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	<title>conservazione Archives - Geolander</title>
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		<title>La bellezza in rivolta</title>
		<link>http://geolander.it/la-bellezza-in-rivolta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonietta Latronico]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Mar 2022 16:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geoculture]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[conservazione]]></category>
		<category><![CDATA[patrimonio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutti i grandi riformatori cercano di costruire nella storia quello che Shakespeare, Cervantes, Molière, Tolstoj hanno saputo creare: un mondo sempre pronto ad appagare la fame di libertà&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><span style="font-weight: 400;">Tutti i grandi riformatori cercano di costruire nella storia quello che Shakespeare, Cervantes, Molière, Tolstoj hanno saputo creare: un mondo sempre pronto ad appagare la fame di libertà e di dignità che sta in cuore ad ogni uomo. </span></p>



<p><span style="font-weight: 400;">La bellezza, senza dubbio, non fa le rivoluzioni. Ma viene il giorno in cui le rivoluzioni hanno bisogno di lei. </span></p>



<p><span style="font-weight: 400;">Si può, eternamente, rifiutare l’ingiustizia senza cessare di salutare la natura dell’uomo e la bellezza del mondo?</span></p>



<p><span style="font-weight: 400;">Questo è uno degli interrogativi che lo scrittore Camus si poneva nel suo libro “L’uomo in rivolta”.</span></p>



<p><span style="font-weight: 400;">Nietzsche, richiamato nelle pagine del libro, affermava che “<em>Nessun artista tollera il reale</em>”, questo è vero, ma è altrettanto vero che nel corso della storia anche l’uomo comune non ha tollerato e ha distrutto quanto è stato creato per rappresentare la realtà o una visione di essa.</span></p>



<p><span style="font-weight: 400;">Le rivolte individuali, gli eventi naturali, le guerre hanno sempre avuto ed hanno come vittime non soltanto le persone, ma anche la bellezza e tutto quanto essa rappresenta.</span></p>



<p><span style="font-weight: 400;">Le motivazioni che alimentano questa volontà distruttiva possono essere diverse, dalla semplice disattenzione pragmatica verso tutto ciò che è bellezza e porta ad esempio ad abbattere palazzi storici non tutelati per costruire nuovi spazi urbani anonimi e in spregio di manufatti dal valore inestimabile, a quelle ideologiche, religiose, politiche di eliminazione dell’identità, della memoria, della storia, del passato di un popolo.</span></p>



<h3 class="wp-block-heading"><b>Ma il mondo è condannato ad essere più o meno bello a seconda dell’opinione di chi può decidere oppure ci dev’essere un’idea universale di bellezza?</b></h3>



<p><span style="font-weight: 400;">Prima del 1937 per arrivare a Piazza San Pietro, a Roma, si doveva attraversare antichi quartieri e un groviglio di vicoli che aprivano con sorpresa lo sguardo sulla bellissima piazza.</span></p>



<p><span style="font-weight: 400;">Ma Mussolini ritenne opportuno radere al suolo i vecchi borghi ed aprire l’attuale via della Conciliazione, un enorme strada che ha tolto l&#8217;incanto della sorpresa lasciando aperto lo sguardo sulla piazza.&nbsp;</span></p>



<p><span style="font-weight: 400;">Papa Urbano VIII Barberini pensò bene, invece, di far smontare quasi metà del perimetro esterno del </span><span style="font-weight: 400;">Colosseo</span><span style="font-weight: 400;"> per realizzare il palazzo di famiglia.</span></p>



<p><span style="font-weight: 400;">Palermo è piena di ville e palazzi storici abbattuti. Emblematica resta la demolizione di Villa Deliella famosa per essere stata rasa al suolo in una notte, con un perfetto tempismo prima che entrasse a far parte dei beni tutelati.&nbsp;</span></p>



<p><span style="font-weight: 400;">Tanti sono gli amministratori delle nostre città e borghi che con poca sensibilità e rispetto per la bellezza distruggono quanto di pregio è stato fatto in passato in nome di piazze, chiese e palazzi più funzionali alle necessità della vita moderna, anziché immaginare una riqualificazione aperta alla modernità nel rispetto della memoria dei luoghi.&nbsp;</span></p>



<p><span style="font-weight: 400;">Bisognerebbe prendere come esempio gli antichi romani che non eliminarono, ma fecero del reimpiego dei materiali un’arte. Colonne, capitelli, ornamenti ed ogni altro elemento per costruire ed abbellire come materiale già pronto, anziché farlo ex novo.</span></p>



<p><span style="font-weight: 400;">Ma nel passato c’è anche chi ha cercato di salvare la bellezza dalle catastrofi naturali e dalle guerre. Così, ad esempio, i veneziani tra il 1915 e il 1916 ricoprirono la Basilica di San Marco di armature di legno per proteggerla dai bombardamenti.</span></p>



<p><span style="font-weight: 400;">E’ certamente vero che tutto è in movimento e che le cose cambiano, ma forse di fronte alla bellezza oggettiva di un paesaggio della natura o realizzato dall’uomo dovremmo lavorare per costruire un’idea universale di bellezza che ci obblighi a preservarla per poterla trasmettere immutata a quanti verranno dopo di noi.</span></p>



<p><span style="font-weight: 400;">Ed allora si perfezionano le tecnologie per poter ricostruire, in caso di distruzione per eventi naturali o umani, ciò che resta o non esiste più.</span></p>



<p><span style="font-weight: 400;">La cappella Ovetari situata nella chiesa degli Eremitani a Padova e celebre per ospitare un ciclo di affreschi di Andrea Mantegna, bombardata durante la seconda guerra mondiale perse completamente quasi tutti gli affreschi, salvandosi soltanto due scene staccate.</span></p>



<p><span style="font-weight: 400;">Oggi, grazie ad un restauro, coadiuvato dall’uso di apparecchiature computerizzate, è stato possibile ricollocare e ridare vita ai quei frammenti.</span></p>



<p><span style="font-weight: 400;">Ed ancora si creano strumenti capaci di cristallizzare il patrimonio culturale nello stato in cui ci è pervenuto per poterlo custodire e preservare.</span></p>



<p><img decoding="async" class="wp-image-7448" style="width: 730px;" src="http://geolander.it/wp-content/uploads/2022/03/francesco-alberti-pNAjCI0auMU-unsplash.jpg" alt="bellezza"></p>



<h3 class="wp-block-heading"><span style="font-weight: 400;">La vera rivolta diventa, dunque, la conservazione della bellezza.</span></h3>



<p><span style="font-weight: 400;">Si assiste, così, a piccoli segni di rivolta come il riconoscimento internazionale della tutela dei beni del patrimonio artistico che consente di processare e condannare chi commette “crimini contro l’umanità” quando si distrugge il patrimonio culturale.</span></p>



<p><span style="font-weight: 400;">Nel 2016, davanti alla Corte Penale internazionale dell’Aja, si è svolto il primo processo della storia per crimini contro l&#8217;umanità per la distruzione di templi e monumenti, nei confronti di Ahmad Al Faqih al-Mahdi, accusato di aver distrutto nel 2012 a Timbuctù nove tra moschee e mausolei risalenti tra il XIII e il XVII secolo. Al Mahdi, che si è riconosciuto colpevole dei crimini di cui è stato accusato, è stato condannato a 9 anni di reclusione.</span></p>



<p><span style="font-weight: 400;">Tristemente attuali le scene di guerra in Ucraina. </span></p>



<p><span style="font-weight: 400;">Nella città di Leopoli le donne hanno avvolto statue e quadri con teloni per metterli al sicuro. Un vero e proprio esercito di agenti è stato dispiegato per proteggere con ogni mezzo il ricco patrimonio architettonico e artistico che è valso a Leopoli l&#8217;iscrizione al patrimonio Unesco nel 1998.&nbsp;</span></p>



<h3 class="wp-block-heading"><b>Si può, eternamente, rifiutare l’ingiustizia senza cessare di salutare la natura dell’uomo e la bellezza del mondo?</b></h3>



<p><span style="font-weight: 400;">Camus alla domanda risponde “sì” ed aggiunge che “<em>Mantenendo la bellezza, prepariamo quel giorno di rinascita in cui la civiltà metterà al centro delle sue riflessioni, lungi dai principi formali o dai valori sviliti della storia, quella virtù viva che fonda la comune dignità del mondo e dell’uomo, e che dobbiamo ora definire di fronte a un mondo che la insulta</em>”.</span></p>



<p><b>Linkografia</b></p>



<p><a href="https://www.venetostoria.com/?p=8829#:~:text=UNA%20PADOVA%20DISTRUTTA%3A%20LA%20CAPPELLA%20OLIVETARI%20CON%20GLI%20AFFRESCHI%20DEL%20MANTEGNA,-di%20Millo%20Bozzolan&amp;text=La%20cappella%20Ovetari%20si%20trova,il%201448%20e%20il%201457."><span style="font-weight: 400;">Una Padova distrutta: la cappella Olivetari con gli affreschi del Mantegna</span></a></p>



<p><a href="https://catalogo.beniculturali.it/approfondimento/la-protezione-del-patrimonio-culturale-al-tempo-della-grande-guerra/la-guerra-sui-cieli-venezia#:~:text=Pi%C3%B9%20complicata%20fu%20la%20protezione,la%20perdita%20delle%20tessere%20musive."><span style="font-weight: 400;">La guerra sui cieli di Venezia</span></a></p>



<p><a href="https://www.finestresullarte.info/opinioni/distruzioni-patrimonio-guerre-cosa-puo-fare-la-comunita-internazionale"><span style="font-weight: 400;">La distruzione dei beni culturali durante le guerre: cosa può fare la comunità internazionale?</span></a></p>



<p><a href="https://www.ultimavoce.it/arte-in-ucraina/"><span style="font-weight: 400;">Arte in Ucraina: la cultura non sfugge alla distruzione</span></a></p>



<p><a href="https://www.rainews.it/photogallery/2022/03/le-statue-avvolte-dai-teli-i-quadri-nei-bunker-leopoli-mette-in-salvo-le-sue-opere-darte-340a8d35-0210-41d0-aede-d41683dadc99.html"><span style="font-weight: 400;">Leopoli mette in salvo le sue opere d’arte</span></a></p>



<p><a href="http://geolander.it/loratorio-di-san-giorgio-di-padova-rivive-con-il-suo-digital-twin/">L’Oratorio di San Giorgio di Padova rivive con il suo Digital Twin</a></p>



<p>Crediti</p>



<p>Foto di&nbsp;<a href="https://unsplash.com/it/@frensisalberti?utm_content=creditCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=unsplash">Francesco Alberti</a>&nbsp;su&nbsp;<a href="https://unsplash.com/it/foto/una-statua-di-un-uomo-e-una-donna-con-una-stella-in-testa-pNAjCI0auMU?utm_content=creditCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=unsplash">Unsplash</a></p>
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