>La quasi totalità dei dati e delle informazioni, utili a qualsiasi tipo di analisi o studio, possiede una componente o riferimento geografico, contiene cioè la posizione nello spazio e nel tempo.</p>
<p>Il GIS consentendo di visualizzare ed interrogare i dati spaziali posizionati su mappa riesce a mostrare le connessioni che possono esserci all’interno dei dati stessi che altrimenti risulterebbero difficili da individuare.</p>
<p>Anche <strong>Geolander.it</strong> sarà protagonista del GIS Day con l’evento organizzato presso la scuola primaria “Leonardo da Vinci” di Conselve in provincia di Padova.</p>
<p>Il <strong>GIS Day 2022</strong> si articolerà in due distinti momenti: racconti sull’importanza della geografia e delle mappe geografiche e attività pratiche sul funzionamento delle moderne tecnologie di rilievo che coinvolgeranno direttamente gli alunni che coadiuvati dal personale dell’azienda potranno rilevare gli oggetti ed inserirli in una personale mappa digitale.</p>
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		<title>Geodesign</title>
		<link>http://geolander.it/geodesign/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonietta Latronico]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Aug 2022 06:33:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geoculture]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura organica]]></category>
		<category><![CDATA[Carl Steinitz]]></category>
		<category><![CDATA[Casa Kaufmann]]></category>
		<category><![CDATA[digital twin]]></category>
		<category><![CDATA[esri]]></category>
		<category><![CDATA[GIS]]></category>
		<category><![CDATA[Jak Dangermond]]></category>
		<category><![CDATA[rigenerazione territoriale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Geodesign è un processo collaborativo di pianificazione territoriale che applica un approccio sistemico alla creazione di scenari alternativi di sviluppo, guidato dalla conoscenza geografica del contesto e&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Il Geodesign è un processo collaborativo di pianificazione territoriale che applica un approccio sistemico alla creazione di scenari alternativi di sviluppo, guidato dalla conoscenza geografica del contesto e costantemente supportato da tecnologie digitali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’approccio del Geodesign alla risoluzione dei problemi legati allo sviluppo fisico del territorio è di tipo olistico, collaborativo, creativo e partecipativo e si realizza con l’integrazione di metodi, tecniche e strumenti delle scienze dell’informazione e degli obiettivi di tutti gli attori locali coinvolti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le origini di questo approccio metodologico possono essere rinvenute negli studi condotti intorno agli anni ‘30 dall’architetto americano </span><b>Frank Lloyd Wright </b><span style="font-weight: 400;">per il quale la natura non è soltanto un dato di fatto, ma un importante punto di riferimento da cui deve partire la progettazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Esempio del pensiero di Wright &#8211; unione perfetta dell’architettura con l’ambiente circostante &#8211; è la sua Casa sulla Cascata, meglio conosciuta come la </span><b>Casa Kaufmann</b><span style="font-weight: 400;">, costruita tra il 1936 e il 1939 sul ruscello Bear Run nei pressi di Mill Run in Pennsylvania e inclusa, dal 2019, tra i patrimoni dell’umanità UNESCO.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel suo progetto Wright cercò di imitare e piegare l’architettura alla natura del luogo fondendo i materiali naturali, reperiti sul posto, con una moderna tecnologia espressiva. Risultato pratico è stato ed è la perfetta integrazione della casa con l’ambiente naturale. La struttura dell’abitazione riproduce, ancor oggi, senza alcuna distorsione l’habitat in cui è situata: dalla stratificazione del terreno alla cascata sottostante ai suoi salti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Successivamente, l’architetto paesaggista </span><b>Ian L. McHarg </b><span style="font-weight: 400;">nel 1969 iniziò ad approcciarsi al Geodesign e pubblicò “Design with Nature” contenente il suo metodo rivoluzionario di progettazione che avrebbe posto, poi, le basi per lo sviluppo dei GIS (Sistemi Informativi Territoriali).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Più precisamente, McHarg servendosi di layers informativi disegnati su fogli da lucido stratificò una serie di mappe ognuna delle quali conteneva diversi elementi del luogo quali idrologia, tipo di suolo, topografia e vegetazione.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La sovrapposizione dei dati, l’aspetto visivo e l’integrazione delle molteplici informazioni territoriali introdusse una metodologia che permise all’architetto di ricavare una serie di elementi e informazioni utili per assumere le decisioni di progettazione più opportune.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I lavori di Ian L. McHarg furono fonte d’ispirazione per l’ingegnere ambientale </span><b>Jack Dangermond</b><span style="font-weight: 400;"> che, nello stesso anno in cui l&#8217;architetto pubblicava il suo lavoro, fondava </span><b>Esri</b><span style="font-weight: 400;"> e creava la sua “The Science of Where” intuendo l’enorme valore dei dati geografici e la loro capacità d’impattare in maniera potente sul mondo grazie alla loro abilità di cambiare l’approccio all’architettura del paesaggio, alla pianificazione ambientale ed umana in termini di sostenibilità per rendere le nostre vite infinitamente più semplici e sicure.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Attraverso il lavoro di J. Dangermond, il professore </span><b>Carl Steinitz</b><span style="font-weight: 400;"> ha poi formalizzato (2012) un completo quadro di riferimento metodologico il cosiddetto </span><b>Geodesign Framework</b><span style="font-weight: 400;"> (GDF) finalizzato ad identificare le possibili trasformazioni future di un territorio in funzione delle dinamiche in esso in atto. </span></p>
<h4><span style="font-weight: 400;">Il </span><b>GDF</b><span style="font-weight: 400;"> di Steinitz si articola in sei modelli e sei domande fondamentali. </span></h4>
<p><span style="font-weight: 400;">I primi tre modelli hanno lo scopo di descrivere le attuali condizioni dell’area di studio e le domande riguardano il suo passato e presente. Gli ultimi tre modelli hanno, invece, lo scopo di individuare il modo in cui il territorio potrebbe evolvere a seguito del piano. Le domande definiscono, pertanto, il futuro del luogo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel dettaglio:</span><b></b></p>
<p><b>1. Representation Model </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Analisi approfondita del contesto territoriale. La domanda è: come deve essere descritto lo stato del luogo?</span><b></b></p>
<p><b>2. Process Model </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lettura critica dei processi di trasformazione in atto. La domanda è: come funziona/funziona il posto?</span><b></b></p>
<p><b>3. Evaluation Model </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Valutazione delle sue peculiarità, dei suoi punti di forza e di debolezza. La domanda è: il posto attualmente funziona/funziona bene?</span><b></b></p>
<p><b>4. Change Model </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Progettazione di scenari alternativi di sviluppo. La domanda è: come potrebbe essere alterato o cambiato il luogo?</span></p>
<p><strong>5. I</strong><b>mpact Model </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Valutazione dei loro impatti. La domanda è: quali differenze potrebbe causare il cambiamento?</span><b></b></p>
<p><b>6. Decision Model </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La scelta dell’alternativa che meglio concilia gli obiettivi di sviluppo con quelli di salvaguardia dell’ambiente naturale. La domanda è: come dovrebbe essere cambiato il posto? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le risposte alle domande sono correlate tra loro e si basano sulla domanda precedente. Ogni risposta contribuisce, quindi, alla domanda successiva. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sulla copertina del suo libro “</span><b>A Framwork for Geodesign</b><span style="font-weight: 400;">” il Geodesign è ritratto da Steinitz come un diagramma di Venn. </span></p>
<blockquote><p>Ciò vuol dire che per avere una visione olistica del contesto territoriale uno studio di Geodesign dev’essere condotto da un team multidisciplinare costituito da decisori, tecnici del design, esperti in scienze geografiche e dell’informazione, dalle persone del luogo.</p></blockquote>
<h4><span style="font-weight: 400;">Il Geodesign è un processo che colma il divario tra scienza e design. </span></h4>
<p><span style="font-weight: 400;">Difatti, nelle fasi di progettazione, il processo di apprendimento e concertazione tra decisori, tecnici e portatori di interesse è semplificato dall’utilizzo di strumenti di visualizzazione, modellazione e simulazione degli impatti mutuati dalle scienze dell’informazione geografica. Quindi  sia la prospettiva GIS che quella del design diventano cruciali per passare a soluzioni più sostenibili per il territorio e per le comunità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questi tempi di cambiamenti climatici e transizione ecologica, di esurimento del suolo, di finte rigenerazioni territoriali, di Piani di Resilienza per la riqualificazione delle nostre città, la necessità di avere a disposizione soluzioni intelligenti ed efficaci per la progettazione di territori sostenibili e resilienti è diventata sempre più stringente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E’ evidente che nessuna pianificazione potrà essere mai essere efficiente e lungimirante  se non si ha un’accurata conoscenza del territorio e dei suoi sistemi. L’applicazione del Geodesign e della sua metodologia olistica basata su dati geografici integrati può essere la risposta più appropriata considerate le innovazioni e gli sviluppi nelle tecnologie digitali per l&#8217;informazione e comunicazione che mettono a disposizione dati e strumenti di elaborazione sempre più sofisticati ed attendibili.</span></p>
<h4><b>Come si articola la metodologia del Geodesign?</b></h4>
<p><span style="font-weight: 400;">Abbiamo detto che il Geodesign è una metodologia che guida e supporta il processo di pianificazione e progettazione suddividendolo su due fasi operative dove la prima fase, che comprende il quadro conoscitivo geografico o la conoscenza territoriale, informa la seconda fase che prevede il processo decisionale collaborato e partecipato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Definita l’area di studio e le relative problematiche si procede all’inquadramento geografico e territoriale del sito d’interesse in modo sistemico con il supporto di software GIS e/o altri sistemi tradizionali. Tale fase si conclude con la redazione di una serie di mappe digitali di valutazione di ogni sistema che rappresentano lo stato di fatto dell’area e la sua operabilità. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo risultato intermedio costituisce il piano di lavoro sia per i tecnici che per i cittadini.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La seconda fase prevede il coinvolgimento e la concertazione attiva dei vari attori locali, i quali pianificano le strategie del piano di sviluppo tramite un processo interattivo di fasi di collaborazione e negoziazione. Questa fase può prevedere un numero variabile di partecipanti aventi profili differenti: ricercatori, tecnici settoriali, designers, progettisti, imprenditori, economi, ambientalisti, funzionari della pubblica amministrazione, decision-makers e cittadini. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il prodotto finale della collaborazione è un dato, una strategia di piano creata in forma mappale digitale ulteriormente lavorabile, composta da più file vettoriali associati a relative informazioni tabellari, con dati qualitativi e quantitativi.  Oppure attraverso l’accesso ad un vero e proprio </span><b>Digital Twin </b><span style="font-weight: 400;">o Gemello digitale navigabile del territorio. </span></p>
<h4><b>Quali sono i vantaggi che nel concreto offre il Geodesign allo sviluppo territoriale?</b></h4>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Utilizzo di dati attuali e costantemente lavorabili per pianificare sviluppi futuri dell’area.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Dettagliata, sistemica ed integrata analisi e conoscenza geografica che deve precedere ogni inizio di progetto.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Visione olistica e sistemica dei processi di pianificazione che consente la co-creazione di una strategia iniziale di sviluppo che prevede il coinvolgimento attivo e condiviso dei cittadini sulla direzione di programmazione del territorio con conseguente creazione di un rapporto di fiducia tra gli stessi e i decisori e deresponsabilizzazione di quest’ultimi sulle decisioni condivise.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Utilizzo di un linguaggio comune che agevola la collaborazione e velocizza i tempi procedurali con conseguente riduzione dei costi dell’intero processo.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Elevata flessibilità, in fase di applicazione la metodologia del Geodesign può essere personalizzata e configurata in accordo con le particolarità e complessità del progetto.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Collaborazione ed interoperabilità tra i diversi stakeholders: le fasi della negoziazione vengono visualizzate su cartografia digitale ed assistite dalla tecnologia a sostituzione di una concertazione orale spesso lunga e macchinosa.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Creazione di scenari alternativi di sviluppo e integrazione di obiettivi a breve termine con quelli a lungo termine.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Progettare la modifica di uno spazio fisico, immaginare la riqualificazione di un territorio, programmare la pianificazione di un quartiere di una città non è un’attività che può essere svolta in maniera asettica e distaccata dal tavolo di un singolo decisorio che non conosce la geografia del luogo e i bisogni delle comunità. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Geodesign ci fa capire che per programmare e pianificare un’area occorre un’attività collaborativa e multidisciplinare  che abbia una perfetta conoscenza del territorio e sia capace di utilizzare la tecnologia per reperire tutte quelle informazioni che facilitano e rendono proficuo il lavoro svolto da tutti gli attori coinvolti nel processo di rigenerazione al fine di trarne quei benefici concreti di cui parla Steinitz nel suo libro.</span></p>
<p><b>Linkografia</b></p>
<p><a href="https://www.artesvelata.it/casa-cascata-wright/"><span style="font-weight: 400;">La casa sulla cascata</span></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/jack-dangermond/"><span style="font-weight: 400;">Chi è Jack Dangermond e perchè è più importante di Elon Musk e Steve Jobs messi insieme</span></a></p>
<p><a href="https://www.esri.com/en-us/esri-press/browse/a-framework-for-geodesign-changing-geography-by-design"><span style="font-weight: 400;">A Framework for Geodesign</span></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/guida-rigenerazione-territoriale-innovativa/"><span style="font-weight: 400;">Rigenerazione territoriale innovativa</span></a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Chi è Jack Dangermond e perché è più importante di Elon Musk e Steve Jobs messi insieme</title>
		<link>http://geolander.it/jack-dangermond/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Franc Arleo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 May 2021 10:01:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Persone e geografia]]></category>
		<category><![CDATA[esri]]></category>
		<category><![CDATA[geo-intelligenza]]></category>
		<category><![CDATA[Geografia digitale]]></category>
		<category><![CDATA[geolander.it]]></category>
		<category><![CDATA[GIS]]></category>
		<category><![CDATA[jack dangermond]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://geolander.it/?p=2872</guid>

					<description><![CDATA[<p>Giorni fa ho visto [&#8230;] un’onda chiamata Covid e che sommergeva le persone, e dietro quell’onda ce n’era un’altra, l’onda del cambiamento climatico che sta arrivando e che&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><i><span style="font-weight: 400;">Giorni fa ho visto [&#8230;] un’onda chiamata Covid e che sommergeva le persone, e dietro quell’onda ce n’era un’altra, l’onda del cambiamento climatico che sta arrivando e che impatterà su tutti noi. E ancora, dietro questa, un’altra, quella della distruzione biologica, la perdita della biodiversità sul nostro pianeta. Dietro quest’ultima, c’è l’onda della migrazione di massa dall’Africa all’Europa, alla quale in Italia state assistendo. Queste sono le sfide più importanti che abbiamo di fronte.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Queste parole sono di Jack Dangermond, il genio della ‘scienza del dove’ presidente della Fondazione ESRI. </span></p>
<p><b>Ma chi è Jack Dangermond?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Jack Dangermond, ingegnere ambientale, padre incontrastato dei sistemi di informazione geografica (GIS), nel 1969 insieme alla moglie Laura Dangermond Preserve fondano </span><span style="font-weight: 400;">l&#8217;</span><span style="font-weight: 400;">Istituto di ricerca sui sistemi ambientali (</span><b>Esri)</b><span style="font-weight: 400;">. Inizialmente Esri conduceva studi sull&#8217;uso del suolo e sull&#8217;ambiente, ma il software sviluppato a tale scopo si è evoluto in un prodotto software GIS, </span><b>ArcGis</b><span style="font-weight: 400;">, per la gestione e l&#8217;analisi delle informazioni geografiche, il più venduto al mondo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Jack Dangermond è il padre fondatore di quella che lui stesso ha definito la “Science of Where”, la “Scienza del Dove”, che ha come precisa finalità quella di essere la guida della trasformazione digitale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Jack Dangermond ha capito per primo, mentre studiava all’Università di Harvard, il paesaggio terrestre, e che l’analisi geografica poteva essere eseguita molto più rapidamente ed in maniera più accurata utilizzando le tecnologie informatiche.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma soprattutto intuì l’enorme valore che si può estrarre dai dati geografici che provengono dalle varie fonti e la loro potente capacità di riuscire ad avere un profondo impatto sul mondo, grazie alla loro abilità di poter cambiare</span> <span style="font-weight: 400;">l’approccio all’architettura del paesaggio, alla pianificazione ambientale ed umana in termini di sostenibilità per rendere le nostre vite infinitamente più semplici e sicure.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La geografia digitale, con i suoi modelli, informazioni e misurazioni, consente la conoscenza e la visualizzazione, contestuale, di tutte le informazioni relative al territorio, all’ambiente, alla popolazione, ecc, e di raccontare storie basate su reti e relazioni digitali collegate tra di loro. La sua grande forza è quella di riuscire a tenere insieme tutti questi dati e di farli interconnettere attraverso la potente tecnologia GIS che dà loro la vita. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’uso efficace di </span><b>GIS </b><span style="font-weight: 400;">consente a tutti i soggetti, sia pubblici che privati, di poter</span> <span style="font-weight: 400;">pianificare, progettare, costruire tutte le infrastrutture necessarie con un notevole risparmio di tempo e risorse economiche</span><b>, </b><span style="font-weight: 400;">garantendo, nel contempo, un impatto responsabile sull’ambiente naturale, un uso migliore delle risorse sostenibili del pianeta, indispensabili per la crescita della popolazione e città più resilienti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi, la leadership e la visione di Jack Dangermond stimolano la continua innovazione delle tecnologie GIS che consentono alle persone di prendere decisioni intelligenti e lungimiranti per migliorare la qualità della vita ovunque. </span><b>Esri </b><span style="font-weight: 400;">supporta molte comunità globali che utilizzano GIS per aumentare l&#8217;alfabetizzazione spaziale, proteggere l&#8217;ambiente e assistere nella risposta ai disastri, rendendo il nostro mondo un posto migliore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le piattaforme della Esri hanno mostrato al mondo la spaventosa e notevole avanzata del Covid-19, elaborata dagli ingegneri della Johns Hopkins University sui dati dei contagiati e dei decessi nel mondo, certificati dall’OMS. Nella mappa geografica dell’Esri è possibile identificare i casi ed i numeri dei contagi, indicati con pallini rossi. Più grandi sono i pallini, maggiore è la concentrazione delle vittime del contagio. Con una pressione del dito sulla mappa si accede ai singoli casi che possono essere approfonditi dettagliatamente dalla regione alla singola città.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E’ del 19 maggio la notizia che Jack Dangermond è stato insignito della medaglia “Planet and Humanity Medal 2021”, conferita dall’ International Geographical Union (IGU), un’associazione di categoria internazionale non governativa dedita alla promozione e allo sviluppo della disciplina della geografia attraverso l’avvio e il coordinamento di iniziative di ricerca e a sfondo educativo a livello globale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il riconoscimento rende omaggio alle persone che si sono distinte per il loro eccezionale contributo alla pace, al benessere o alla sostenibilità. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dangermond ha dichiarato che: “In Esri, crediamo che la geografia sia al centro di un futuro più resiliente e sostenibile”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Jack Dangermond può essere considerato, a ragione, un genio a cavallo fra 20’ e </span><span style="font-weight: 400;">21’ secolo ed è possibile affermare che con GIS lui rappresenta i vasi sanguigni di un corpo su cui altri hanno potuto innestare e inventare altre componenti e parti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Senza Dangermond le Tesla di Musk non potrebbero fare nemmeno un metro, così come Google Maps non ci guiderebbe da nessuna parte, né tanto meno gli smartphone di Steve Jobs darebbero alcuna informazione esatta.</span></p>
<p><b>Linkografia</b></p>
<p><a href="https://quifinanza.it/finanza/fondazione-esri-jack-dangermond-illustra-il-potere-della-geo-intelligenza/489589/"><b>Fondazione ESRI, Jack Dangermond illustra il potere della geo-intelligenza</b></a></p>
<p><a href="https://www.thescienceofwheremagazine.it/2021/05/12/jack-dangermond-illustra-il-potere-della-geo-intelligenza/"><b>Jack Dangermond e il potere della geo-intelligenza</b></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/geomatica-per-neofiti-definizione-linguaggi-e-strumenti/"><b>Geomatica per neofiti: definizione, linguaggi e strumenti</b></a></p>
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