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	<title>arte Archives - Geolander</title>
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		<title>Arte e innovazione: intervista a Giovanna Baldissin Molli</title>
		<link>http://geolander.it/arte-e-innovazione-intervista-a-giovanna-baldissin-molli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonietta Latronico]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Apr 2022 15:43:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geoculture]]></category>
		<category><![CDATA[Patrimonio storico-culturale]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[digital twin]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanna Baldissin Molli]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Oratorio di San Giorgio di Padova]]></category>
		<category><![CDATA[Università di Padova]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giovanna Baldissin Molli è una studiosa senior dell’Università degli Studi di Padova dal 2018 e professore aggregato, docente di Storia delle Arti applicate e dell’Oreficeria dal 1981 nel&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Giovanna Baldissin Molli</strong> è una studiosa senior dell’Università degli Studi di Padova dal 2018 e professore aggregato, docente di Storia delle Arti applicate e dell’Oreficeria dal 1981 nel corso di laurea magistrale in Storia dell’Arte dell’Università degli Studi di Padova. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Presidente dell’Associazione Museo Antoniano e membro (novembre 2016-novembre 2021) del Collegio di Presidenza della Veneranda Arca di S. Antonio di Padova.</span></p>
<p><b>La Veneranda Arca di Sant’Antonio ha realizzato il Digital Twin dell’Oratorio di San Giorgio di Padova, inserito nella World Heritage List dell’Unesco. Ci racconta com’è nata questa esperienza?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nell’ambito di normali relazioni di lavoro ho conosciuto l’attività di Geolander.it e li ho ascoltati con molto interesse. Il loro ambito di lavoro era, sembrava all’inizio, lontano da quello della storia dell’arte e della tutela dei Beni culturali, ma la percezione che ho avuto è stata quella di una volontà, che ho condiviso subito, di poter dialogare insieme. Perciò è stato facile coinvolgerli in un progetto per l’oratorio di San Giorgio (sito che fa parte dell’insieme dei cicli affrescati padovani ora riconosciuto patrimonio dell’Umanità) al quale abbiamo collaborato mettendo in condivisione le reciproche competenze.</span></p>
<p><b>Prof.ssa Baldissin Molli cosa può rappresentare per l’Unesco il Digital Twin di un suo bene.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le risposte sono molteplici. Vorrei intanto ricordare che l’inserimento nella World Heritage List non è un ‘premio’ dato alla qualità di un sito e alla modalità con cui i responsabili di esso se ne prendono cura. Il riconoscimento UNESCO è un impegno e un richiamo a far sì che l’eccezionale valore di quel bene, la sua tutela e l’attenzione vigile su tutto ciò che lo riguarda siano posti in essere al miglior livello possibile. Il Digital Twin è, in questo senso, una risposta eccellente per quanto riguarda lo stato d’esistenza del bene all’interno del contesto in cui è situato e costituisce una prima azione su cui dopo elaborare e pianificare successivi interventi di tutela e di comunicazione.</span></p>
<p><b>Quali sono, secondo la sua visione, i cambiamenti concreti che questo tipo di innovazione porterà nella conservazione, tutela e gestione dell’Oratorio di San Giorgio. </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Abbiamo, grazie al Digital Twin, un ‘punto fermo’ della situazione dell’Oratorio a cui far riferimento nei prossimi anni, una possibilità di confronto con possibili ‘varianti’ legate ad eventi e/o cambiamenti ambientali, traumatici o di lungo periodo. I ‘dati’ del gemello esploso, sezionato, tagliato, scoperchiato ci permettono di considerarlo secondo prospettive diverse. Alcune domande, per esempio quella relativa alla presenza del sottotetto, iniziamo a porle ora, grazie alla particolare caratteristica del gemello digitale di permettere l’analisi sempre senza prescindere da una veduta completa e ‘sintetica’, cioè nell&#8217;interezza del bene.</span></p>
<p><b>Quali sono, invece, le utilità pratiche per la comunità, i visitatori, gli studiosi e i diversi attori interessati. </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Digital Twin ha suscitato intanto un risveglio di interesse nei confronti dell’Oratorio. Sollecitare la curiosità è un primo passo per spiegare, motivare, per arrivare alla visita del luogo, portatore come tutti i cicli di affresco del sito UNESCO, di valori artistici, storici e culturali di cui è riconosciuta la unicità e l’eccezionalità. In più l’oratorio di San Giorgio, grazie ai suoi rapporti evidenti con la cappella degli Scrovegni, si pone come uno degli indicatori più interessanti della diffusione di quel modello giottesco, evidenziando inoltre l’importanza della committenza, raffigurata negli affreschi con una straordinaria evidenza visiva. Vi sono chiavi di lettura molteplici con cui visitare e ripetere la visita: le storie dipinte, il dato della vita quotidiana, l’internazionalità dei personaggi raffigurati, il dato della ritrattistica. E altre cose vorremmo capire. Decifrare quel resto di inscrizione ancora leggibile sotto i </span><i><span style="font-weight: 400;">Funerali di Santa Lucia</span></i><span style="font-weight: 400;">. Capire se e quale altare ci fosse, comprendere quale uso si facesse dell’oratorio: solo privato oppure anche aperto al pubblico?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ogni aspetto maggiormente compreso dagli studiosi e diffuso a tutti arricchisce la comunità in termini di consapevolezza e quindi di responsabilità condivisa del mantenimento e della tutela del bene.</span></p>
<p><b>Il Digital Twin è diverso dal comune Virtual Tour, ci può fare un esempio concreto e cosa cambia nella visita del bene.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Direi così: la fotografia blocca talvolta un’istantanea di qualcosa che fa parte del panorama quotidiano che noi vediamo, su cui il nostro sguardo scorre senza soffermarsi. La fotografia ferma il nostro sguardo, ci fa riconoscere qualcosa di particolare, ci induce e ci riporta a osservare dal vero qualcosa su cui prima il nostro sguardo scorreva senza attenzione, spostandoci dall’immagine all’oggetto reale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mi pare che possiamo dire la stessa cosa del Digital Twin. Richiama la nostra attenzione, ci dice che in quel punto urbano, in un preciso rapporto con altri edifici circostanti (in questo caso con un giacimento poderoso di beni culturali come la basilica del Santo) e con un invaso di spazio libero come Prato della Valle, esiste un edificio che merita tutta la nostra attenzione, che sarà ricambiata da </span><span style="font-weight: 400;">un’esperienza estetica, cioè compiuta con i sensi, per noi gratificante, ripetibile e sempre diversamente arricchente. Nulla sostituisce la visita </span><i><span style="font-weight: 400;">in loco</span></i><span style="font-weight: 400;">, la sola in grado di indurre in noi un’esperienza estetica, non di consumo veloce ed effimero, ma di vero impegno fisico, tale da lasciare un segno dentro di noi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">ll Digital Twin richiama e indica questa possibilità, mostra ‘da lontano’ e insieme colloca nel reale, suggerisce, induce, sollecita ma non si sostituisce a una ‘fisicità’ di reale spostamento nel tempo. </span><span style="font-weight: 400;">In questo senso è molto diverso dal Virtual Tour, che trovo utile da usare in siti ‘irraggiungibili’ per lontananza o altri motivi.</span></p>
<p><b>Prof.ssa Baldissin Molli, in base alla sua esperienza, quali possono essere i vantaggi potenziali e futuri di questi strumenti innovativi nella tutela, valorizzazione e gestione del patrimonio storico o monumentale costruito.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Credo che stia a noi inventare e mettere a punto strategie di monitoraggio e conservazione, sfruttando gli strumenti innovativi. Direi che un aspetto importante è quello del contesto in cui il bene è inserito. Ogni possibilità di misurazione rispetto ai dati ambientali più diversi concorre a creare una mappatura la cui utilità avrebbe ricadute sul bene e sul contesto. Se pensiamo che il sito padovano degli affreschi è seriale, e se potessimo avere di ogni sito il </span><i><span style="font-weight: 400;">Digital Twin</span></i><span style="font-weight: 400;">, le zone di interesse si allargano. Se poi potessimo anche pensare a percorsi di collegamento analogamente ‘raddoppiati’ tutto il centro storico ne trarrebbe beneficio, come se una griglia di controllo, e quindi di tutela, potesse estendersi e aiutare la qualità delle scelte, ad esempio, in fatto di circolazione o della manutenzione del verde pubblico.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non dobbiamo pensare all’evento traumatico e devastante per credere alla bontà dell’adozione del Digital Twin, quanto invece alla quotidianità, alla qualità della vita, alla bontà dei servizi proposti, soprattutto in città di affluenza turistica alta, come Padova. E’ ormai imprescindibile il dialogo tra la componente culturale e quella dei servizi, ed è la loro interazione che genera un sistema virtuoso, efficace, portatore di qualità per la città, i suoi abitanti e i suoi ospiti.</span></p>
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		<title>La bellezza in rivolta</title>
		<link>http://geolander.it/la-bellezza-in-rivolta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonietta Latronico]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Mar 2022 16:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geoculture]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[conservazione]]></category>
		<category><![CDATA[patrimonio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutti i grandi riformatori cercano di costruire nella storia quello che Shakespeare, Cervantes, Molière, Tolstoj hanno saputo creare: un mondo sempre pronto ad appagare la fame di libertà&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><span style="font-weight: 400;">Tutti i grandi riformatori cercano di costruire nella storia quello che Shakespeare, Cervantes, Molière, Tolstoj hanno saputo creare: un mondo sempre pronto ad appagare la fame di libertà e di dignità che sta in cuore ad ogni uomo. </span></p>



<p class="wp-block-paragraph"><span style="font-weight: 400;">La bellezza, senza dubbio, non fa le rivoluzioni. Ma viene il giorno in cui le rivoluzioni hanno bisogno di lei. </span></p>



<p class="wp-block-paragraph"><span style="font-weight: 400;">Si può, eternamente, rifiutare l’ingiustizia senza cessare di salutare la natura dell’uomo e la bellezza del mondo?</span></p>



<p class="wp-block-paragraph"><span style="font-weight: 400;">Questo è uno degli interrogativi che lo scrittore Camus si poneva nel suo libro “L’uomo in rivolta”.</span></p>



<p class="wp-block-paragraph"><span style="font-weight: 400;">Nietzsche, richiamato nelle pagine del libro, affermava che “<em>Nessun artista tollera il reale</em>”, questo è vero, ma è altrettanto vero che nel corso della storia anche l’uomo comune non ha tollerato e ha distrutto quanto è stato creato per rappresentare la realtà o una visione di essa.</span></p>



<p class="wp-block-paragraph"><span style="font-weight: 400;">Le rivolte individuali, gli eventi naturali, le guerre hanno sempre avuto ed hanno come vittime non soltanto le persone, ma anche la bellezza e tutto quanto essa rappresenta.</span></p>



<p class="wp-block-paragraph"><span style="font-weight: 400;">Le motivazioni che alimentano questa volontà distruttiva possono essere diverse, dalla semplice disattenzione pragmatica verso tutto ciò che è bellezza e porta ad esempio ad abbattere palazzi storici non tutelati per costruire nuovi spazi urbani anonimi e in spregio di manufatti dal valore inestimabile, a quelle ideologiche, religiose, politiche di eliminazione dell’identità, della memoria, della storia, del passato di un popolo.</span></p>



<h3 class="wp-block-heading"><b>Ma il mondo è condannato ad essere più o meno bello a seconda dell’opinione di chi può decidere oppure ci dev’essere un’idea universale di bellezza?</b></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><span style="font-weight: 400;">Prima del 1937 per arrivare a Piazza San Pietro, a Roma, si doveva attraversare antichi quartieri e un groviglio di vicoli che aprivano con sorpresa lo sguardo sulla bellissima piazza.</span></p>



<p class="wp-block-paragraph"><span style="font-weight: 400;">Ma Mussolini ritenne opportuno radere al suolo i vecchi borghi ed aprire l’attuale via della Conciliazione, un enorme strada che ha tolto l&#8217;incanto della sorpresa lasciando aperto lo sguardo sulla piazza.&nbsp;</span></p>



<p class="wp-block-paragraph"><span style="font-weight: 400;">Papa Urbano VIII Barberini pensò bene, invece, di far smontare quasi metà del perimetro esterno del </span><span style="font-weight: 400;">Colosseo</span><span style="font-weight: 400;"> per realizzare il palazzo di famiglia.</span></p>



<p class="wp-block-paragraph"><span style="font-weight: 400;">Palermo è piena di ville e palazzi storici abbattuti. Emblematica resta la demolizione di Villa Deliella famosa per essere stata rasa al suolo in una notte, con un perfetto tempismo prima che entrasse a far parte dei beni tutelati.&nbsp;</span></p>



<p class="wp-block-paragraph"><span style="font-weight: 400;">Tanti sono gli amministratori delle nostre città e borghi che con poca sensibilità e rispetto per la bellezza distruggono quanto di pregio è stato fatto in passato in nome di piazze, chiese e palazzi più funzionali alle necessità della vita moderna, anziché immaginare una riqualificazione aperta alla modernità nel rispetto della memoria dei luoghi.&nbsp;</span></p>



<p class="wp-block-paragraph"><span style="font-weight: 400;">Bisognerebbe prendere come esempio gli antichi romani che non eliminarono, ma fecero del reimpiego dei materiali un’arte. Colonne, capitelli, ornamenti ed ogni altro elemento per costruire ed abbellire come materiale già pronto, anziché farlo ex novo.</span></p>



<p class="wp-block-paragraph"><span style="font-weight: 400;">Ma nel passato c’è anche chi ha cercato di salvare la bellezza dalle catastrofi naturali e dalle guerre. Così, ad esempio, i veneziani tra il 1915 e il 1916 ricoprirono la Basilica di San Marco di armature di legno per proteggerla dai bombardamenti.</span></p>



<p class="wp-block-paragraph"><span style="font-weight: 400;">E’ certamente vero che tutto è in movimento e che le cose cambiano, ma forse di fronte alla bellezza oggettiva di un paesaggio della natura o realizzato dall’uomo dovremmo lavorare per costruire un’idea universale di bellezza che ci obblighi a preservarla per poterla trasmettere immutata a quanti verranno dopo di noi.</span></p>



<p class="wp-block-paragraph"><span style="font-weight: 400;">Ed allora si perfezionano le tecnologie per poter ricostruire, in caso di distruzione per eventi naturali o umani, ciò che resta o non esiste più.</span></p>



<p class="wp-block-paragraph"><span style="font-weight: 400;">La cappella Ovetari situata nella chiesa degli Eremitani a Padova e celebre per ospitare un ciclo di affreschi di Andrea Mantegna, bombardata durante la seconda guerra mondiale perse completamente quasi tutti gli affreschi, salvandosi soltanto due scene staccate.</span></p>



<p class="wp-block-paragraph"><span style="font-weight: 400;">Oggi, grazie ad un restauro, coadiuvato dall’uso di apparecchiature computerizzate, è stato possibile ricollocare e ridare vita ai quei frammenti.</span></p>



<p class="wp-block-paragraph"><span style="font-weight: 400;">Ed ancora si creano strumenti capaci di cristallizzare il patrimonio culturale nello stato in cui ci è pervenuto per poterlo custodire e preservare.</span></p>



<p class="wp-block-paragraph"><img decoding="async" class="wp-image-7448" style="width: 730px;" src="http://geolander.it/wp-content/uploads/2022/03/francesco-alberti-pNAjCI0auMU-unsplash.jpg" alt="bellezza"></p>



<h3 class="wp-block-heading"><span style="font-weight: 400;">La vera rivolta diventa, dunque, la conservazione della bellezza.</span></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><span style="font-weight: 400;">Si assiste, così, a piccoli segni di rivolta come il riconoscimento internazionale della tutela dei beni del patrimonio artistico che consente di processare e condannare chi commette “crimini contro l’umanità” quando si distrugge il patrimonio culturale.</span></p>



<p class="wp-block-paragraph"><span style="font-weight: 400;">Nel 2016, davanti alla Corte Penale internazionale dell’Aja, si è svolto il primo processo della storia per crimini contro l&#8217;umanità per la distruzione di templi e monumenti, nei confronti di Ahmad Al Faqih al-Mahdi, accusato di aver distrutto nel 2012 a Timbuctù nove tra moschee e mausolei risalenti tra il XIII e il XVII secolo. Al Mahdi, che si è riconosciuto colpevole dei crimini di cui è stato accusato, è stato condannato a 9 anni di reclusione.</span></p>



<p class="wp-block-paragraph"><span style="font-weight: 400;">Tristemente attuali le scene di guerra in Ucraina. </span></p>



<p class="wp-block-paragraph"><span style="font-weight: 400;">Nella città di Leopoli le donne hanno avvolto statue e quadri con teloni per metterli al sicuro. Un vero e proprio esercito di agenti è stato dispiegato per proteggere con ogni mezzo il ricco patrimonio architettonico e artistico che è valso a Leopoli l&#8217;iscrizione al patrimonio Unesco nel 1998.&nbsp;</span></p>



<h3 class="wp-block-heading"><b>Si può, eternamente, rifiutare l’ingiustizia senza cessare di salutare la natura dell’uomo e la bellezza del mondo?</b></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><span style="font-weight: 400;">Camus alla domanda risponde “sì” ed aggiunge che “<em>Mantenendo la bellezza, prepariamo quel giorno di rinascita in cui la civiltà metterà al centro delle sue riflessioni, lungi dai principi formali o dai valori sviliti della storia, quella virtù viva che fonda la comune dignità del mondo e dell’uomo, e che dobbiamo ora definire di fronte a un mondo che la insulta</em>”.</span></p>



<p class="wp-block-paragraph"><b>Linkografia</b></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.venetostoria.com/?p=8829#:~:text=UNA%20PADOVA%20DISTRUTTA%3A%20LA%20CAPPELLA%20OLIVETARI%20CON%20GLI%20AFFRESCHI%20DEL%20MANTEGNA,-di%20Millo%20Bozzolan&amp;text=La%20cappella%20Ovetari%20si%20trova,il%201448%20e%20il%201457."><span style="font-weight: 400;">Una Padova distrutta: la cappella Olivetari con gli affreschi del Mantegna</span></a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://catalogo.beniculturali.it/approfondimento/la-protezione-del-patrimonio-culturale-al-tempo-della-grande-guerra/la-guerra-sui-cieli-venezia#:~:text=Pi%C3%B9%20complicata%20fu%20la%20protezione,la%20perdita%20delle%20tessere%20musive."><span style="font-weight: 400;">La guerra sui cieli di Venezia</span></a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.finestresullarte.info/opinioni/distruzioni-patrimonio-guerre-cosa-puo-fare-la-comunita-internazionale"><span style="font-weight: 400;">La distruzione dei beni culturali durante le guerre: cosa può fare la comunità internazionale?</span></a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.ultimavoce.it/arte-in-ucraina/"><span style="font-weight: 400;">Arte in Ucraina: la cultura non sfugge alla distruzione</span></a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.rainews.it/photogallery/2022/03/le-statue-avvolte-dai-teli-i-quadri-nei-bunker-leopoli-mette-in-salvo-le-sue-opere-darte-340a8d35-0210-41d0-aede-d41683dadc99.html"><span style="font-weight: 400;">Leopoli mette in salvo le sue opere d’arte</span></a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="http://geolander.it/loratorio-di-san-giorgio-di-padova-rivive-con-il-suo-digital-twin/">L’Oratorio di San Giorgio di Padova rivive con il suo Digital Twin</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Crediti</p>



<p class="wp-block-paragraph">Foto di&nbsp;<a href="https://unsplash.com/it/@frensisalberti?utm_content=creditCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=unsplash">Francesco Alberti</a>&nbsp;su&nbsp;<a href="https://unsplash.com/it/foto/una-statua-di-un-uomo-e-una-donna-con-una-stella-in-testa-pNAjCI0auMU?utm_content=creditCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=unsplash">Unsplash</a></p>
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