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	<title>Digitalizzazione beni culturali Archives - Geolander</title>
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	<title>Digitalizzazione beni culturali Archives - Geolander</title>
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		<title>Il GeoTwinFlow presentato allo Smart Week di Genova</title>
		<link>http://geolander.it/geotwinflow-presentato-a-genova-smart-week/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Franc Arleo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Nov 2024 09:14:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rotte comunicative]]></category>
		<category><![CDATA[Cimitero Monumentale di Staglieno]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Genova]]></category>
		<category><![CDATA[digital twin]]></category>
		<category><![CDATA[Digitalizzazione beni culturali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il GeoTwinFlow è un nuovo standard di progettazione, sviluppato da Geolander.it, che consente di trasformare dati digitali geografici ultraprecisi, provenienti da Reality Capture, Digital Twin e Digital Mapping,&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il GeoTwinFlow è un nuovo standard di progettazione, sviluppato da Geolander.it, che consente di trasformare dati digitali geografici ultraprecisi, provenienti da Reality Capture, Digital Twin e Digital Mapping, di un bene storico, in esperienze narrative accessibili attraverso siti web, mostre digitali e piattaforme immersive.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso l’uso di tecnologie avanzate come scansioni laser e modelli 3D, il patrimonio viene catturato, raccontato e valorizzato con un dettaglio e una precisione senza precedenti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si tratta di realtà virtuale, ma di un flusso di dati e di informazioni in grado di ridare la realtà geografica del bene, il suo contesto, la sua narrazione di fondo e la sua complessità storica.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo modello non solo rende la gestione del patrimonio più efficiente, ma apre nuove strade per la fruizione culturale.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pubblico può esplorare virtualmente luoghi storici, approfondire dettagli architettonici e vivere un’esperienza educativa coinvolgente, che collega passato, presente e futuro.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">GeoTwinFlow rappresenta una nuova frontiera nella conservazione e promozione dei beni culturali, con l’obiettivo di renderli accessibili e apprezzabili ad un pubblico sempre più ampio, sia in ambito locale che internazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In occasione della X Edizione di Genova Smart Week, in programma dal 25 novembre al 1 dicembre 2024, il Comune di Genova, con l’intento di valorizzare e promuovere la conoscenza del proprio Cimitero monumentale, ha presentato durante la sessione “Monitoraggio del territorio, delle infrastrutture e del patrimonio”, il progetto &#8220;Staglieno VIrtual&#8221; con il GeoTwinFlow del Cimitero Monumentale di Staglieno.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">GeoTwinFlow del Cimitero Monumentale di Staglieno&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Cimitero Monumentale di Staglieno</strong> è un luogo dove il tempo sembra sospeso, un intreccio perfetto tra memoria, arte e natura.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Situato sulle colline di Genova, si erge come un museo a cielo aperto che prende vita sotto le mani sapienti di scultori che con le loro opere raccontano storie di amore, orgoglio, dolore e speranza, rendendo ogni tomba un’opera d’arte unica.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni angolo è un racconto scolpito, dove i singoli dettagli parlano di epoche passate, di famiglie che hanno lasciato il loro segno e di una città che ha voluto celebrare la vita che l’ha attraversata.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Staglieno non è solo un cimitero, è un museo di storie umane, un luogo dove il ricordo si intreccia con l’arte, offrendo a chi lo visita un’esperienza di rara intensità e bellezza.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo&nbsp;<strong>Marta Brusoni</strong>, assessore ai Servizi Civici del Comune di Genova:</p>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>Incrementare l’accessibilità e la fruibilità, anche da remoto, del nostro Cimitero Monumentale è l’obiettivo fondamentale di ”Staglieno Virtual”, un progetto che attraverso la digitalizzazione e l’impiego delle tecnologie più avanzate si pone come uno strumento innovativo di conservazione e divulgazione del patrimonio culturale e artistico di Staglieno</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Dietro a questo progetto ad altissimo tasso di innovazione c’è un grande lavoro di squadra che vede gli uffici del Comune di Genova lavorare in modo sinergico e proattivo per la valorizzazione di un museo a cielo aperto che custodisce, al suo interno, una ricchezza inestimabile di tesori di arte e bellezza, ma anche di storia e memoria della città. Infine, “Staglieno Virtual” produrrà importanti ricadute positive per Staglieno e per tutta Genova, dando a chiunque, da ogni parte del mondo, la possibilità, con pochi clic, di accedere a un patrimonio di bellezza unico nel suo genere che, come Amministrazione, siamo impegnati a salvaguardare e a promuovere con il massimo impegno possibile</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo ambiente multimediale del Cimitero Monumentale di Staglieno ha adottato il GeoTwinFlow come modello di sviluppo e costituisce il primo esempio di progettazione con questo nuovo standard.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa nuova esperienza può essere vissuta nel sito web <a href="https://staglieno.comune.genova.it/virtual/web/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Staglieno Virtual</a>&nbsp; con un passo leggero che porta nella posizione esatta delle singole storie, nella contemplazione dei particolari che ogni opera mette in mostra e nel racconto delle vite animate dalle parole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Linkografia</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://genovaquotidiana.com/2024/11/26/staglieno-virtual-presentato-il-gemello-digitale-del-cimitero-monumentale-per-visitarlo-anche-da-remoto/">“Staglieno virtual”, presentato il gemello digitale del cimitero monumentale per visitarlo anche da remoto &#8211; genovaquotidiana.com</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.ligurianotizie.it/staglieno-virtual-il-digital-twin-che-valorizza-il-cimitero-monumentale-di-genova/2024/11/26/595966/">Staglieno Virtual: il Digital Twin valorizza il Monumentale di Genova</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.msn.com/it-it/notizie/other/un-gemello-digitale-del-cimitero-monumentale-di-staglieno-per-le-visite-virtuali/ar-AA1uNwBi?ocid=BingNewsSerp">Un “gemello digitale” del cimitero monumentale di Staglieno per le visite virtuali</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://smartnation.it/news/staglieno-virtual-online-gemello-digitale-cimitero-monumentale-genovese">Staglieno Virtual, online il gemello digitale del cimitero monumentale genovese &#8211; Smart Nation</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Il museo del futuro: digitale ed interattivo</title>
		<link>http://geolander.it/il-museo-del-futuro-digitale-ed-interattivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonietta Latronico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2022 13:48:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Patrimonio storico-culturale]]></category>
		<category><![CDATA[Digitalizzazione beni culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Kainon]]></category>
		<category><![CDATA[Lubec]]></category>
		<category><![CDATA[Musei]]></category>
		<category><![CDATA[Musei Virtuali]]></category>
		<category><![CDATA[Unesco]]></category>
		<category><![CDATA[Virtual Tour]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Italia paese di storia e cultura può vantare, senza falsa modestia, di possedere il patrimonio artistico-culturale tra i più grandi al mondo con una diffusione uniforme ed estesa&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">L’Italia paese di storia e cultura può vantare, senza falsa modestia, di possedere il patrimonio artistico-culturale tra i più grandi al mondo con una diffusione uniforme ed estesa su tutto il territorio nazionale. Basti pensare che tra i siti inseriti nella Lista del Patrimonio dell’Umanità dall’</span><b>UNESCO </b><span style="font-weight: 400;">ben 50 sono siti italiani e che almeno un comune su tre ospita una struttura a carattere museale. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Negli ultimi anni anche nel mondo dei musei si è assistito al progressivo ingresso delle tecnologie digitali per la gestione e la fruizione moderna ed alternativa dei servizi offerti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tuttavia in Italia l’utilizzo di strumenti innovativi e tecnologie interattive è ancora molto lento, soltanto un museo su dieci ha catalogato digitalmente il suo patrimonio, mentre solo la metà delle strutture censite mette a disposizione almeno un dispositivo tra smartphone, touch screen, sistemi innovativi di fruizione come ad esempio sale video e/o multimediali e percorsi di realtà aumentata.</span></p>
<p><b>Perché è utile digitalizzare un museo e creare un gemello digitale dei suoi beni?</b></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">per la creazione di archivi e catalogazione dei beni;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">per conoscere opere non accessibili fisicamente;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">per lo studio tecnico dell’opera;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">per le attività di conservazione e restauro del bene (il gemello digitale consente di cristallizzare lo stato di conservazione dell’opera originale);</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">per i contenuti multimediali per siti web, applicazioni per PC e smartphone;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">per creare un </span><b>Museo Virtuale</b><span style="font-weight: 400;"> che consente la visita in modo realistico a chi non può recarvisi fisicamente di persona per motivi diversi, anche economici. Il Museo Virtuale è accessibile a tutti e diventa uno strumento di diffusione della cultura perché offre la possibilità di conoscere restando nel proprio posto le realtà culturali sparse per il mondo;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">per creare un museo accessibile a chi ha problemi di mobilità. Soltanto la metà dei musei italiani è adeguatamente attrezzato. La presenza di molte barriere fisiche e sensoriali ancora impediscono alle persone con disabilità il pieno accesso alle risorse culturali disponibili; </span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">per offrire strumenti utili ad appassionare i giovani al mondo dei musei attraverso la creazione di contenuti multimediali, molto più vicini al loro modo di approcciarsi al sapere;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">per produrre in stampa 3D una copia dell’opera, utile per diversi scopi come ad esempio per realizzare gallerie tattili per ciechi e ipovedenti.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Durante la XVIII edizione della </span><b>LuBeC </b><span style="font-weight: 400;">Lucca Beni Culturali 2022 &#8211; incontro internazionale dedicato allo sviluppo, conoscenza e promozione della filiera culturale tra competività ed innovazione che vede coinvolti amministratori, funzionari pubblici e privati , professionisti ed operatori del settore &#8211; si è discusso anche del ruolo e della progettazione del Museo del futuro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Luca De Biase, Giornalista di </span><b>Nova Sole 24 Ore</b><span style="font-weight: 400;">, nel corso dell’incontro ha sottolineato che: “&#8230; </span><i><span style="font-weight: 400;">il museo è parte del grande sistema dei media. Come lo sono gli archivi e le biblioteche. I mezzi di comunicazione non sono più un luogo che governa uno spazio limitato sul quale mettere le notizie. Ora il digitale ha tolto di mezzo i limiti dello spazio e ha contestualmente creato una nuova scarsità: quella di tempo e di attenzione del pubblico, che sono il centro del nostro problema o della nostra opportunità”</span></i><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Inoltre: “</span><i><span style="font-weight: 400;">come si fa a servire questo tempo e questa attenzione scarsi del pubblico. Il museo diventa quindi il suo contributo all’esperienza della comunità. E l’esperienza è una trasformazione. In questo senso, </span></i><b><i>il digitale aiuta a fare esperienza, attraversando il tempo e lo spazio,</i></b><i><span style="font-weight: 400;"> valorizzando le sue proprietà di macchina della simulazione, della connessione, della memorizzazione. A sua volta, l’esperienza museale digitale, con i dati che genera, può servire alla riprogettazione continua del museo. Il museo può essere progettato come </span></i><b><i>macchina narrativa </i></b><i><span style="font-weight: 400;">crossmediale che si sviluppa attraverso tutti i media disponibili</span></i><span style="font-weight: 400;">”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Emanuela Totaro, Segretario Generale della </span><b>Fondazione Kainòn</b><span style="font-weight: 400;">, che insieme a Lubec ha organizzato il panel “Musei del futuro. Un confronto internazionale sulle strategie culturali, fra tradizione e linguaggi contemporanei”, intervenendo all’incontro ha sottolineato che: ”</span><i><span style="font-weight: 400;">se dobbiamo immaginare il museo come luogo al servizio della società, è evidente che sia chiamato a porsi come spazio permeabile alle trasformazioni che il </span></i><b><i>digitale, l’immersività, il virtuale e il metaverso </i></b><i><span style="font-weight: 400;">determinano sui musei del futuro. E se ancora dobbiamo immaginare il museo come luogo in cui si facilita la partecipazione delle comunità, il museo si deve chiedere a che tipo di comunità rivolgersi, comunità che saranno sempre più digitali portando a rivedere modelli di apprendimento e di produzione e diffusione della conoscenza</span></i><span style="font-weight: 400;">”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ed inoltre nel ricordare il ruolo della </span><b>Fondazione Kainòn</b><span style="font-weight: 400;"> ha ricordato che la stessa è nata con “</span><i><span style="font-weight: 400;">l’obiettivo di creare ponti tra </span></i><b><i>il mondo della cultura, della tecnologia e del digitale</i></b><i><span style="font-weight: 400;">, mondi che non si parlano in tavoli comuni e che fanno fatica ad adottare un glossario condiviso”</span></i><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’arte per sua natura è dinamica. E come tale si è continuamente evoluta per adattarsi e plasmare  la cultura dei tempi e dei luoghi. E, oggi, non poteva che adeguarsi alle nuove tecnologie sfruttandole per “autovalorizzarsi” e far avvicinare le persone alla bellezza con la consapevolezza che ciò che offre la tecnologia è qualcosa di diverso che non elimina, ma va ad arricchire l’esperienza diretta e fisica.</span></p>
<p><b>Linkografia</b></p>
<p><a href="https://www.agenziacult.it/cultura-e-digitale/lubec-2022-de-biase-progettare-il-museo-del-futuro-e-legato-a-sfide-epocali/"><span style="font-weight: 400;">Lubec 2022, De Biase: progettare il museo del futuro è legato a sfide epocali</span></a></p>
<p><a href="https://www.agenziacult.it/musei/lubec-2022-totaro-kainon-museo-del-futuro-sia-permeabile-a-trasformazioni-digitali/"><span style="font-weight: 400;">Lubec 2022, Totaro (Kainon): museo del futuro sia permeabile a trasformazioni digitali</span></a></p>
<p><a href="https://fondazionekainon.it/"><span style="font-weight: 400;">Fondazione Kainon</span></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/loratorio-di-san-giorgio-di-padova-rivive-con-il-suo-digital-twin/"><span style="font-weight: 400;">L’Oratorio di San Giorgio di Padova rivive con il suo Digital Twin</span></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/la-funzione-del-digital-twin-per-lopera-darte-quando-copiare-fa-bene/"><span style="font-weight: 400;">La funzione del digital twin per l’opera d’arte: quando copiare fa bene</span></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/arte-e-innovazione-intervista-a-giovanna-baldissin-molli/"><span style="font-weight: 400;">Arte e innovazione: intervista a Giovanna Baldissin Molli</span></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/le-differenze-tra-virtual-tour-e-digital-twin/"><span style="font-weight: 400;">Le differenze tra Virtual Tour e Digital Twin</span></a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Digital twin per l’opera d’arte: quando copiare fa bene</title>
		<link>http://geolander.it/la-funzione-del-digital-twin-per-lopera-darte-quando-copiare-fa-bene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonietta Latronico]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Sep 2022 09:17:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Patrimonio storico-culturale]]></category>
		<category><![CDATA[Conservazione beni culturali]]></category>
		<category><![CDATA[digital twin]]></category>
		<category><![CDATA[Digitalizzazione beni culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Valorizzazione patrimonio culturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le copie delle opere d’arte fin dall’età romana hanno svolto il ruolo di conoscenza e di tramite tra l’opera stessa e il pubblico. Copiare un’opera non era un’attività&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Le copie delle opere d’arte fin dall’età romana hanno svolto il ruolo di conoscenza e di tramite tra l’opera stessa e il pubblico.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Copiare un’opera non era un’attività riprovevole poiché non veniva svolta con intento fraudolento, ma era un mezzo di divulgazione di modelli e un’occasione di studio. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ai nostri predecessori era ignoto il concetto di proprietà intellettuale. L’originalità non era un valore primario. Per valutare la bontà di una scultura o una pittura si guardava all’abilità artigianale. Tant’è che nelle botteghe del XV sec. gli allievi, qualche volta, erano tenuti ad imitare l’arte del maestro non soltanto per apprendere, ma anche per realizzare copie delle sue opere che egli potesse firmare come se fosse stato lui stesso a realizzarle.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel XVI e XVII sec. la copia era soprattutto un mezzo di studio utilizzato come un esercizio di stile o come omaggio che veniva reso al maestro. Artisti come Rubens, Rembrandt, Velazquez, Golzius, i Carracci, Degas furono copisti di opere di Tiziano, Raffaello, Polidoro da Caravaggio, Manet da Delacroix, ecc.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel XIX sec. la copia venne utilizzata anche per salvaguardare il ricordo di pitture murali del medioevo in via di deterioramento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Altre copie furono semplicemente fatte per volontà del suo autore o per migliorare l’opera originale. Il busto del cardinal Scipione Borghese venne scolpito dal Bernini due volte perché il marmo del prototipo presentava il cosiddetto </span><i><span style="font-weight: 400;">pelo</span></i><span style="font-weight: 400;">, ossia un difetto della venatura.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Nessuno deve imitare la maniera di un altro, perché egli non sarebbe che il nipote e non il figlio della natura, quanto all’arte”, affermò Leonardo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma chissà cosa direbbe oggi al cospetto della sua Gioconda in versione &#8220;</span><b>Mona Lisa: Beyond the Glass</b><span style="font-weight: 400;">&#8220;, ossia una Mona Lisa &#8211;  riprodotta in modello 3D &#8211; seduta su una sedia accanto a un dipinto a grandezza naturale nella stessa posa che avrebbe osservato il pittore, protagonista di un progetto realizzato in occasione della mostra parigina per i 500 anni dalla morte di Leonardo. </span></p>
<p><b>Quale utilità, nell’epoca dell’innovazione tecnologica, può avere una copia di un’opera d’arte in formato gemello digitale o digital twin?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel 2020 fu scaraventata contro la </span><b>Gioconda</b><span style="font-weight: 400;"> una torta, per fortuna il vetro posto davanti al quadro protesse la tela. Dal 2004  un gruppo di ricerca internazionale ha condotto sul quadro diverse campagne sperimentali per comprenderne le caratteristiche e costruire un modello predittivo capace di fornire indicazioni per la sua conservazione. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le </span><b>grotte di Lascaux</b><span style="font-weight: 400;">, in Francia, soprannominate la “Cappella Sistina della preistoria”, capolavori dell’arte preistorica mondiale risalente al Paleolitico Superiore e patrimonio dell’UNESCO, dal 1983 sono state chiuse al pubblico dopo che le emissioni di anidride carbonica, l’aumento della temperatura provocate dalle visite, l’illuminazione artificiale hanno cominciato a provocare la diffusione di una colonia di alghe sulle pareti, minacciando le preziose pitture. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In un ambiente di 900 metri quadrati a Montignac, ai piedi della collina di Lascaux, è stato creato un </span><b>digital twin </b><span style="font-weight: 400;">riproducendo in maniera perfetta e avanzata dal punto di vista tecnologico le diverse pareti con i dipinti e i graffiti della Sistina della preistoria così da poterli rivedere nuovamente senza la preoccupazione di compromettere l’integrità del sito archeologico e in maniera più dettagliata rispetto agli originali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il 15 aprile 2019 un incendio devastante distruggeva due terzi del tetto della cattedrale di </span><b>Notre-Dame </b><span style="font-weight: 400;">di Parigi. Per ricostruirla in maniera fedele a quella distrutta si è fatto ricorso ai dati digitali. Prima dell&#8217;incendio Notre-Dame era stata documentata da diversi studiosi, tra questi Andrew Tallow, professore di Arte e architettura del Vassar College di Poughkeepsie, negli Stati Uniti, che l&#8217;aveva digitalizzata con laser scanner in 3D.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I dati raccolti sono stati messi a disposizione dei nuovi tecnici incaricati della ricostruzione che hanno provveduto alla loro integrazione con migliaia di fotografie: volte, navate, nuclei, transetti tutto è stato repertoriato visivamente nei minimi dettagli. Questo ha permesso la creazione di un </span><b>digital twin </b><span style="font-weight: 400;">della cattedrale utilizzato non soltanto per ricostruire la cattedrale identica a quella perduta, ma anche per dotarsi di uno strumento ricchissimo d’informazioni, utilizzabili da tutti, per la conservazione del bene storico. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel 2021 l’artista madrileno Jesus Arevalo Jimenez, specializzato nella scultura in legno ha realizzato per il Seminario Diocesano Redemptoris Mater di Macerata</span><b> la statua del San Giuseppe. </b><span style="font-weight: 400;">Una statua in legno, alta 1.92 m, raffigurante S. Giuseppe che regge con la mano destra il Gesù bambino e con la mano sinistra un bastone</span><b>. </b><span style="font-weight: 400;">Nel 2022 il Vice Rettore del Seminario ha affidato l’incarico di svolgere la scansione della statua per creare un </span><b>digital twin </b><span style="font-weight: 400;">dell’opera che ha reso possibile la perfetta e fedele riproduzione dell’oggetto, permettendone poi la stampa in 3D.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;</span><b>Oratorio di San Giorgio di Padova</b><span style="font-weight: 400;">, patrimonio UNESCO, ha un suo digital twin  realizzato attraverso l’uso combinato di tecnologie della fotogrammetria digitale ad alta definizione e della rilevazione laser scanner, dalle quali sono state ricavate le cosiddette nuvole di punti con la restituzione di un modello digitale che riproduce fedelmente tutte le informazioni dell’Oratorio e consente di accedere ad ogni singolo dettaglio navigando al suo interno. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una perfetta replica digitale aperta non soltanto ai visitatori virtuali che potranno navigare al suo interno e godere della sua magnifica bellezza, ma anche ad esperti, studiosi e ricercatori che potranno utilizzare i dati georeferenziati per le loro attività.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nell’ambito della conservazione e valorizzazione del patrimonio storico-culturale il Digital Twin può essere uno strumento d’aiuto davvero fondamentale, attualmente poco utilizzato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutte le opere hanno una vita che risente non soltanto del trascorrere naturale del tempo, ma anche dell’accelerazione imposta dall’inquinamento ambientale, da eventuali catastrofi naturali o provocate dall’uomo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutelare il bene culturale per trasmetterlo alle generazioni future affinché ne possano godere e fruire è un obbligo morale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Gemello Digitale dei beni culturali consente di cristallizzare fedelmente il bene nello stato in cui ci è giunto. Per di più mette a disposizione una serie di informazioni che possono essere utilizzati da studiosi ed esperti per gli usi più opportuni (condurre esperimenti, studio del bene, attività di restauro e conservazione, ecc.).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’ulteriore flusso continuo di dati ed informazioni (arricchito con l’uso di sensori) consente anche il monitoraggio e il controllo di diversi aspetti, ad esempio gli effetti della luce e del suono, i livelli di CO2, di umidità e deterioramento del materiale, la ventilazione, gli effetti della presenza dei visitatori sullo stato del bene.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche in archeologia, dove la maggior parte delle attività di ricerca non sono reversibili, si può utilizzare il Digital Twin: ad esempio, per simulare il sito di scavo che resterà immutabile e su cui potranno lavorare simultaneamente archeologi e tecnici finanche da luoghi diversi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Digital Twin è altresì uno strumento per la promozione e valorizzazione del bene culturale, oltre ad essere un prezioso strumento di conservazione e studio per i diversi esperti e studiosi, può essere utilizzato anche come base per i Virtual Tour e, quindi, per consentire ai visitatori virtuali di conoscerlo in maniera più immersiva.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una copia digitale, a differenza di una copia “manuale”, si presta, dunque, a soddisfare infinite necessità di tecnici, studiosi ed estimatori. In aggiunta consente di poter realizzare un’esperienza immersiva che si aggiunge a quella semplicemente visiva della copia manuale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Linkografia </span></p>
<p><a href="https://www.artribune.com/dal-mondo/2019/06/mona-lisa-beyond-the-glass-mostra-in-realta-virtuale-sulla-gioconda-di-leonardo-al-louvre/"><span style="font-weight: 400;">Mona Lisa: Beyond the Glass. Mostra in realtà virtuale sulla Gioconda di Leonardo al Louvre</span></a></p>
<p><a href="https://www.digitalavmagazine.com/it/2021/09/16/un-gemelo-virtual-acerca-al-visitante-al-arte-paleolitico-de-la-cueva-de-lascaux/"><span style="font-weight: 400;">Un &#8216;Gemello Virtuale&#8217; avvicina il visitatore all&#8217;arte paleolitica della Grotta di Lascaux</span></a></p>
<p><a href="https://www.wired.it/attualita/tech/2021/05/14/notre-dame-ricostruzione-stampa-3d/"><span style="font-weight: 400;">Notre-Dame di Parigi la ricostruzione in 3D </span></a></p>
<p><a href="https://www.archeomatica.it/documentazione/realizzazione-del-digital-twin-della-statua-del-san-giuseppe-di-macerata"><span style="font-weight: 400;">Realizzazione del digital twin del San Giuseppe di Macerata</span></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/loratorio-di-san-giorgio-di-padova-rivive-con-il-suo-digital-twin/"><span style="font-weight: 400;">L’Oratorio di San Giorgio rivive con il suo digital twin</span></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/il-digital-twin-per-gli-interventi-di-restauro-dei-beni-storici/"><span style="font-weight: 400;">Il Digital Twin per gli interventi di restauro dei beni storici</span></a></p>
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