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	<title>borghi Archives - Geolander</title>
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	<description>Invisible data, visible decisions.</description>
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	<title>borghi Archives - Geolander</title>
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	<item>
		<title>Baradili, 79 abitanti, porta i suoi dati geografici nella PDND</title>
		<link>http://geolander.it/baradili-il-comune-piu-piccolo-della-sardegna-porta-i-suoi-dati-geografici-nella-pdnd/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonietta Latronico]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Oct 2023 06:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Granai digitali]]></category>
		<category><![CDATA[Rotte comunicative]]></category>
		<category><![CDATA[Baradili]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[PDND]]></category>
		<category><![CDATA[pnrr]]></category>
		<category><![CDATA[spopolamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Baradili è un Comune in provincia di Oristano ed è il meno popoloso della Sardegna con solo 78 abitanti. In questi ultimi anni si parla tanto di spopolamento&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.comune.baradili.or.it/it/">Baradili</a> è un Comune in provincia di Oristano ed è il meno popoloso della Sardegna con solo 78 abitanti.</p>
<p>In questi ultimi anni si parla tanto di <a href="http://geolander.it/voglio-solo-un-paese/">spopolamento</a> di borghi e paesi, simposi continui cercano di capirne le cause, quando è evidente, come il sole che sorge ogni mattina, che nella maggior parte dei casi è la mancanza di servizi a determinare nelle persone la convinzione di abbandonare il proprio luogo d’origine.</p>
<p>Baradili, con un meraviglioso territorio ricco di vigneti, oliveti, mandorleti, tradizioni, bellezze naturalistiche e archeologiche ha deciso di sfruttare le opportunità offerte dal PNRR per raccogliere i suoi dati geografici e renderli interoperabili all’interno della Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND).</p>
<p>La digitalizzazione dei servizi è indispensabile per la pianificazione e gestione corretta del territorio, attività che implicano la partecipazione corale di diversi soggetti spesso chiamati a reperire le informazioni di cui necessitano in una sequenza di comparti stagni con conseguenti ritardi, disservizi e aumenti di costi.</p>
<p>Gli amministratori dei piccoli Comuni hanno una certa riluttanza a capire l’importanza dell’adozione di mappe digitali 3D o, meglio ancora, di Digital Twins per la pianificazione e gestione del proprio territorio. Questo atteggiamento è pienamente giustificato dalla mancanza di un’effettiva conoscenza dei benefici che possono derivare dalla loro utilizzazione, dalla resistenza al cambiamento o dalla carenza di risorse economiche.</p>
<p>In una società, ormai super connessa e tecnologica, è davvero assurdo ed ingiustificato che si continui a parlare di servizi “smart” soltanto ed esclusivamente per le grandi città, come se i piccoli centri fossero figli di un Dio minore.</p>
<p><strong>Perché i dipendenti di un piccolo paese non possono disporre delle stesse tecnologie per gestire il territorio del proprio Comune e offrire ai cittadini servizi più efficienti?</strong></p>
<p>La mappa 3D del territorio comunale offre, ai decisori politici e ai dipendenti preposti ai diversi settori, il grande vantaggio di avere una visualizzazione dettagliata e realistica di ogni singolo elemento del comune in modo da avere a disposizione tutti i dati che consentiranno loro di valutare preventivamente l’impatto delle decisioni sulla pianificazione del territorio, sulla gestione delle emergenze, sull’efficienza dei servizi e sulla partecipazione e coinvolgimento dei cittadini.</p>
<p>Il 19 Maggio scorso si è chiuso l’Avviso previsto dalla Misura 1.3.1 PDND del PNRR rivolto ai Comuni per ottenere un voucher economico da utilizzare per far transitare i propri dati ed accreditarsi alla <a href="https://innovazione.gov.it/progetti/dati-e-interoperabilita/">Piattaforma Digitale Nazionale Dati</a> (PDND).</p>
<p>L’obiettivo della piattaforma è quello di a<strong>bilitare lo scambio d’informazioni tra gli enti e la pubblica amministrazione</strong> favorendo l’interoperabilità dei sistemi informativi e delle basi dati pubbliche per dare attuazione al principio europeo del <em>“once-only”</em>, cioè l’inserimento di dati una sola volta, permettendo così a cittadini e imprese di non dover più fornire le informazioni che la pubblica amministrazione già possiede per accedere a un servizio.</p>
<p>Tra i vari dati che dovranno transitare nella PDND quelli geografici sono tra quelli più utili ed importanti per le pubbliche amministrazioni poiché sono indispensabili per la programmazione e gestione territoriale, per le attività di protezione civile, per l’ottimizzazione dei trasporti, dei percorsi dei mezzi di servizio ed in generale per l’efficiente funzionamento dei servizi pubblici.</p>
<p>Le informazioni geografiche del Comune di Baradili sono state raccolte, con la collaborazione di <a href="http://geolander.it/chi-siamo/">Geolander.it</a>, che con strumenti di rilevazione tecnologicamente avanzati ha preventivamente acquisito gli elementi georeferenziati necessari per la realizzazione della banca dati e delle mappe 3D del territorio, da cui estrarre contenuti, oggetti e misurazioni, per poi realizzare il sistema (API) e rendere interoperabili le informazioni rilevate all’interno della PDND.</p>
<p>Il Comune di Baradili ha sfruttato l’occasione offerta dal PNRR e dopo aver creato le banche dati e costruito il sistema per renderle interoperabili ha compiuto, con lungimiranza, il primo passo per creare un ecosistema diretto ad incrementare l’efficienza dell’azione amministrativa, migliorare le infrastrutture, ridurre la richiesta di dati al cittadino e creare nuove opportunità di partecipazione e sviluppo.</p>
<p>Baradili è un esempio virtuoso anche per gli altri piccoli Comuni su come si possa cambiare atteggiamento e guardare in ottica “smart e <a href="http://geolander.it/la-citta-saggia/">saggia</a>” l’organizzazione dei servizi e del proprio territorio.</p>
<p>Linkografia</p>
<p><a href="http://geolander.it/utilita-del-digital-twin-nella-gestione-amministrativa-e-territoriale-dei-piccoli-comuni-e-delle-citta-rassegna-stampa-geolander-it/">Utilità del Digital Twin nella gestione amministrativa e territoriale dei piccoli comuni e delle città: rassegna stampa Geolander.it | Geolander.it</a></p>
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		<title>Voglio solo un paese</title>
		<link>http://geolander.it/voglio-solo-un-paese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonietta Latronico]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2023 13:50:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Territori]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[La restanza]]></category>
		<category><![CDATA[Snai]]></category>
		<category><![CDATA[spopolamento]]></category>
		<category><![CDATA[Svimez]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Provate a scrivere e cercare su Google la domanda “Perché i paesi sono morti?”, la risposta sarà una serie di link che rimandano alla pandemia da Covid. Riprovate&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Provate a scrivere e cercare su<strong> Google</strong> la domanda “Perché i paesi sono morti?”, la risposta sarà una serie di link che rimandano alla pandemia da Covid.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riprovate a formulare la domanda sostituendo il termine paese con borgo. Il motore di ricerca vi restituirà una grande quantità d’informazioni sul fenomeno dello spopolamento dei borghi delle aree interne.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo banale esperimento serve a dimostrare che i paesi stanno scomparendo non soltanto dalla geografia territoriale, ma anche dal nostro vocabolario in favore del più “influencer” ed affascinante termine borgo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli amministratori dei paesi dopo aver messo in cantiere tutte le soluzioni politiche hanno cercato di garantire la sopravvivenza dei propri paesi ricorrendo alla fascinazione per attrarre e soddisfare i bisogni più disparati e far diventare il proprio borgo “primo” in qualcosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E così sono nati il primo: Borgo dei gatti, Borgo dog, Borgo del benessere, Borgo a 1euro, Borgo del cashback, Borgo affrescato, Borgo vegetariano, Borgo telematico, Borgo accogliente con le persone con demenza, Borgo degli anziani, Borgo delle candele, Borgo degli artisti, Borgo più bello d’Italia, Borgo dei Borghi, Borgo certificato autentico, Borgo bandiera arancione, Borgo del cuore, Borgo diffuso, Borgo che vorrei e chissà quanti ancora ne usciranno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I paesi non si rigenerano con gli slogan e proposte temporanee. Nel libro “<em><strong>La restanza</strong></em>” l’antropologo <strong>Vito Teti</strong> analizza il fenomeno della restanza come un nuovo senso dei luoghi, dell’abitare che riguarda non soltanto i piccoli paesi, ma anche le città.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Partire e restare sono i due poli della storia dell’umanità. Al diritto a migrare corrisponde il diritto a restare, edificando un altro senso dei luoghi e di se stessi. <em>Restanza </em>significa sentirsi ancorati in un luogo da proteggere e nel contempo da rigenerare radicalmente”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Vito Teti “<em>riabitare significa ricostruire le comunità, creare le condizioni essenziali per consentire di rimanere a chi vuol restare, per favorire il ritorno di chi vuole tornare, per accogliere chi ha maturato la scelta della vita da paese…Ogni paese, ogni frazione, ogni villaggio – anche quello con un solo abitante – ha il diritto all’esistenza, ad essere curato, tutelato in quanto presidio geografico, culturale, mentale delle popolazion</em>i”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La pandemia aveva aperto in maniera violenta lo sguardo su nuove possibilità dell’abitare. I paesi sono stati assediati da persone bisognose di aria e rapporti autentici. Ma passato il pericolo i paesi sono ritornati nel letargo invernale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli abitanti scappano perché mancano i servizi. La politica ha ragionato in termini affaristici e di numeri, incentivando e favorendo la diaspora. Come spiegato nel libro ‘<em><strong>L’Italia lontana’</strong></em>, a cura di Sabrina Lucatelli, Daniela Luisi, Filippo Tantillo “sono state le strutture dello Stato e dentro la classe politica e dirigente ad aver osteggiato la Strategia nazionale per le aree interne (Snai)”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se i paesi potessero avere nuovamente le scuole, le farmacie, i trasporti locali, le connessioni veloci, i servizi sociali e culturali, le banche, gli uffici postali, i presidi sanitari, probabilmente in molti non andrebbero via, altri ritornerebbero per costruire la propria famiglia in posti realmente capaci di offrire una migliore qualità della vita sia dal punto di vista sociale che economico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bisognerebbe mettere le persone in condizioni di poter scegliere tra situazioni che presentano vantaggi e svantaggi armoniosamente equilibrati. Si stanziano fondi in favore delle metropoli per rigenerare interi quartieri e renderli somiglianti alle piccole comunità, la famosa città dei 15minuti, per costruire boschi in altezza, per migliorare i trasporti e rendere le città sempre più connesse e green.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img decoding="async" class="wp-image-7057" style="width: 730px;" src="http://geolander.it/wp-content/uploads/2023/01/mathew-schwartz-PgNE82MUHAY-unsplash-scaled.jpg" alt="voglio"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è stata l’ennesima occasione mancata. Ancora una volta si è pensato ai turisti, finanziando residenzialità temporanee e strutture collettive, tra l’altro, a vantaggio di pochi eletti, anziché pensare alle esigenze vere del territorio e degli abitanti: <strong>ossia la costruzione delle infrastrutture necessarie all’abitabilità continua.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma la città non è la nemica dei paesi. L&#8217;esaltazione degli aspetti negativi dei centri urbani non porta necessariamente ad amare i paesi. Sarebbe auspicabile costruire una Smart Land un territorio intelligente nel quale sperimentare politiche diffuse, condivise e orientate ad aumentare la competitività e attrattività del territorio con un’attenzione specifica alla coesione sociale, all’innovazione, alla diffusione della conoscenza, alla creatività, all’accessibilità, alla libertà di movimento, alla fruibilità dell’ambiente e alla qualità del paesaggio e della vita dei cittadini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Interrogato sulla differenza tra smart city e smart land il professore Angelo Di Gregorio, Direttore del CRIET (Centro di Ricerca Interuniversitario in Economia del territorio) ha risposto: “<em>La principale distinzione è territoriale: il contesto di una grande area metropolitana, come può essere quello di città come Torino per arrivare fino al caso limite di Roma, è molto diverso da quello della maggior parte dei circa 8.000 Comuni italiani di piccole dimensioni. In queste aree, il concetto di smart city deve necessariamente essere declinato più in termini di territorio, di una smart land che in qualche modo possa aggregare diverse aree comunali per erogare quei servizi tipici della smart city</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img decoding="async" class="wp-image-7064" style="width: 730px;" src="http://geolander.it/wp-content/uploads/2023/01/jonas-koel-nnxWQZTmoxQ-unsplash-scaled.jpg" alt="mucca"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed allora, perché i paesi non possono diventare smart come le città? Perché non possono avere gli stessi servizi che abbatterebbero il divario tra le due realtà? La tecnologia migliora la qualità della vita, non toglie il connotato tipico dell’autenticità, caratteristica tanto amata dei borghi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mondo sta cambiando che ci piaccia o no. Per forza maggiore, probabilmente, nei prossimi anni saremo costretti a cambiare drasticamente il nostro modo di abitare i territori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La tecnologia sta rimodellando i modi di vivere. Il lavoro a distanza si sta affermando come la nuova normalità per migliaia di aziende in tutto il mondo e molti lavoratori in smart working sono alla ricerca di posti salubri dove lavorare e costruirsi una vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le nuvole minacciose della migrazione climatica, causate dall’aumento delle temperature globali e dagli eventi meteorologi estremi, non riguarderanno nel futuro molto prossimo soltanto le migrazioni esterne da Paese a Paese, ma si assisterà anche a migrazioni interne dalle città verso le montagne.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Internal Displacement Monitoring Agency ha calcolato che oggi le persone hanno il 60% per cento in più di probabilità di dover abbandonare la propria casa di quanto non ne avessero nel 1975. Dal 2008 al 2014 oltre 157 milioni di persone sono state costrette a spostarsi per eventi meteorologici estremi come inondazioni, tempeste, incendi, siccità e temperature estreme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Institute for Economics and Peace, un think tank con sede in Australia, ha indicato che ben 1,2 miliardi di persone potrebbero essere sfollate a livello globale entro il 2050 a causa degli effetti dei cambiamenti climatici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed allora forse è arrivato il momento di essere lungimiranti e non farsi cogliere impreparati e cominciare a pensare a nuovi modi dell’abitare che restituiscano ai paesi la dignità di spazi dove vivere in una comunità che guarda al futuro e non ad un villaggio turistico dove rigenerarsi i polmoni e girare per sagre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è una bella iniziativa del sindaco di <strong>Borgo San Lorenzo Paolo Omoboni </strong>che ha lanciato l’idea di accogliere in Mugello gli studenti fuorisede di Firenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo potrebbe essere un buon esempio di territori connessi che si uniscono per sfruttare reciprocamente le differenti potenzialità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Più precisamente, nell’idea del sindaco: <em>&#8220;Il Mugello può diventare una vera e propria opportunità di alloggio per gli studenti universitari. Da tempo leggiamo di affitti che ormai, a Firenze, hanno raggiunto prezzi davvero alti. Si va dai 600 euro per una camera singola, ai 450 euro a testa in una doppia.&#8221; Il Mugello da Firenze non è distante. Ci si mette meno a raggiungere il centro partendo da Borgo San Lorenzo, piuttosto che da alcuni quartieri del capoluogo. E anche di recente, a un convegno organizzato sullo sviluppo del Mugello, si è battuto soprattutto su questo tasto: <strong>avere collegamenti ferroviari migliori, più rapidi ed efficienti,</strong> con il giusto cadenzamento, e con servizi anche nella fascia serale – cosa al momento inesistente -, una vera e propria metropolitana di superficie, potrebbe modificare in modo significativo il futuro dell’area mugellana, avvicinandola ancor più a Firenze, che già oggi si raggiunge in soli quaranta minuti.</em>” (La Nazione).      </p>



<p class="wp-block-paragraph">  <img decoding="async" class="wp-image-7063" style="width: 750px;" src="http://geolander.it/wp-content/uploads/2023/01/arthur-mazi-XFI3zNu5Ba4-unsplash-scaled.jpg" alt="borgo">    </p>



<p class="wp-block-paragraph">La narrativa urbano-centrica degli ultimi ’50 anni ha dimenticato, come più volte sottolinea, nei suoi progetti e nei suoi scritti di <a href="https://www.linkedin.com/newsletters/6963383759404503042/">Geosofia Franc Arleo,</a> che il Belpaese ha un’anima e una vocazione profondamente rurale e che tutta l’Italia, anche quella delle città, si potrà rialzare e camminare in un futuro migliore &nbsp;se si ricorderà di avere una spina dorsale, quella degli Appennini e dei suoi paesi, e se agirà, anche politicamente, attraverso una distribuzione più equa di popolazione, servizi, innovazione e risorse fra i territori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Linkografia</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="La%20Nazione%20Firenze%20cronaca%20Idea%20Omoboni:%20%22Studenti%20in%20affitto%20a%20Borgo%22">La Nazione Firenze cronaca Idea Omoboni: &#8220;Studenti in affitto a Borgo&#8221;</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.einaudi.it/catalogo-libri/problemi-contemporanei/la-restanza-vito-teti-9788806251222/">La restanza</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="http://geolander.it/borghi-da-incubo/">Borghi da incubo</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="http://geolander.it/smart-city-smart-land-definizione-caratteristiche-differenze/">Smart city e smart land: definizione, caratteristiche, differenze. La metropoli diffusa quale forma di sviluppo e rivalutazione dei paesi delle Aree interne</a></p>
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		<item>
		<title>La degenerazione territoriale</title>
		<link>http://geolander.it/la-degenerazione-territoriale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonietta Latronico]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Apr 2022 15:49:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geoculture]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[real estate]]></category>
		<category><![CDATA[rigenerazione immobiliare]]></category>
		<category><![CDATA[rigenerazione territoriale]]></category>
		<category><![CDATA[rigenerazione urbana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per valutare il  successo della rigenerazione di un territorio bisogna guardare al risultato raggiunto: riqualificazione dell’area con conseguente miglioramento della vita di coloro che vi abitano.  Questa perfetta&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Per valutare il  successo della <strong>rigenerazione</strong> di un territorio bisogna guardare al risultato raggiunto: riqualificazione dell’area con conseguente miglioramento della vita di coloro che vi abitano. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa perfetta corrispondenza di risultati, nella realtà dei fatti, raramente si verifica.  Molto spesso si vende per rigenerazione territoriale ciò che più correttamente andrebbe definito come </span><b>rinnovamento </b><span style="font-weight: 400;">territoriale, ossia un processo di riqualificazione “fisica” del territorio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La rigenerazione territoriale è, invece, un concetto più complesso ed articolato che comporta una visione globale ed integrata poiché non riguarda esclusivamente la rigenerazione fisica degli spazi, ma partendo dalla bonifica e dal miglioramento degli aspetti ambientali dei luoghi li trasforma in strumenti funzionalmente diretti a risolvere anche i problemi sociali ed economici delle persone che li abitano. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Potremmo dire che la  rigenerazione territoriale ha una visione ed un obiettivo filantropico, mentre il rinnovamento territoriale ha una visione più ristretta diretta al soddisfacimento di bisogni che hanno natura chiaramente individualista. </span></p>
<p><b>Come dev’essere una rigenerazione di successo? </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La rigenerazione territoriale dev’essere una macchina produttrice di opportunità con un primo obiettivo corale: coinvolgimento dei residenti locali per promuovere sensibilità ed attaccamento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le persone che abitano un territorio non devono essere  viste come qualcosa da gestire, ma devono essere attori protagonisti. Bisogna partire dai loro bisogni e necessità. Occorre verificare preliminarmente quali siano le priorità della popolazione locale, dopodiché si potranno sviluppare idee progettuali e servizi alla comunità. Non il contrario. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un buon programma di rigenerazione inizia con il rispetto e recupero filologico di ciò che esiste già, che si tratti di persone, paesaggi o edifici.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se si crea un senso significativo del luogo, le persone se ne prenderanno cura assumendosene anche la paternità e questo porterà ad un autentico e duraturo sviluppo locale sia economico che sociale e culturale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Partendo dall’analisi dei bisogni devono essere successivamente attivate tutte quelle buone pratiche che portano ad una utile riqualificazione: dall’investimento nelle infrastrutture e nei trasporti alla valorizzazione del patrimonio culturale, dal miglioramento abitativo e dei servizi pubblici, e così via. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli eventi di questi ultimi anni, caratterizzati dalla Pandemia, avevano indicato la strada giusta da percorrere suggerendo una rigenerazione che tenesse conto anche delle situazioni di densificazione e intensificazione dei luoghi, una diversa valorizzazione dei servizi ecosistemici e interscambio tra le città e le aree rurali.   </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma qualcosa è andato storto. Molti finanziamenti ed energie private si stanno perdendo nei rivoli della disconnessione semantica della progettazione veloce e senza scopo. E, così ad esempio, la sperata risoluzione del problema dello spopolamento dei paesi si è tradotta nella resurrezione e rigenerazione di pochissimi Borghi che sono stati accarezzati dalla bacchetta magica della fata fortuna dimenticando, però, che un solo castello non potrà mai salvare l&#8217;intero reame.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche in questi casi una proficua rigenerazione impone di valorizzare filologicamente l’esistente in funzione delle opportunità che si possono innescare per le persone che li abitano. Per accompagnare ciò che è stato creato dall’uomo o che madre natura ci ha donato devono essere realizzate tutte quelle infrastrutture indispensabili affinché si possa arrivare ad avere un reale e lungo sviluppo locale e non semplicemente una “prima pagina” che dura il tempo di una  sola lettura.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Invece si assiste a voli pindarici per inventarsi cose avulse che non hanno nulla in comune con la vocazione dei luoghi e delle comunità. Tentativi di progetti di rigenerazione che  si trasformano in degenerazione territoriale che avranno, probabilmente, una vita legata a qualche stagione per essere poi messe nel dimenticatoio del déja vu o della insostenibilità dei costi di gestione. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">C’è stato un tempo in cui per due estati hanno navigato i greci in un meraviglioso lago che è stato “lacerato” per far in modo che la barca potesse ormeggiare al cospetto di un grande anfiteatro di cemento che è riuscito ad accogliere pochi curiosi ed, oggi, solitario assiste all’unico spettacolo della desolazione ed invoca una nuova rigenerazione visto che la prima è naufragata con la barca.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per le città, invece, la rigenerazione è pensata come riqualificazione delle periferie e dei centri storici, riconversione di edifici, bonifiche, viabilità innovativa tutto immaginato in un’ottica di sostenibilità ambientale e densificazione ispirata ai nuovi e moderni parametri delle smart cities.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma la riqualificazione ha una natura complessa, non è semplicemente un progetto tecnico ed innovativo. E&#8217; una filosofia di vita, una predisposizione caratteriale. Implica lungimiranza, altruismo, coralità, generosità, competenze, condivisione, bellezza, conservazione, rappresentazione e fusione del territorio con le persone e viceversa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Trovare amministratori e tecnici che condividano tutte queste caratteristiche non è affatto semplice. Forse per questo motivo buona parte dei progetti di rigenerazione sono destinati a trasformarsi in <strong>degenerazione territoriale</strong>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ed, allora, ci consoliamo guardando gli esempi di rara bellezza che ci vengono presentati con un foglio traslucido. Ignorando che dietro l’apparente riproduzione di bellezza si nascondono le ombre di comunità insoddisfatte. </span></p>
<p><b>Linkografia </b></p>
<p><a href="http://geolander.it/riqualificazione-urbana/"><span style="font-weight: 400;">La riqualificazione urbana tra etica e nuove soluzioni</span></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/guida-rigenerazione-territoriale-innovativa/"><span style="font-weight: 400;">Rigenerazione Territoriale Innovativa: la prima guida italiana alla rigenerazione territoriale</span></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/fare-e-disfare-i-luoghi-storie-di-displacement-e-placemaking/"><span style="font-weight: 400;">Fare e disfare i luoghi: storie di displacement e placemaking</span></a></p>
<p><a href="https://www.libraccio.it/libro/9788891782762/marco-dall'orso-andrea-ciaramella/sviluppo-immobiliare-e-rigenerazione-urbana-perche-alcuni-progetti-hanno-successo-e-altri-falliscono.html"><span style="font-weight: 400;">Sviluppo immobiliare e rigenerazione urbana perche alcuni progetti hanno successo e altri falliscono.</span></a></p>
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		<item>
		<title>Borghi, spopolamento e PNRR: cosa ne penserebbe la moglie di Darwin</title>
		<link>http://geolander.it/borghi-spopolamento-e-pnrr-cosa-ne-penserebbe-la-moglie-di-darwin/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonietta Latronico]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Dec 2021 15:57:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Territori]]></category>
		<category><![CDATA[Aree interne]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Fondi per i piccoli Comuni]]></category>
		<category><![CDATA[pnrr]]></category>
		<category><![CDATA[spopolamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il libro La moglie di Darwin, L’arte di prendere decisioni lungimiranti, scritto da Steven Johnson, pubblicato dalla casa editrice Il Margine, esaminando le decisioni complesse prese da singoli&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Il libro </span><b>La moglie di Darwin</b><span style="font-weight: 400;">, L’arte di prendere decisioni lungimiranti, scritto da </span><b>Steven Johnson</b><span style="font-weight: 400;">, pubblicato dalla casa editrice </span><b>Il Margine</b><span style="font-weight: 400;">, esaminando le decisioni complesse prese da singoli personaggi importanti o da gruppi nel corso della storia ci mostra come la capacità di prendere decisioni lungimiranti comporta una serie di azioni e valutazioni che se accuratamente impostate possono cambiare la direzione degli eventi, non soltanto storici, ma anche della vita personale di ognuno di noi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Steven, nell’illustrare i mezzi che abbiamo a disposizione per prendere buone decisioni, tra le altre cose interessanti, riporta l’esempio della “teoria” apparentemente un pò macabra “pre-mortem” di </span><b>Gary Klein</b><span style="font-weight: 400;">, psicologo ricercatore americano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Klein, nello studiare i processi che portano una persona a prendere delle decisioni, propone di fare un esercizio che chiama pre-mortem ossia una variante al procedimento medico del post-mortem o più semplicemente dell’autopsia. Quando si esegue un’autopsia il soggetto è, ovviamente, morto e al medico legale viene chiesto d’indagare sulle cause. Nel procedimento pre-mortem, invece, il soggetto non è ancora deceduto ed il medico viene invitato ad  immaginare che la persona morirà e ad individuare le possibili cause che determinano quella futura morte.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con questo esercizio Klein ha voluto dimostrare che le persone messe di fronte ad un evento futuro e potenziale &#8211; ma immaginato come se realmente accadrà &#8211; hanno dato spiegazioni più elaborate ed intelligenti rispetto a quelle fornite dai soggetti  a cui era  stato chiesto, invece, di spiegare le cause di un evento già verificatosi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ciò vuol dire che se nel prendere una decisione ci costringiamo ad immaginare eventi futuri che si realizzeranno riusciamo a prendere,  probabilmente, decisioni più lungimiranti perché ci focalizziamo, prioritariamente, su tutti quegli elementi critici che potrebbero portare all’eventuale insuccesso della nostra decisione (morte della persona) che potremmo, quindi, con largo anticipo correggere e superare, senza farci condizionare e fuorviare dalle nostre abitudini cognitive che ci costringono ad adottare soluzioni che abbiamo già sperimentato nel nostro percorso di vita.</span></p>
<p><b>La teoria del post-mortem di Klein come si comporterebbe di fronte alle prospettive offerte dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) per risolvere il problema dello spopolamento dei Borghi?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Ministro della Cultura, </span><b>Dario Franceschini,</b><span style="font-weight: 400;">  alla conferenza stampa,  del 20 dicembre 2021,  di presentazione dell’avviso pubblico per l’accesso alle risorse del </span><b>Piano Nazionale Borghi</b><span style="font-weight: 400;"> previsto dal PNRR, ha dichiarato: “Stiamo gestendo una grande operazione di valenza culturale e sociale. Si è parlato per molti anni nel nostro Paese di recupero delle aree interne e dei borghi, ma non ci sono stati grandi interventi finalizzati a concretizzare questo obiettivo. Le </span><b>nuove condizioni tecnologiche </b><span style="font-weight: 400;">consentono di far diventare dei luoghi di lavoro reali delle realtà che fino a pochi anni fa non potevano attrarre né persone, né occupazione. Il Piano Nazionale Borghi va in questa direzione con risorse molto importanti, pari a 1 miliardo di euro, per vincere la sfida del ripopolamento”.</span></p>
<p><b>L’intervento per l’attrattività dei borghi storici, previsto dal PNRR, si articola in due distinte linee di azione:</b></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">La prima finalizzata al rilancio economico e sociale dei borghi a rischio spopolamento (sono destinati 420 milioni di euro)  sosterrà progetti pilota per la rigenerazione culturale, sociale ed economica dei borghi. I progetti dovranno prevedere l’insediamento di nuove funzioni, infrastrutture e servizi nel campo della cultura, del turismo, del sociale o della ricerca, come ad esempio scuole o accademia di arti e dei mestieri della cultura, alberghi diffusi, residenze d’artista, centri di ricerca e campus universitari, residenze sanitarie assistenziali (RSA) dove sviluppare anche programmi a matrice culturale, residenze per famiglie con </span><b>lavoratori in smart working e nomadi digitali</b><span style="font-weight: 400;">.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">La seconda linea d’azione mira alla realizzazione di progetti locali di rigenerazione culturale di almeno 229 borghi storici.  </span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel dettaglio 380 milioni andranno a sostenere le proposte presentate dai Comuni in ambito culturale, dell’istruzione, ricerca, welfare, ambiente o turismo, mentre 200 milioni di euro verranno indirizzati quale regime di aiuto a micro, piccole e medie imprese localizzate o che intendono insediarsi nei borghi e che svolgono attività culturali, turistiche, commerciali, agroalimentari e artigianali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il 40% delle risorse complessive sarà destinato alle 8 regioni del Mezzogiorno e gli interventi dovranno essere portati a termine entro giugno 2026.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E’ del 15 dicembre, poi, la notizia che è stato pubblicato, in Gazzetta Ufficiale,  il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che ripartisce il “</span><b>Fondo di sostegno ai comuni marginali”</b><span style="font-weight: 400;">per gli anni 2021-2023, con l’elenco dei Comuni beneficiari. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In totale sono 180 milioni di euro assegnati a 1.187 comuni,  il </span><b>95% va al Sud,</b><span style="font-weight: 400;"> selezionati per le loro condizioni particolarmente svantaggiate, in quanto a forte rischio di spopolamento, con un Indice di vulnerabilità sociale e materiale elevato e con un basso livello di redditi della popolazione residente.</span></p>
<p><b>Le risorse potranno essere utilizzate per tre categorie di interventi nei territori soggetti a spopolamento per:</b></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">adeguamento di immobili comunali da concedere in comodato d&#8217;uso gratuito per l&#8217;apertura di attività commerciali, artigianali o professionali;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">concessione di contributi per l&#8217;avvio di attività commerciali, artigianali e agricole;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">concessione di contributi a favore di chi trasferisce la propria residenza e dimora abituale nei comuni delle aree interne, come concorso per le spese di acquisto e ristrutturazione dell&#8217;immobile (massimo 5.000 euro a beneficiario).</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Applicando l’esercizio post-mortem di Klein gli amministratori locali dovrebbero immaginare i loro  borghi già completamente disabitati e, quindi, discutere criticamente, ma questa volta in maniera lungimirante, su come utilizzare nel concreto ed in maniera proficua anche per il futuro queste importanti risorse &#8211; che probabilmente negli anni avvenire non saranno più stanziate &#8211; per salvare la vita dei paesi, senza perdere l’ennesima occasione.</span></p>
<p><b>Linkografia</b></p>
<p><a href="https://www.ibs.it/moglie-di-darwin-arte-di-libro-steven-johnson/e/9791259820006?gclid=CjwKCAiAtouOBhA6EiwA2nLKHy-Vzj8PWxEGPSovwJaycgNf97OgxAGTwsPtIOWBY4E20bcSV5Y_XhoC-CIQAvD_BwE"><span style="font-weight: 400;">La moglie di Darwin. L&#8217;arte di prendere decisioni lungimiranti</span></a></p>
<p><a href="https://cultura.gov.it/comunicato/21911"><span style="font-weight: 400;">PNRR, Franceschini: il Piano Nazionale Borghi per vincere la sfida del ripopolamento</span></a></p>
<p><a href="https://www.ministroperilsud.gov.it/it/comunicazione/notizie/dpcm-comuni-marginali/?fbclid=IwAR2nWn14BbWZ4oTQgVjSLhhKXZ-3flEd_a1l2fE-bCBU8VBPdKa-7QGQgxA"><span style="font-weight: 400;">Assegnato il Fondo per i comuni marginali, il 95% va al Sud</span></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/borghi-da-incubo/"><span style="font-weight: 400;">Borghi da incubo</span></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/rinascita-borghi-rigenerazione-culturale-urbana/"><span style="font-weight: 400;">La rinascita dei Borghi attraverso la rigenerazione culturale e urbana</span></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/metodologia-3r-rilevare-rigenerare-rivendere/"><span style="font-weight: 400;">La metodologia delle 3R: Rilevare, Rigenerare e Rivendere. Come recuperare e vendere in maniera innovativa gli immobili nelle aree rurali e nei piccoli Borghi</span></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/smart-city-smart-land-definizione-caratteristiche-differenze/"><span style="font-weight: 400;">Smart City e Smart Land: definizione, caratteristiche e differenze. La “metropoli diffusa” quale forma di sviluppo e rivalutazione dei Borghi e delle Aree interne</span></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/smart-city-smart-land-definizione-caratteristiche-differenze/"><span style="font-weight: 400;">http://geolander.it/smart-city-smart-land-definizione-caratteristiche-differenze/</span></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/vado-a-vivere-in-montagna-a-a-a-cercasi-casa-e-vantaggi/"><span style="font-weight: 400;">Vado a vivere in montagna, a.a.a. cercasi casa e vantaggi</span></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/il-borgo-del-futuro-la-rinascita-passa-dal-digitale/"><span style="font-weight: 400;">Il borgo del futuro, la rinascita passa dal digitale</span></a></p>
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		<title>PNRR e Green Communities: strumenti per stabilire il giusto equilibrio nella reciprocità tra mondo rurale e urbano</title>
		<link>http://geolander.it/pnrr-e-green-communities/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonietta Latronico]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Nov 2021 09:59:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geoculture]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[digitalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza]]></category>
		<category><![CDATA[pnrr]]></category>
		<category><![CDATA[pubblica amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[rurarity]]></category>
		<category><![CDATA[smart city]]></category>
		<category><![CDATA[verde pubblico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella missione 2 del PNRR all’Investimento 3.2 si parla di Green Communities. Il progetto intende aiutare lo sviluppo sostenibile e resiliente dei territori rurali e di montagna che&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella <b>missione 2 del PNRR all’Investimento 3.2 </b>si parla di Green Communities. Il progetto intende aiutare lo sviluppo sostenibile e resiliente dei territori rurali e di montagna che vogliono sfruttare in modo equilibrato le risorse principali di cui dispongono tra cui, in primo luogo, acqua, boschi e paesaggio, avviando <b>un nuovo rapporto sussidiario e di scambio con le comunità urbane e metropolitane.</b></p>
<p>Ciò verrà realizzato favorendo la nascita e la crescita di comunità locali, anche tra loro coordinate e/o associate (le Green communities), attraverso il supporto all’elaborazione, il finanziamento e la realizzazione di piani di sviluppo sostenibili dal punto di vista energetico, ambientale, economico e sociale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><b>Cosa sono e come nascono le Green Communities?</b></h2>
<p>Negli Stati Uniti con l’espressione Green Community, si è soliti indicare quelle aree verdi &#8211; terreni urbani inutilizzati, abbandonati o liberi da vincoli &#8211; che i proprietari delle abitazioni limitrofe decidono di gestire insieme per valorizzarli dal punto di vista ambientale. Questo lavoro corale, oltre a svolgere un’importante funzione sociale e di controllo del territorio, contribuisce a migliorare l’ aspetto ed il valore delle città intervenendo su zone destinate al degrado.</p>
<p>In Italia le Green Community sono comparse per la prima volta nella legge n.  221/2015 dove si legge “il Dipartimento per gli affari regionali, d’intesa con altri dicasteri, promuova la predisposizione della strategia nazionale delle Green Community diretta ai territori rurali e di montagna, che intendano sfruttare in modo equilibrato le risorse principali di cui dispongono, tra cui in primo luogo acqua, boschi e paesaggio”.</p>
<p>Il PNRR ha ripreso il discorso sulle Green Communities, ma a differenza della Legge 221 del 2015, dove l’attenzione era concentrata soltanto sulla valorizzazione e sostegno della montagna, appare, invece, che voglia dare centralità anche alla connessione sussidiaria e di scambio tra territori rurali e comunità urbane e metropolitane, le quali dovranno e potranno contribuire, attraverso diverse formule, allo sviluppo di quei territori destinati ad impoverirsi e spopolarsi e che da sempre forniscono una serie di servizi &#8211; cosiddetti servizi ecosistemici &#8211; necessari per la sopravvivenza ed il benessere delle città.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><b>Qual è l&#8217;obiettivo previsto dall’investimento del PNRR?</b></h2>
<p>L’obiettivo è quello di agevolare la creazione e la crescita di <b>30 Green Communities </b>ossia 30 comunità locali, coordinate ed associate tra loro, che vogliono realizzare insieme piani di sviluppo sostenibili dal punto di vista energetico, ambientale, economico e sociale. Per tale investimento è stato previsto un costo totale di <b>€ 135 mln</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><b>Quali sono i benefici che dovrebbero conseguire dalle Green Communities?</b></h2>
<p>Le Green Communities dovrebbero generare uno sviluppo sostenibile dal punto di vista energetico, economico ed ambientale nei seguenti ambiti:</p>
<ul>
<li aria-level="1">gestione integrata e certificata del patrimonio agro-forestale e delle risorse idriche, anche tramite lo scambio dei crediti derivanti dalla cattura dell’anidride  carbonica, la gestione della biodiversità e la certificazione della filiera del legno;</li>
<li aria-level="1">produzione di energia da fonti rinnovabili locali, quali microimpianti idroelettrici, biomasse, biogas, cogenerazione e biometano;</li>
<li aria-level="1">sviluppo di un turismo sostenibile, attraverso la valorizzazione delle produzioni locali;</li>
<li aria-level="1">costruzione e gestione sostenibile del patrimonio edilizio e delle infrastrutture per una montagna più moderna;</li>
<li aria-level="1">efficienza energetica e integrazione degli impianti e delle reti;</li>
<li aria-level="1">integrazione dei servizi di mobilità;</li>
<li aria-level="1">sviluppo di un modello di azienda agricola sostenibile, anche energeticamente indipendente attraverso la produzione e/o  l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Mariastella Gelmini, durante l’incontro  con la Giunta dell’Uncem – Unione nazionale Comuni Comunità Enti montani &#8211; ribadendo la volontà del Governo di dare centralità al tema del rilancio della montagna ha precisato: “<i>Abbiamo una importante congiuntura positiva, che dobbiamo assolutamente sfruttare. L’Expo di Dubai avrà tra i temi principali la montagna; nel Piano nazionale di ripresa e resilienza ci sono risorse per diffondere le green community; la legge quadro sulla montagna è stata collegata alla legge di bilancio, ed avrà dunque una corsia preferenziale in Parlamento. Le risorse europee e quelle che arriveranno con la nuova legislazione dovranno essere impiegate per </i><b><i>progetti che abbiano come obiettivi principali quelli di bloccare il fenomeno dello spopolamento dei Comuni montani, </i></b><i>di agevolare le professioni legate alla montagna, di garantire più servizi ai territori interni e meno accessibili</i>”.</p>
<p>Ha annunciato, altresì,  l’intenzione del Governo di creare un fondo unico per la montagna, in modo da semplificare il quadro normativo e burocratico per l’utilizzo di queste risorse e l&#8217;istituzione di una task force per dare assistenza tecnica ai piccoli Comuni in relazione ai progetti legati al Pnrr.</p>
<p>Il Piano di Ripresa e Resilienza (PNRR), con la sua Missione 2 diretta alla creazione delle Green Communities, ma anche alla tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano, offre, dunque, alle città gli strumenti per dimostrare gesti di gratitudine verso le montagne e le aree rurali che generosamente forniscono da sempre, senza alcuna compensazione, risorse indispensabili per il benessere e la sopravvivenza delle stesse città.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Linkografia</strong></p>
<p><a href="https://www.rinnovabili.it/energia/politiche-energetiche/pnrr-isole-verdi-green-communities-autoconsumo/">PNRR: focus su isole verdi, green communities e autoconsumo</a></p>
<p><a href="https://www.lagendanews.com/il-valore-dei-territori-rurali-e-di-montagna-le-green-communities/">Il valore dei territori rurali e di montagna: le Green communities</a></p>
<p><a href="http://geolander.it/pnrr-boschi-urbani/">PNRR e boschi urbani: la transizione ecologica passa dalla città</a></p>
<p><a href="http://geolander.it/servizi-ecosistemici/">Servizi ecosistemici e rapporto con la città: il PNRR occasione da sfruttare</a></p>
<p><a href="https://uncem.it/gelmini-incontra-uncem-azione-per-nuova-legge-montagna-green-communities-task-force-pnnr-per-i-comuni-piccoli-incremento-del-fondo-nazionale-montagna-contrasto-alle-sperequazioni-fiscalita-pec/">Gelmini incontra UNCEM: azione per una nuova legges sulla montagna, Green Communities, task force PNRR per i comuni piccoli</a></p>
<p>The post <a href="http://geolander.it/pnrr-e-green-communities/">PNRR e Green Communities: strumenti per stabilire il giusto equilibrio nella reciprocità tra mondo rurale e urbano</a> appeared first on <a href="http://geolander.it">Geolander</a>.</p>
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		<item>
		<title>Il ministro della solitudine</title>
		<link>http://geolander.it/il-ministro-della-solitudine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Franc Arleo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Sep 2021 18:18:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Persone e geografia]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadino]]></category>
		<category><![CDATA[Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza]]></category>
		<category><![CDATA[pnrr]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C’è un bisogno ancestrale di autenticità, gli stili veloci e la cultura della frenesia sono stati, in parte, sostituiti da immagini slow living: meno beni materiali e più&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">C’è un bisogno ancestrale di autenticità, gli stili veloci e la cultura della frenesia sono stati, in parte, sostituiti da immagini slow living: meno beni materiali e più valori spirituali e di comunità. In Giappone il Covid ha reso necessaria la nomina di un “</span><b>ministro della solitudine</b><span style="font-weight: 400;">” per affrontare le conseguenze drammatiche che il Coronavirus ha creato nella vita delle persone. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Che il mondo abbia subito processi di cambiamento sempre più accelerati è evidente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">David Quammen, nel suo saggio del 2012  dal titolo Spillover, scriveva: “</span><i><span style="font-weight: 400;">In una popolazione in rapida crescita, con molti individui che </span></i><b><i>vivono addensati </i></b><i><span style="font-weight: 400;">e sono esposti a nuovi patogeni, l’arrivo di una nuova epidemia è solo questione di tempo. E’ ipotizzabile che la prossima Grande Epidemia (il famigerato Big One) quando arriverà si conformerà al modello perverso dell’influenza, con alta infettività prima dell’insorgere dei sintomi.”</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tale ipotesi è diventata assurdamente realtà, la grande epidemia di cui parlava Quammen potrebbe essere il Coronavirus. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L</span><span style="font-weight: 400;">a pandemia da Covid-19  ci ha costretti in maniera brutale a modificare le nostre abitudini di vita, dimostrando con prove incontrovertibili e dolorose che, forse, è arrivato il momento di avere un approccio diverso al modo di vivere i nostri luoghi e di riabilitarli nella direzione della promozione della salute delle persone e del pianeta. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’ esposizione cronica all’inquinamento, è ormai dimostrato, che indebolisce il nostro corpo ed esaurisce le capacità necessarie per combattere ulteriori fattori di stress.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Secondo uno studio sulla risposta biologica dell’uomo all’ambiente in cui vive, condotto da CentricLab, laboratorio di neuroscienze, le comunità che soffrono di alti livelli di stress ambientale e psicosociale soffrono di disuguaglianza biologica. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli abitanti delle città hanno il 21% in più di probabilità di avere problemi d’ansia e il 39% in più di avere disturbi dell’umore. Inoltre, </span><span style="font-weight: 400;">due terzi dei 415 milioni di persone con diabete vivono nelle città e nei dintorni. Numero destinato a salire oltre 640 milioni entro il 2040.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra gli altri “figli” dell’inquinamento c’è anche il surriscaldamento terrestre che renderà molti posti invivibili. Jacobabad in Pakistan e l’emirato di Ras al-khaima sono due città che quest’anno hanno raggiunto una temperatura ritenuta incompatibile con la sopravvivenza umana.</span></p>
<h2><b>Ma quali sono le aspettative, i desideri delle persone nei prossimi anni e come pensano di poter sopravvivere nel migliore dei modi?</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Il  Covid-19 ci ha costretto a riflettere su tanti argomenti ed in particolar modo ha puntato i riflettori sull’importanza degli approcci preventivi allo stile di vita e su come la nostra futura sopravvivenza dipenderà da un nuovo allineamento tra benessere e modalità di vivere e di abitare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra le priorità delle persone c’è il benessere e la salute intesa non più semplicemente come forma fisica, ma soprattutto come benessere mentale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Maggiore attenzione è stata dedicata all’instabilità economica e finanziaria ed alle problematiche ambientali, con un bisogno invadente di connettersi con la natura.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Da un’indagine Coldiretti/Noto Sondaggi diffusa nell’incontro “L’Italia torna contadina”, quasi 1 italiano su 5 (17%) ha scelto di trascorrere le vacanze estive 2021 in campagna, parchi naturali, coniugando la voglia di normalità con la garanzia di stare in sicurezza senza rischiare gli affollamenti. Ma soprattutto più di un italiano su due (54%) vorrebbe lasciare la città per andare a vivere in campagna, spinto dalla ricerca di una migliore qualità della vita e dalla voglia di riscoprire il senso di comunità. Per finire, nel “lavoro” è emerso che più di 1 italiano su 3 (35%) consiglierebbe al proprio figlio di fare l’agricoltore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L</span><span style="font-weight: 400;">a proliferazione di strumenti digitali disponibili e accessibili alla maggioranza delle persone, ovunque e per ogni finalità, ha altresì trasformato radicalmente la società offrendo enormi opportunità per l’empowerment della persona.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo smart working, la “glocalizzazione” resa possibile dalla globalizzazione e dal mondo connesso consente oggi di lavorare e di produrre le tradizioni in qualsiasi parte del mondo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il cambiamento e la lungimiranza appartengono ai coraggiosi, come usava indicare Winston Churchill : “</span><i><span style="font-weight: 400;">Ciò che caratterizza l’eterno ripetersi della storia è l’assenza di lungimiranza, la riluttanza ad agire quando invece l’azione sarebbe semplice ed efficace, la mancanza di lucidità, la confusione nei consigli proferiti, fino al momento in cui non si verifica un’emergenza e non veniamo scossi dallo spirito di autoconservazione</span></i><span style="font-weight: 400;">”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Di fronte all’emergenza della storia e degli eventi degli ultimi due anni abbiamo assistito inizialmente ad una forte spinta delle persone a riappropriarsi di spazi e tempi propri dei luoghi rurali ed una costante attenzione da parte dei media al rilancio dei borghi italiani come modello di piena sostenibilità e resilienza. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tuttavia, finita la prima spinta emergenziale, è rimasta una nutrita voglia di ruralità tra le persone, mentre i media, pur di dare spazio a visionari e archistars della città del futuro hanno cominciato a proporre idee e modelli ben lontani dalla “lungimiranza” di cui parlava Churchill. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi che si avvia il motore operativo del PNRR è fondamentale che si mettano in pratica progetti di rigenerazione territoriale in cui i diversi attori abbiano una visione ben più ampia del modello urbano-centrico con cui abbiamo portato avanti gli ultimi ‘70 anni’ di sviluppo del Belpaese. </span></p>
<p><b>Linkografia</b></p>
<p><a href="https://www.ciwas.it/news/6-wellness-trend-per-il-2021/"><span style="font-weight: 400;">6 Wellness trend per il 2021</span></a></p>
<p><a href="https://winenews.it/it/un-italiano-su-2-vorrebbe-andare-a-vivere-in-campagna-il-17-intanto-ci-andra-nelle-vacanze-2021_442425/"><span style="font-weight: 400;">Un italiano su due andrebbe a vivere in campagna</span></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/lantropocene-sotto-casa/"><span style="font-weight: 400;">L’ antropocene sotto casa</span></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/il-piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza-pnrr-le-opportunita-per-i-borghi-e-le-aree-rurali/"><span style="font-weight: 400;">PNRR: le opportunità per i Borghi e le aree rurali</span></a></p>
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		<title>Recupero innovativo del patrimonio storico: HBIM, la tecnologia sposa dati ed informazioni</title>
		<link>http://geolander.it/hbim-recupero-innovativo-del-patrimonio-storico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonietta Latronico]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Sep 2021 13:58:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Patrimonio storico-culturale]]></category>
		<category><![CDATA[banca dati]]></category>
		<category><![CDATA[bim]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[digital twin]]></category>
		<category><![CDATA[digitalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza]]></category>
		<category><![CDATA[pnrr]]></category>
		<category><![CDATA[pubblica amministrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia la ricchezza del patrimonio storico è enorme, gli edifici monumentali ed in generale quelli che hanno oltre 40 anni di età sono circa il 60% del&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In Italia la ricchezza del patrimonio storico è enorme</strong>, gli edifici monumentali ed in generale quelli che hanno oltre 40 anni di età sono circa il 60% del totale.</p>
<p><strong>Il recupero dell’edilizia storica</strong>, edifici monumentali ed immobili minori dei centri storici e rurali, risponde ad un bisogno non soltanto “urbanistico”, ma anche di conservazione e ricostruzione dell’identità e della cultura di un luogo.</p>
<p><strong>Ogni edificio, dal momento in cui viene ultimato</strong>, inizia il suo percorso di vita che porterà all’invecchiamento con conseguente bisogno di fare interventi di manutenzione che per esseri fedeli e rispondenti al progetto iniziale dovranno conoscere oltre le modifiche architettoniche, intervenute nel corso degli anni, anche le caratteristiche storiche, lo stato di degrado, ecc. del fabbricato.</p>
<p><strong>Il settore dell’edilizia storica è, probabilmente</strong>, quello in cui meglio si possono esprimere le enormi potenzialità offerte dalle moderne tecnologie della Geomatica. La moderna progettazione digitale è focalizzata, difatti, sul <strong>Bim</strong> (Building Information Modeling) ma alla modellazione 3D, che rappresenta geometricamente i dati acquisiti, sarà opportuno aggiungere altre notizie.</p>
<p><strong>Queste informazioni possono essere fornite</strong> utilizzando una nuova disciplina che è l’HBim.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><b>Cos’è l’ HBim?</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">L’</span><b>HBim </b><span style="font-weight: 400;">(</span><b>Historical</b><span style="font-weight: 400;"> o Heritage Building Information Modeling) è un nuovo modo di modellare gli edifici esistenti, monumentali e non, che utilizza un processo BIM, aumentandone le potenzialità ed estendendo il suo utilizzo alla creazione di modelli 3D intelligenti, capaci di contenere e gestire informazioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Con l’HBim si definisce un nuovo metodo di lavoro</strong> nel quale si crea un modello che simula la costruzione di un edificio esistente, si studiano i procedimenti che hanno portato alla sua costruzione acquisendo dati (geometrici, dei materiali, storici, ecc.) che potranno essere utilizzati per migliorare il successivo procedimento di modellazione all’interno di un processo interattivo dove le informazioni, di qualsiasi genere, potranno essere aggiornate, sostituite e aggiunte, ma anche utilizzate per altri edifici simili a quello oggetto di rilievo e modellazione. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Quindi, per esempio</strong>, se una finestra con frontone e colonne si presenta simile, ma non uguale in diversi edifici, sarà possibile modellarla una volta sola e poi adattare le dimensioni e altri parametri al caso specifico in modo da creare un database universale.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><b>Come opera la metodologia HBim?</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Affinché un intervento di recupero</strong> sia il più possibile rispettoso delle caratteristiche strutturali e storiche di un edificio è necessario preliminarmente acquisire il più elevato numero di dati storici e tecnici.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Si inizia con una prima fase di rilievo</strong> e restituzione puntuale delle informazioni raccolte. Tali dati costituiscono la base di conoscenza per svolgere le necessarie analisi diagnostiche sull’edificio ed evidenziare i dettagli dei contenuti dell’intervento di recupero e di manutenzione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Nell’HBim le informazioni vengono raccolte</strong> utilizzando le tecnologie della fotogrammetria digitale ad alta definizione e della rilevazione laser scanner terrestre oppure area con l’impiego di droni per fare riprese foto e video dalle quali verranno, poi, ricavate immagini georiferite che combinati con i rilievi terra si tradurranno in “nuvole di punti”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Dall’elaborazione e fusione dei dati</strong> viene costruito un modello HBim che racchiuderà tutte le informazioni relative alla storia dell’edificio e consentirà di accedere ad ogni singolo dettaglio architettonico del manufatto dal quale sarà possibile generare disegni tecnici, documentazione in 3D, proiezioni ortografiche, sezioni, ecc.</span></p>
<h3></h3>
<h3><b>HBim qualcosa in più rispetto al BIM</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>In ambiente HBim il livello di interoperabilità</strong> è ancora più intenso rispetto al Bim, questo perché si lavora utilizzando un elevato numero di software specifici che devono interfacciarsi in open Bim e condividere tutte le informazioni che devono essere utilizzabili per tutto l’arco di vita dell’edificio.</span></p>
<h3></h3>
<h3><b>Quali sono i vantaggi dell’ HBim?</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>La possibilità di applicare l’approccio Hbim</strong> al patrimonio storico costituisce una sfida interessante sia nell’ambito della modellazione 3D sia nella gestione e valorizzazione dell’edificio stesso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>L’ Hbim permette di organizzare</strong> molti dati ed informazioni in modo coordinato tra vari professionisti con conseguente ottimizzazione delle risorse e dei relativi costi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>I modelli 3D ottenuti sono degli indici di contenuti</strong>, con dati consultabili che riguardano storia e caratteristiche tecniche dei singoli componenti, stato di degrado delle diverse parti dell’opera, nome delle imprese che hanno eseguito i diversi interventi nel tempo, ecc. Molteplici informazioni inserite in un data base ed utilizzabili da diversi soggetti interessati (dagli operatori della conservazione, ai progettisti, storici, fino ai visitatori) in modo semplice e intuitivo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Inoltre,  la componente digital gioca un ruolo importante</strong> non soltanto per progettisti e costruttori, ma anche per gli utenti finali. La trasformazione digitale consentirà ai proprietari degli immobili di vendere e fittare online i propri immobili.</span></p>
<p><strong>Nel </strong><b>Piano di Ripresa e Resilienza</b><span style="font-weight: 400;"> (PNRR), improntato all’innovazione tecnologica, si legge che: “L’Italia dispone di un patrimonio unico al mondo, ma molti siti/edifici sul territorio richiedono investimenti volti a migliorare capacità attrattiva, accessibilità e sicurezza”. Gli investimenti identificati dal PNRR riguarderanno l’attrattività dei borghi, la tutela e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale, la sicurezza sismica nei luoghi di culto, il restauro del patrimonio culturale del Fondo Edifici di Culto.</span></p>
<p><strong><i>Dietro ogni problema c’è un’opportunità</i></strong><span style="font-weight: 400;">, faceva notare Galileo Galilei. Il Piano di Resilienza offrirà il terreno fertile, l’importante occasione per sfruttare la metodologia HBim.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Linkografia</span></h2>
<p><a href="https://adhox.it/bim-edifici-storici/"><span style="font-weight: 400;">HBIM, cosa è e gli obiettivi del metodo BIM per gli edifici storici</span></a></p>
<p><a href="https://www.bimportale.com/dal-digital-twin-allhbim-restauro-palazzo-remondini/"><span style="font-weight: 400;">Dal Digital Twin all’ HBIM per il restauro di Palazzo Remondini </span></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/il-bim-come-strumento-collaborativo-nel-real-estate/"><span style="font-weight: 400;">Il BIM come strumento collaborativo nel real estate</span></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/digital-twin-o-gemello-digitale/"><span style="font-weight: 400;">Digital Twin o Gemello Digitale</span></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/il-piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza-pnrr-le-opportunita-per-i-borghi-e-le-aree-rurali/"><span style="font-weight: 400;">Il PNRR e le opportunità per i borghi e le aree rurali</span></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/discovery-pnrr-la-missione-1-cultura-e-turismo/"><span style="font-weight: 400;">Discovery PNRR: la Missione 1 cultura e turismo</span></a></p>
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		<title>Borghi da incubo</title>
		<link>http://geolander.it/borghi-da-incubo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Franc Arleo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 May 2021 16:53:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Territori]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[format]]></category>
		<category><![CDATA[geolander]]></category>
		<category><![CDATA[geomatica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando arriviamo in un borgo, in un paese, dovremmo mandare a memoria la frase di Sidney Sheldon che scriveva:  “prova a lasciare la Terra un posto migliore di&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Quando arriviamo in un borgo, in un paese, dovremmo mandare a memoria la frase di Sidney Sheldon che scriveva:  “</span><i><span style="font-weight: 400;">prova a lasciare la Terra un posto migliore di quando sei arrivato”.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel programma italiano </span><i><span style="font-weight: 400;">Cucine da incubo</span></i><span style="font-weight: 400;">, mutuato dal format inglese </span><i><span style="font-weight: 400;">Ramsay’s Kitchen Nightmares</span></i><span style="font-weight: 400;">, lo chef Antonino Cannavacciuolo ispeziona, dapprima, l’aspetto estetico, igienico e, poi, la qualità delle proposte culinarie del ristorante di turno da salvare. Ma non si ferma a questo: osserva lo staff durante il servizio, gli errori commessi nel retro cucina e in sala. Infine, cura il restyling della cucina compreso il menù, proponendo anche delle alternative coerenti con il posizionamento del brand del locale. </span></p>
<p><b>E questo cosa c’entra con i borghi? </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mutuando il format dovrebbe esistere anche un </span><i><span style="font-weight: 400;">Borghi da incubo. </span></i><span style="font-weight: 400;">Chissà che dopo questo articolo non ci pensi Netflix o qualche altra Casa di Produzione! </span></p>
<p><b>Ma a cosa servirebbe un format così? </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel momento esatto in cui contempliamo ogni giorno le classifiche dei borghi più belli d’Italia, nel tempo in cui non c’è un solo quotidiano online e cartaceo, italiano e internazionale,  in cui non si innalzi, naturalmente a ragione, la bellezza dei nostri campanili, proprio adesso bisogna dirla tutta: i borghi sono magnifici, ma hanno accumulato brutture e storture di ogni tipo dagli anni ‘70 in poi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Borghi spesso meravigliosi, anzi strepitosi, che appena esci dalle rappresentazione dei loro scorci da cartolina mostrano le loro orrende architetture, i colori improbabili o inesistenti. Ma non solo: pali della luce inadeguati, posizionati alla meno peggio o tanto energivori, segnaletica verticale e orizzontale dismessa, strisce pedonali invisibili, marciapiedi pericolosi, piste ciclabili dirute o inesistenti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In certi paesi, appena arrivi, ad accoglierti, spesso, trovi un agglomerato di case che prendono a sberle la bellezza del borgo antico, le sue origini architettoniche, la sua storia. Dino Risi affermava: “</span><i><span style="font-weight: 400;">in ogni bel borgo o paese, c’è sempre una brutta casa moderna”. </span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E’ un ‘benvenuto da incubo’, continuando sul format, un modo di accogliere dove, se arrivasse uno Cannavacciuolo dell’urbanistica e dell’estetica, dovrebbe impiegare qualche giorno a capire cosa fare per restituire bellezza di contesto e dignità vera a chi quelle case le abita. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Di storture e brutture estetiche i borghi sono pieni, anche quelli nella top ten dei più belli d’Italia. </span></p>
<p><b>Ok, ma cosa bisogna fare per rivitalizzare un ‘Borgo da incubo’? </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mutuando ancora il format televisivo chi abita e lavora in quelle cucine spesso non si accorge più delle cose ‘storte e brutte che non vanno’ perciò bisogna prima renderli consapevoli, ma come?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Bisogna avere lungimiranza di andare verso la digitalizzazione per immagini 3D ovvero effettuare rilievi con scannerizzazione a precisione centimetrica dell’intero borgo. Ottenere, cioè, una versione digitale reale, navigabile, interpretabile e misurabile del paese borgo, un formato da cui poter osservare ogni elemento estetico architettonico e urbanistico nel suo insieme fornendo ad ogni attore interessato alla rigenerazione e al rilancio del borgo dati trasparenti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’esperienza ci ha già dato i risultati, in una sola giornata di rilievi si portano a casa enormi quantità di dati da poter gestire e utilizzare su più tavoli di lavoro: dall’urbanistica alla segnaletica, dal verde allo stradale, dall’ambiente all’ energetico, dalla logistica all’ architettonico. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I dati raccolti e la loro leggibilità per immagini navigabili permettono ad ogni attore di essere consapevole degli interventi da effettuare ottimizzando i tempi ed evitando sovrapposizioni e complicazioni. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I dati, le nuvole di punti, le immagini 3D sono, per tornare alla comparazione ‘culinaria’, gli strumenti con cui lo Chef Cannavacciulo mostrava gli errori immediati su cui intervenire, ma anche le qualità da poter migliorare di ogni pietanza e di ogni particolare del ristorante. Il paese, il borgo è un piatto da presentare con armonia, non una bellezza da cartolina al centro e con sbavature continue ai bordi.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La geomatica, la scienza culinaria dei dati, ci aiuta finalmente a poter riequilibrare storture e brutture accumulate nel tempo nei nostri magnifici borghi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I borghi, come abbiamo scritto in un altro articolo, avranno nei prossimi anni una dotazione finanziaria importante e potranno proiettarsi nella transizione ecologica e digitale a partire dalla consapevolezza anche delle cose che non vanno e che vanno riequilibrate. </span></p>
<p><b>Linkografia</b></p>
<p><a href="http://geolander.it/il-piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza-pnrr-le-opportunita-per-i-borghi-e-le-aree-rurali/"><b>Piano Nazioale di Ripresa e Resilienza (PNRR): le opportunità per i borghi e le aree rurali </b></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/illuminazione-pubblica-millumino-di-meno-in-maniera-consapevole-ed-intelligente/"><b>Illuminazione pubblica: m’illumino di meno in maniera consapevole e intelligente</b></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/le-case-pettegole-la-prima-location-intelligence-platform-delle-case-e-dei-territori-rurali-italiani/"><b>Case pettegole</b><b>: la prima Location Intelligence Platform delle case e dei territori rurali italiani</b></a></p>
<p><a href="https://docs.google.com/document/u/0/d/16GSyISryYXM0vW4YRB6LC-ivJdt_0xJfERyxcIQX4IU/edit"><b>Geomatica per neofiti: definizioni e strumenti</b></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/metodologia-3r-rilevare-rigenerare-rivendere/"><b>La metodologie delle 3R: Rilevare, Rigenerare e Rivendere</b></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/proptech-cose-come-funziona-potenzialita-future/"><b>PropTech: cos’è, come funziona e potenzialità future</b></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/lirlanda-punta-alla-rigenerazione-degli-edifici-rurali-per-promuovere-il-lavoro-a-distanza-fuori-dalle-citta/"><b>L’Irlanda punta alla rigenerazione degli edifici rurali per promuovere il lavoro a distanza fuori dalle città </b></a></p>
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		<title>Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR): le opportunità per i Borghi e le aree rurali</title>
		<link>http://geolander.it/il-piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza-pnrr-le-opportunita-per-i-borghi-e-le-aree-rurali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonietta Latronico]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Apr 2021 09:44:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Territori]]></category>
		<category><![CDATA[aree rurali]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza]]></category>
		<category><![CDATA[pnrr]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco i principali investimenti previsti nel PNRR a favore dell’attrattività dei borghi, della valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale. Ci sono parole che hanno il potere di appassionare&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><i><span style="font-weight: 400;">Ecco i principali investimenti previsti nel PNRR a favore dell’attrattività dei borghi, della valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ci sono parole che hanno il potere di appassionare ed entusiasmare e di arrivare a fare &#8216;storia&#8217;. Una di queste parole è &#8216;Resilienza&#8217;. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Resilienza è una parola che ha fatto davvero tanta strada passando dall&#8217;identificare la capacità di alcuni materiali di assorbire e riprendere la propria forma originale, dopo un urto, a quella psicologica e sociologica, ovvero di riequilibrio psichico di un individuo o quello socio-economico di una comunità dopo un evento o più eventi traumatici. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma in attesa di vedere la trasfigurazione delle parola &#8216;resilienza&#8217; in fatti concreti andiamo a vedere come e perché il <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</strong> prevede alcuni punti fondamentali per i borghi e le aree rurali. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il ministro Franceschini più volte ha affermato che: “Bisogna intervenire su quelle centinaia di piccole realtà che hanno un potenziale enorme … e per far ciò è necessario avviare una profonda promozione del patrimonio storico anche grazie alla digitalizzazione e alla banda larga. I borghi hanno bisogno di essere messi nelle condizioni di essere attrattivi, perché sono un bacino, non solo mete turistiche, ma anche fonte per decentrare la crescita e la ricchezza dalle aree urbane evidenziata dalla pandemia. Per le aree rurali … va messa in campo una decisiva opera di manutenzione, messa in sicurezza e recupero dell’edilizia rurale”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel testo del Piano nazionale di ripresa e resilienza (</span><b>PNRR)</b><span style="font-weight: 400;"> redatto dal Governo Draghi tra gli interventi particolarmente interessanti ci sono quelli dedicati alla riqualificazione di borghi, parchi, giardini storici e patrimonio rurale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La vita quotidiana si muove frettolosamente e non offre l’opportunità di osservare ciò che ci circonda. La pandemia ha fermato questa corsa asettica ed ha consentito di poggiare lo sguardo su un’altro paesaggio: quello lento, discreto ed invadente soltanto nella sua bellezza. </span></p>
<p><b>Investimento 2.1 &#8211; Attrattività dei Borghi</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel PNRR nella sezione “Investimento 2.1 – Attrattività dei borghi”, è scritto che: “A fronte del sovraffollamento che ha spesso caratterizzato le attrazioni turistiche nelle principali città d’arte, tanti piccoli centri storici italiani (“Borghi”) offrono enorme potenziale per un turismo sostenibile alternativo, grazie al patrimonio culturale, la storia, le arti e le tradizioni che li caratterizzano”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli interventi in questo ambito si attueranno attraverso il “Piano Nazionale </span><span style="font-weight: 400;">Borghi”, un programma di sostegno allo sviluppo economico/sociale delle zone </span><span style="font-weight: 400;">svantaggiate basato sulla rigenerazione culturale dei piccoli centri e sul rilancio </span><span style="font-weight: 400;">turistico. In primo luogo, saranno attivati interventi volti al recupero</span> <span style="font-weight: 400;">del patrimonio </span><span style="font-weight: 400;">storico ed alla riqualificazione degli spazi pubblici aperti. </span></p>
<p><b>Investimento 2.2 &#8211; Valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma non soltanto Borghi, nella sezione “Investimento 2.2” particolare attenzione viene riservata alla tutela e valorizzazione dell&#8217;architettura e del paesaggio rurale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il mondo rurale nel corso degli anni ha subito un violento abbandono che ha prodotto degrado ed alterazione del paesaggio. Casolari, cascine, masserie abbandonate puntellano come vedette buona parte del territorio rurale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Recuperare e valorizzare gli edifici rurali significherà non soltanto tutelare e riqualificare il paesaggio, ma anche creare nuove occasioni di economia legata al mondo agricolo, artigianato e turismo sostenibile.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il mondo rurale è oggetto di sguardi attenti in tutta l’Europa. In Spagna, ad esempio, il Consiglio dei Ministri ha approvato un accordo che prevede 130 misure nel quadro del Piano di ripresa, trasformazione e resilienza. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Lavorare per recuperare le pari opportunità per i diritti delle persone su tutto il territorio è fondamentale”, ha detto il quarto vicepresidente Ribera, il quale ha precisato che “sono 6.800 i comuni con meno di 5.000 abitanti, molti dei quali sotto il limite di 12,5 abitanti per chilometro quadrato e qui si concentrano 5,7 milioni di persone”. Il piano, secondo Ribera, è incentrato sulla ricerca della “giustizia” in termini territoriali e delle opportunità per i suoi abitanti e della giustizia in termini generazionali, territoriali, di genere ed età. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il PRNN contiene una serie di misure che opportunamente miscelate potrebbero  portare a buoni risultati se il recupero, la riqualificazione e la programmazione, anche in chiave turistica, del patrimonio edilizio viene fatta con l’attenzione certosina di una ricamatrice. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma  all’ ago ed ai sistemi tradizionali occorre associare le migliori tecnologie (mapping digitale, laser scanner, virtual tour, 3D Technology</span><b>,</b><span style="font-weight: 400;"> Big data, ecc.) al fine di avere informazioni utili, autorevoli, affidabili e trasparenti su aree diverse come: il passato e lo stato di fatto dell’immobile, ubicazione georeferenziata e contesto in cui si trova,  in modo da poter realizzare una riqualificazione territoriale corretta, equilibrata, facile e vantaggiosa anche per il futuro. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E’ possibile, dunque, in questo momento storico fare un’ accurata operazione di “home staging” dei paesi che spesso accanto alla loro bellezza mostrano, in maniera sfacciata, anche tante brutture urbanistiche pubbliche e private che si sono susseguite in maniera confusa nel corso degli ultimi 40 anni. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La distonia urbanistica non è l’unica macchia, ma vi è anche il problema “dell’anagrafica” degli immobili. Difatti, spesso, è alquanto complicato intervenire perché c’è confusione nella titolarità della proprietà e la casa che resta immobile si trasforma in rudere. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Altre si fermano sospese perché si scoprono non conformi ai progetti iniziali, laddove vi sia pure traccia. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutte le buone iniziative dirette a ripopolare i borghi, sia con residenzialità stabili che turistiche, potranno, dunque, trasformarsi in reali opportunità, e non essere soltanto riuscite operazioni di marketing, allorquando saranno precedute da una serie di azioni che faranno diventare effettivamente appetibili, perché trasparenti, ogni situazione. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il singolo intervento dovrà essere accompagnato da una rigenerazione completa, efficiente ed integrata con il contesto in cui è inserita. Occorre un processo collaborativo di scambio tra pubblico e privato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I Borghi e le aree rurali sono territori antichi che hanno un potenziale enorme se opportunamente recuperati in un giusto equilibrio tra natura, uomo e tecnologia quale strumento di aiuto per la ricostruzione e per garantire anche a zone, considerate, un tempo disagiate, una qualità della vita migliore rispetto a quella che già offre.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Leonardo da Vinci ci rammenta che “Raramente cade chi ben cammina”.</span></p>
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<p><b>Linkografia</b></p>
<p><a href="https://www.agendadigitale.eu/infrastrutture/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza-la-grande-scommessa-per-dare-un-futuro-allitalia/"><b>Agenda digitale Piano Nazionale di ripresa e resilienza</b></a></p>
<p><a href="https://www.fasi.biz/it/notizie/approfondimenti/23052-turismo-cu%20ltura-4-0-recovery-plan.html"><b>Recovery Plan: i fondi europei per cultura e turismo </b></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/la-casa-ideale-post-pandemia-e-rurale-smart-e-wellness/"><b>La casa ideale post pandemia: rurale, smart e wellness</b></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/metodologia-3r-rilevare-rigenerare-rivendere/"><b>La metodologie delle 3R: Rilevare, Rigenerare e Rivendere</b></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/proptech-cose-come-funziona-potenzialita-future/"><b>PropTech: cos’è, come funziona e potenzialità future</b></a></p>
<p><a href="http://geolander.it/le-case-pettegole-la-prima-location-intelligence-platform-delle-case-e-dei-territori-rurali-italiani/"><b>Case pettegole</b><b>: la prima Location Intelligence Platform delle case e dei territori rurali italiani</b></a></p>
<p><a href="https://docs.google.com/document/u/0/d/16GSyISryYXM0vW4YRB6LC-ivJdt_0xJfERyxcIQX4IU/edit"><b>Geomatica per neofiti: definizioni e strumenti</b></a></p>
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